Recupero di un vecchi campo per la coltivazione di cereali

#1
Allora, devo ammettere che quando l'idea mi è venuta in mente non ci credevo manche io... Ma lla fine sono riuscito a recuperare un pezzetto si un campo in val di sole che è da sempre appartenuto ai miei nonni e che non viene coltivato da 50 anni... È stata dura, eravamo in 2 baldi giovani e armati di piccone, pala, tronchesi e rastrello ci siamo diretti verso il campo. Quando sono arrivato sono rimasto un po spiazzato , c'era molto lavoro da fare . innanzitutto 3 meli messi malissimo( che ho intenzione di recuperare tramite un adeguata potatura) avevano diffuso semi e quindi arbusti e in tutto il campo... Arbusti che in alcuni casi erano ben radicati... E giù di pala e di piccone.... Fortunatamente il terreno ha pochi sassi e quai pochi li abbiamo tolti... Alla fine del pomeriggio avevamo liberato circa 10 m² di terreno da arbusti e erba... E lo avevamo smosso per portare in superficie le radici rimanenti per ucciderle con il freddo della notte ( mia idea senza alcun basamento scientifico)
In questo campo ho intenzione di piantare grano saraceno e in futuro volevo provare con la segale e un altro cereale autunnale... Avete qualche consiglio? Vi terrò aggiornati su quando sarà la semina e cose varie ;)

Prima( il campo era anche invaso da rovi e altre sterpaglie) IMG_20151114_154834.jpg

Dopo IMG_20151115_084831.jpg
 

#3
Ciao, so quanto sia difficile e duro questo lavoro, quindi bravo, 10 mq sono già una bella conquista.
Le radici putroppo non si bruciano con il freddo, devi dissodare molto molto più a fondo. In più conta che, avendo tutto quell'incolto a fianco, il tuo piccolo campo sarà invaso dai semi di infestanti. Però se non ci fai un orto, non dovrebbe interessarti molto.
I meli quanti anni anno? Sai che varietà sono, con che innesto? Conta che dopo 40 anni la produttività delle piante si riduce moltissimo, anche se ci intervieni con una potatura mirata. Non so se ti conviene lavorarci molto oppure mettere delle nuove piante.

Infine, permettimi un ragionamento generale. Il mondo agricolo è cambiato radicalmente e, soprattutto nel settore delle piante erbacee e della frutticoltura, ha fatto passi da gigante. Questo però vuol dire che l'agricoltura non meccanizzata è diventata praticamente insostenibile dal punto di vista economico: tantissimo lavoro e compenso a prezzi cinesi. Ti parlo da agricoltrice: prima di investire del tempo e della fatica, pensa bene a cosa vuoi fare. Coltivare il saraceno o la segale senza meccanizzazione comporta un monte ore ad ettaro tale per cui, solo per rientrare dei costi, dovresti vendere il prodotto a 30 volte tanto il prezzo corrente. Insomma, è giusto sperimentare, però poi bisogna anche fare due conti...;)
 
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#4
io come contadino sono una scarpa, quello che faccio è soltanto andare a vangare l'orto dei miei nonni.. e mangiare frutta da quello dei miei!
non so perchè vuoi piantare cereali, ma se avessi un pezzetto di terra ci metterei alberi da frutta, così invece di passare le giornate nel campo a lavorare me ne andrei in escursione e al ritorno mi farei una grassa mangiata di mele, pere, albicocche, cachi, melograni, more, lamponi, e altri, un albero per mese :)
 
#5
Dubito che i melograni possano crescere bene in val di Sole :p

Però condivido: molto meglio gli alberi da frutto. I piccoli frutti hanno una buona redditività, sono facili da coltivare e non richiedono grandi interventi. I cachi idem. Le mele richiedono un investimento molto superiore, ma puoi pensarci.
Poi ci sono anche le piante officinali!
A propostito, a che quota è il campo?
 
#8
Il campo è a circa 900, ho scelto i cereali perché li sono sempre stati coltivati cereali ( tra cui grano saraceno e segale).... A quanto ho capito non dovrebbe essere così terribile come impegno per tirare su il grano saraceno... In più sarebbe una semplice agricoltura per me stesso e non riesco a vedere le per che ci dedichero come ore di "lavoro" le vedo come "ore in cui faro qualcosa che mi piace" ;) i meli non so quanti anni abbiano e che varietà siano... Non so neanche l'innesto ... Vedrò in inverno come operare... Al massimo faccio delle talee e poi innesto tra quei tre per vedere cosa viene fuori .. :D in più sarebbe tutto in agricoltura biologica quindi non ci sarebbero praticamente altri costi apparte l'acqua.....
Non sono interessato alle alte rese ma alla qualità dei prodotti ... ;)
Niente serre o OGM grazie :rofl:
 
