Quali compiti deve permettere di svolgere un coltello da sopravvivenza?

Domanda 1: Ciao a tutti, volevo sapere secondo voi che compiti deve essere in grado di far svolgere un coltello da sopravvivenza da utilizzare in natura?


Domanda 2: Secondo voi è meglio un coltello più grosso e quindi pesante che però ad esempio per costruire un riparo efficace e comodo ci fa fare meno sforzo e richiede meno tempo o uno più piccolo e leggero che ci fa affaticare meno nel portarlo ma poi nell'utilizzo pratico per lavori più gravosi richiede molto più tempo e fatica?
 
S

Speleoalp

Guest
Personalmente il coltello, per queste attività, deve svolgere poche e basilari funzioni.

- riparo
- legna da ardere
- pulizia e preparazione del cibo
- lavorazioni varie

Il tutto sempre abbinato con quello che si trova già pronto e in natura, non deve fare tutto sempre lui e in maniera esagerata.

Per il resto del discorso.... velocità, efficacia, ecc.... dipende dalle persone, preferenze, capacità ed esperienze.
Tagliare più in fretta, per esempio, non significa che tutto ciò che serve sarà allestito in minor tempo rispetto ad altri.
Di logica ok, ma in realtà...........
 
Domanda 2

Dipende da come sei abituato tu ;) per il semplice motivo che non sapendolo prima, quando avverrà l'emergenza vera, tutto dipenderà da cosa avrai in quel momento. In altre parole se abitualmente "giri" con il coltellone la risposta alla tua domanda è "il coltellone", se invece vai in giro con un coltellino la risposta è "il coltello leggero".

Per il mio punto di vista non c'è una risposta universale nel senso che chiunque può rispondere A o B ed avere comunque ragione, nel senso che potrebbe essere tranquillamente una risposta condivisibile :)

Io porto un coltello dalla lama generosa, 7"-8", praticamente da sempre ma, in caso di necessità, ho la presunzione (o la speranza se preferisci :)) di svolgere le attività principali anche con un coltello più piccolo; ovviamente non mi pongo problemi di peso, nel senso che i miei "giri" non sono così impegnativi (oggi) da dover lesinare sui grammi ma non è neanche la mia filosofia abituale (fare il cacciatore di grammi).

Idealmente, in caso di emergenza, vorrei avere il "mio" Ka-Bar USMC ma sapendolo prima, come già scrissi in un tuo thread (se non erro) similare (almeno per me), vorrei tutto l'armamentario..... coltellone accetta sega coltellino trapano motosega ect ect.

Ciao :si:, Gianluca
 
Le cose che deve svolgere in natura, le vedo esattamente come quelle che ha scritto Speleoalp.
In una situazione di emergenza non prevista, come durante un trekking, una scampagnata, o una qualunque gita, non credo che porterei il coltellone, ma più che altro un fiss0 non eccessivamente pesante, ma comunque robusto ed in grado di lavorare legna senza problemi.
Se invece vado in natura già con l'idea di fare campo con un equipaggiamento minimo, allora coltellone.
Credo che l'idea e il progetto del WP-4, visto che ultimamente mi pare ti interessi molto, sia da attribuire a quest'ultimo approccio, cioè, come la chiamano alcuni, la pratica del survival sperimentale (o_O), inteso come attività in natura.
Non lo vedo realistico un escursionista che per un trekking di 3,4 ore, un gita in mtb, o un pic nic a base di panini, si metta nello zainetto un coltellone di 700 gr da utilizzare nel caso di un grave imprevisto, che sarebbe certo meglio di un piccolo e robusto fisso, ma forse un pò eccessivo; un pò come dire che nel kit di primo soccorso inseriamo anche un defiblillatore nel caso di un attacco cardiaco ad un compagno di escursione....:gover:...
Per escursioni con pernotto, in cui c'è la possibilità di fare un fuoco, e divertirsi costruendo utensili, allora uno può portarsi tutti gli strumenti che vuole..

Un rifugio: io porto sempre con me un paio di coperte isotermiche, ed un poncho occhiellato, quindi nel caso, una mucchia di fronde a terra sarebbero il rifugio, dato che il tetto lo farei con gli altri oggetti.

