Ricavare da vivere con la terra

#42
ciao, di niente, allora, per tentare di rispondere alla tua domanda sulla candela e il tempo, credo che la risposta sia molto soggettiva perchè dipende dalle variabili che si vogliono considerare. ti dico subito che io reputo questa attività, per come e per quale spirito la faccio io, per la mia persona e la mia vita, degna e meritevole di essere svolta. Così la vedo io, almeno fino a quando non la penserò diversamente, ma per quanto mi riguarda convergono anche altre variabili come la stanzialità e altri aspetti. Però se fai una semplice divisione profitto/ore lavorate vedrai che la paga oraria è piuttosto bassa. Io ti dico che per me ne vale la pena perchè è un lavoro che fai in autonomia, nel campo, sotto al sole e alla pioggia, senza "orari", a me fa comodo avere un lavoro che mi permetta di averne altri "stagionali" durante l'anno, poi in parte mi rende pure orgoglioso,per varie pippe mentali mie. Voglio dire, se guardi solo i soldi ti posso dire che non ne vale la pena ma se tante volte hai un lavoro fisso che ti permette le ferie nel "periodo suo" ad ottobre o novembre (a questo punto le certezze sulle stagioni non ce l'ho più manco io) magari puoi farci un pensierino come integrazione. Posso dirti anche che è mia opinione personale che come unica entrata all'anno non potrebbe mai essere sufficiente. spero di essere riuscito a spiegarmi.
ciao!
 
#43
Però se fai una semplice divisione profitto/ore lavorate vedrai che la paga oraria è piuttosto bassa
In effetti anche immaginando una resa economica di tutto rispetto, se lo divido per le ore lavorate e detraggo le tasse e qualche spesa, anche se minime, la "paga" oraria è un pochino bassina.

Poi tutto il resto, tale per il quale alla fine vale la pena, ci sta tutto :) e lo capisco perfettamente.

Ciao :si:, Gianluca
 
#44
In effetti anche immaginando una resa economica di tutto rispetto, se lo divido per le ore lavorate e detraggo le tasse e qualche spesa, anche se minime, la "paga" oraria è un pochino bassina.

Poi tutto il resto, tale per il quale alla fine vale la pena, ci sta tutto :) e lo capisco perfettamente.

Ciao :si:, Gianluca
a me il mio orto non mi ha mai licenziato e non parla di farlo, non ho mai seminato fave e patate per arricchirmi , cioè si , ma ancora non ci sono riuscito :si:
 
#45
Poi tutto il resto, tale per il quale alla fine vale la pena, ci sta tutto :) e lo capisco perfettamente.
:si:
a me il mio orto non mi ha mai licenziato e non parla di farlo, non ho mai seminato fave e patate per arricchirmi , cioè si , ma ancora non ci sono riuscito :si:
Ciao Dogosardo, questa e' un'altra discriminante importante, ma come è vero che non è semplice accettare serenamente quando la natura sembra ostacolarci è anche vero che qualcosa riesce sempre a darci, magari poco e "meno nobile" ma non per questo peggior nutrimento.:si:
 
#46
:si:

Ciao Dogosardo, questa e' un'altra discriminante importante, ma come è vero che non è semplice accettare serenamente quando la natura sembra ostacolarci è anche vero che qualcosa riesce sempre a darci, magari poco e "meno nobile" ma non per questo peggior nutrimento.:si:
certo l'agricoltura è imprevedibile, a volte va bene a volte va male, il mio post voleva rispondere a chi crede che ci si può isolare coltivando la terra . A queste persone volevo solo dire che anche coltivare la terra è un fatto sociale perchè devi scambaire non solo prodotti ma anche esperienze
 
#48
Voglio iniziare questa discussione perchè, spesso, su questo forum gli avventurosi più giovani progettano di cambiare vita passando dalla città alla campagna per vivere di agricoltura. Molte volte il proposito è quello , che io definisco "romantico", dell'auto sufficienza economica, basata sulla produzione di tutto ciò che occorre per alimentarsi.
Penso che, nella società odierna, partire con questo proposito costituisca la premessa per andare incontro a un fallimento e per tornare a casetta con la coda fra le gambe.
La produzione "verticale" ( produrre grano per fare pane, uva per avere vino, olive per l'olio ecc. insomma, di tutto ciò che ci occorre per l'alimentazione in un'economia familiare integrata e autarchica non è mai esistita integralmente ed è stata, quando si è verificata, solo una necessità dovuta all'isolamento geografico e alla mancanza di mezzi per comunicare.
Dico questo perchè spesso leggo di calcoli di quanta superficie coltivabile serva per avere tutto ciò che occorre per vivere in uno splendido isolamento.
Quindi la prima considerazione da fare è questa: se volete ricavare da vivere dalla terra preparatevi a vivere di scambi, e quindi, di commercio. Ogni terreno ha la sua peculiarità e un vantaggio relativo in termini di resa. E questo vale anche per il microclima, la latitudine, l'altitudine, ecc. che determinano il vantaggio di una coltura piuttosto che un'altra.

Voglio dare quindi alcune indicazioni su possibili colture, più o meno di nicchia che possono fornire un reddito per integrare le risorse per l'auto consumo derivanti dalla coltivazione.