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#9
. A quanto ho capito non dovrebbe essere così terribile come impegno per tirare su il grano saraceno..
Il saraceno cresce rapidamente, per questo è adatto all'alta montagna, anche se teme le gelate. Il problema è sostanzialmente la battitura a mano, che è molto lunga e, anche se fatta alla perfezione, fa perdere molto prodotto. Con 10 mq dovresti ottenere circa 2 kg di prodotto. A quel punto, o compri un mulino domestico o mangi il saraceno intero, in insalata.
Il terreno è un po' in alto per gli alberi da frutto. Io ti consiglierei di lavorare su nuove piante e di non fare reinnesti. Io usavo come portainnesti delle M7 e delleM11 che hanno buona capacità di radicamento e non hanno un forte effetto nonostante. Altrimenti il Franco, ma non so se è adatto a quelle quote. Comunque, più sali, più devi fare attenzione alla lunghezza dell'intermedio, altrimenti la pianta perde vigore. Guarda che l'equilibrio si raggiunge circa dopo 6-10 anni: lì hai bisogno di piante vigorose, ma è una caratteristica che all'inizio inibisce la messa a fiore delle gemme.
Domanda: ma visto che è una passione e sei molto giovane, non ti conviene indirizzare già ora le tue fatiche verso una coltura che può diventare anche un lavoro?
 
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#10
Ah, grano saraceno non necessita di trattamenti, ma il melo sì, altrimenti non cresce nulla. Non parliamo poi della segale: se non tratti per la segale cornuta, non raccogliere neanche: la tossicità del prodotto contaminato è altissima e rischi di far finire in ospedale i tuoi commensali.
 
S

Speleoalp

Guest
#11
Grande Gabri, è il terreno di cui mi parlavi su Fb ?
Complimenti, buon lavoro e buon futuro raccolto e "mangiate" ;)
Bravissimo... dalla teoria alla pratica senza troppe "paranoie" ;)
Mi fa piacere anche sentirti dire che lo fai per te e non per il commercio... sono un grande sostenitore delle economie di sussistenza semplici ;)

Come già ti avevo accennato, se hai ancora dei parenti che lo facevano per sfamare la propria famiglia... la cosa migliore è che ti fai spiegare come facevano nello specifico in quella zona. trucchetti e conoscenze che hanno fatto negli anni in cui hanno lavorato quella specifica terra. meglio di così non si può ;)
 
#12
Si speleo era quello ;) mia nonna c'era quando coltivavano ma era solo una bambina e la usavano diciamo solo per il raccolto ;)
Per i meli non volevo eliminarli perché come hai visto ( forse si vede) le mele sono venute comunque abbastanza sane... Ne ho guardate un paio e non presentavano oidio o altre muffe... Forse un po ti ticchellatura su quello a sinistra ma non credo sia grave... Pensò siano state selezionate come colture resistenti ...
Non vorrei poi mettermi a coltivare melo perché sarebbe un impegno a lungo termine e con un costo anche abbastanza elevato... Poi a 900m non si hanno buone rese come hai già detto ;)
Per la segale non mi ero informato molto dire la veritá... Questo problema della segale cornuta( che poi è un fungo no? ) è così frequente ?
 
S

Speleoalp

Guest
#13
Non eliminare nulla di quello che c'è... a parte che è sempre natura, ma poi pochi o tanti che siano i frutti... son sempre utili. Al massimo, se non ti bastano, mettine altri. Buon lavoro
 
#14
Guarda, per il melo ci sono delle colture abbastanza resistenti, però non puoi evitare alcuni trattamenti. Però forse a 900 m ti conviene lasciar perdere e tenerti quello che hai. Ma come sono le mele? Commestibili? Io ho 4 alberi di mele e 3 di pere che ormai hanno 40 anni, mai trattati, e non riesco mai a mangiare un frutto, da tanto sono intaccati dai parassiti. C'è di tutto, dalla carpocapsa alla psilla. Le cedo al vicino, che le usa per allevare i maiali. Fortunatamente sono lontanissime dalla zona dei meleti, altrimenti i colleghi coltivatori mi avrebbero già processato pubblicamente come untore :wall:.

La claviceps purpurea è endemica e inevitabile. Tra l'altro la quantità considerata neurotossica per l'uomo è molto bassa. Devi per forza fare un trattamento anticrittogamico (non mi ricordo cosa si usa nel biologico e non ho qui il manuale di coltivazioni erbacee).
Anche qui dovresti comunque avere una resa attorno al chilo, 1 chilo e mezzo.
Se coltivassi piccoli frutti, la resa sarebbe molto molto maggiore. Anche i kiwi si adattano bene a quelle quote. Pure il prugnolo selvatico. Considera poi che queste sono piante che non necessitano di alcun trattamento.
 
