Raduno Raduno "autunno-inverno"2015/ 2016 Ti-Woodvivor

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Speleoalp

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PAGINA 7 VIDEO RESOCONTO

"Raduno" Ti-Woodvivor

Gennaio 2016

...da Sabato 16.01.2016 in avanti...

...per i 10 giorni consecutivi...





 

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Ciao Luca. Mi trovi sempre interessato ed in linea con i tuoi principi.
Tu, come me, saresti più vocato alla sopravvivenza che al bushcraft e le condizioni che apporti sono le minime per vivere un'esperienza vera.
Non so dirti la mia lunghezza temporale del possibile raduno; dipende molto dagli impegni lavorativi.
Idealmente, trovo il medio interessante: due giorni troppo pochi per immergersi nella natura, quello lungo diventa rischioso nel caso nel gruppo non si riesca a integrarsi.
Grazie!
 
Dal punto di vista tecnico sarei interessato a vedere/campire/imparare come costruire un riparo per la notte attraverso un telo senza l'uso di sacco a pelo e come realzzare una torcia canadese oppure provare ad intagliare un kuksa.
Per il capitolo vestiario-attrezzatura quanti grandi andremo grossomod ad affrontare?
La neve sarà presente?Se si quanta?
 
Faro delle prove ad alleggerire al massimo l'equipaggiamento, ma come isolamento dal terreno, visto che in inverno è obbligatorio, cosa si può usare?
 
Guarda ... Scrivo solo per dimostrare tutto il mio disappunto nel non poterci essere ... Questo sembra preannuncoarsi veramente bello e minimale ;) Prima o poi verró stanne certo :) intanto vi auguro la migliore fortuna ;) :D
 
Mi piacerebbe venire ma mi sa che è un po lontanuccia; se la si fa durare una decina di giorni magari mi convinco a venire e trovo il modo
 
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Speleoalp

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Ok....
Presumo che comunque nel raduno non ci sia l'attività di caccia... ma nel poco cibo che ognuno dovrebbe portare... poco, minimo... non penso sia corretto e fattibile proibire la carne, per chi la vuole.

poi ovviamente se tutti ci si mette d'accordo e non la si porta, per me non ci sono problemi.... anzi,....
 
No ma che proibire neanche ho mai fatto una critica ai cacciatori o a carnivori , solo le volte che mi sono trovato ad assistere a scene di caccia anche dei cani e a selvaggina uccisa , mi sono sentito male il che credo che rovinerebbe la mia permanenza ma non condannò e non ho mai condannato nessuno

È ovviamente io non mangio carne
 
Mi inserisco nel discorso appunto perché, nella tanto agognata idea di Luca di fare il più possibile chiarezza sulla filosofia e finalità dell'incontro, a scopo di una grande comunione d'intenti, ho un paio di cose che vorrei esporre per un feedback, soprattutto da parte di Luca stesso:
1- Il raduno è proposto e guidato (in senso di finalità , di luoghi e conoscenze: non in senso di maestro-allievo) da Luca, con determinati intenti che io appoggio e condivido: credo sia comunque possibile per ogni partecipante, dato che ognuno è responsabile per sé stesso e per la propria pellaccia, fare proposte e cercare moderazioni, ovviamente senza sviare il modo e il senso dell'incontro, prima di abbandonare l'idea di una possibile partecipazione al raduno.
2-A tal proposito, non conoscendo la zona, cerco chiarezza in Luca sulla ragione della scelta del luogo del raduno.
Incontrarsi e passare più giorni in pieno inverno in zone montane o pedemontane , con poco cibo a disposizione, senza sacco a pelo e tenda, dove soprattutto non batta il sole trasforma la finalità da bushcraft a sopravvivenza.
Il che a me sta comunque bene, ma che avrebbe bisogno di una ulteriore delineazione filosofica. Infatti, oltreché cercare le difficoltà del periodo dell'anno più duro, dell'essenzialità estrema di attrezzatura, e della scarsità di cibo, il fatto di non avvantaggiarsi di una posizione in cui prendere l'energia del sole la vedo una scelta poco "naturale". Significa voler cercare la situazione survival. E allora, quasi quasi, rilancerei la pedina per fare il raduno a digiuno, con un pezzo di pane in saccoccia nel caso di malori o altro, ma con l'intento di non mangiare nulla che non ci si riesca a procurare in loco e con le proprie capacità.
Ecco che qui mi allaccio al discorso di Simone sulla caccia...
 
Grazie Luca.
Il mio precedente non era finalizzato a dividere o discernere l'una o l'altra attività in senso teorico (bushcraft/survival), ma alla comprensione delle linee guida...e magari dire la mia su queste...
in parole povere se mi trovo d'inverno in montagna, ho poco cibo, non ho il sacco a pelo e la tenda, e ho poca attrezzatura con me almeno cerco un luogo assolato dove accamparmi, in cui stare un po' meglio, beneficiando delle calorie (!) che la natura mi offre spontaneamente attraverso il sole... a meno che non possa fare altrimenti, ma ecco che allora mi troverei in una situazione di sopravvivenza (e allora si può estremizzare ancora, rinunciando, per esempio, al cibo da supermercato).
La mia non vuole essere una critica, per carità, a me sta bene comunque, ma un piccolo appunto perché, essendo ancora nella fase di discussione dell'esperienza, credo sarebbe bello avesse quanto più possibile una propria coerenza interna.
Spero di essermi spiegato.
 
Freewolf io sono di gorgonzola in provincia di milano, se vieni in auto e veniamo nelle stesse date dividiamo le spese di viaggio milano-valle maggia...
 
Io preparerei il cibo autonomamente. Io vorrei portare delle pelli di montone oppure coperta di lana e che costruissimo una struttura dove stare al caldo, coperti e riparati. Posso restare anche 10 giorni senza problemi.
Secondo me non essendo servival non vale la pena estremizzare il tutto.
 

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