riflessioni prezzi bici

be' ovviamente dipende dall'utilizzo che se ne fa. Io la bici la uso in ambito prevalentemente urbano e per qualche breve giro, mai messo le ruote fuori dall'asfalto, se non per brevi e facili sterrati.
Come gia' ho detto e' piombo puro, non l'ho mai pesata ma credo che con borse e tutto sfiori i 20 chili ( sempre se non li passa) ma il peso non mi ha ma dato problemi, ha la forcella ammortizzata bloccabile, di qualita' credo bassa, comando di bloccaggio al manubrio bloccato ( scusate il gioco di parole :roll: ) in posizione " ammortizzazione mode on" pochi mesi dopo l'acquisto e in seguito estirpato, la lascio sempre sbloccata( ma avrei preferito una forcella rigida, mai sentito differenze rispetto alla precedente bici appunto con forca rigida.
Che la forcella sia bloccabile è bene. Perchè la forcella ammortizzata,quando si decide di averla, deve avere il blocco ? Perchè in salita ridurrebbe l'azione della pedalata flettendosi appunto. Ma il comando al manubrio è un accessorio utile solo a chi fa gare o vuole certe prestazioni e non del trekking in bici, accessorio certo comodo ma che fa salire il prezzo cui si può certo rinunciare come i freni a disco.
--- Aggiornamento ---

Poi IMHO a me la bici piace perchè è si una macchina,ma il minimo indispensabile. Quello che non c'è non si può rompere !! :lol:
 
Ultima modifica:
Ma il comando al manubrio è un accessorio utile solo a chi fa gare o vuole certe prestazioni e non del trekking in bici, accessorio certo comodo ma che fa salire il prezzo cui si può certo rinunciare come i freni a disco.
--- Aggiornamento ---
Permettimi, il comando a manubrio ha un costo talmente irrisorio rispetto al prezzo di una forcella decente ( un cavo e una levetta) che il problema esiste solo nel momento in cui non ha ragione di esistere la forcella stessa in quanto inefficace in discesa.
In sostanza ci si trova con un oggetto che non fa il suo lavoro e in più pesa. Tanto vale usare un telaio rigido.
 
Di base il problema è sapere e quindi imparare metterle in ordine.
Già è qui torniamo al discorso principale, ho visto bici del supermercato con il cuscinetto nel movimento centrale in teflon anziché a sfere. Questo abbatte il costo di produzione ma quando si sfascia, e si sfascia prima delle sfere, risulta antieconomico ripararla.

Però mediamente chi compra la bici al supermercato non arriva a usurare nessun cuscinetto in teflon o a sfere che sia...
--- Aggiornamento ---

Che differenza c'è fra una tenda da 20 euro e una da 600? 30 volte il prezzo.
 
Ultima modifica:
In sostanza ci si trova con un oggetto che non fa il suo lavoro e in più pesa. Tanto vale usare un telaio rigido
io l'ho presa con forca ammortizzata perche' la bici la montava di serie, e la cosa e' stata magnificata dal negoziante neanche fosse un motore a curvatura, ho provato a bloccarla per curiosita' le prime volte, bloccata o sbloccata non percepivo differenze, poi il comando di bloccaggio si blocco' ( birimbimbi' birimbimbo') in posizione forcella sbloccata, e un bel giorno mi salto' il grillo, presi un paio di tronchesi e lo estirpai, tanto dava solo fastidio sul manubrio, ora la forcella e' sbloccata, ma io la bici la uso al 99,99% in citta', quindi su strade asfaltate ( ma con talmente tanti crateri che a volte mi vien voglia di comprarmi un Hummer H1), se fosse rigida magari sarebbe meglio, ma ormai quella ho e quella mi tengo
 
io l'ho presa con forca ammortizzata perche' la bici la montava di serie, e la cosa e' stata magnificata dal negoziante neanche fosse un motore a curvatura, ho provato a bloccarla per curiosita' le prime volte, bloccata o sbloccata non percepivo differenze, poi il comando di bloccaggio si blocco' ( birimbimbi' birimbimbo') in posizione forcella sbloccata, e un bel giorno mi salto' il grillo, presi un paio di tronchesi e lo estirpai, tanto dava solo fastidio sul manubrio, ora la forcella e' sbloccata, ma io la bici la uso al 99,99% in citta', quindi su strade asfaltate ( ma con talmente tanti crateri che a volte mi vien voglia di comprarmi un Hummer H1), se fosse rigida magari sarebbe meglio, ma ormai quella ho e quella mi tengo
e fai bene. come già detto prima, le esigenze sono commisurate all'utilizzo.
 
