Quale distanza mi separa da loro. Eh?

#1
Ho letto poc'anzi sul Il Sole 24ore Domenica questo articoletto sulla montagna e mi sono detta:
" quale distanza Sonia ti separa da questa mentalità di intendere e vivere la montagna ".
Che maniera è di sfruttare - ammantandoli di cultura - luoghi che la stessa articolista considera " che ci siano voluti milioni di anni per innalzare i fondali oceanici nelle splendide vette delle Alpi " per poi colare sulle loro cime del cemento anche se ben modellato da studi prestigiosi?
P.S.
Oppure ... forse che io, arrabattandomi con una borsa di studio, penso da volpacchiotta sbirciando invano l'uva pendente della vigna?
 

Ultima modifica:
#2
Temo che tu sia in un "covo" di persone come te. Chi per scelta o cultura, chi per entrambe, fatto sta che vedo molti report di gite in luoghi "minori", come quelli che frequento io: le mie amate montagne piacentine.
Non mi posso permettere gran che di più, ma il punto é che a me, le "mie" montagne, piacciono troppo. Selvagge, ripopolate da ogni sorta di animale selvatico, proprio perché noi uomini stiamo cedendo ampi spazi in un territorio ancora vergine.
Ed io dovrei spendere di più, per andare in un posto devastato per accogliere orde di gente? Ma si accomodi pure...
 
#3
Quanti anni sono passati dal famoso atto di accusa di Messner contro il turismo di massa in alta montagna? Tanti.
Eppure la tendenza ad antropizzare un territorio da sempre inabitato non accenna ad arrestarsi.
Per un periodo penso si sia creduto in buona fede che questo giovasse all'economia delle comunità locali. Ora appare chiaro che la scomparsa dei caratteri naturali dell'ambiente di montagna, che per definizione è anche difficile e duro, porta con sè un impoverimento complessivo, che va oltre il danno ambientale.

Comunque penso si possa distinguere tra progetti di recupero di immobili preesistenti, tipo il museo della fotografia di montagna, e nuove costruzioni che compiacciono solo il narcisismo delle archistar...
 
#5
L'arte è l'altro più importante grimaldello (il primo è la religione, con i suoi sacrari, santuari, pellegrinaggi ecc ecc) con cui i gruppi di interesse economico cercano di sfondare il muro della opposizione alla pervasività del cemento nei luoghi di grande bellezza naturale.

Eppure salta all' occhio la evidente contraddizione: se la cima della montagna ispira a qualcuno l'idea di Dio, a tutto bene, se questo giustifica la costruzione di una tettoia di cemento per impedire che il prete prenda freddo no non va più bene.

Se l'arte, l'architerrura vuol trasformare in bello ciò che è brutto ben venga ma se un luogo era già bello di suo perché invaderlo? Per la vanità di farsi citare nei libri di architettura?

La casa di Malaparte a Capri



Altare della S.S. Trinità a Vallepietra (parco regionale dei monti Simbruini, Lazio)

 
#6
E' una naturale conseguenza dei nostri tempi, che sinceramente ne avrei fatto volentieri a meno, ma è anche il motivo per il quale esistono catene di negozi come la Decathon o, estremizzando, gli smartphone, internet etc etc.

Ciao :si:, Gianluca
 
#7
L'arte è l'altro più importante grimaldello (il primo è la religione, con i suoi sacrari, santuari, pellegrinaggi ecc ecc) con cui i gruppi di interesse economico cercano di sfondare il muro della opposizione alla pervasività del cemento nei luoghi di grande bellezza naturale.

Eppure salta all' occhio la evidente contraddizione: se la cima della montagna ispira a qualcuno l'idea di Dio, a tutto bene, se questo giustifica la costruzione di una tettoia di cemento per impedire che il prete prenda freddo no non va più bene.

Se l'arte, l'architerrura vuol trasformare in bello ciò che è brutto ben venga ma se un luogo era già bello di suo perché invaderlo? Per la vanità di farsi citare nei libri di architettura?

La casa di Malaparte a Capri



Altare della S.S. Trinità a Vallepietra (parco regionale dei monti Simbruini, Lazio)

Certo che pare proprio un distributore di benzina.Ci sono stato anni fa in bici quando la strada non era ancora asfaltata e già era pieno di bancarelle simoniache !!
 
#8
mi viene da porconare di brutto, da buon veneto.

a me preoccupa la stessa cosa in piccolo sui colli euganei: in vari gruppi stanno usando la scusante dei cinghiali, immessi da un gruppo di fanatici della caccia (per loro stessa ammissione pubblica) e impedendo ogni soluzione al problema per far implodere il parco e farne cadere ogni tutela.

gia' a lozzo atestino (guarda caso, dopo l'arrivo di un ex presidente della regione...) e a baone hanno cementificato alla grande. cosa accadrebbe se dovessero saltare le tutele? e soprattutto, perche' con una popolazione in netto calo e un disastro di case sfitte ed invendute, si continua a costruire e cementare e i prezzi della case salgono???

le risposte le avrei, ma meta' dei nostri capoccia, degli industrialotti e un po' di appartenenti ad enti vari e qualche divisa dovrebbero finire dentro, e la cosa ovviamente non e' possibile.
 
#9
Il sole24ore è il giornale della confindustria, e negli articoli c'è sempre un modo di vedere le cose orientato al business.
Anche su quelli che riguardano la montagna, che viene vista come risorsa da sfruttare e consumare.
Penso che abbia ragione il buon Messner: per viverla al meglio e con rispetto dell'ambiente bisogna accontentarsi di mangiare pane e formaggio e di camminare con le proprie gambe
 
#10
E' sempre un problema di misura, se di belle montagne ne avessimo decine di migliaia e se su qualcuna realizzassimo belle architetture, sia pure per ricchi (che ahimè esistono ed esisteranno, lo scrivo un po' forse per invidia ma soprattutto perché ritengo le grosse ricchezze quasi sempre frutto di delitti, ma questa è un'altra storia) allora la cosa sarebbe accettabile. Il problema è semplicemente che siamo in troppi ed abbiamo cementificato di tutto. Mi ripeto, è sempre questione di misura, una buccia di mela buttata in terra in escursione magari sfama un animaletto o concima il terreno, se passano centinaia di escursionisti e buttano bucce in un luogo sporcano e alterano il sistema. Un rifugio su un cucuzzolo è bellissimo, rifugi dappertutto no. Per finire, ma chi stabilisce la misura giusta?
 
#13
Tante regole già ci sono. Ci vorrebbe solo un governo cattivo che le faccia rispettare ed elimini tutto ciò che è fuorilegge. Non mi importa se certe abitazioni stanno sui libri di storia dell'arte, se lì nn ci possono stare o deturpano vanno levate di mezzo. Come hanno fatto gli inglesi con la Green belt di Londra ?
 
#14
@appenninocentrale Sono rimasto veramente scioccato dalle foto di Vallepietra postata.Ma che motivo c'è di fare una cosa del genere?! Non bastano le croci e le edicolette,che per me sono pure troppe, ci vuole pure la messa in ambiente suggestivo però con un pò di comfort. Purtroppo questa è una abitudine assai diffusa, pure sotto al Gorzano nel versante amatriciano c'è una grande cappella a forma di cappello di alpino ( !!).ma perchè'
 
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