Fuoco: Al di la delle varie tecniche di accensione con metodi naturali, se capita un emergenza, metto via il firesteel, e uso l'accendino antivento o fiammiferi cerati, con cotone imbevuto di vaselina come esca, e strisce di tessuto cerato come accelerante; rametti piccoli e poco più grandi per l'accensione li prendo a mano e senza coltello, e con quelle due esche ho fatto più di un fuoco utilizzando legna umida per accenderlo.

In contesti di vera emergenza, credo che il coltello serva più che altro a questo; se ci siamo persi o attardati, dovendo passare fuori una notte, fuoco e riparo sono le due cose che dovrebbe fare un coltello, e per quanto un coltellone sia più comodo nell'utilizzo pratico, credo che sia più plausibile considerare di avere con se un fisso compatto.
 
ok, ho riletto.

premesso che non so un beeeep di survival e coltellacci, mi permetto tre considerazioni:

1)con tutto rispetto, ma la tua domanda vuol dire tutto e niente :) intendo che ovviamente non e' possibile dare una definizione "allround", perche' le variabili possibili sono migliaia. faccio un esempio prendendo qualcosa qua nel veneto: potresti trovarti in un'alluvione improvvisa in mezzo al polesine o in zona colli mentre l'acqua sale, oppure su una spiaggia con una piccola tromba d'aria in mare che solleva sabbia e oggetti (finche' sta a distanza, paradossalmente e' molto poco pericolosa direttamente ma la sabbia e i detriti possono creare molti problemi) oppure trovarti isolato in una vallata alpina per una frana. ovvio che serve elasticita' mentale. e che, siccome non esiste il coltello o l'utensile da taglio universale, bisogna un attimo arrabattarsi con quel che si ha e sperare di avere la cosa adatta al momento

2)nel 90% dei casi, il vero kit di sopravvivenza e' un asciugamano/una coperta, un panino ben imbottito e una bottiglia di acqua. se guardiamo le casistiche di chi si fa male in outdoor, tolti gli incidenti molto spesso sono cose banalissime.

3)l'italia e' molto antropizzata e relativamente piccola e, pur essendo idrogeologicamente instabile, per ora abbiamo la fortuna che i disastri sono sempre stati localizzati (e' difficile che avvenga un evento massivo come ad es il terremoto di messina o una eruzione pliniana o un'alluvione enorme). anche in caso di disastri, e' difficile che i soccorsi non arrivino alle svelte. a proposito, chapeau agli alpini per aver ricostruito quel famoso ponte in tempi record.

il tutto IMHO.

comunque, dovendo scegliere un coltello, valuterei 3 cose:

1)l'ambiente che frequenti piu' spesso (ovvio che se vivi a porto tolle hai degli alberi ma soprattutto hai da tirar giu' vegetazione molle e serve qualcosa che resista bene ad acqua e sale, se stai in cima alle alpi hai solo boschi ed erba, se come me hai la sfiga che passi di qua e di la ti attacchi e preghi :D )

2)le tue capacita' (se hai come me il fisico da lanciatore di coriandoli, a portarti un cortello da un kg sono bestemmie; inoltre conta cosa sai fare e come lo sai fare, ognuno ha approcci diversi e lavora in modo diverso)

3)quanta paura hai degli zombie (nel mio caso zero, in compenso ho una paura fottuta dei velociraptor) :D

il mio consiglio: prova!!!
 
Anche io mi iscrivo per rimenere aggiornato alla discussione ma non posso portare alcun contributo all'argomento perchè non ho esperienza di "sopravvivenza".
Noi facciamo giri bei boschi con tende (o si va per bivacchi), acqua, cibo ecc. per cui il massimo dell'imprevisto è finire troppo presto il vino o il pane...

Una volta solo ci è capitato di non trovare il rifugio previsto per il pernotto (e non avevamo dietro le tende) ed allora abbiamo dovuto riadattare un vecchio essicatoio in pietra per le castagne, con metà del tetto crollato e il coltello non sarebbe servito.

Per il coltello, come dicono in tanti, con quello grosso ci puoi fare anche quello che faresti col piccolo, viceversa no. Ad ogni modo credo che il modello "Nessmuk" sia quello più polivalente.
 