Mi ci riconosco perché mi hai quotato e sì, ho riscoperto la bici ora. Non ho né imbarazzo né incoerenza, non capisco perché dovrei.
Il Covid ha cambiato la sensibilità nei confronti del ciclismo, non so bene perché ma è così. Anche le città si stanno attrezzando con più piste ciclabili, ed è una cosa positiva. Io riesco ad andare da casa a lavoro tutto in pista ciclabile protetta, perché non dovrei approfittarne, o sentirmi "irrazionale". Farlo mi ha risvegliato la voglia di andare anche a farci giri lunghi, quindi mi sono comprato la bici nuova. Ho girato negozi, era tutto esaurito, tra l'altro non ho usufruito del bonus ministeriale perché non mi sembrava etico spendere soldi della collettività per il mio diletto. Visto che i negozi erano semivuoti ho ordinato la bici online, e ci ha messo due mesi per arrivare.

Invece di applaudire alla gente che cambia modo di vita e fa una scelta salutare e sostenibile, c'è gente che si arrabbia. E questo secondo te è essere razionale? È il bue che dà del cornuto all'asino.

Se poi, come penso, la tua è una tirata solo perché non riesci a comprarti la bici nuova e devi aspettare un anno, sono grandissimi fatti tuoi. Fai la doppia fatica di incazzarti e disincazzarti.

Poi Spinoza non c'entra un accidente: il mio nick non ha nulla a che fare con il filosofo.
Io non sono mica arrabbiato verso certe scelte, anzi, ci mancherebbe !
Sono un po' irritato dal MODO e dai TEMPI con cui vengono fatte.
In ritardo e tutti insieme, folgorati sulla via del Covid : sta qui quella che chiamo "irrazionalità", quella proprio ottusangola, per capirsi.

Come a dire che senza Covid sareste ancora tutti lì, a milioni, a comportarvi esattamente come prima.
Come se la salubrità o meno di certe scelte non fosse arcinota da secoli. Come se non vi fosse stata descritta e ricordata in tutte le possibili salse.
Mi ricorda un po' il comportamento di certi fumatori : puoi stampargli sul pacchetto tutti i teschi che vuoi, cercare di terrorizzarli con le peggiori foto, tentare con le parole di convincerli in tutti i modi, persino colpirli nel portafoglio aumentandogli il prezzo delle sigarette, ma niente ! Anzi, ringraziamo pure la legge Sirchia (legge di civiltà) che almeno da una trentina d'anni ha impedito loro di avvelenare pure tutti gli altri col fumo passivo.
Poi però magari un bel giorno, all'improvviso, il fumatore più accanito si sveglia e per chissà quale motivo smette, d'incanto. Per inciso, è proprio quello che è accaduto ad esempio a mio padre alle soglie dei 60 anni, dopo avermi soffocato per i miei primi 20 : giusto per dire che non ne faccio una questione personalistica, sotto questo profilo ce l'ho pure con lui (con la sua buonanima, ormai), è tutto dire.

