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Realizzazione di un pezzo di spago partendo da un rametto di Canapa

#1
Maduva ha inserito una nuova risorsa:

Realizzazione di un pezzo di spago partendo da un rametto di Canapa - Realizzazione di un pezzo di spago partendo da un rametto di Canapa

Più cose impariamo a fare con le nostre mani, più acquisiremo la capacità di saper autogestire il nostro quotidiano, sia nel bosco che in ogni altro ambito. Da tempo mi diletto nella realizzazione di cordini di varie dimensioni partendo da fibre naturali ricavate ad esempio dal fusto o dalla radice dell’ortica, poi qualche mese fa ho avuto la possibilità di mettere le mani su tre rametti di canapa e l’idea è stata subito quella di realizzarne spago…poi è passato l’inverno e il progetto si è...
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Ultima modifica di un moderatore:
S

Speleoalp

Guest
#3
Complimenti... chissà perché sei riuscito a mettere le mani su tre rametti di Canapa, ahahahah

Bravo ;))
 
#5
Complimenti... chissà perché sei riuscito a mettere le mani su tre rametti di Canapa, ahahahah

Bravo ;))
Malizioso, sappi che sono puro come un chierichetto :pio: Scherzi a parte da qualche anno in queste lande stanno tentando di riavviare la coltivazione della canapa, sia per uso alimentare che, in esigua parte a causa delle difficoltà logistiche per la lavorazione, da fibra. I rametti provengono dalla raccolta dell'anno scorso.
 
#7
Beh la canapa è sempre stata usata per realizzare fibre tessili, spaghi e corde da arrampicata, poi è caduta in disuso a causa dei materiali sintetici. Da qualche anno alcune persone stanno tentando di recuperarne l'uso, ma se nell'alimentare è più semplice (anche se quest'anno pare che l'olio abbia reso pochino) per quanto riguarda la fibra da tessere è più complicato. Un tempo esistevano microlaboratori in ogni paese, ognuno faceva un pezzettino, chi pestava, chi cardava, ecc..., poi c'erano varie vasche di lavaggio (l'acqua doveva essere correntee, dicono i testi, di fonte) chiamate marcite se non erro, dove la canapa veniva lavata per 40 giorni, in modo da renderla più lavorabile ed eliminare le resine. Oggi in Piemonte c'è solo -credo- una marcita che ha resistito grazie al guru della tessitura di Canapa - Nomen omen- Bruno Tessa, iun più macchinari moderni per la lavorazione in giro non ce ne sono e toccherebbe inviare il grezzo in Cina o giù di li...più o meno la faccenda è questa, parlo per sentito dire, la mia compagna tesse e si interessa appunto delle sorti della canapa...
 
#8
da noi c'erano degli stagni chiamati "masari" (maceri), ce ne sono ancora alcuni in campagna, e spesso venivano usati anche per pescare o per dare da bere ad animali.

nota di colore, nella mia zona (este) l'oco maschio, proprio per la sua presenza frequente in questi stagni, spesso era per estensione chiamato "masaro" pure lui.
 
#10
stanno ricominciando a vendere prodotti tessili in canapa, sia filati da lavorare ai ferri o all'uncinetto che tessuti, purtroppo per il momento i prezzi sono ancora un po' troppo alti secondo me ma spero che diventino presto più accessibili ^_^
 
#11
Il problema è proprio la carenza di strutture di lavorazione; quello che prima veniva fatto in un paese intero, quasi come una manifattura allargata, ora va fatto in un singolo stabilimento o poco più, con un lievitamento ovvio dei prezzi, oltretutto come detto parte del lavorato si fa il giro del mondo, prima di diventare prodotto finito. In tanti comunque stanno tentando di riannodare i fili della tessitura di canapa, ma non solo, viene già utilizzata con successo in bioedilizia, ci possiamo fare la carta, pannelli di truciolare, perfino una sorta di plastica. I costi sono e saranno ancora alti per un tot di motivi, sia perché la richiesta del mercato aggiunge valore (e costo) all'oggetto (il barbun di Marx ci aveva preso), sia perché la produzione per ora è difficile, sia per questioni tecniche che legislative (i semi devono essere certificati, acquistati in determinati luoghi, non si può tenersi i semi dell'annata precedente ma ri acquistarli sempre, ecc...)...comunque come pianta è più che versatile, speriamo che il suo utilizzo riprenda slancio...
 
#12
Il problema è proprio la carenza di strutture di lavorazione; quello che prima veniva fatto in un paese intero, quasi come una manifattura allargata, ora va fatto in un singolo stabilimento o poco più, con un lievitamento ovvio dei prezzi, oltretutto come detto parte del lavorato si fa il giro del mondo, prima di diventare prodotto finito. In tanti comunque stanno tentando di riannodare i fili della tessitura di canapa, ma non solo, viene già utilizzata con successo in bioedilizia, ci possiamo fare la carta, pannelli di truciolare, perfino una sorta di plastica. I costi sono e saranno ancora alti per un tot di motivi, sia perché la richiesta del mercato aggiunge valore (e costo) all'oggetto (il barbun di Marx ci aveva preso), sia perché la produzione per ora è difficile, sia per questioni tecniche che legislative (i semi devono essere certificati, acquistati in determinati luoghi, non si può tenersi i semi dell'annata precedente ma ri acquistarli sempre, ecc...)...comunque come pianta è più che versatile, speriamo che il suo utilizzo riprenda slancio...
scusa, due domande:

1)cosa intendi su marx? intendi che aveva previsto il ritorno ad un sistema di sussistenza o cosa? (lo ho visto in diritto, ma non me lo ricordo :( )

2)perche' non si possono tenere i semi dell'annata prima, e perche' devono essere certificati? sono semi ibridi o dietro c'e' qualche altro giro di $$$?
 