Le cose che deve svolgere in natura, le vedo esattamente come quelle che ha scritto Speleoalp.
In una situazione di emergenza non prevista, come durante un trekking, una scampagnata, o una qualunque gita, non credo che porterei il coltellone, ma più che altro un fiss0 non eccessivamente pesante, ma comunque robusto ed in grado di lavorare legna senza problemi.
Se invece vado in natura già con l'idea di fare campo con un equipaggiamento minimo, allora coltellone.
Credo che l'idea e il progetto del WP-4, visto che ultimamente mi pare ti interessi molto, sia da attribuire a quest'ultimo approccio, cioè, come la chiamano alcuni, la pratica del survival sperimentale (o_O), inteso come attività in natura.
Non lo vedo realistico un escursionista che per un trekking di 3,4 ore, un gita in mtb, o un pic nic a base di panini, si metta nello zainetto un coltellone di 700 gr da utilizzare nel caso di un grave imprevisto, che sarebbe certo meglio di un piccolo e robusto fisso, ma forse un pò eccessivo; un pò come dire che nel kit di primo soccorso inseriamo anche un defiblillatore nel caso di un attacco cardiaco ad un compagno di escursione....:gover:...
Per escursioni con pernotto, in cui c'è la possibilità di fare un fuoco, e divertirsi costruendo utensili, allora uno può portarsi tutti gli strumenti che vuole..

Un rifugio: io porto sempre con me un paio di coperte isotermiche, ed un poncho occhiellato, quindi nel caso, una mucchia di fronde a terra sarebbero il rifugio, dato che il tetto lo farei con gli altri oggetti.

Fuoco: Al di la delle varie tecniche di accensione con metodi naturali, se capita un emergenza, metto via il firesteel, e uso l'accendino antivento o fiammiferi cerati, con cotone imbevuto di vaselina come esca, e strisce di tessuto cerato come accelerante; rametti piccoli e poco più grandi per l'accensione li prendo a mano e senza coltello, e con quelle due esche ho fatto più di un fuoco utilizzando legna umida per accenderlo.

In contesti di vera emergenza, credo che il coltello serva più che altro a questo; se ci siamo persi o attardati, dovendo passare fuori una notte, fuoco e riparo sono le due cose che dovrebbe fare un coltello, e per quanto un coltellone sia più comodo nell'utilizzo pratico, credo che sia più plausibile considerare di avere con se un fisso compatto.

Quoto praticamente tutto, anche io quando vado in montagna mi porto il kit di emergenza, coperta per la notte, dell'acqua in più, poncio occhiellato, esche e fiammiferi per accendere il fuoco.
Non si sa mai..

Poi come è sempre stato detto, il coltello Survivor é quello che hai al momento del bisogno, se uno fa campo e ha l'accetta, quello non é Survivor ma é campo, se uno fa una passeggiata poco impegnativa con la morosa e le cose si mettono male e si deve pernottare fuori e hai solo dietro il vic (perché magari la tua morosa non vuole che fai rambo portadoti il coltello da mezzo chilo) allora quello é il tuo coltello da sopravvivenza.

Quindi se si vuole vederla in questo contesto, é meglio abituarsi a non affidarsi al coltellaccio, ma più alla capacità di adattarsi nelle varie situazioni, come dice speleo (ti rubo la cit) il coltello più affilato é la tua mente
 
Volevo chiedervi un parere,secondo voi quali sono i "test" utili e sensati da fare con il coltello a lama fissa che ci portiamo in natura?
Questi sono quelli che faccio io...

Feather Stiks
Lavori di intaglio
Batoning
Preparazione cibo
Chopping (quando le dimensioni della lama lo consentono)

Ve lo chiedo per capire se sono strano io o sono assolutamente inutili test come tagliare chiodi in due....spaccare mattoni o conficcare il coltello in un albero di traverso e salirci sopra....
Molti utenti vedo che fanno questo genere di test ma non ne capisco il senso, voi sapete dirmi che senso ha?
 
S

Speleoalp

Guest
Personalmente ritengo che i "test" non siano altro che "esibizionismo" o voglia di far "stra-fare" il tutto ;) Sia per "elogiare" specifiche e caratteristiche che comunque sono esagerate nei contesti naturali, sia per il desiderio opposto di sminuire qualcosa di diverso ;)

Il vero "test", se lo si vuole chiamare realmente così, é uscire, uscite reali e concrete, e far fare al coltello quello che é necessario sia fatto ;)
Senza giochini vari ;) Senza stra-fare, ingigantire il tutto, etc,.... ma rapportarlo a quello che si stà facendo, per quanto tempo lo si fà e all'approccio con cui lo si fà.