Quindi ripeto, figurarsi se posso arrabbiarmi per certe scelte : mi arrabbio semmai proprio per il fatto che tantissima gente non abbia cominciato a farle molto prima, gradualmente, un po' alla volta, rendendo così anche infinitamente più gestibile tutto il processo. Quella stessa gente che fino a ieri - e dico ieri - considerava il massimo della comodità e della famigerata "qualità della vita" il poter arrivare con il muso dell'auto fin dentro la vetrina di un negozio, ovunque questo fosse ; spalleggiato, in questo, dagli stessi commercianti, che la parola "ciclabile" non potevano neppure sentirla. E ripeto, questo fino a ieri ; anzi, in molte sacche di sedicenti benpensanti, persino tuttora.
Altrimenti è come se la mattina tutti, dico tutti, si mettessero in moto per andare al lavoro allo stesso millisecondo, e la sera per tornare idem : la ricetta perfetta per il pandemonio. La definiresti una scelta razionale ? Esattamente come lo è l'esodo del primo week end d'agosto, tutti fermi in coda.
Inoltre l'irritazione deriva dal fatto che se la cosa avviene in questi modi e tempi allora francamente assomiglia un po' troppo alle mode, quelle propagandate dall'influencer di turno: ed io le mode le vedo - in generale - come il fumo negli occhi.
Mi verrebbe solo da dire che proprio per questo, il giorno che ciascuno di questi folgorati dovesse riappendere la bici al chiodo dopo tale sfoggio di redenzione collettiva, meriterebbe la fustigazione come minimo.

Tutto qui.
L'ultima cosa di cui potrei aver voglia è mettermi a discutere con chiunque. Ho solo espresso la mia opinione : e se faccio una critica, può essere sempre e solo a una "categoria" di persone, mai a una specifica (che oltretutto neppure conosco). Infatti ho risposto al tuo post solo perchè era rappresentativo di un vero e proprio esercito.
Fatto quello, lascio fare. Lascio dire. Lascio giudicare. Se vuoi un complimento per la tua scelta te lo faccio pure :)

Pace e bene.
 
Ultima modifica:
Commento generale: apprezzo la tua risposta, pacata e serena. Io non sempre riesco, e me ne scuso.

Io non sono mica arrabbiato verso certe scelte, anzi, ci mancherebbe !
Sono un po' irritato dal MODO e dai TEMPI con cui vengono fatte.
In ritardo e tutti insieme, folgorati sulla via del Covid : sta qui quella che chiamo "irrazionalità", quella proprio ottusangola, per capirsi.
Non so, per me essere ottusi è un'altra cosa. Le persone possono avere decine e decine di motivi diversi per fare (o non fare) quello che fanno (o non fanno). Generalizzare e chiamarli ottusi mi sembra un po'... ottuso :)

Come a dire che senza Covid sareste ancora tutti lì, a milioni, a comportarvi esattamente come prima.
Come se la salubrità o meno di certe scelte non fosse arcinota da secoli. Come se non vi fosse stata descritta e ricordata in tutte le possibili salse.
Mi ricorda un po' il comportamento di certi fumatori : puoi stampargli sul pacchetto tutti i teschi che vuoi, cercare di terrorizzarli con le peggiori foto, tentare con le parole di convincerli in tutti i modi, persino colpirli nel portafoglio aumentandogli il prezzo delle sigarette, ma niente ! Anzi, ringraziamo pure la legge Sirchia (legge di civiltà) che almeno da una trentina d'anni ha impedito loro di avvelenare pure tutti gli altri col fumo passivo.
Poi però magari un bel giorno, all'improvviso, il fumatore più accanito si sveglia e per chissà quale motivo smette, d'incanto. Per inciso, è proprio quello che è accaduto ad esempio a mio padre alle soglie dei 60 anni, dopo avermi soffocato per i miei primi 20 : giusto per dire che non ne faccio una questione personalistica, sotto questo profilo ce l'ho pure con lui (con la sua buonanima, ormai), è tutto dire.
Mah, sai, un conto è beccarsi il Covid sul bus, possibilità assolutamente non campata per aria, visto che finora 4,2 milioni di persone si sono ammalate in Italia da inizio pandemia. Casi confermati, più probabile che siano dalle 2 alle 3 volte in più, diciamo 10 milioni. Una su sei in Italia.
Un conto è forse ammalarsi di enfisema o di tumore per via del fumo. Sì, può capitare, però puoi anche fumare per 60 anni 2 pacchetti al giorno e non avere niente.

Io sono uno scienziato e conosco bene le leggi della statistica, nonostante questo i benefici di una vita sana andando in bicicletta li reputo molto più "fumosi", per rimanere in tema, di quelli di non prendersi il Covid.
Quindi alla fine, il perché può essere anche il meno razionale... ma l'importante è che la transizione sia fatta, secondo me.

