Quando il bushcraft e il trapper cambiano tutto

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Speleoalp

Guest
Io utilizzo molto spesso la farina di Castagne, visto che in stagione sono facili da raccogliere e soprattutto facili da lavorare e conservare appunto sotto forma di polverina, ah Con essa ci faccio una specie di pane, che poi si può aromatizzare con l'aglio Orsino o qualsiasi altra erbetta trovata in natura (Tarassaco, Borsapastore, Acetosella, Ortica, Timo, ...).
Ci si fa anche una sorta di pasta, acqua e farina, lavorata, stesa e fatta a pezzetti, strisce o quel che si vuole... buttati poi in acqua bollente.
Anche la crema non è male, si fanno bollire e poi si "schiacciano" per bene. Ovviamente si possono mangiare anche semplicemente bollite, arrostite....

Ma la farina è stata una risorsa principale di tante belle esperienze in natura. Essì... molto utile ;)
 
Non si tratta di una recensione e nemmeno di un dictat. Semplicemente dopo aver letto tanto delle vostre esperienze, vorrei condividerne una mia. Penso sia stata l'esperienza che più mi ha cambiato l'approccio al mondo della sopravvivenza, sarà per il fatto che mi sono divertito un mondo, sarà per il fatto di non essere più giovanissimo, sarà per mille altri motivi ma volevo raccontarla a tutti.

Parto 3 giorni sulle montagne della Barbagia, per uno stage di trapper e bushcraft appunto. Decido, come al solito, di portare uno zaino piccolo, 22 litri, per farci stare tutto quello che mi serve: poncho, telo termico, gavetta, segaccio, pila, sacco a pelo, un cambio un una sacca stagna e poco altro. Porto con me delle bustine di zuppe d'orzo e cereali perché ci informano che sul posto troveremo il necessario per la cucina trapper.

APRITI CIELO.

Cosa tutto non si può fare con una padella, un po' di farina e due patate! Per me una nuova dimensione, che non avevo mai tenuto in considerazione. Con me c'era gente che con superzaini, migliaia di euro in attrezzatura, razioni k, cordura a profusione, sacchi a pelo e contro sacchi a pelo ecc. Un mondo lontanissimo dal mio che cerco di portare veramente l'indispensabile.
E dato che di solito vado in montagna con un amico, l'idea di non portare più il fornellino, la gavetta completa, ma solamente un cucchiaio/forchetta e il gavettino da incastrare sotto la borraccia per cucinare a fiamma viva come si faceva un tempo, sapere di avere a disposizione farina per far tutto quello che serve e aggiungerci all'occorrenza mentuccia selvatica, asparagi, fughi ecc che la natura offre, apre la porta della condivisione e mi rende felicissimo. Quindi uno porterà la padella attaccata allo zaino, l'altro la corda e il segaccio e ridurremmo ancora di più il materiale da portare.

Oltre alla riduzione delle cose da portare, che devo dire mi piace, cambia completamente il paradigma dello stare nel bosco.
Insomma, sono così felice che ci tenevo troppo a condividere con voi questa scoperta.

a presto
Nicola - Micio

E' bello leggere esperienze così sentite e coinvolte sulla vita all'aria aperta, che sia escursionismo, bushcomecavolosichiama ecc...

Però, non per fare lo spaccagavetta, vorrei semplicemente rimarcare - prendendo spunto e assolutamente non contestando, anzi il tuo è un manifesto in tal senso! - che i modi di vivere la Natura dovrebbero essere quanto più soggettivi possibili, sia per via delle diverse attività che si possono fare (ad esempio, in molte cose, i ramponi possono essere un must ed il coltello no o viceversa), sia "inclinazione personale", sia per contesti...

Io non faccio normalmente nè campi mobili nè stanziali, poi potrebbe pure capitarmi, ma a prescindere da questo nel 99,999% delle zone che frequento è assolutamente vietato - aggiungo giustamente visto che molti non so' capaci senza far danni o lasciare disastri - accendere il fuoco (zone parco ecc) ed ecco che già per me eliminare il fornello (nel mio caso a gas) sarebbe impossibile... il restante 0.001% sono aree attrezzate, il che va anche bene, ma presuppone che io abbia pianificato di fermarmi in quelle zone - e ci può stare pure, anzi se la grigliata è per più gente è meglio ;) - ma mediamente sono zone piuttosto frequentate e quindi tra quelle che cerco di evitare..

Con questo voglio semplicemente dire che apprezzo quanto hai scritto, ho visto anche io senza capirne il senso persone con 40cm di coltello tattico (40cm di lama :p) messo alla cintura in un boschetto a 100 metri dal parcheggio della macchina (anche se al cospetto di montagne meravigliose :rofl:), ma la cosa che più riterrei auspicabile è che ognuno trovasse la sua strada (con lo zaino da 20 o da 60l che sia) e soprattutto rispettasse quella degli altri se non è deleteria per il prossimo e per la Natura ovviamente ;)

Tutto qui, non voglio assolutamente contestare quanto hai scritto che - anzi - è estremamente bello e positivo... ma semplicemente porre un altro aspetto della questione che mi sta particolarmente a cuore.

