Riscaldamento Globale

Mah, secondo me la gente che scrive quei libri e che si crede tanto preparata, in caso di catastrofe, muore tre giorni dopo il cittadino medio, massimo 15gg, a seconda del tipo di catastrofe.

Quelli che forse sopravviveranno saranno i poveracci del Bangladesh e gli affamati dell'Etiopia o della striscia di Gaza, già abituati a sopravvivere, senza guardare in faccia a nessuno perché loro, nello scenario catastrofico ci vivono già tutti i giorni.

Ah già, e forse qualche gruppo di super ricchi che si sono già comprati qualche isola nel mezzo del Pacifico, provvista di bunker antiatomico e provviste per mille anni...
 
penso invece che a catastrofi "piccole" come quelle in arrivo volendo essere più realisti basterebbe comportarsi come i nostri nonni/bisnonni.
io penso e credo che avverrano rogne alla corrente elettrica alle forniture di acqua .

P.S. davidino (uno dei bocia che giravano da me secoli fa ) a un carnevale era andato con la tuta da attacco chimico,maschera antigas elmetto e simili e sudore e puzza a parte (mi chiedo perchè gli adolescenti puzzino così) si era fatto tutta la sfilata.
 
Con le interruzioni di corrente elettrica prolungate ed estese le conseguenze sarebbero gravissime, un piccolo elenco esemplificativo e non affatto esaustivo: niente benzina nei distributori di benzina (le elettropompe moderne non credo abbiano più neanche il meccanismo manuale, ma non ne sono sicuro), mancanza di funzionamento dei frigoriferi, sia casalinghi che nei market (e le farmacie?), niente accesso alle risorse economiche (i soldi sono, in maggior parte, dati scritti in un HDD), niente o fortemente ridotte comunicazioni (se si spengono i ripetitori e/o i server allora i cellulari sono inutili).
Per l'acqua le cose vanno meglio: gli acquedotti in genere funzionano senza elettricità, il meccanismo di distribuzione dell'acqua è per gravità, tecnicamente, in fase di progettazione si fa in modo che la quota piezometrica sia sempre ad una altezza maggiore della maggior parte delle abitazioni (2-3 piani). Poi dipende dalla zona in cui si abita, da me l'acquedotto non è più lungo di 30 km :sleep:.
Dal punto di vista dell'approvigionamento, la penisola italiana (1/3 montagne, e circondata da mari) è particolarmente ricca di acqua e di acqua di qualità, non so quante sono le nazioni che possono vantare acqua veramente potabile che esce dai comuni rubunetti di casa in tutto o quasi il territorio.
Gli adolescenti sono maggiormente "odorosamente rilevanti", se non erro, a causa dell'alta quantità di ormoni che hanno in corpo (beata gioventù :roll:).
Cordiali saluti
 
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Per l'acqua le cose vanno meglio: gli acquedotti in genere funzionano senza elettricità, il meccanismo di distribuzione dell'acqua è per gravità, tecnicamente, in fase di progettazione si fa in modo che la quota piezometrica sia sempre ad una altezza maggiore della maggior parte delle abitazioni (2-3 piani). Poi dipende dalla zona in cui si abita, da me l'acquedotto non è più lungo di 30 km :sleep:.
Non concordo.
Se gli acquedotti attingono da pozzi (la maggioranza), servono pompe per tirare su l'acqua, che vanno ad elettricità.
Inoltre per spingere l'acqua nei piezometri, servono di nuovo pompe elettriche.

Riassumendo, senza elettricità saremmo anche senza acqua...
 
Non concordo.
Se gli acquedotti attingono da pozzi (la maggioranza), servono pompe per tirare su l'acqua, che vanno ad elettricità.
Inoltre per spingere l'acqua nei piezometri, servono di nuovo pompe elettriche.

Riassumendo, senza elettricità saremmo anche senza acqua...
Dalle mie parti, zona pre alpina, gli acquedotti hanno tutti i loro bei castelli di presa, realizzati su fonti montane (qualche paesello in costa ce l'ha personale, lungo neanche 1 km), poi l'acqua percorre le tubazioni per gravità; per mantenere la quota piezometrica alta, se serve, c'è il torrino di fine acuedotto, ma con quello si mantiene in "pressione" in tutto il sistema. In che area geografica gli acquedotti attingono dai pozzi? che immagino a questo punto siano profondi essendo quelli più superficiali più o meno inquinati/contaminati dai pesticidi.
Cordiali saluti
 