Quindi ripeto, figurarsi se posso arrabbiarmi per certe scelte : mi arrabbio semmai proprio per il fatto che tantissima gente non abbia cominciato a farle molto prima, gradualmente, un po' alla volta, rendendo così anche infinitamente più gestibile tutto il processo. Quella stessa gente che fino a ieri - e dico ieri - considerava il massimo della comodità e della famigerata "qualità della vita" il poter arrivare con il muso dell'auto fin dentro la vetrina di un negozio, ovunque questo fosse ; spalleggiato, in questo, dagli stessi commercianti, che la parola "ciclabile" non potevano neppure sentirla. E ripeto, questo fino a ieri ; anzi, in molte sacche di sedicenti benpensanti, persino tuttora.
Altrimenti è come se la mattina tutti, dico tutti, si mettessero in moto per andare al lavoro allo stesso millisecondo, e la sera per tornare idem : la ricetta perfetta per il pandemonio. La definiresti una scelta razionale ? Esattamente come lo è l'esodo del primo week end d'agosto, tutti fermi in coda.
Inoltre l'irritazione deriva dal fatto che se la cosa avviene in questi modi e tempi allora francamente assomiglia un po' troppo alle mode, quelle propagandate dall'influencer di turno: ed io le mode le vedo - in generale - come il fumo negli occhi.
Ma pensi davvero che la gente esca di casa alla stessa ora per moda? Esce di casa all'ora che gli permette di arrivare in ufficio giusto. Perché se esco dopo arrivo tardi e mi becco il cazziatone, se esco prima mi devo svegliare prima, arrivo prima e che faccio? Mi giro i pollici? Regalo minuti di lavoro all'azienda che non me li pagherà mai? Se poi significa uscire tutti alla stessa ora, pazienza. Basta che arrivo giusto al lavoro. Questa per me non è irrazionalità, è tutto il contrario.

Il caso vacanze è leggermente diverso, ma neanche poi tanto. La gente va in vacanza quando vuole (o può) andare in vacanza. Io di solito vado a inizio luglio o a metà settembre, perché posso. Ma se l'azienda, o il negozio, chiude in agosto, uno è obbligato ad andare in vacanza in agosto. Non è moda, è così.

La gente fa quello che è meglio per sé. Non per la collettività. Il mondo capitalistico (che non amo) funziona così.

Mi verrebbe solo da dire che proprio per questo, il giorno che ciascuno di questi folgorati dovesse riappendere la bici al chiodo dopo tale sfoggio di redenzione collettiva, meriterebbe la fustigazione come minimo.
Succederà, non ti preoccupare. La maggior parte, o comunque una buona parte di quelli che adesso hanno riscoperto la bici, finito il covid (o banalmente, ai primi freddi) ritornerà ad andare in auto o in bus.
Io spero che non succeda anche a me. Tieni conto che, pre-covid, abitavo a 10 km da lavoro ed andarci in bici non era fattibile (e per rischi di investimento - a Torino ben più che concreti - e perché non mi piace arrivare sudato e puzzoso a lavoro). Ora mi sono trasferito a 2 km ed è tutto molto più semplice.

Ti saluto.
 
Succederà, non ti preoccupare. La maggior parte, o comunque una buona parte di quelli che adesso hanno riscoperto la bici, finito il covid (o banalmente, ai primi freddi) ritornerà ad andare in auto o in bus.
Quello matematico: uno dei leit motiv da noi (Italia, Prov di Milano, dove volete) quando progettano ciclabili è che non servono a nulla perchè si usano solo d'estate e d'nverno non si possono usare per il freddo e /o maltempo. Infatti in Nord Europa le bici non le usano se fa freddo :roll:
 
Premessa: nel 2009 mi sono comprato una bici "da viaggio". Cioè una buona bici, solida, con telaio in buona lega d'alluminio termoformato, ottimo cambio (SRAM 3x9), freni a disco, ruote solide e ampie, solidissimo portapacchi, buone luci con dinamo al mozzo e manopole comodissime. Al prezzo di 550 euro. In Germania, perché in Italia si trovavano solo bici da corsa, specialissime, bellissime, velocissime, da totalmente inadatte ai miei scopi. Internet e la sua comodità. Ai tempi le city bike erano delle emerite schifezze prodotte in Cina e rimarchiate, per venderle guadagnando bene.

