Quando bisogna prendere una decisione...

Ciao a tutti, vi è mai capitato durante le escursioni di prendere decisioni importanti (per voi e per i vostri amici) quando le cose iniziano a mettersi male? (es. arrivo mal tempo, calo temperature improvvise, oppure quando non trovate il sentiero?)

devo dire che mi sono capitate 4/5 situazioni "potenzialmente" pericolose.... la piu recente è quando io e una mia amica scalavamo una montagna in cresta (il tempo era ottimale ma ventoso). poco prima di arrivare in cima la mia amica ha iniziato a soffrire freddo alle mani a causa del vento forte fino a doversi fermare perchè non riusciva a muovere le mani. in quel momento avevo capito della gravità della situazione e che si doveva tornare indietro ma rifare il percorso dell'andata era impossibile per lei perchè voleva dire un altra ora e mezza di vento gelido. allora decisi di percorrere un fuori sentiero in mezzo ai boschi (aiutandomi con gps e senso dell'orientamento) in circa 3 ore siamo riusciti a tornare a valle senza particolari problemi. Ripensandoci se non ci fossi stato io non so come avrebbe fatto....
 
Ciao! Mi è capitato giusto questa estate, durante un'escursione sui Sibillini. Il meteo era ottimo, in linea con le previsioni. Eravamo ancora in cresta, nei pressi di Palazzo Borghese, quando il cielo in circa 10 minuti si è chiuso completamente. Un fulmine a circa 150 metri suona la sveglia. Per prima cosa spegniamo i telefoni, poi via di corsa verso un canale che scende diritto alle macchine. Passano pochi minuti e un altro fulmine fa luce proprio sopra il canale, ancora una volta vicinissimo. A quel punto decido di scendere più avanti, allungando di qualche chilometro. Per fortuna siamo riusciti a tenerci il temporale alle spalle. Rientro a casa, e dopo qualche ora esce un articolo in cui si parlava di una ragazza colpita da un fulmine sulla cresta del Vettore. Devo dire che ce la siamo vista davvero brutta!
 
Ciao! Mi è capitato giusto questa estate, durante un'escursione sui Sibillini. Il meteo era ottimo, in linea con le previsioni. Eravamo ancora in cresta, nei pressi di Palazzo Borghese, quando il cielo in circa 10 minuti si è chiuso completamente. Un fulmine a circa 150 metri suona la sveglia. Per prima cosa spegniamo i telefoni, poi via di corsa verso un canale che scende diritto alle macchine. Passano pochi minuti e un altro fulmine fa luce proprio sopra il canale, ancora una volta vicinissimo. A quel punto decido di scendere più avanti, allungando di qualche chilometro. Per fortuna siamo riusciti a tenerci il temporale alle spalle. Rientro a casa, e dopo qualche ora esce un articolo in cui si parlava di una ragazza colpita da un fulmine sulla cresta del Vettore. Devo dire che ce la siamo vista davvero brutta!
Conosco molto bene quella zona...da palazzo borghese indipendentemente dove decidi di scendere sono almeno 2 ore di discesa poi se parli del canale che porta a foce quello è un tratto non facile (molto in pendenza e roccioso) e se fatta di fretta ti ritrovi le ginocchia spaccate
 
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Conosco molto bene quella zona...da palazzo borghese indipendentemente dove decidi di scendere sono almeno 2 ore di discesa poi se parli del canale che porta a foce quello è un tratto non facile (molto in pendenza e roccioso che spacca le ginocchia).
Sì, comodo non lo è di certo, ma è il percorso più veloce e diretto per scendere a Foce. Alla fine siamo scesi per lo Zappacenere, beccandoci giusto un po' di pioggia.
 
Io vado sempre solo e durante ogni escursione mi ritrovo davanti a decisioni da prendere, più o meno alla svelta, più o meno determinanti. Questo é il bello della montagna, ci mette continuamente davanti a dei bivi, che , a seconda del grado di difficoltá che si affronta, possono portare ad errori potenzialmente fatali. É questo uno degli aspetti che più mi piace. L esperienza é fondamentale per abbassare la probabilitá di finire nei guai. Si parte dal come mi vesto? Cosa mi porto? Dove vado? E giá qui , se ad esempio decidiamo di non portarci alcuni pezzi di attrezzatura o di andare ad affrontare gradi per cui non siamo preparati possiamo andare incontro a guai.
Si finisce col decidere, praticamente , se vivere o morire, se imbocchi un terzo grado su un tratto esposto potrebbe essere troppo tardi per disarrampicare. In questi anni mi sono preso grossi rischi. Un altra cosa determinante per ridurre il rischio é mantenere la luciditá, che dopo molte ore di cammino é facile perdere, per cui mantenere sempre la calma e curare bene idratazione e alimentazione. Tra tutte , la decisione più estrema a cui mi son trovato di fronte é stato quando mi sono distrutto una gamba dopo un volo di diversi metri a 2300m di quota : la macchina era parcheggiata sotto a 1000slmm con circa 6km di cammino da affrontare. Avrei dovuto mantenere la calma e chiamare i soccorsi visto che avevo frattura scomposta del perone e frattura bimalleolare con distorsioni annesse, ma il cervello si é come spento e impostato in modalità ritorno a casa ad ogni costo, dopo 7 lunghe ore di agonia hi raggiunto la macchina con una gamba che era diventata una zampogna essendosi instaurata una sindrome compartimentale che mi avrebbe condotto all amputazione se non risolta. Morale della favola se v fate male chiamate i soccorsi, se possibile. Sennò provate a salvarvi, sarebbe meglio non farsi male ma se poi succede non fatevi prendere dal panico come ho fatto io, oh poi mi sono salvato uguale ma col senno del poi ho capito di aver fatto la scelta sbagliata in quanto comunque a tratti la copertura di rete c era mentre andando a camminare con delle lesioni del genere ho peggiorato di molto la situazione.
 
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mah,mettiamola così io finora ho sempre fatto in modo di NON dover prendere una decisione. facendo in modo che eventuali posti da caduta o comunque più rischiosi si passassero più lontano o facendo giri più "comodi"

Quasi mai la strada più diretta è la più facile,spesso è solo la più veloce
 
Ciao! Mi è capitato giusto questa estate, durante un'escursione sui Sibillini. Il meteo era ottimo, in linea con le previsioni. Eravamo ancora in cresta, nei pressi di Palazzo Borghese, quando il cielo in circa 10 minuti si è chiuso completamente. Un fulmine a circa 150 metri suona la sveglia. Per prima cosa spegniamo i telefoni, poi via di corsa verso un canale che scende diritto alle macchine. Passano pochi minuti e un altro fulmine fa luce proprio sopra il canale, ancora una volta vicinissimo. A quel punto decido di scendere più avanti, allungando di qualche chilometro. Per fortuna siamo riusciti a tenerci il temporale alle spalle. Rientro a casa, e dopo qualche ora esce un articolo in cui si parlava di una ragazza colpita da un fulmine sulla cresta del Vettore. Devo dire che ce la siamo vista davvero brutta!
Per l'esattezza il fulmine ha colpito una ragazza sulla Punta di Prato Pulito, e per fortuna e tempestività dei soccorsi la ragazza alla fine, dopo qualche giorno, si è ripresa senza grosse conseguenza. Era con il ragazzo anche lui stordito dal fulmine. La loro fortuna è stata che ci fossero due ragazzi ad arrampicare nel vicino Scoglio dell'Aquila che hanno avvisato i soccorsi. Io ero al Vettore ma alle prime nubi ero già a Forca di Presta con la birra
 

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