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"invertire la rotta" nel senso di abbassare la temperatura in un tempo umanamente percepibile è fisicamente impossibile
Il problema e' che anche l'inverso sembrava impossibile (ovvero che potesse aumentare in un tempo umanamente percepibile), e per paradosso e' proprio su questa lentezza da presunti tempi geologici che ci si e' "cullati" per rendere lenti anche i tempi dell'azione umana, ossia della serie "saranno caxxi delle prossime generazioni, ci penseranno loro".
Invece ha preso corpo una palese asimmetria tra la velocita' dell'accelerazione e la lentezza della frenata (siamo tutti abituati a raffigurarcele invertite: progressiva la prima, brusca la seconda). E questo ha preso tutti in contropiede.
O meglio: molti. Sicuramente la politica e gran parte dell'opinione pubblica.
NON la scienza e i cittadini piu' attenti ed avveduti.
Addirittura gia' nel 1958 un documentario sui generis del regista americano Frank Capra, "The Unchained Goddess", era incentrato ed ammoniva sui rischi del riscldamento globale.
Nel 1972 il Club di Roma pubblicava il celebre "I limiti dello sviluppo".
Ricordo poi personalmente una puntata di Superquark del 1989 in cui Piero Angela presentava un servizio dove si simulava quale sarebbe stato lo scenario climatico al 2030 in assenza di interventi: incredibilmente profetico.
Parliamo dunque di messaggi chiari risalenti a svariati decenni fa: piu' che in tempo per intervenire.
Purtroppo pero' proprio il fatto che fossero tempi "non sospetti" e' sempre stato il problema di ogni azione tempestiva. Ci si e' sempre rifiutati di attivare l'estintore PRIMA di vedere un vedere un vero e proprio incendio anziche' solo piccoli focolai.
Non sia mai che si rinunci a qualcosa per nulla, per un pericolo ipotetico destinato a rivelarsi inesistente o sopravvalutato, occorrono le prove provate inconfutabili !
Adesso che quelle prove sono arrivate (anzi, persino adesso c'e' ancora chi le discute e le nega !!!) magari quelle stesse persone che non si erano mai volute attivare prima sostengono che "sia troppo tardi" e quindi attivarsi adesso non varrebbe neanche la pena.
In sostanza per costoro il momento giusto ed opportuno per attivarsi non e' MAI esistito, prima perche' era troppo presto e prematuro, ora perche' sarebbe troppo tardi :no::wall:
E allora come si possono combattere questi atteggiamenti ? Sono muri di gomma... che pero' finiscono per colpire tutti, anche chi non ne ha colpa.
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Concordo. Praticamente siamo su un enorme treno con le porte chiuse, in folle corsa verso un ponte crollato e la maggior parte dell'umanità non ha la minima intenzione di tirare il freno di emergenza perché gli scossoni della brusca frenata darebbero fastidio.

Se fosse un film farebbe schifo perché la trama sarebbe troppo idiota...
C'e' un celebre film del 1976 (con Sophia Loren e Burt Lancaster) incentrato proprio su un treno sigillato dalle autorita' militari a causa della contaminazione dei passeggeri civili causata da due terroristi in fuga da un laboratorio segreto e deviato verso un vecchio enorme ponte pericolante in Polonia allo scopo di ucciderli tutti per scongiurare qualcosa di simile a una pandemia (in questo senso, profetico...).
Alĺa fine il sacrificio di un ex deportato ebreo che proprio in extremis - traendo l'idea da uno dei suoi ricorrenti incubi sulle camere a gas nei campi di concentramento - riesce a dividere il treno in due tronconi facendo saltare in aria appunto una bombola del gas nel vagone ristorante (a prezzo della propria vita), consente ai passeggeri della meta' posteriore di salvarsi attivando il freno di emergenza mentre quelli del troncone anteriore periscono nello strapiombo infilzati nelle carrozze che precipitando nel crollo del ponte si accartocciano una sull'altra o nell'altra.
La spia luminosa che sul pannello di controllo segnalava l'avanzamento del treno cessa di lampeggiare e il generale che coordinava l'operazione da remoto crede di averla portata a termine.
Sembra la rappresentazione plastica di come vorremmo che potesse essere una divaricazione dei destini (a seconda delle consapevolezze e dei comportamenti) e di come invece purtroppo NON sara' perche' il pianeta, piu' che un treno, e' un'astronave. Dove ci si salva tutti o nessuno, a prescindere dalle rispettive colpe. Anzi magari ci sara' al massimo qualche Musk con la navicella di salvataggio personale...proprio tra i piu' "colpevoli" del disastro.
 
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Non sarei così critico anche se la situazione non è tra le più belle. Nel deserto sopravvivono tribù e bene o male vivono. Come vivono nella siberia in mezzo ai ghiacci.

Ovvio che bisognerà da subito ridurre gli sprechi in tutto il mondo. E sopratutto smettere di fare i criceti
Ci si e' sempre rifiutati di attivare l'estintore PRIMA di vedere un vedere un vero e proprio incendio anziche' solo piccoli focolai.
Di per se i primi "focolai" si vedevano negli anni 80 ma si dovevano vendere tante auto di emme. Io non so quanto calore serva per modificare la temperatura di un "coso grosso" come torino. Ma a metà degli anni 80 se scendeva il nebbione su corso francia da terra non vedevi la "capoccia" dei lampioni a fungo di piazza massaua. Verso il 2000 vedevi di fatto tutta la piazza.

Adesso tutti gli ecokey fasulli del piffer rognano se uno sabato o domenica va a mettere lo snowboard ai piedi ma attenzione ....la stessa distanza fatta con la stessa macchina tutta la settimana per andare al lavoro e produrre il pil del kaiser va bene?

https://it.wikipedia.org/wiki/File:I_funghi_-_lampioni.jpg
 
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Che rabbia!!

L'altro giorno ho fatto un giretto presso i laghi di Palasinaz (valle d'Ayas AO) e appena sopra al parcheggio di Estouil c'è la montagna tutta lavorata con le draghe che mettono giù la linea per i cannoni da neve, ci sono i prati completamente ribaltati. Hanno rifatto anche la strada e aggiunto un paio di curve che naturalmente questo inverno diventeranno pista.

Ho mangiato polvere la prima mezz'ora! Non riesco proprio a condividere sta cosa del insistere a fare ulteriori lavori.
 
mah,a me non dà poi così fastidio. un autostrada o una schiera di condominii del razzo sarebbe peggio.

Poi per carità io sono quello cattivo che mette lo snowboard ai piedi
 
ma costruirla tirando giù fabbriche abbandonate o qualche inutile monumento?
Si avrebbe pure il vantaggio di farla in città.
L'unica cosa buona è che una pista di plastica non spreca acqua per innevarla
 
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