- Parchi della Sicilia
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- Parco dell'Etna
Data: 2 Giugno 2025
Regione e provincia: Sicilia, Catania
Località di partenza: Piano Provenzana
Località di arrivo: Osservatorio Vulcanologico
Grado di difficoltà: T (Turistico)
Descrizione delle difficoltà: L'escursione si svolge con il supporto di mezzi 4x4 le camminate sono brevi, unica difficoltà il terreno lavico che richiede scarpe robuste
Periodo consigliato: Primavera
Segnaletica: Scarsa
Quota massima: 2900 metri
Chi viaggia spesso e ha la passione per tutto ciò che sta oltre al proprio naso lo sa: ci sono esperienze che lasciano il segno e che non si possono dimenticare neppure dopo molti anni.
Di queste esperienze, insieme alla mia compagna, ne abbiamo collezionato diverse in giro per il mondo. Di recente, però, ne abbiamo vissuta una che, oltre a lasciare il segno, ci ha anche ricordato qualcosa che spesso sottovalutiamo: che la natura è davvero incredibile e imprevedibile, e che per trovarvici a tu per tu bisogna essere pronti e preparati.
Per il ponte del 2 giugno, io e Olga abbiamo deciso di fare una scappatella in Sicilia. L’obiettivo? Finalmente, visitare l’Etna. E così, proprio quel 2 giugno 2025, quando il vulcano ha deciso di mostrarsi in tutta la sua imponenza, noi eravamo esattamente lì, sull’Etna, a 3000 metri di quota.
Un’esperienza potente e intensa, su cui nei giorni successivi si è discusso parecchio e si è fatta anche un po’ di disinformazione, che abbiamo potuto vivere al massimo e in sicurezza grazie alle guide esperte a cui ci siamo affidati.
Qui voglio quindi condividere la mia esperienza e raccontare com’è andata davvero, senza sensazionalismi, e mostrarti come la montagna si può amare anche quando fa paura.
Come ho scelto di visitare l’Etna
Partiamo dall’inizio. L’idea era quella di studiare un po’ le mappe e i vari percorsi per fare un trekking in autonomia, ma le notizie sull’attività vulcanica che si stava verificando in quel periodo, ci ha fatto optare per un’escursione guidata che ci consentisse di assistere ad un’eruzione.
Avendo scelto come base la zona di Linguaglossa, abbiamo cercato escursioni Etna da Piano Provenzana, la stazione sciistica di Etna Nord. Tra tutte, la più completa, interessante e affidabile ci è sembrata l’Escursione Etna 3000 proposta da The Island of Wonders, e così abbiamo prenotato.
Sin dal momento della prenotazione, avevamo già aspettative altissime. Avevamo già messo in conto che si sarebbe trattato di un’esperienza emozionante, impattante e forte. Ciò che non avevamo considerato, invece, era la possibilità e il privilegio di poter vedere l’Etna mostrare tutta la sua potenza primitiva nel modo in cui poi si è verificato.
La mia esperienza sull’Etna quel 2 giugno 2025
La nostra avventura inizia alle 10 circa del mattino da Piano Provenzana. La giornata è fantastica, perfetta per un'escursione che in poco tempo ci avrebbe fatto conoscere a tu per tu e per la prima volta l'Etna.
Già da qualche minuto, l'Etna si fa sentire con i suoi boati costanti, ma ci dicono si tratti di un fenomeno classico: siamo pur sempre su un vulcano!
Incontriamo la nostra guida, Marco, che raccoglie il gruppo per un breve briefing iniziale. Ci spiega cosa andremo a fare, cosa sono quei boati che sentiamo e quali sono le buone norme che tutti da quel momento in poi dobbiamo seguire. Poi, ci consegna l'attrezzatura di sicurezza e invita chi non ha scarpe da trekking a noleggiarne un paio.
Siamo tutti pronti e saliamo sui nostri mezzi, grossi e robusti da sembrare carri armati, per iniziare a godere del nostro tour.
Finalmente si parte. Olga non sa da che parte guardare: a destra e sinistra possiamo vedere la bellezza della vegetazione pioniera, le antiche colate laviche e la linea boschiva che superiamo presto. Poi, infatti, lo scenario cambia e si fa desertico.
Dopo circa 15 minuti, ecco la prima tappa: ci ritroviamo di fronte ad antichi crateri (credo che la guida ci abbia detto dell'800) e, fatta qualche foto, ripartiamo per la destinazione finale.
