Ritorno alle origini, dalla città alla campagna: pazzia?

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Utente 31342

Guest
Mi sembra che - beato te! - ragioni come uno di quei ventenni (a prescindere dagli anni che hai) convinti o di campare in eterno o di morire il giorno dopo aver compiuto i 30.

E, comunque, per "andare a escort" avresti bisogno di quei soldi che sembravi schifare e, di più, li spenderesti per riempire quel tempo che sembrava così prezioso.

Bravo, putroppo non è stato cosi e son campato già sei anni in più del previsto.

Ma guarda , lo leggi tu che schifo i soldi e vedo la vita come preziosa , reputo sopravvalutati entrambi , tutto qui.
 
mai diventare schiavi del denaro.

Avere 1000E in più in tasca o avere
-macchina e moto col pieno e a posto.
-dispensa piena
-nessuna lampadina bruciata in casa
-frigo pieno
-vestiti di scorta a posto nell'armadio
-scarpe di scorta

NON E'LA STESSA COSA. Specialmente quando ti viene da ridere pensando ai beoti che dicono che la casa piena deprime l'energia e ci va tutto vuoto.
 
"... ancora più limitato per chi avesse un malanno che "va preso in tempo" e la ASL gli avesse dato appuntamento a sei mesi per fare una TAC...
... la stessa TAC che con poche centinaia di euro si fa privatamente in 24 ore..."
una tac con mezzo di contrasto (per accertare la presenza di un calcolo radiotrasparente in uretere o vescica) a Milano costa 900 euro.....poche o tante dipende da quanti ne hai prontamente disponibili....
 
sono vecchio... decidemmo "fuga da Bologna" nel 1980 e non sono pentito, anzi ! uscire un attimo dopo cena a controllare se le stelle sono al loro posto mi entusiasma sempre. Ovviamente non è banale: per la spesa o qualunque necessità serve l'auto. Quando lo scorso anno franò la strada si dovevano fare un paio di chilometri per raggiungere l'auto, poi ritorno con zaino e sporte. La neve (non c'è stata negli ultimi 2 anni) significa ciaspole per raggiungere l'auto, poi catene. Quando verrà il momento di utilizzare il servizio sanitario regionale ci penserò, fino ad ora...
PS: ... la stessa TAC che con poche centinaia di euro si fa privatamente in 24 ore..." certo! poi se c'è bisogno di qualche cosa che fai?. Ci si può fidare della Sanità privata?
 
sono vecchio... decidemmo "fuga da Bologna" nel 1980 e non sono pentito, anzi ! uscire un attimo dopo cena a controllare se le stelle sono al loro posto mi entusiasma sempre. Ovviamente non è banale: per la spesa o qualunque necessità serve l'auto. Quando lo scorso anno franò la strada si dovevano fare un paio di chilometri per raggiungere l'auto, poi ritorno con zaino e sporte. La neve (non c'è stata negli ultimi 2 anni) significa ciaspole per raggiungere l'auto, poi catene. Quando verrà il momento di utilizzare il servizio sanitario regionale ci penserò, fino ad ora...
PS: ... la stessa TAC che con poche centinaia di euro si fa privatamente in 24 ore..." certo! poi se c'è bisogno di qualche cosa che fai?. Ci si può fidare della Sanità privata?
Beh..con una diagnosi in mano ci si rivolge al pubblico..se è richiesto un trattamento urgente salti la coda...succede ogni giorno....23 anni fa per DUE volte ebbi bisogno di una coronarografia con angioplastica la prima volta scombussolai il programma del giorno dell' Emodinamica di Niguarda ( la dottoressa dovette rinunciare a presenziare al funerale dell' adorato nonno...ma evitò a me di presenziare al mio...:si:) ...nel 2017 ( coronarografia di controllo del graft) toccò a me ricambiare la cortesia, facendo passare una signora colta da un infarto mentre lavorava in una cella frigorifera...:eek:
 
U

Utente 31342

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Ci si può fidare della Sanità privata?
Humanitas non mi risulta sia pubblica.
Mio padre operato alla prostata l hanno rispedito a casa intero , senza pagare un euro : " signore ha avuto praticamente il meglio che era disponile a livello sanitario, sia prima che durante che dopo " queste le parole di due urologhi.

Che conta non è privato o pubblico, che conta è che facciano bene il loro lavoro.
 
Humanitas non mi risulta sia pubblica.
Mio padre operato alla prostata l hanno rispedito a casa intero , senza pagare un euro : " signore ha avuto praticamente il meglio che era disponile a livello sanitario, sia prima che durante che dopo " queste le parole di due urologhi.

