resina e fuoco

beh, chi vuole provare cerchi Maya Sticks in google e acquistarli on line.

Per chi ha visto i grani di incenso, che in fin dei conti è una resina, l'aspetto dei Maya sticks è +/- lo stesso anche se la parte resinosa è mista a legno.

La pianta da cui sono ricavati è nota anche come pino di Montezuma. Non mi risulta sia presente in Italia allo stato naturale.

Io, i Maya Sticks, li ho visti per la prima volta una dozzina di anni fa all'IWA, la +grande fiera tedesca dei settori delle Armi e Outdoor, una volta non accessibile al pubblico normale.
Li presentavano degli svedesi che "grattavano e scheggiavano" gli sticks per poi investirli con una pioggia di scintille dei firesteel. Facevano anche vedere la capacità di combustione in acqua. In quella occasione ne ho comperato un pacco (non si sa mai :)). Ma poi non li ho mai utilizzati.
 
Chi più, chi meno, tutte le conifere sono legni resinosi e quindi vanno bene per il fuoco, la resina brucia molto bene, le migliori a parere mio sono quelle di abete bianco (abies alba), abete rosso (picea abies), pino silvestre (pinus sylvestris) e larice (larix decidua). La puoi usare in condizioni Survival per accendere il fuoco o costruire torce.
 
Chi più, chi meno, tutte le conifere sono legni resinosi e quindi vanno bene per il fuoco, la resina brucia molto bene, le migliori a parere mio sono quelle di abete bianco (abies alba), abete rosso (picea abies), pino silvestre (pinus sylvestris) e larice (larix decidua). La puoi usare in condizioni Survival per accendere il fuoco o costruire torce.
 
Chi più, chi meno, tutte le conifere sono legni resinosi e quindi vanno bene per il fuoco, la resina brucia molto bene, le migliori a parere mio sono quelle di abete bianco (abies alba), abete rosso (picea abies), pino silvestre (pinus sylvestris) e larice (larix decidua). La puoi usare in condizioni Survival per accendere il fuoco o costruire torce.
 
Riesumo questo vecchio post.
Si parlava di esche naturali e come procurarseli.
Anche in questo caso si è parlato di resina di pino e dalle mie parte non ne manca.
Ho letto in questa discussione, che la resina ha bisogno della fiamma.
Se, in inverno, trovassimo dei filamenti di erba secca o fibre naturali e le inzuppassi di resina di pino, sarebbe una ottima esca?
 
ciao... ti rispondo per esperienza diretta: se prendi un pezzo di ramo secco di pino e lo tagli il piu possibile vicino al tronco, vedrai che molto facilmente è rosso scuro e profumatissimo di resina. Se poi con un coltello o un seghetto riesci a fare dei piccoli truciolini, otterrai piu o meno quel che dicevi : lego fine ( quasi segatura ) impregnata di resina. Ho provato a farne circa un cucchiaino e poi scintillare con il firesteel. . Si accende la fiammella , abbastanza resistente antivento e che, a differenza di altre esche, dura di piu.

Come sempre, il combustibile, il comburente ma soprattutto l'area di esposizione del combustibile al comburente dice l'ultima parola sull'avvio della fiamma.

Oggi ero in una pineta in alta val trebbia ed era piovuto 2 giorni fa. Accendere il fuoco è stato un disastro... quasi un'ora e mezzo per 4 tentativi. l'ultimo, il fatidico, è andato bene.

Ti riassumo la soluzione che ho adottato :

foglie secche tirate giu dai rami. Aghi di pino rastrellati con le dita, in modo da prendere solo quelli in superficie. Aghi in abbondanza. Rametti staccati dai tronchi di pino ( non presi a terra !!) e spezzati . Frammenti di corteccia di pino con tracce evidenti di resina, spezzettati E poi firesteel su piccolo batuffolo di cotone. Ecco, questa è stata la combinazione vincente. Gli altri tentativi = fallimenti. Quando la legna è umida, gli aghi di pino sono ottimi per iniziare un fuoco fumoso ma tenace , che fa accendere la resina e poi i legnetti piu o meno umidi. Meglio se legnetti molto sottili, ovvio, e poi legnetti di diametro maggiore però spaccati per il lungo col coltello.

Se non c'era il cotone ( ma va bene anche la stoppa da idraulico oppure scottex molto molto stropicciati, fino a quando quasi si disfano) oggi rimanevo a stomaco vuoto !

Mi si è acceso il fuoco con l'ultimo piccolo batuffolo...
 
