Riflessione sui fiumi

Su questo non sono pienamente d'accordo: in un certo senso è vero che il singolo contadino proteggeva la natura perché ne aveva un tornaconto immediato...
In altri casi è però dimostrato che anche in passato della natura non glie ne fregava nulla se gli obiettivi erano altri.
Probabilmente sono vere entrambi le cose,
cioè i contadini di un tempo sapevano per tradizione tramandata (non per conoscenza)
come tutelare la natura perché era cosa utile (anche se non sapeva bene come)
così si lasciavano alberi ai bordi dei canali dei campi, e si pulivano gli alvei dei fiumi e dei torrenti erano curati i boschi soprattutto sui pendii ecc ecc.

Questo non significa che ci fosse una cultura ecologista
era una conoscenza pragmatica tramandata di generazione in generazione

I contadini degli anni '70 che ho conosciuto io non esitavano a scaricare nei boschi stufe vecchie, frigoriferi, plastica e rottami vari...
Purtroppo questo lo ho visto anche recentemente e proprio in zone montane dove la tutela
del territorio dovrebbe invece trovare la massima espressione.
 
comunque chi ha costruito per secoli abitazioni/opifici/paesi vicinissimo ai fiumi non era certo scemo.
Le esondazioni e i danni ci sono sempre stati, ma erano "costretti" ad edificare vicino ai fiumi per:
avere l'acqua (per bere, per gli animali e per l'agricoltura),
far funzionare le macchine (mola, maglio, mulino),
trasportare merci in navigazione, quando possibile.

Accettavano il rischio perché consideravano i benefici nettamente superiori.

Quello che mi fa inc@22@re è vederlo fare adesso! inteso come negli ultimi 100 anni,
quando tutti i benefit di cui sopra erano già superati dal progresso tecnologico.
Quindi ci può stare che il "centro storico" sia vicino al fiume, ma non gli insediamenti recenti!

Poi la questione pulizia/manutenzione sono cose secondarie,
se hai costruito il nuovo insediamento residenziale/produttivo vicino ad un alveo potenzialmente a rischio, puoi pulire anche tutti i mesi, ma prima o poi la botta d'acqua arriva sempre.
 
Ma scusate quando vi riferite al "contadino di un tempo" a che tempo fate riferimento?
Medioevo o 1800/1900?
Perché io vicino a casa vedo come gestiscono il territorio i vecchi (diciamo i contadini del '900), e di natura sanno meno di zero eh.
Quello più vicino a me aveva un campo, incolto, che non ha mai guardato e mai usato per il fieno che aveva una pozza d'acqua con rane e anatre...beh ha preso e ha bonificato tutto. Adesso è sempre lì incolto ma senza acqua. In un'altra zona vicino ad una roggia c'è un canneto, lui ogni anno va e taglia tutto. Alle prime pioggie tutti i residui finiscono nel canale e tappano sempre un ponte che c'è lì.
Probabilmente sono vere entrambi le cose,
cioè i contadini di un tempo sapevano per tradizione tramandata (non per conoscenza)
come tutelare la natura perché era cosa utile (anche se non sapeva bene come)
così si lasciavano alberi ai bordi dei canali dei campi, e si pulivano gli alvei dei fiumi e dei torrenti erano curati i boschi soprattutto sui pendii ecc ecc.
Diciamo che una volta secondo me si aveva una buona conoscenza del territorio e si era sempre in giro sul campo, quindi le cose (alcune cose, limitate) le si sapeva non perché si era colti ma per osservazione di quello che succedeva.
Su alcune cose abbastanza di base (tipo tirare via le piante dall'alveo che fanno da tappo) ci si arrivava. Il curare i boschi (perché, senza l'uomo sono malati?;)) si faceva per la legna e mica per altro.