Che conta non è privato o pubblico, che conta è che facciano bene il loro lavoro.
Ecco, bravo, fatti fare un trapianto all' Humanitas..
La sanità privata si sceglie gli interventi e i trattamenti cone tu scegli i funghi nel bosco: questo è bello ( guarisce velocemente e ci sto dentro con i rimborsi) quest'altro non mi ispira..non prendiamolo che poi ci resta in carico tre settimane e ci rimettiamo.
 
U

Utente 31342

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Ecco, bravo, fatti fare un trapianto all' Humanitas..
La sanità privata si sceglie gli interventi e i trattamenti cone tu scegli i funghi nel bosco: questo è bello ( guarisce velocemente e ci sto dentro con i rimborsi) quest'altro non mi ispira..non prendiamolo che poi ci resta in carico tre settimane e ci rimettiamo.
Non mi dici niente di nuovo, e onestamente neanche mi interessa.

Che conta e il risultato finale, il resto sono chiacchere.
 
U

Utente 31342

Guest
Chiacchiere un piffero...ma se non c' arrivi da solo.....

Tu che sei un saputello, hai una soluzione per risolvere questo problema ? no perchè forse chi non ci arriva sei tu, non ti rendi conto che tu e io contiamo meno della merda del mio cane .
 
Ultima modifica di un moderatore:
Parla per te, io ho una laurea in medicina oltre a una specializzazione puramente ospedaliera, inoltre ho lavorato alcuni anni nella sanità, quella pubblica, quindi l'ho vissuta dall'interno, tu al massimo ci hai accompagnato il babbo e ti sei fatto intortare dalle belle parole dei due urologi due!
 
Scusate a quanto sembra ho fatto deragliare la discussione sul tema sanità / sicurezza...

...che, specie negli aspetti "carpe diem vs vita previdente" e "sanità pubblica vs privata" a quanto pare "acchiappa" molto.

Per tornare al tema andare a vivere al Paesello si / no credo che l'attinenza al tema sia semplicemente "non cambierei progetto di vita (da città a campagna o viceversa o qualsiasi altra cosa vi venga in mente) se (1) implica il passaggio dal certo all' incerto e (2) non ho un piano "B" o, se preferite, una ruota di scorta".

Il che può avere mille aspetti: economico, sanitario, affettivo, tenore di vita, trasporti ecc ecc

Racconto sempre l' esperienza di un impiegato di un ente pubblico che, stanco di una vita contraria alle sua aspirazioni, si mise in aspettativa (per mesi, se ben ricordo, la storia non è recentissima) per tentare di andare a vivere in Olanda. Se ne tornò deluso spiegando: "Mi sono trovato in Olanda a fare il lavapiatti per mettere da parte i soldi per trasferirmi in una casa dignitosa e sistemarmi un po'. In pratica mi sono trovato ingabbiato nella stessa vita che facevo qui per di più con un lavoro faticoso ed orari assurdi...."

Morale: se la gabbia è dentro di te, non è spostandoti da un posto ad un altro che ne uscirai

D' altro canto non si possono mettere in discussione i bisogni primari (alimentari, salute, alloggio...) o affettivi per inseguire un ideale di vita semplicemente sognata ma mai veramente provata o vissuta...


===


p.s. sul tema sanità: premesso che ho avuto la fortuna di essere assicurato per contratto aziendale, francamente credo di campare meglio con una "rete di salvataggio", e, sia chiaro, che trovo a dir poco sciocco tradurlo in "campare in funzione della salute" (ma figuriamoci!). Ho usufruito, negli anni, sia della sanità privata che di quella pubblica, a seconda di ciò che mi conveniva in quel momento, non entro nei dettagli ma possono essere entrambe la scelta migliore (*). Se poi in realtà uno la scelta non ce l'ha, nel senso che dovrebbe rovinarsi la vita per guadagnarsi il necessario a pagarsi una assicurazione, amen, di che stiamo parlando? Non sto certo qui a dire che nella vita ci si deve prostituire (fisicamente o moralmente) o spaccarsi il c*ulo h24/gg7 per accumulare denari per pagarsi delle cure quando oltretutto si gode di buona salute!


(*) basti pensare che la quasi totalità delle strutture private non ha la rianimazione e se le cose si fanno cazzute ti caricano in un' ambulanza e ti portano all' ospedale.
 
Ultima modifica:
Sembrerebbe più logico che questa discussione l' avesse aperta lui, che dovrebbe rinunciare ad un lavoro (si presume a tempo indeterminato, per quello che vale di questi tempi) e che sicuramente è coinvolto in maniera diversa rispetto a te nel ritorno al paese di origine.