Arriviamo a Pizzi Deneri dopo altri 15 minuti circa, dove si trova l'Osservatorio Vulcanologico Etna. Si tratta di un altopiano dove i ricercatori studiano i fenomeni vulcanologici al cospetto dei quattro crateri sommitali.
Parcheggiamo i nostri mezzi e, insieme alla guida, scendiamo per iniziare l'escursione vera e propria, mentre i boati del vulcano ci accompagnano ancora. Lo scenario è di una struggente bellezza, quasi drammatico, una sconfinata distesa di detriti piroclastici, mentre volgendo lo sguardo verso nord-est si può vedere la baia di Taormina e un pezzo della costa ionica. Tutto è anche quasi irreale. É proprio vero quello che si dice: il paesaggio vulcanico sembra lunare!
Da qui, iniziamo una breve camminata verso la Valle del Leone. Per un attimo, gli unici suoni che si sentono sono gli scricchiolii che le nostre scarpe generano sul terreno fatto di pietroline e roccia nera. Poi, la voce delle nostre guide intenti nelle spiegazioni viene interrotta da un boato sordo, come di una frana, e il cielo viene invaso da una grossa nube scura che si espande velocemente verso est divetando sempre più grande.
Qualcuno si fa subito prendere dal panico (me compreso!), ma la nostra guida, con fare rassicurante, prontamente ci invita a ritornare subito ai nostri mezzi e a mantenere la calma. In pochissimi minuti tutti siamo già a bordo, l'autista riparte e Marco ci spiega cosa probabilmente sta accadendo.
La prima ipotesi, così su due piedi, è questa: una qualche struttura vulcanica è collassata, e il crollo ha causato una sorta di valanga e una caduta di detriti. É qualcosa di pericoloso? In relazione alla nostra posizione, no. Ma è comunque opportuno allontanarsi e raggiungere aree ancora più sicure.
Ripartiamo per rientrare al campo base mentre durante la ridiscesa la nube dietro di noi sembra espandersi verso est e verso l’alto. Durante la ridiscesa la guida continua a darci informazioni e a spiegare fenomeni vulcani, che in realtà ascolto poco perché il mio sguardo è concentrato sull’immensa nube grigio marrone che vediamo sempre più in lontananza.
Dopo circa 20 minuti il mezzo si ferma, la guida ci avvisa che si sta valutando una sosta, ma che prima vogliono essere sicuri che le condizioni siano di completa sicurezza. Dopo qualche minuto di attesa sui mezzi, durante i quali le guide paralottano alle radio, ci viene consentito di scendere. Molti domandano se sia sicuro, la guida rassicura tutti e ci invita a scendere senza alcuna preoccupazione. Ci dirigiamo a piedi verso i Crateri del 2002 a quota 2100 metri, lungo il bordo di un cratere vulcanico estinto ci fermiamo per ammirare e approfondire con la guida il fenomeno in corso, sentendoci come parte di una squadra scientifica.
Nonostante abbiamo dovuto rinunciare alla visita della Valle del Bove, in compenso abbiamo vissuto un'esperienza piena, intensa e carica di emozioni che probabilmente non si ripeterà più!
L’importanza di avere una guida esperta al proprio fianco
Cosa ho imparato da questa esperienza? Di certo quanto sia fondamentale affidarsi a professionisti veri. Nonostante la nostra ventennale esperienza di montagna che poteva condurci ad una scelta diversa, ovvero un trekking classico in autonomia, abbiamo scelto di affidarci a chi il vulcano lo conosce a fondo e vive ogni giorno i suoi ambienti.
Le nostre guide, in particolare Marco, hanno gestito la situazione senza panico, rassicurando il gruppo, spiegando con la massima sincerità cosa stava accadendo e indicandoci subito cosa fare.
A differenza dei molti video pubblicati subito dopo l’evento, solo per creare sensazionalismo e ottenere qualche like sui social, non c’è stata nessuna scena da film d’azione: solo attenzione, grande esperienza e lucidità.
Se fossimo stati da soli, nonostante la nostra esperienza non credo saremmo stati in grado di affrontare la situazione. Ecco perché quando si va in montagna non bisogna mai sopravvalutare le proprie capacità e sottovalutare quelle della natura, e non bisogna mai salire sull’Etna o su qualsiasi vulcano attivo senza una guida certificata.
Insieme a Olga, abbiamo imparato che anche ciò che apparentemente può fare paura può farti vivere un’esperienza preziosa, e abbiamo vissuto sulla nostra pelle quanto possa essere affascinante assistere alla natura che si manifesta in tutta la sua forza primordiale.