In questi giorni ho cercato qualcosa di simile per mia moglie. Prima dai rivenditori locali (Piacenza), che mi hanno guardato come un naturalista osserva un ornitorinco, cioè con un misto di curiosità e raccapriccio, spiegandomi poi che "sono troppo avanti" per il mercato locale.
Evidentemente il piacentino è ancora fermo a spendere pacchi di migliaia di euro per fighissime bici da corsa in carbonio (cavalcate da modesti signori che, con un minimo di dieta, risparmierebbero migliaia di euro e recupererebbero in men che non si dica i 5-10 kg di peso in meno... oltre che anni di vita migliore in vecchiaia). Vabbé. L'unico rivenditore che ne avrebbe avute, non ne tiene da donna.

Su internet, non se ne trovano, se non cose davvero particolari (gravel in carbonio, comunque da adattare, aggiungendo un tot di accessori, per un costo finale da paura). Anche all'estero, la situazione non cambia. Le cause sono 2.

La prima si chiama "disruption of supply chain" (interruzione della catena di fornitura) ed è un problema molto serio, causato dal covid19. In pratica, causa chiusure a macchia di leopardo causate dalla pandemia, nessuno riesce più a produrre oggetti complessi. Il risultato è la più classica delle stagflazioni, cioè incremento dei prezzi (inflazione) ma stagnazione delle vendite. Se non recessione bella e buona.

La seconda, sempre dovuta al covid19, è l'aumento indiscriminato dei costi delle materie prime, che fa da pendant al crollo dell'anno scorso. Quindi, i produttori si trovano a dover aumentare i listini perché le materie prime (tutte, a partire dal petrolio e dai metalli) hanno visto i prezzi schizzare alle stelle.

Vi dicono che hanno venduto molto, troppo? Mah. Sarà vero, per carità. Secondo me, non può essere vero in Italia, Germania, Francia, UK, ecc., tutte nello stesso momento. E' più probabile che il problema sia di tipo sistemico e non di "eccessivo successo di mercato".

Detto tutto ciò, vediamo di chiarire un paio di elementi di marketing visti da un insider (ho fatto per 15 anni il marketing di prodotto di oggetti complessi). Il costo finale di un prodotto complesso (che NON è quasi mai il prezzo di listino... ;) ) va circa dal triplo al sestuplo del suo costo industriale. Più un prodotto è raffinato, prodotto in pochi pezzi, specializzato, più il rapporto fra costo e prezzo reale aumenta. Per una serie di motivi: i costi di sviluppo, distribuzione (importatori, grossisti, rivenditori mangiano come tutti noi), le tasse, i dazi, ecc. Più i numeri di produzione scendono, più i prezzi si moltiplicano.
Dimenticate per un attimo i costi dei ricambi (che vanno da un minimo di 10 fino a 100 volte il prezzo di produzione!), per determinare il costo di un prodotto. Andiamo all'essenziale.

Perché una bici "da viaggio", che in sostanza è una buona, ottima, city bike, costa da 3 a 10 volte tanto un equivalente prodotto "da città"? Perché se ne vendono di meno. E quindi i costi per la parte fissa dei costi va spalmata su un numero di pezzi inferiore. E di chi è la colpa? Dei brutti e cattivi "uomini del marketing"? No, cari miei. E' colpa di noi consumatori.

Mio nonno faceva l'agente di commercio per la Talmone. Aveva in concessione la provincia di Alessandria. Nel dopo guerra se la girava tutta con una Bianchi Lusso, con i freni a bacchetta. Cartella con il copia commissioni e la penna e calamaio infilati nella canna, in sella alle sei di mattina e via, a pedalare su e giù per il monferrato, la piana alessandrina, i colli tortonesi, ecc.
Alzi la mano di chi noi, oggi, metterebbe le chiappe su una bici così per farsi ogni santo giorno un centinaio di km, più le inevitabili discussioni con i clienti, per l'ordine mensile di cioccolatini...
Gia mi sembra di sentirci: "Eh, ma ci vuole la MTB.". "No, meglio una front suspended. Però in discesa ci vorrebbe una bella bici da DH (downhill... googlate se non capite...)!".