Tutto il resto personalmente lo ritengo proprio un "giocare", "una passione ludica", un "esibire" svariate cose.... Chiaramente il tutto paragonato al contesto "avventurosamente- attività" trattate.
 
Volevo chiedervi un parere,secondo voi quali sono i "test" utili e sensati da fare con il coltello a lama fissa che ci portiamo in natura?
Questi sono quelli che faccio io...

Feather Stiks
Lavori di intaglio
Batoning
Preparazione cibo
Chopping (quando le dimensioni della lama lo consentono)

Ve lo chiedo per capire se sono strano io o sono assolutamente inutili test come tagliare chiodi in due....spaccare mattoni o conficcare il coltello in un albero di traverso e salirci sopra....
Molti utenti vedo che fanno questo genere di test ma non ne capisco il senso, voi sapete dirmi che senso ha?
Un senso, in un certo qualmodo, ce l'hanno anche questi test ed è quello di verificare che il coltello sia "in grado" di fare certe cose, non che debba farle di continuo.

Ad esempio, una volta in escursione mi è capitato di dover tagliare del filo spinato e con il mio coltello ce l'ho fatta. Ovviamente non avevo grossi dubbi: acciaio temprato contro fil di ferro, vince sicuro.
Ma non per questo abitualmente taglio con il mio coltello chiodi o simili...

Un'altra volta ho utilizzato la parte finale del manico come battente per sbloccare un catenaccio, ci sono riuscito senza che il manico mi sia rimasto in mano. Ma l'ho fatto solo quella volta.

Oppure in un'occasione può servire usare la lama come leva, non è certo la destinazione d'uso abituale per una lama, ma se sai che è in grado di sopportare forti sollecitazioni, lo fai.

Se poi hai la certezza che non ti serviranno mai utilizzi "non convenzionali" del tuo coltello, allora vanno bene i test che fai tu.
 
Quando sono reali, i test, forniscono, anche se esagerati, indicazioni in merito alle caratteristiche del coltello, visto che parliamo di coltelli.

Se un coltello, piantato nel terreno, resiste ad un rinoceronte che gli salta sopra a mò di trampolino, per quanto assurdo, per quanto improbabile, per quanto stupido, in ultima analisi, fornisce, in maniera scenografica, comunque una determinata informazione ....... ovviamente stà poi al singolo coglierla o meno, ripeto, sempre immaginando che il tutto sia reale e non falsificato o pilotato.

Il problema di certi test, secondo me, è che rischiano, nella loro teatralità, di essere fuorvianti poichè, magari, esaltano delle caratteristiche che nella realtà, semplicemente, non avvengono o se avvengono lo fanno con una percentuale talmente bassa che sono praticamente mosche bianche.

Tagliare una vie con il coltello non è una prassi normale, nessuno con un minimo di "cervello" lo farebbe se non per sbaglio o qualche situazione estrema, però io, in senso lato, mi convinco che il coltello è "buono" per cui, magari, lo compro quando però, sempre magari, non mi rendo conto che un coltello del genere, per riaffilarlo, ci vuole la mola o è talmente "duro" che se cade si spezza.

Per alcuni aspetti si potrebbero paragonare ai crash test delle auto, nessuno le utilizza in quel modo però forniscono informazioni specifiche in condizioni specifiche ma non quelle più utili a livello spiccio ....... quanto consuma ? per esempio.

Poi sta al singolo fare le valutazioni in merito, ad esempio c'è chi non gli importa quanto consuma un auto ma solo quanto è sicura in caso di un frontale o, quanto meno, pone delle priorità, ad esempio, prima la sicurezza dei crash test e poi i consumi ....... ripeto, per esempio.