Va anche considerato che non da oggi le unioni "per sempre" sono sempre più rare, ed un caso (scongiuri!) un domani si presentasse questa evenienza le cose nel nuovo contesto mi sembrano un po' più complicate.

C'é poi la questione dello stile di vita, andare a vivere al paesello è decisamente una scelta da gente che ama stare in casa, o, al massimo, la sera, vedersi con i soliti quattro amici. Niente concerti, niente opportunità culturali - nemmeno un cinema - niente locali di ritrovo a parte il bar, uscire e vedere sempre le stesse facce.

Forse sono di parte, vivo in una grande città e ci sto benissimo, anche se sta andando in malora - sicuramente più di Bologna - perché mi piace stare in mezzo alla gente, non certo quando è troppa, ma posso ben regolarmi di conseguenza.

Mi piace spostarmi in auto, le mie mete escursionistiche sono in un raggio di 90 minuti dalla città, cosa che mi consente di spaziare tra le cime dell' Appennino, i monti preappenninici, le varie colline... per non parlare delle spiagge... stesso vale (anche per te) per gli spostamenti in treno o per andare in aeroporto...

...per trovare un po' di pace e silenzio a volte basta scegliere una zona diversa della città, io l'ho fatto tanti anni fa forse per questo di avere ancora più pace ed ancora più silenzio non mi interessa poi granché.
Ciao! Non capisco bene la parte "sembrerebbe più logico che questa discussione l'avesse aperta lui". Come ho già spiegato, siamo entrambi intenzionati a fare questo passo, dobbiamo solo trovare i modi e i tempi giusti. Lui sarebbe molto felice di tornare, anche perché era un punto di riferimento in paese. Per il discorso lavorativo, è uno che si adatta (laureato in restauro che oggi fa il magazziniere... direi che qualcosa potrà trovare anche giù).
Certo, c'è la possibilità che un giorno la nostra relazione finisca, come capita in tutte le coppie, e in quel caso quello "fregato" sarei più io. Ma se nella vita stiamo a pensare a tutte le eventualità, secondo me restiamo fermi e non ce la viviamo davvero.
Sulla questione dello stile di vita che sollevi, certo, non ci saranno le proposte culturali di una città come Bologna, ma per tutto il resto non temo nulla (abbiamo qualche amico qui in città con cui ci vediamo ogni tanto, ma molti di più giù in paese). Se vogliamo andare al cinema, a vedere una mostra, in un centro commerciale, al mare, ecc. in circa 30 minuti di auto ci siamo. E ti assicuro che sono gli stessi 30 minuti che servono a Bologna per andare da qualsiasi parte.
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Beh, non si può vivere in funzione della malattia o della morte...
Stefano, ci inviti al paesello? :)
Ma infatti. A sto punto significa che ogni volta che vado in vacanza da qualche parte, l'alloggio deve per forza essere nel giro di 2 km da un ospedale, altrimenti temo di morire... Non è la vita che voglio vivere. Va bene pensare agli anni che passano e agli acciacchi che arrivano, ma forse bisogna essere anche un pelo fatalisti... Poi ognuno è libero di vivere come vuole!

Quanto all'invito... spero molto presto! :si:
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Scusate a quanto sembra ho fatto deragliare la discussione sul tema sanità / sicurezza...

...che, specie negli aspetti "carpe diem vs vita previdente" e "sanità pubblica vs privata" a quanto pare "acchiappa" molto.

Per tornare al tema andare a vivere al Paesello si / no credo che l'attinenza al tema sia semplicemente "non cambierei progetto di vita (da città a campagna o viceversa o qualsiasi altra cosa vi venga in mente) se (1) implica il passaggio dal certo all' incerto e (2) non ho un piano "B" o, se preferite, una ruota di scorta".

Il che può avere mille aspetti: economico, sanitario, affettivo, tenore di vita, trasporti ecc ecc

Racconto sempre l' esperienza di un impiegato di un ente pubblico che, stanco di una vita contraria alle sua aspirazioni, si mise in aspettativa (per mesi, se ben ricordo, la storia non è recentissima) per tentare di andare a vivere in Olanda. Se ne tornò deluso spiegando: "Mi sono trovato in Olanda a fare il lavapiatti per mettere da parte i soldi per trasferirmi in una casa dignitosa e sistemarmi un po'. In pratica mi sono trovato ingabbiato nella stessa vita che facevo qui per di più con un lavoro faticoso ed orari assurdi...."