Ancora complimenti! :si:
 
A Miciogattillo: hai proprio
Si ho scritto farina di ceci perché adoro la fainé. Con la stessa farina puoi fare gnocchi, pane ecc.
In ogni caso gli ingredienti sono veramente tanti, la polenta e il cous cous li vedo meno versatili ma in ogni caso la cosa fondamentale è l'approccio, che mi sembra sia comunque sulla stessa tua linea.
Scusa ma il cous cous è versatilissimo, porti a ebolizione l'acqua , la togli da l fuoco e versi il cous cous non devi stare a girare e girare, metti olio di oliva e lo mangi con ceci prebolliti a casa e/o pancetta, speck o lardo , è molto importante l'olio di oliva
 
Daccordo col minimalismo, col abbandonare molto dell'equipaggiamento che si è sempre ritenuto indispensabile, per poi rendersi conto che era solo superfluo.
Daccordo con @mdsjack quando dice:
vivere la natura lasciando in città le comodità superflue e gli accessori inutili è una filosofia che mi trova d'accordo, ma così come non bisogna eccedere nella malattia da collezionismo di gadget col mito di rambo, non bisogna però neanche spingersi fino al minimalismo estremo
Ma cos'è estremo per te? cosa lo è per qualcun'altro?
la filosofia è quella di soddisfare (e non rinunciare!) le esigenze primarie con il minor impatto sostenibile dal proprio fisico.
Quali sono le tue esigenze?quali quelle degli altri?
Direi che sono, a grandi linee, daccordo con quello che dici, però su certi esempi che porti bisogna tenere conto di una fortissima componente soggettiva. Quella che per te è un escursione ordinaria, per altri potrebbe rivelarsi una marcia spossante o un avventura incredibile.
Se non provi a oltrepassare i tuoi limiti di comfort, mai e poi mai potrai sapere dove saresti in grado di spingerti.
Se non provi a dormire senza il therm a rest ed il sacco a pelo, ovviamente facendo in modo di compensare in modo spartano ma efficace questa mancanza, come si è sicuri che, magari, qualche strato di abiti in più, 4 pali come letto, ed un bel pò di fronde e foglie secche, non riescano a fare il lavoro di 300 euro di equipaggiamento?
Se poi mi parli di andare alla rambo, vestito in maniera non adeguata, sapendo di dover soffrire, allora ti dò più che ragione, poichè sarebbe appunto soltanto una prova estemporanea e nulla di più..
:si:
 
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Speleoalp

Guest
Daccordo col minimalismo, col abbandonare molto dell'equipaggiamento che si è sempre ritenuto indispensabile, per poi rendersi conto che era solo superfluo.
Daccordo con @mdsjack quando dice:

Ma cos'è estremo per te? cosa lo è per qualcun'altro?

Quali sono le tue esigenze?quali quelle degli altri?
Direi che sono, a grandi linee, daccordo con quello che dici, però su certi esempi che porti bisogna tenere conto di una fortissima componente soggettiva. Quella che per te è un escursione ordinaria, per altri potrebbe rivelarsi una marcia spossante o un avventura incredibile.
Se non provi a oltrepassare i tuoi limiti di comfort, mai e poi mai potrai sapere dove saresti in grado di spingerti.
Se non provi a dormire senza il therm a rest ed il sacco a pelo, ovviamente facendo in modo di compensare in modo spartano ma efficace questa mancanza, come si è sicuri che, magari, qualche strato di abiti in più, 4 pali come letto, ed un bel pò di fronde e foglie secche, non riescano a fare il lavoro di 300 euro di equipaggiamento?
Se poi mi parli di andare alla rambo, vestito in maniera non adeguata, sapendo di dover soffrire, allora ti dò più che ragione, poichè sarebbe appunto soltanto una prova estemporanea e nulla di più..
:si:
Condivido completamente il tuo discorso ;) Fantastico :poke:
 
Un altro buon prodotto, se piace ovviamente, è il cous cous.

Normalmente si trova già precotto, gli basta pochissima acqua (che non si butta perché viene assorbita) ed ha tempi di cottura molto ridotti (gli basta solo l'acqua bollente, non ha bisogno di cuocere).

Costa una pippata, un paio di euri al chilo (basta andare in qualche negozio etnico e se ne trova a sacchi) ed è facilmente trasportabile poiché occupa poco spazio, inoltre, ha un apporto calorico paragonabile alla pasta e, sostanzialmente, la stessa versatilità.

Ciao :si:, Gianluca
salute , concordo con te, lo hai mai provato con il maiale ? è spettacolare anche se politicamente scorretto essendo una pietanza che viene da paesi islamici è come il pane vegano con il prosciutto lo sono strano . saluti
 
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