Ti credo, che le bici costano un furbilione di euro! Invece di essere di 2 soli tipi (normale e corsa) si sono frazionate in una serie sempre più ampia di minuscoli segmenti di mercato.

Per, poi, tornare all'esempio del modesto signore di cui sopra. Se, invece di spendere una follia, per togliere 3 kg di peso alla bici, facesse un po' di dieta, ne perderebbe sicuramente di più e guadagnerebbe in salute. Ma fallo capire, alla gente. Come dicono a Milano: ti té feet prima a meteghel in del cu che in del co... (i milanesi correggano la grafia, se vogliono!).
 
Certo che la colpa è del consumatore!
Basta tornare per esempio all'arrivo della bmx nei primi anni 80 (in realtà in america c'era già 10 anni prima) .
Oggetto solido,relativamente poco costoso,mostruosamente robusto. eppure "noi" preferivamo le pieghevoli da 20 che date in mano ai ragazzini si disfavano,preferivamo le "finte cross" che pesavano il triplo.

E che dire della regola che il diametro delle ruote dovesse crescere con l'età.

Perchè lo status symbol era arrivare al 28 ...

In ogni caso se qualche responsabile di marketing venisse preso a sberle io non ne sarei dispiaciuto
 
Premessa: nel 2009 mi sono comprato una bici "da viaggio". Cioè una buona bici, solida, con telaio in buona lega d'alluminio termoformato, ottimo cambio (SRAM 3x9), freni a disco, ruote solide e ampie, solidissimo portapacchi, buone luci con dinamo al mozzo e manopole comodissime. Al prezzo di 550 euro. In Germania, perché in Italia si trovavano solo bici da corsa, specialissime, bellissime, velocissime, da totalmente inadatte ai miei scopi. Internet e la sua comodità. Ai tempi le city bike erano delle emerite schifezze prodotte in Cina e rimarchiate, per venderle guadagnando bene.

In questi giorni ho cercato qualcosa di simile per mia moglie. Prima dai rivenditori locali (Piacenza), che mi hanno guardato come un naturalista osserva un ornitorinco, cioè con un misto di curiosità e raccapriccio, spiegandomi poi che "sono troppo avanti" per il mercato locale.
Evidentemente il piacentino è ancora fermo a spendere pacchi di migliaia di euro per fighissime bici da corsa in carbonio (cavalcate da modesti signori che, con un minimo di dieta, risparmierebbero migliaia di euro e recupererebbero in men che non si dica i 5-10 kg di peso in meno... oltre che anni di vita migliore in vecchiaia). Vabbé. L'unico rivenditore che ne avrebbe avute, non ne tiene da donna.

Su internet, non se ne trovano, se non cose davvero particolari (gravel in carbonio, comunque da adattare, aggiungendo un tot di accessori, per un costo finale da paura). Anche all'estero, la situazione non cambia. Le cause sono 2.

La prima si chiama "disruption of supply chain" (interruzione della catena di fornitura) ed è un problema molto serio, causato dal covid19. In pratica, causa chiusure a macchia di leopardo causate dalla pandemia, nessuno riesce più a produrre oggetti complessi. Il risultato è la più classica delle stagflazioni, cioè incremento dei prezzi (inflazione) ma stagnazione delle vendite. Se non recessione bella e buona.

La seconda, sempre dovuta al covid19, è l'aumento indiscriminato dei costi delle materie prime, che fa da pendant al crollo dell'anno scorso. Quindi, i produttori si trovano a dover aumentare i listini perché le materie prime (tutte, a partire dal petrolio e dai metalli) hanno visto i prezzi schizzare alle stelle.

Vi dicono che hanno venduto molto, troppo? Mah. Sarà vero, per carità. Secondo me, non può essere vero in Italia, Germania, Francia, UK, ecc., tutte nello stesso momento. E' più probabile che il problema sia di tipo sistemico e non di "eccessivo successo di mercato".