Regione e provincia: Sicilia, Catania
Località di partenza: Piano Provenzana
Località di arrivo: Osservatorio Vulcanologico
Grado di difficoltà: T (Turistico)
Descrizione delle difficoltà: L'escursione si svolge con il supporto di mezzi 4x4 le camminate sono brevi, unica difficoltà il terreno lavico che richiede scarpe robuste
Periodo consigliato: Primavera
Segnaletica: Scarsa
Quota massima: 2900 metri
Chi viaggia spesso e ha la passione per tutto ciò che sta oltre al proprio naso lo sa: ci sono esperienze che lasciano il segno e che non si possono dimenticare neppure dopo molti anni.
Di queste esperienze, insieme alla mia compagna, ne abbiamo collezionato diverse in giro per il mondo. Di recente, però, ne abbiamo vissuta una che, oltre a lasciare il segno, ci ha anche ricordato qualcosa che spesso sottovalutiamo: che la natura è davvero incredibile e imprevedibile, e che per trovarvici a tu per tu bisogna essere pronti e preparati.
Per il ponte del 2 giugno, io e Olga abbiamo deciso di fare una scappatella in Sicilia. L’obiettivo? Finalmente, visitare l’Etna. E così, proprio quel 2 giugno 2025, quando il vulcano ha deciso di mostrarsi in tutta la sua imponenza, noi eravamo esattamente lì, sull’Etna, a 3000 metri di quota.
Un’esperienza potente e intensa, su cui nei giorni successivi si è discusso parecchio e si è fatta anche un po’ di disinformazione, che abbiamo potuto vivere al massimo e in sicurezza grazie alle guide esperte a cui ci siamo affidati.
Qui voglio quindi condividere la mia esperienza e raccontare com’è andata davvero, senza sensazionalismi, e mostrarti come la montagna si può amare anche quando fa paura.
Come ho scelto di visitare l’Etna
Partiamo dall’inizio. L’idea era quella di studiare un po’ le mappe e i vari percorsi per fare un trekking in autonomia, ma le notizie sull’attività vulcanica che si stava verificando in quel periodo, ci ha fatto optare per un’escursione guidata che ci consentisse di assistere ad un’eruzione.
Avendo scelto come base la zona di Linguaglossa, abbiamo cercato escursioni Etna da Piano Provenzana, la stazione sciistica di Etna Nord. Tra tutte, la più completa, interessante e affidabile ci è sembrata l’Escursione Etna 3000 proposta da The Island of Wonders, e così abbiamo prenotato.
Sin dal momento della prenotazione, avevamo già aspettative altissime. Avevamo già messo in conto che si sarebbe trattato di un’esperienza emozionante, impattante e forte. Ciò che non avevamo considerato, invece, era la possibilità e il privilegio di poter vedere l’Etna mostrare tutta la sua potenza primitiva nel modo in cui poi si è verificato.
La mia esperienza sull’Etna quel 2 giugno 2025
La nostra avventura inizia alle 10 circa del mattino da Piano Provenzana. La giornata è fantastica, perfetta per un'escursione che in poco tempo ci avrebbe fatto conoscere a tu per tu e per la prima volta l'Etna.
Già da qualche minuto, l'Etna si fa sentire con i suoi boati costanti, ma ci dicono si tratti di un fenomeno classico: siamo pur sempre su un vulcano!
Incontriamo la nostra guida, Marco, che raccoglie il gruppo per un breve briefing iniziale. Ci spiega cosa andremo a fare, cosa sono quei boati che sentiamo e quali sono le buone norme che tutti da quel momento in poi dobbiamo seguire. Poi, ci consegna l'attrezzatura di sicurezza e invita chi non ha scarpe da trekking a noleggiarne un paio.
Siamo tutti pronti e saliamo sui nostri mezzi, grossi e robusti da sembrare carri armati, per iniziare a godere del nostro tour.
Finalmente si parte. Olga non sa da che parte guardare: a destra e sinistra possiamo vedere la bellezza della vegetazione pioniera, le antiche colate laviche e la linea boschiva che superiamo presto. Poi, infatti, lo scenario cambia e si fa desertico.
Dopo circa 15 minuti, ecco la prima tappa: ci ritroviamo di fronte ad antichi crateri (credo che la guida ci abbia detto dell'800) e, fatta qualche foto, ripartiamo per la destinazione finale.