Morale: se la gabbia è dentro di te, non è spostandoti da un posto ad un altro che ne uscirai

D' altro canto non si possono mettere in discussione i bisogni primari (alimentari, salute, alloggio...) o affettivi per inseguire un ideale di vita semplicemente sognata ma mai veramente provata o vissuta...


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p.s. sul tema sanità: premesso che ho avuto la fortuna di essere assicurato per contratto aziendale, francamente credo di campare meglio con una "rete di salvataggio", e, sia chiaro, che trovo a dir poco sciocco tradurlo in "campare in funzione della salute" (ma figuriamoci!). Ho usufruito, negli anni, sia della sanità privata che di quella pubblica, a seconda di ciò che mi conveniva in quel momento, non entro nei dettagli ma possono essere entrambe la scelta migliore (*). Se poi in realtà uno la scelta non ce l'ha, nel senso che dovrebbe rovinarsi la vita per guadagnarsi il necessario a pagarsi una assicurazione, amen, di che stiamo parlando? Non sto certo qui a dire che nella vita ci si deve prostituire (fisicamente o moralmente) o spaccarsi il c*ulo h24/gg7 per accumulare denari per pagarsi delle cure quando oltretutto si gode di buona salute!


(*) basti pensare che la quasi totalità delle strutture private non ha la rianimazione e se le cose si fanno cazzute ti caricano in un' ambulanza e ti portano all' ospedale.
Considerazioni molto ragionevoli, grazie. E sono le stesse che fa la mia parte razionale, che nella mia vita ha sempre avuto la meglio su quella più sognatrice. Oggi, però, forse sto cominciando a dare un significato diverso al concetto di "certezza".
 
Ultima modifica:
Ciao! Non capisco bene la parte "sembrerebbe più logico che questa discussione l'avesse aperta lui". Come ho già spiegato, siamo entrambi intenzionati a fare questo passo, dobbiamo solo trovare i modi e i tempi giusti. Lui sarebbe molto felice di tornare, anche perché era un punto di riferimento in paese. Per il discorso lavorativo, è uno che si adatta (laureato in restauro che oggi fa il magazziniere... direi che qualcosa potrà trovare anche giù).
Certo, c'è la possibilità che un giorno la nostra relazione finisca, come capita in tutte le coppie, e in quel caso quello "fregato" sarei più io. Ma se nella vita stiamo a pensare a tutte le eventualità, secondo me restiamo fermi e non ce la viviamo davvero.
Sulla questione dello stile di vita che sollevi, certo, non ci saranno le proposte culturali di una città come Bologna, ma per tutto il resto non temo nulla (abbiamo qualche amico qui in città con cui ci vediamo ogni tanto, ma molti di più giù in paese). Se vogliamo andare al cinema, a vedere una mostra, in un centro commerciale, al mare, ecc. in circa 30 minuti di auto ci siamo. E ti assicuro che sono gli stessi 30 minuti che servono a Bologna per andare da qualsiasi parte.
...a me queste parole sanno tanto di decisione presa ;)... forse devi solo prendere un passo di rincorsa in più :sleep:
 
In effetti se l' adesione di lui al progetto è sincera (non dovrebbe essere difficile cogliere dei segnali eventualmente in senso contrario...), i bisogni primari (lavoro, alloggio, collegamenti con mete frequenti ecc) hanno soluzioni solide e le relazioni importanti (amici, famiglia di origine) si prevede che non ne soffriranno, non resta che farsi coraggio...
 
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Utente 31342

Guest
Parla per te, io ho una laurea in medicina oltre a una specializzazione puramente ospedaliera, inoltre ho lavorato alcuni anni nella sanità, quella pubblica, quindi l'ho vissuta dall'interno, tu al massimo ci hai accompagnato il babbo e ti sei fatto intortare dalle belle parole dei due urologi due!

Non mi hai risposto, soluzioni? Stai combattendo per portarle avanti?

Se no , torniamo al discorso delle chiacchiere.

Intortare da urologi che neanche lavorano per loro? Ma anche lavorassero per loro , non ho pagato me l'hanno rimandato indietro intero senza problemi, ed ha recuperato in tempi brevissimi.
 

Non mi hai risposto, soluzioni? Stai combattendo per portarle avanti?

Se no , torniamo al discorso delle chiacchiere.

Intortare da urologi che neanche lavorano per loro? Ma anche lavorassero per loro , non ho pagato me l'hanno rimandato indietro intero senza problemi, ed ha recuperato in tempi brevissimi.
Se mi permetto, ci sono ottimi medici e sanitari e altri pessimi, più che altro perché stressati e sfiniti dai pazienti. Mi fa piacere per tuo padre, gli auguriamo tutti 100 anni in salute.
 

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