Detto tutto ciò, vediamo di chiarire un paio di elementi di marketing visti da un insider (ho fatto per 15 anni il marketing di prodotto di oggetti complessi). Il costo finale di un prodotto complesso (che NON è quasi mai il prezzo di listino... ;) ) va circa dal triplo al sestuplo del suo costo industriale. Più un prodotto è raffinato, prodotto in pochi pezzi, specializzato, più il rapporto fra costo e prezzo reale aumenta. Per una serie di motivi: i costi di sviluppo, distribuzione (importatori, grossisti, rivenditori mangiano come tutti noi), le tasse, i dazi, ecc. Più i numeri di produzione scendono, più i prezzi si moltiplicano.
Dimenticate per un attimo i costi dei ricambi (che vanno da un minimo di 10 fino a 100 volte il prezzo di produzione!), per determinare il costo di un prodotto. Andiamo all'essenziale.

Perché una bici "da viaggio", che in sostanza è una buona, ottima, city bike, costa da 3 a 10 volte tanto un equivalente prodotto "da città"? Perché se ne vendono di meno. E quindi i costi per la parte fissa dei costi va spalmata su un numero di pezzi inferiore. E di chi è la colpa? Dei brutti e cattivi "uomini del marketing"? No, cari miei. E' colpa di noi consumatori.

Mio nonno faceva l'agente di commercio per la Talmone. Aveva in concessione la provincia di Alessandria. Nel dopo guerra se la girava tutta con una Bianchi Lusso, con i freni a bacchetta. Cartella con il copia commissioni e la penna e calamaio infilati nella canna, in sella alle sei di mattina e via, a pedalare su e giù per il monferrato, la piana alessandrina, i colli tortonesi, ecc.
Alzi la mano di chi noi, oggi, metterebbe le chiappe su una bici così per farsi ogni santo giorno un centinaio di km, più le inevitabili discussioni con i clienti, per l'ordine mensile di cioccolatini...
Gia mi sembra di sentirci: "Eh, ma ci vuole la MTB.". "No, meglio una front suspended. Però in discesa ci vorrebbe una bella bici da DH (downhill... googlate se non capite...)!".

Ti credo, che le bici costano un furbilione di euro! Invece di essere di 2 soli tipi (normale e corsa) si sono frazionate in una serie sempre più ampia di minuscoli segmenti di mercato.

Per, poi, tornare all'esempio del modesto signore di cui sopra. Se, invece di spendere una follia, per togliere 3 kg di peso alla bici, facesse un po' di dieta, ne perderebbe sicuramente di più e guadagnerebbe in salute. Ma fallo capire, alla gente. Come dicono a Milano: ti té feet prima a meteghel in del cu che in del co... (i milanesi correggano la grafia, se vogliono!).
Concordo fino ad un certo punto. Non posso parlare dei costi, su cui non ho alcuna competenza e mi sembra che tu invece ne abbia.
Sulla questione che le bici dovrebbero essere "di due soli tipi, normale e da corsa" dissento totalmente. Secondo questo ragionamento non ci sarebbe alcun tipo di progresso, né dei materiali, ne dell'ingegneria della costruzione. Avremmo ancora automobili fatte a forma di carrozza perché "non serve altro"; non ci sarebbero le station wagon, i fuoristrada, le SUV che per me sono ormai imprescindibili.

Io ho comprato una bici gravel per avere un po' di tutto, grip sullo sconnesso, scorrevolezza sull'asfalto, senza sacrificare troppo né all'una né all'altra. Se ci fossero state due sole bici in commercio, normale e da corsa, probabilmente non avrei comprato nulla.
Il semplice fatto che tuo nonno girava su una bici normale per mezza Langa, sebbene sia un aneddoto piacevole e tanto di cappelli al nonno, non significa che oggi sia desiderabile o possibile. Non si può paragonare il mondo di 70 anni fa con quello di oggi, non ha senso.
 