#15
Oddio... Ne ho assaggiata una ma era già novembre e quindi ormai le mele erano oltre la maturazione.... Sapevano da mela solo che erano dolcissime e iniziavano ad avere un gusto amaro... Non ho avuto allucinazioni strane o convulsioni quindi immaginò fossero commestobili :D
Volevo mantenermi sulle coltivazioni del posto magari se riesco proverò con delle patate ( forse ) e poi vedrò ;)
 
#16
Io di colture non ci capisco veramente un ... bel niente!!

Però ho letto la discussione e sento il bisogno di dire la mia :).

Su in Piemonte (600 mt slm) avevamo un terreno (ora è di mia sorella) dove ci sono ancora una svariati meli e peri pianati quaranta o più anni fa e quasi mai potati (e mai trattati se non forse all'inizio ma non lo so) che continuano a produrre in quantità ... certo non sono le mele della val di Non, sono piccole e dure ma gustose.

Mentre qui nelle Marche (200 mt slm) ho già piantato due meli (non chiedermi la qualità) in due posti diversi e sono seccati durante il primo anno, tra l'altro dove invece peri, albicocchi, ciliegi, peschi e limoni hanno preso bene.

Trai tu le tue conclusioni!! (Forse è per questo che Dio se l'è presa tanto con Adamo ed Eva :D).

Riguardo all'orto, se intendi fare tutto a mano senza motozappa, muli o buoi :) e non siete in tanti, puoi provare ad informarti sull'orto sinergico. Dicono che dopo il primo anno in cui bisogna faticare un po, non occorre più zappare e vangare e, se fatto bene, neanche usare pesticidi (è anche un po una cultura del "raccolgo quel che cresce ;)).

Io ci ho provato ma forse ho sbagliato qualcosa e le erbacce mi hanno invaso così sono tornato ai vecchi metodi (ma ho il vicino con la motozappa :D).

Di più non ti so dire se non ... auguri :).
 
#18
Non confonderti: la claviceps è un problema della segale non del melo! ;)
Il melo è attaccato da parassiti che rendono poco piacevole la mela (fino ad essere immangiabile), ma che io sappia non diventa tossica (a meno che non sia coperta di muffa...)
La segale invece ha proprio questo problema. D'altra parte le micotossine sono forse uno dei problemi maggiori in agricoltura, per cui bisogna lavorare bene anche sulla conservazione. Insomma, se ti leggi un manuale di coltivazioni erbacee vedrai quanto bisogna lavorarci. Ovviamente parlo a livello professionale, perché allo stato attuale non credo esista nessuno che lavori meno di 2/3 ha di cereali, dato anche le basse rese che rendono questa attività poco proponibile su bassa scala.

se intendi fare tutto a mano senza motozappa, muli o buoi :)
Eh, credo che oggi sia impossibile trovare un aratro siffatto! Io voto per un prestito di motozappa manuale. Quello che fai da solo con una motozappa in un giorno è quello che fai, nello stesso tempo, in 20 braccianti esperti.

puoi provare ad informarti sull'orto sinergico
Una mia collega ha insistito molto perché studiassi il tema. Abbiamo visitato almeno 7 o 8 orti sinergici, di cui uno di un guru della materia, che fa anche corsi. Beh, quelli sinergici... sono poco funzionali (di solito invasi da infestanti e parassiti) e quelli funzionali.... sono poco sinergici (diciamo.. hanno l'aiutino ;)).
Noi abbiamo optato per colture poco soggette a parassiti e, in caso di necessità, facciamo qualche trattamento da protocollo biologico.
 
#19
Non confonderti: la claviceps è un problema della segale non del melo! ;)
Il melo è attaccato da parassiti che rendono poco piacevole la mela (fino ad essere immangiabile), ma che io sappia non diventa tossica (a meno che non sia coperta di muffa...)
La segale invece ha proprio questo problema.
Si si so ben della segale cornuta e di tutte le carestie che ha portato... La mia era una battuta sulle mele ;) non centrava con la segale :D
Comunque per 10 mq ho intenzione si usare la braccia... In primavera avrò tutto il tempo per zappare, vangare e fare qualsiasi altra operazione visto che comunque non potrò seminare il saraceno prima di maggio / Giugno... :)
 
#20
Comunque per 10 mq ho intenzione si usare la braccia...
Sì.. ma perché non recuperarlo tutto? Lavorandoci tutti i giorni, e soprattutto usando metodi non interventisti, con meno di 1 ha si lavora per niente. Con un'estensione più grande potresti fare più prove, anche su altre coltivazioni. Così fai esperienza, ti porti a casa qualcosa da mangiare.
Già con un decespugliatore e una motozappa si fa moltissimo.
 

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