#13
La coltivazione di canapa in Italia é illegale da tempo. Ultimamente cercano di renderla nuovamente possibile ma solo sotto stretto controllo che si applica,tra le altre cose, ad una gestione estremamente limitativa delle scorte di sementi per rendere complicata la creazione di coltivazioni non autorizzate e monitorate dalle autorità.
 
#14
Riguardo a Marx mi riferivo al plusvalore, per quanto riguarda i semi devono essere certificati dal ministero perché non possono contenere più di un tot di THC e vengono affidati alle associazioni di categoria (assocanapa, toscanapa, ecc...). Quindi ogni anno devi riprendere i semi da loro perché altrimenti potresti o piantare erbe più "ridarelle" e comunque mi pare di aver capito che ogni annata aumenterebbe di un po il thc...in realtà credo sia una questione economica e nulla più.

Daedin, non è più illegale piantare canapa, ripeto non la versione ridarella ma quella alimentare/da fibra, qua ce ne sono già vari ettari da anni, ovviamente ogni 3x2 hai controlli di finanza e caramba, oltre che qualche furto di piante da parte di chi pensa di aver fatto "tombola" e di passare qualche serata in allegria e i citati problemi di reperimento sementi...quest'anno so che qui in valle i semi disponibili son già finiti.
 
#15
Oh si, si.. conosco tutte le cose che pubblicizzano... Però fossi in te non proverei a piantarne qualche seme, di quelle che secondo te/loro sono legali, in un vasetto a casa per poi dire ai carabinieri che sono quelle non ridarelle e volevi solo fare qualche prova di creazione cordini...

Potresti scoprire con somma sorpresa che non sono in grado di riconoscerle nemmeno con le analisi e, dato che le avevi a casa, daranno per scontato che siano quelle ridarelle :p
 
#18
Oh si, si.. conosco tutte le cose che pubblicizzano... Però fossi in te non proverei a piantarne qualche seme, di quelle che secondo te/loro sono legali, in un vasetto a casa per poi dire ai carabinieri che sono quelle non ridarelle e volevi solo fare qualche prova di creazione cordini...

Potresti scoprire con somma sorpresa che non sono in grado di riconoscerle nemmeno con le analisi e, dato che le avevi a casa, daranno per scontato che siano quelle ridarelle :p
Insomma mi sono incuriosito, ieri sera sono stato alla riunione organizzativa dei coltivatori di canapa valle di susa e ti aggiorno:

La canapa la possono piantate privati e coltivatori professionali, basta acquistare i semi certificati, fare dichiarazione ai carabinieri (dicevano ieri che non si presentano più ai campi, timbrano la richiesta e via, mentre per i primi sono andati a controllare) e dichiarare la particella catastale dove si coltiverà, in più ci sarà da conservare l'etichetta originale del sacco.
I sacchi son da 25 chili (da 20 quelli che prenderà l'associazione). Nel caso di canapa valle susa ogni iscritto avrà i semi necessari per la sua superficie e la fotocopia dell'etichetta (da esperienza dell'anno scorso basta). Riguardo alle analisi, sono obbligatorie, ma in Italia non esiste una normativa che regolamenti le tolleranze di THC; di base i semi non possono contenere più dello 0,2% ma la pianta può variare il contenuto poiché il THC è una forma di difesa, quindi stress termico, parassiti, ecc..., possono aumentare il quantitativo. Come dicevo le analisi sono obbligatorie ma non ci sono tabelle delle tolleranze, quindi in teoria...la percentuale va sempre bene, in realtà pare che come traccia venga utilizzata la normativa tedesca, quindi in pratica se fai le analisi saprai se...sei legale...a casa della Merkel...figurarsi...

Tornando alla canapa fisica e non nelle carte...forse ho trovato un certo quantitativo di fibra, uno dei produttori usa solo il canapulo, che può essere utilizzato per la bioedilizia o per mille altre cose, e i semi li ha già presi, ha dei fusti in campo che si sfibrano da sé, tirandoli, quindi se non li ha già briciati tutti potrò avere molta fibra grezza da lavorare...speriamo

Per me va bene, è molto interessante! :si:
L'unica cosa è che per le risorse le immagini andrebbero caricate come allegati al messaggio e non linkate da siti esterni.
Quindi dovrei sostituire le immagini qui o creiamo un post ad oc con le immagini allegate?
 
#19
Argomento che mi interessa da parecchio, grazie della contributo.

Mi chiedevo se qualcuno avesse mai provato a usare il Rovo per fare corde (non per assicurare una arrampicata, solo farci dei legacci)???

Ho dovuto decespugliare il mio uliveto e ho tirato via dei tronchi di Rovo belli resistenti e lunghi anche una decina di metri e così mi è venuto il pensiero che, invece di bruciarli, ci si potessero tirare fuori dei cordini ... sarebbero senz'altro più facili da coltivare (in effetti il problema è NON farli crescere :woot:).

Ho letto su un libro di Ray Mears che può andare bene, tu che ne pensi??
 
#20
Mh, non ho mai provato e non ci avevo mai pensato, ma con tutti quelli che ci sono in giro un tentativo si potrebbe fare, tra l'altro fra breve dovrò lavorare l'orto dopo la pausa invernale e dovrò togliere qualche rovo anche io, sarà la scusa per provare, oltretutto se lo dice Ray...
 

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