Sulla questione che le bici dovrebbero essere "di due soli tipi, normale e da corsa" dissento totalmente.
Non è esattamente il senso del mio pensiero. Lo esplicito meglio.
Nel 1945, la scelta era quella: in sella, e pedalare! Nessuna alternativa, manco i treni.
Aver potuto comprare l'Aquilotto Bianchi (moooolti anni dopo il 1945!), a mio nonno parve una conquista esagerata. Sono sicuro che ci sarà stato qualcuno che l'avrà giudicato un prodotto inutilmente costoso e troppo raffinato. Poi venne soppiantato dalla Vespa. Dalle prime 500D. Ecc. ecc.
Sono d'accordo: il progresso, semplicemente, non lo fermi. Però non si abbia l'ipocrisia di scandalizzarsi per i costi che ne derivano. I prodotti ci sono perché c'è gente che se li può permettere. Non te li puoi permettere? O non, piuttosto, non sei abbastanza appassionato? Queste le riflessioni che ognuno deve fare per sé stesso.
Liberi tutti, sempre, di fare ognuno un po' come gli pare, ovviamente.
 
Però non si abbia l'ipocrisia di scandalizzarsi per i costi che ne derivano. I prodotti ci sono perché c'è gente che se li può permettere. Non te li puoi permettere? O non, piuttosto, non sei abbastanza appassionato?
Questo mi sembra chiaro. Uno può lagnarsi quanto vuole, ma se ha i dindini compra, sennò no.
Però penso che uno abbia il diritto di lagnarsi. Anche a me i costi delle bici sembrano esagerati, specialmente se le paragono a motorini che dovrebbero costare ben di più, e hanno componenti ben più diversificate delle bici. Invece in molti casi i motorini costano meno, e questo non può esser "colpa del consumatore".
 
domanda: ma comprare una bici su internet cosa comporta: cioe': te la consegnano pronta all'uso o te la devi montare tu? penso che andare da un meccanico ciclista dicendo " montamela" equivale a farsi mandare a fare un giro ( se il ciclista e' un signore) in sostanza:" non l'hai comprata da me, adess te se ranget" ( adesso ti arrangi)
 
domanda: ma comprare una bici su internet cosa comporta: cioe': te la consegnano pronta all'uso o te la devi montare tu? penso che andare da un meccanico ciclista dicendo " montamela" equivale a farsi mandare a fare un giro ( se il ciclista e' un signore) in sostanza:" non l'hai comprata da me, adess te se ranget" ( adesso ti arrangi)
Eh dipende.
Io l'ho comprata su internet, sul sito di un negozio monomarca.
Mi è arrivata montata quasi completa, le uniche cose da montare erano sella, manubrio, pedali e ruota anteriore.
Se sella manubrio e pedali sono banali da montare, la ruota anteriore (specie se dotata di freno a disco) non lo è particolarmente. Ho dovuto perdere un sacco di tempo (e l'unghia dell'indice) a regolare il blocco del pistoncino del freno per far sì che il disco non strisciasse su di esso durante la marcia normale.

Assolutamente necessaria la chiave dinamometrica, e sapere come usarla.

Ma penso che il biciclettaro sarebbe uno sciocco a mandare via qualcuno che chiede di montargli una bici, anche se comprata altrove. È comunque un intervento che si paga, e mi sembra sciocco rifiutare una fonte di guadagno.
 
ok. ho capito che mai comprero' una bici su internet, visto che non so neanche da che parte si prende in mano un cacciavite.
La chiave dinamoqualcosa, poi, per me e' roba da guerre stellari.
 
ok. ho capito che mai comprero' una bici su internet, visto che non so neanche da che parte si prende in mano un cacciavite.
La chiave dinamoqualcosa, poi, per me e' roba da guerre stellari.
Non è così difficile, è una chiave normale con una ghiera che si setta sulla coppia di serraggio desiderata. Di solito sul manuale della bici, o anche addirittura sul telaio stesso, c'è scritto qualcosa tipo "8 Nm" o "5 Nm". Tu setti la chiave a quel valore, stringi la brugola fino a che non senti uno scatto sulla chiave, e sei a posto.
Neanche io sapevo usarla, l'ho comprata e ci ho messo mezz'ora per imparare.
 
Alto Basso