Tartuficoltura: esistono ditte serie che vendono piante micorizzate in laboratorio per la produzione del tartufo nero. La possibilità di avere un raccolto dipende dall'acidità del terreno. Le aziende serie certificano che il terreno è adatto alla coltivazione del tartufo e si impegnano a ritirare il prodotto quando inizia la produzione (5 anni dopo l'impianto). La spesa minima, avendo a disposizione un terreno è di 3 mila /3 mila e 500 euro per 100 piante( sono necessari almeno 1.000 mq di superficie coltivabile. Con questo investimento, secondo i calcoli che ho visto dopo 5 anni si possono vendere tartufi per un valore di 10 mila euro l'anno con 100 piante micorizzate (preferibilmente carpino nero e nocciolo);

L'italia importa i lampascioni nome scientifico Muscari comosum il cui fiore si presenta come da foto. Io non lo coltivo ma lo raccolgo allo stato selvatico. La domanda di questa cipolla selvatica viene soddisfatta grazie alle importazioni dall'Africa del nord. Non occorrono spese rilevanti di investimento ma la coltivazione è un po' complessa, simile a quella dei tulipani olandesi. Nel Sud (Puglia) si potrebbe disporre di assistenza e forse di finanziamenti per avvaire questa coltivazone.

Aglio fresco. Non conosco il prezzo di mercato dell'aglio fresco ( me lo produco io) ma sicuramente superiore al prezzo del secco che è sui 9/10 euro al chilo. costituisce un prodotto di nicchia che ha bisogno di poche cure e che è presente nella rotazione delle colture. La domanda è molto elevata e si vende facilmente perchè il periodo di disponibilià è molto breve (giugno, luglio, ma a volte anche da metà maggio). Costituisce un'ottima integrazione di reddito oltre che per l'auto consumo senza eccessivi sforzi.

Zafferano. In italia i dati dicono che sono coltivati meno di 60 ettari con una produzione di meno di mezza tonnellata (costa più dell'oro!!). E' una coltivazione da avviare con l'assistenza delle Regioni anche per poter accedere ai fondi (favoriscono i giovani) ma sicuramente gli sbocchi di mercato ci sono (a quanto pare quasi il 90% della produzione mondiale viene fatta in Iran).
Ok avrei finito, ma prima 2 consigli 2 ( o 3): evitare di indebitarsi, considerare se stessi, nella fase di avvio di un'attività agricola, come primo cliente , non cercare di vivere in splendido isolamento cercando di prodursi da soli sia i maglioni di lana o le marmellate senza scambi . spero di essere stato chiaro e di aver detto cose utili, ciao.

Vedi l'allegato 139747
il fiore del lampascione
Vedi l'allegato 139748
il lampascione ( qui sott'olio) :sleep:
 
#49
Ciao, io mi sto organizzando per poter vivere il più possibile di autosussistenza. Per la sussistenza personalmente mi sarei organizzato nel seguente modo :
-ORTO 25mtx20mt di orto estivo. Per adesso ho preso in esame la semina di pomodori, patate, cipolle, agli, insalate, peperoni, peperoncini (per questi ortaggi avrei già chi me li comprerebbe), fagioli, melanzane, fragole, zucchine, cavoli, porri, spinaci (poi in base al calendario sceglierò più nello specifico). Inoltre ho un pezzettino minuscolo di terra vicino a un fiume dove pianterei angurie e meloni.
SERRA ancora da acquistare, budget di 1000 euro circa, non ho grossi problemi di spazio. La serra mi funzionerebbe sia da semenzaio che da orto per l'inverno e come riparo per gli alberelli di agrumi o comunque di quelle colture in vaso che temono il freddo (l'idea sarebbe una serra per queste cose più una dove vorrei provare a mettere qualche coltura esotica (mi piacerebbe la vaniglia e qualche alberello particolare)
FRUTTETO al momento ci sono una 20ina di alberi produttivi, anche se alcuni non danno ottimi frutti (in futuro su quelli proverò a innestare una varietà diversa), più pianterei una quantità considerevole di alberi che daranno frutti però tra qualche anno. Nel frattempo avendo un boschetto che già produce castagne (avrei pure un altro castagneto a disposizione) e anche nel bosco vorrei piantare un po' di robetta (nocciolo, Sorbo, nespolo, lampone, ribes etc)
ALLEVAMENTO dal momento che avrei una persona che mi comprerebbe un po' di animali e mi aiuterebbe economicamente a mantenerli la mia idea era di prendere 10 galline per le uova, una decina di pecore per avere latte (vorrei imparare anche a fare il formaggio) lana e per la carne. Sono tentato anche di prendere qualche oca (per le piume, le uova e la carne) ma ancora devo valutare per bene... Già sulle pecore sono piuttosto titubante, nonostante mi terrei pure 3 cani superaddestrati (ho la fortuna di avere come amico uno dei migliori addestratori a livello internazionale). Non mi dispiacerebbe neppure un maiale, ma anche per quello chi vivrà vedrà.
TARTUFI non sono un tartufaio, ma là vicino avrei un posto dove crescono naturalmente, e se riuscissi a sfruttare questa cosa è pur sempre una risorsa in più.
API a mio avviso l'apicoltura potrebbe essere una fonte di reddito interessante. Un solo melario produce almeno un 15 kg di miele, il cui prezzo sta minimo intorno alle 5 €. Già con 3 arnie per partire una 50ina di kg ne verrebbe fuori, senza contare propoli, pappa reale, cera e tutti gli altri prodotti.
Di tutte queste cose commercerei più che altro I prodotti ricavati dalle api, le verdure in eccesso dell'orto e in futuro i frutti degli alberi (la vaniglia la vedo piuttosto redditizia, anche se non credo sia semplicissima da coltivare)... Che ne pensate?
 
#50
Mi sembra un'offerta ricca. Devi vuoi commerciare devi solo decidere se andare per il biologico oppure no. Devi conoscere quali sussidi finanziari anche europeri sono disponibili. Non essite nessun produttore professionale che non acceda ai finanziamenti ma occorre un minimo di superficie coltivata. Per ciò che riguarda i cani che, secondo me, non si tratta di addestramento ma di selezione della razza e della linea di sangue e di rapporto che hai con loro. Buona fortuna
 

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