Già che avevi portato i batuffoli di cotone bastava averne uno impregnato di olio e sarebbe stato quasi impossibile sbagliare l'accensione.
Anche lo scottex impregnato di olio brucia per diversi minuti.
Io con una scatoletta di tonno ho sempre acceso fuochi impossibili!
 
devo dire la verità... anche se so che avete ragione a proposito dell'efficacia dell'olio nel cotone, cosi come della cera nella canapa o altro che migliora senz altro l'accensione dell'esca e ne aumenta la durata accesa , già mi ha dato fastidio ricorrere al cotone. Mi spiego : l'idea sarebbe di usare il firesteel e nient altro che non sia sul posto. Invece... in condizioni di umidità diventa davvero un 'impresa accendere il fuoco ma il problema non è l'avvio dell'esca bensì il mantenimento e sviluppo del fuoco. Si genera gran fumo denso di vapore , è una combustione a temperatura scarsa perchè gran parte del calore si disperde per far sparire l'acqua. Quindi ho acceso 3 fuochi , uno dopo l altro, che non sono riuscito a mantenere accesi dopo che l'esca - stimolata dal cotone - aveva fatto accendere i primi legnetti sottili. Penso che anche avere a disposizione piccoli batuffoli intrisi di olio o altro non avrebbe migliorato tantissimo la situazione perchè alla fine se la legna non va non va. Secondo me ( ma potrei sbagliarmi ) decisivi sono stati gli aghi di pino raccolti con cura nelle parti al sole e in superficie, pochi alla volta, e i rametti secchi staccati dai tronchi dei pini e spezzettati per verificare se dentro erano asciutti. Le cortecce resinose hanno aiutato ma non si sono accese subito : necessitano di un bel riscaldamento preventivo e di essere spezzettate . Aghi e rametti asciutti sono stati la chiave per mantenere acceso il fuoco, seppur fumoso , per alcuni minuti fino a quando le fiamme sono finalmente cresciute , asciugando altri legnetti e cosi via. Questo è il mio parere, naturalmente posso sbagliarmi.
--- ---

Alta val trebbia, dove?
ero a Santa Maria del Gratra , sopra Marsaglia. Ora che ci penso bene, non è propriamente val Trebbia : da Marsaglia ci si stacca dal fiume prendendo la strada per Ferriere. A 5 km da Marsaglia , forse meno, c'è la deviazione per questo posto nella pineta. Ci sarebbe il divieto di accendere fuochi.... ma come avete capito la situazione ambientale sotto questo profilo era di massima sicurezza. Purtroppo ho visto invece un principio d'incendio di quest'estate, con diversi tronchi anneriti. Un miracolo che non sia bruciato tutto, perchè il posto è molto isolato
 
anni ed anni di fuoco e vicinanza con pini, cipressi ed affini mi hanno dato un minimo di esperienza.
le pigne sono ottime per iniziare il fuoco, ma vogliono la fiamma! una volta partite da sole aiutano i ceppi ad accendersi.
la resina non è come il cotone e l'olio (per me numero 1!), aiuta ma anche lei vuole una certa temperatura prima di avviarsi.
sono infatti molto perplesso quando in certi documentari prendono pezzetti di non so quale corteccia, 2 colpetti di firesteel ed oplà, abbiamo il fuoco...
Concordo e anche io sono perplesso sulla facilita' di accendere il fuoco con due pezzetti di legno evidentemente e una questione di materiale o conoscono delle tecniche a me sconosciute.
Comunque il fatwood e i filamenti di betulla sono le l'esche che prediligo quando c'e' molta umidità' per il resto uso spesso il cotone carbonizzato
 
L'idea sarebbe di creare un ottima esca con quello che si trova sul posto.
Quindi quella poca erba secca con la resina.
Domani pomeriggio sarò in giro. Farò delle prove.
 
Sì, ma se fai i segnali di fumo, o sei nella nebbia o ti sgamano, direi già val d'Aveto anche se per poco
si è una zona di confine fra Trebbia e Aveto. molto bella, super panoramica e la chiesetta è spettacolare, in pietra, tenuta perrfettamente . Per quanto riguarda il rischio multe, dico il mio pensiero : confido nel criterio di un forestale o simile che mi sorprenda e che capisca la situazione di forte umidità e pericolo di incendio zero assoluto . In caso contrario, io prendo la multa e lui va sul giornale dopo mezz'ora. Del resto lo stato di pericolosità per rischio incendi boschivi è un decreto regionale poi trasmesso ai comuni per essere trasformato in ordinanza, contenente le attività vietate. Ma si fa d'estate.... e neanche tutti gli anni . Comunque fondamentalmente hai ragione, un agente accertatore privo di capacità di giudizio poteva multarmi.
--- ---

ho recuperato qualche foto
 

Allegati

  • s.maria gratraIMG_6818_1.jpg
    s.maria gratraIMG_6818_1.jpg
    557,4 KB · Visite: 74
  • s.maria gratraIMG_6798.jpg
    s.maria gratraIMG_6798.jpg
    543,3 KB · Visite: 78
ero a Santa Maria del Gratra , sopra Marsaglia. Ora che ci penso bene, non è propriamente val Trebbia : da Marsaglia ci si stacca dal fiume prendendo la strada per Ferriere. A 5 km da Marsaglia , forse meno, c'è la deviazione per questo posto nella pineta.
Sono secoli che non percorro quel passo,
che se ho ben capito sei salito diritto verso verso le creste al passo che poi scende a Ferriere.