Arriviamo a Pizzi Deneri dopo altri 15 minuti circa, dove si trova l'Osservatorio Vulcanologico Etna. Si tratta di un altopiano dove i ricercatori studiano i fenomeni vulcanologici al cospetto dei quattro crateri sommitali.
Parcheggiamo i nostri mezzi e, insieme alla guida, scendiamo per iniziare l'escursione vera e propria, mentre i boati del vulcano ci accompagnano ancora. Lo scenario è di una struggente bellezza, quasi drammatico, una sconfinata distesa di detriti piroclastici, mentre volgendo lo sguardo verso nord-est si può vedere la baia di Taormina e un pezzo della costa ionica. Tutto è anche quasi irreale. É proprio vero quello che si dice: il paesaggio vulcanico sembra lunare!
Da qui, iniziamo una breve camminata verso la Valle del Leone. Per un attimo, gli unici suoni che si sentono sono gli scricchiolii che le nostre scarpe generano sul terreno fatto di pietroline e roccia nera. Poi, la voce delle nostre guide intenti nelle spiegazioni viene interrotta da un boato sordo, come di una frana, e il cielo viene invaso da una grossa nube scura che si espande velocemente verso est divetando sempre più grande.
Qualcuno si fa subito prendere dal panico (me compreso!), ma la nostra guida, con fare rassicurante, prontamente ci invita a ritornare subito ai nostri mezzi e a mantenere la calma. In pochissimi minuti tutti siamo già a bordo, l'autista riparte e Marco ci spiega cosa probabilmente sta accadendo.
La prima ipotesi, così su due piedi, è questa: una qualche struttura vulcanica è collassata, e il crollo ha causato una sorta di valanga e una caduta di detriti. É qualcosa di pericoloso? In relazione alla nostra posizione, no. Ma è comunque opportuno allontanarsi e raggiungere aree ancora più sicure.
Ripartiamo per rientrare al campo base mentre durante la ridiscesa la nube dietro di noi sembra espandersi verso est e verso l’alto. Durante la ridiscesa la guida continua a darci informazioni e a spiegare fenomeni vulcani, che in realtà ascolto poco perché il mio sguardo è concentrato sull’immensa nube grigio marrone che vediamo sempre più in lontananza.
Dopo circa 20 minuti il mezzo si ferma, la guida ci avvisa che si sta valutando una sosta, ma che prima vogliono essere sicuri che le condizioni siano di completa sicurezza. Dopo qualche minuto di attesa sui mezzi, durante i quali le guide paralottano alle radio, ci viene consentito di scendere. Molti domandano se sia sicuro, la guida rassicura tutti e ci invita a scendere senza alcuna preoccupazione. Ci dirigiamo a piedi verso i Crateri del 2002 a quota 2100 metri, lungo il bordo di un cratere vulcanico estinto ci fermiamo per ammirare e approfondire con la guida il fenomeno in corso, sentendoci come parte di una squadra scientifica.
Nonostante abbiamo dovuto rinunciare alla visita della Valle del Bove, in compenso abbiamo vissuto un'esperienza piena, intensa e carica di emozioni che probabilmente non si ripeterà più!
L’importanza di avere una guida esperta al proprio fianco
Cosa ho imparato da questa esperienza? Di certo quanto sia fondamentale affidarsi a professionisti veri. Nonostante la nostra ventennale esperienza di montagna che poteva condurci ad una scelta diversa, ovvero un trekking classico in autonomia, abbiamo scelto di affidarci a chi il vulcano lo conosce a fondo e vive ogni giorno i suoi ambienti.
Le nostre guide, in particolare Marco, hanno gestito la situazione senza panico, rassicurando il gruppo, spiegando con la massima sincerità cosa stava accadendo e indicandoci subito cosa fare.
A differenza dei molti video pubblicati subito dopo l’evento, solo per creare sensazionalismo e ottenere qualche like sui social, non c’è stata nessuna scena da film d’azione: solo attenzione, grande esperienza e lucidità.
Se fossimo stati da soli, nonostante la nostra esperienza non credo saremmo stati in grado di affrontare la situazione. Ecco perché quando si va in montagna non bisogna mai sopravvalutare le proprie capacità e sottovalutare quelle della natura, e non bisogna mai salire sull’Etna o su qualsiasi vulcano attivo senza una guida certificata.
Insieme a Olga, abbiamo imparato che anche ciò che apparentemente può fare paura può farti vivere un’esperienza preziosa, e abbiamo vissuto sulla nostra pelle quanto possa essere affascinante assistere alla natura che si manifesta in tutta la sua forza primordiale.