Ciao :si:, Gianluca
 
S

Speleoalp

Guest
...beh, sò che é solo un esempio... ma diciamo che ogni volta che una persona prende la macchina, può capitare un frontale, un laterale, un ribaltamento. Quindi sono un pelo più sensati e seri...
Quando si parla di coltelli, ricordandosi in quale sito ci si trova,.... gira che ti rigira, le attività e i lavori son quelli. C'é poco da girarci, appunto, in giro ;)

La differenza non é nemmeno direttamente sui coltelli, attrezzi, ma sul voler far passare certe attività.... come situazioni e atti "Ramboidiani" ;) In cui si devono fare chissà quali cose, in cui servono chissà quali specifiche.... che guai a collegarle solo ai propri desideri, nooooooooo.... bisogna farle passare come questioni essenziali per la pratica ;) Che come dicevo, gira che ti rigira, son sempre le stesse cose.
 
può capitare
..... tante cose girano intorno a questo :) e passano magari anni, se non una vita, senza che si avverino, tra parentesi, conosco gente che non ha mai avuto incidenti (magari fossi io :().

Comunque ogni test, secondo me, se realizzato senza "malizia" ha il suo senso, poi stà al singolo capire se quell'informazione gli serve o meno.

Ciao :si:, Gianluca
 
S

Speleoalp

Guest
Idem.... proprio in una stradina di montagna, proprio sulle sponde di un laghetto, ahah Almeno sarebbe stata una morta in un luogo paradisiaco ;)

Certamente, é proprio quello che intendo.... come per tutto, se le cose vengono fatte in una certa maniera e trasmesse pure in una determinata maniera, possono avere un senso ed essere potenzialmente "curiose", "interessanti". Purtroppo, per le percepisco io, spesso é tutta un'altra questione, atteggiamenti, teorie ;)
 
La mia risposta sara' forse banale, ma per me il compito che deve assolvere e':
-permettermi di sopravvivere
Spiego: potrei capitare in qualsiasi situazione quindi magari in alcuni contesti e' meglio un coltello "da legna" in altri uno leggero (es. naufragio) quindi dovrebbe essere un coltello che io al momento non ho trovato.
Concordo con chi dice che non e' il coltello a permetterti di sopravvivere ma chi e come lo usa.
Per assurdo potresti proprio non averlo con te e quindi? gia' ti dai per morto?
Ciao The_Hawk
 
S

Speleoalp

Guest
....no, personalmente é proprio per quello che non ritengo certe caratteristiche di lame, e compagnia, fondamentali, in quanto é solo un strumento in più ;)

Però devo ammettere che fantastico su certe situazioni, solamente quando stò guardano dei film/telefilm apocalittici, ahah

Altrimenti mi baso sulle uscite in natura e vita in essa ;)
Anche perché certe cose, in certi ambienti, non le porto di principio.... quindi di base l'adattamento, la capacità di arrangiarsi diventa di vitale importanza ;)
 
Il test che faccio io è vedere se taglia il legno e quanto resta affilato, chopping se mi serve e se la lama è piccola e leggera gli battono sopra ma è un chopping per capirsi, un test valido è piantare la punta nel legno e tirare di lato, occhio che può rompersi la punta , se regge quel test per me è già valido, per il resto anche se so che può sopportare un tir in corsa, mi fa piacere saperlo ma non mi metto a fermare i tir con il coltello.
 
....no, personalmente é proprio per quello che non ritengo certe caratteristiche di lame, e compagnia, fondamentali, in quanto é solo un strumento in più ;)

Altrimenti mi baso sulle uscite in natura e vita in essa ;)
Perfettamente daccordo con te, inventiva, spirito di adattamento, conoscenze e saperle applicare vincono sicuramente se poi abbiamo un'arnese che ci facilita il compito che abbiamo in testa ben venga altrimenti bhe si trova un'altra soluzione!
The_Hawk
 
Sapete tutti che i trappers e i coloni americani usavano coltelloni da cucina e tutt'ora sebbene temprati meglio e moderni usano coltelli simili, non più spessi di 2,5/ 3 mm , per lo più carboniosi , in caso di bisogno hanno dietro una accetta o un'ascia, niente coltelloni supermegafighiacciaiosupertecnologico, e loro vivono tutto l'anno situazioni che noi affrontiamo all'acqua di rose nei week end e nelle escursioni. Quindi il "manico" vale quanto è più del coltello,il resto è esperienza e tecnica d'uso ed ogni uno ha le sue preferenze, se no avremmo tutti lo stesso coltello.
 

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