Da Marsaglia si tacca anche la strada che segue l'Aveto e porta a Santo Stefano d'Aveto appunto, anche da li si può ridiscendere a Ferriere ma è un'altro giro.
 
Sono secoli che non percorro quel passo,
che se ho ben capito sei salito diritto verso verso le creste al passo che poi scende a Ferriere.

Da Marsaglia si tacca anche la strada che segue l'Aveto e porta a Santo Stefano d'Aveto appunto, anche da li si può ridiscendere a Ferriere ma è un'altro giro.
si, esatto. Arrivi a Marsaglia da Bobbio e giri alla prima a sinistra, direzione Ferriere, prosegui per u po', come dicevo in precedente messaggio, poi c'è deviazione a destra con indicata tramite freccia artigianale la chiesetta. E' un posto molto isolato con panorama fantastico e formazioni rocciose che ricordano certe coste della Corsica.
--- ---

per caso hai potuto fare qualche test? scusa se insisto, è solo per curiosità
L'idea sarebbe di creare un ottima esca con quello che si trova sul posto.
Quindi quella poca erba secca con la resina.
Domani pomeriggio sarò in giro. Farò delle prove.
 
Ultima modifica:
si, esatto. Arrivi a Marsaglia da Bobbio e giri alla prima a sinistra, direzione Ferriere, prosegui per u po', come dicevo in precedente messaggio, poi c'è deviazione a destra con indicata tramite freccia artigianale la chiesetta. E' un posto molto isolato con panorama fantastico e formazioni rocciose che ricordano certe coste della Corsica.
--- ---

per caso hai potuto fare qualche test? scusa se insisto, è solo per curiosità
L'unica cosa che ho potuto testare proprio alcuni giorni fa, è quella di procurarmi del fatwood e nonostante gosse tutto umido, sono riuscito ad accendere il fuoco
 
Anch'io mi diletto a fare prove in condizioni "estreme", senza creare situazioni artificiali (tipo video su youtube dove buttano tutto nel torrente...) ma per esempio, come hai fatto tu, uscire con la pioggia o dopo che è piovuto per giorni.
Domenica infatti, dopo 3 giorni di pioggia, sono uscito e ho provato a cucinare su una swedish torch, che è il metodo migliore quando la legna, anche su da terra, è bagnata fradicia..
Tornando alla resina, sicuramente il fatwood (procedimento che ti è stato descritto) è lo strumento più efficace ed immediato, rispetto ai vari processi di raccolta e lavorazione della resina cd. liquida.
In ogni caso, valuta la prossima volta di tenere in tasca o sfregare per molto tempo aghi di pino o erbe secche, contribuisce ad asciugarle e permette di fare un "nido" veramente efficace anche se in partenza sembra tutto irrimediabile.
--- ---

ricordo anche di una compagnia che praticamente ha commercializzato dei bastoncini secchi di legno di pino con resina per accendere il fuoco (qualcuno sul forum l'ha provato, mi pare ci sia anche su passione per i coltelli). buona a sapersi che anche la resina del pino nostrano va bene, di questi alberi ce n'è sempre a iosa intorno a noi!
Si, appunto, si chiama fatwood, come dicevamo.
Abeti, pini, insomma tutte le resinose una volta cadute, lasciano questo residuo all'attaccatura tra tronco e rami.
Il metodo per ricavare il fatwood è semplicissimo (e soprattutto gratis!).
Con un seghetto o con l'accetta si asporta il ramo vicinissmo al tronco e poi si controlla se c'è abbastanza materiale da utilizzare.
Il colore all'interno deve essere vivo, tipo prosciutto crudo, e profumare molto intensamente.
Per mia personale esperienza, l'albero deve essere caduto da almeno 1 anno, 1 anno e mezzo ma non più di 3 o 4 anni, perchè è probabile che ai nostri climi sia completamente secco e poi marcio.
A volte su un tronco ricavi anche 5 o 6 spezzoni da intersezioni dirami diversi, a volte solo uno, dipende da come è rimasto inclinato il tronco negli anni e come si è asciugata la resina.

1671179918715.jpeg


1671179932697.jpeg

1671179944052.jpeg

Per ottenere il famoso bastoncino (come quelli venduti) lo devi sezionare come nell'ultima foto, e poi per accendere il fuoco con il dorso del coltello gratti gli spigoli fino ad ottenere una noce di segatura, e vai con il firesteel.
E' uno spettacolo :si:
 
Ultima modifica:
Alto Basso