Sempre da me vedo degli orrori in giro però... Sulla riva del fiume ci sono solo platani, frassini e noccioli, che non sono decisamente piante da mettere vicino al fiume, gli guardi le radici e sparano in sù per evitare l'acqua a momenti. Perché le hanno messe lì? Perché il salice non ha un buon legno? Boh.
Questo non significa che ci fosse una cultura ecologista
era una conoscenza pragmatica tramandata di generazione in generazione
Sì, la famiglia viveva in un posto da generazioni e quindi alla fine sapeva dove costruire nella zona. Ma mica perché conoscevano come funzionava diciamo, solo che se in 100 anni vedi che il fiume non arriva in un punto quando esonda allora ti metti lì a costruire.
Purtroppo questo lo ho visto anche recentemente e proprio in zone montane dove la tutela
del territorio dovrebbe invece trovare la massima espressione.
Per convincere i politici a tutelare la natura ci si è dovuti "inventare" i servizi ecosistemici. Cioè servizi che l'ecosistema ci fa gratis, se perdi l'ecosistema devi pagare te. Al che si sono svegliati un attimo ed hanno iniziato a tutelare di più la natura. Finché non ci butti in mezzo i soldi non gliene frega niente a nessuno della natura.
 
Perché io vicino a casa vedo come gestiscono il territorio i vecchi (diciamo i contadini del '900), e di natura sanno meno di zero eh.
C'è una storiella ...non so se vera o no che narra di un giovane contadino...
Questo si ritrova la sera al bar con altri e comincia a vantarsi:
quest'anno ho tolto le piante sul canale lo ho spianato e ho coltivato anche li così ho
fatto 2000 euro di raccolto in più.
L'anno seguente si vanta di nuovo: ho spianato anche il canale in fondo al podere e così ho aumentato il raccolto di altri 1000 euro.
Il terzo anno arriva abbacchiato .... l'acqua che è venuta il mese scorso ha soffocato tutto
e ho avuto 50000 euro di danni :rofl:

Diciamo che una volta secondo me si aveva una buona conoscenza del territorio e si era sempre in giro sul campo, quindi le cose (alcune cose, limitate) le si sapeva non perché si era colti ma per osservazione di quello che succedeva.
o perchè il nonno che aveva visto cosa poteva succedere aveva insegnato a fare in un certo modo, e così si faceva perché lo dice il nonno.
Il curare i boschi (perché, senza l'uomo sono malati?;)) si faceva per la legna e mica per altro.
si ma nel fare legna si ripulivano i passaggi e si faceva rinnovare il bosco,
che il bosco lasciato a se stesso mica ha problemi
ma perchè per il bosco se una zona in pendenza le vecchie piante vanno a morire lasciando il fianco scoperto e frana giù ...
mica gli fa spiacere .. il nuovo bosco ricrescerà dove è crollato che siano 50 100 o 200 anni al bosco mica gli frega, idem se le piante secche cadute prendono fuoco ... dopo 100 anni tutto è come prima.
 
Fino alla rivoluzione industriale le persone sapevano gestire campi e boschi perché erano l'unica fonte di sostentamento e riscaldamento, se non eri capace non passavi l'inverno.
Oppure, per dirla alla Darwin, solo chi era abbastanza bravo nel gestire la natura arrivava a riprodursi.
 
Questo si ritrova la sera al bar con altri e comincia a vantarsi
eh già chi si loda si imbroda....del resto solo agli industriali delle città di emme vè concesso fare le merendine all'eternit e il cioccolato con la polvere di mattone e gli va sempre bene.

Ma c'è nè per tutti....sempre dalla mia biografia
"
IL MACELLAIO GIAN MARIO

E' morto prima che andassimo via da quel palazzo schifoso,mia nonna lo lodava come "quello della carne tanto buona" e se adesso ho qualche problema di prostata e se quando ero nell'adolescenza avevo dolore ai capezzoli FORSE era per tutte le vaccate che mettevano nella carne in quel periodo.
Ricordo anche che tutti i momenti si doveva prenotare per togliere una ciste qui o laggiù,non basta?
Ricordo che anche al gatto che avevo nel periodo successivo ossia pucci ..la tigre corta..gli si erano gonfiati i capezzoli e spruzzava pipì dappertutto. E voleva sempre uscire. Essendo principalmente carnivoro è facile fare due più due.
Insomma come sempre le idee della nonna erano totalmente vaccate idiote.E le persone di cui si fidava lei....vabbè.
 
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