Trekking Roma 2793 - Roma Guadagnolo

Parchi del Lazio
  1. Monti Prenestini
Roma – Guadagnolo
Quota
1.218 m
Data 27 giugno 2026
Percorso parzialmente segnato
Dislivello in salita 1.168 m
Dislivello in discesa 81 m
Distanza 30,21 km
Tempo totale 12:03 h
Tempo di marcia 8:25 h
Birra 1,82 l
Descrizione Dalla stazione Monte Compatri - Pantano della linea C della metropolitana di Roma per la Via Casilina, Via Acqua Felice, Valle Martella, Via Prenestina Nuova, il basolato della Via Prenestina Antica, la Tagliata di Santa Maria di Cavamonte, Ponte Amato (182 m, +2,40 h), Gallicano nel Lazio (202 m, +24 min.), Poli (420 m, +2,16 h) e Guadagnolo (1.218 m, +3,05 h). Notte nell’Ostello di Guadagnolo, ancora chiuso ma con una finestra solo accostata. Traversata inizialmente su strade trafficate, poi su asfaltate deserte e infine su sentiero costantemente in salita.
https://www.montinvisibili.it/a-piedi-da-roma-alla-majella-prima-tappa

Guadagnolo, 27 giugno 2026. In queste camminate di più giorni che iniziano dalla città c’è un aspetto impossibile da trovare in ogni altro tipo di classica escursione gestita con l’automobile: quello dell’allontanamento urbano e della metabolizzazione – fisica e psichica – del distacco. Un appagamento esteriore nell’abbandono progressivo del rumore della folla del disordine, nello sfumare dai palazzi alle villette ai boschi, dall’asfalto alla terra. Per scoprirsi soli nella natura e provare di nuovo il piacere nell’incontro con un altro viandante. Una gioia interiore nel ritrovare nuovamente limpidi i propri pensieri, non più affogati nel fango della vita quotidiana.
Ma c’è un altro aspetto, ancora più intimo e interiore. L’emozione quotidiana della partenza, del lasciare un luogo (per sempre o per pochi giorni, poco importa durante i tempi lenti di un cammino): una sorta di nostalgia anticipata dell’addio da rivivere ogni giorno e in ogni luogo dove transiti o dove ti fermi, ai quali il ritmo lento del passo è in grado di assegnare un elevato valore.
Muoversi a un ritmo umano permette finalmente all’anima di stare al passo con il corpo.
Probabilmente quella di oggi – abbinata a quella di domani – potrebbe essere la tappa più dura di questo tentativo di arrivare a piedi da Roma al Monte Amaro della Majella. Un bel dislivello, una distanza notevole, i due giorni di picco termico di questa torrida estate anticipata e, qui a Guadagnolo, dove sono giunto dopo trenta chilometri di cammino, nessun luogo per dormire. Ma dopo aver compiuto i sessant’anni e la bella maturità di Vittoria di ieri, bisognava tentare.
Questa volta però me la sono presa comoda e mi sono evitato l’ennesimo attraversamento di tutta la città per uscirne fuori, utilizzando la metro C fino al capolinea di Pantano.

 

Allegati

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Ovviamente il tutto è stato preceduto da un gran lavoro di pianificazione del percorso, giusto?
Sai che sono un pianificatore maniacale, ma quando te ne vai fuori per rotte inconsuete l'imprevisto è dietro l'angolo e anche in questa avventura non sono mancati: tratti scoscesi e infrascati dove credevo di passare facilmente, il diluvio nella Piana del Fucino, tre notti senza un posto per dormire. La preparazione è soprattutto questa: essere pronti a superare gli ostacoli in solitudine e spirito allegro.
 
Sai che sono un pianificatore maniacale, ma quando te ne vai fuori per rotte inconsuete l'imprevisto è dietro l'angolo e anche in questa avventura non sono mancati: tratti scoscesi e infrascati dove credevo di passare facilmente, il diluvio nella Piana del Fucino, tre notti senza un posto per dormire. La preparazione è soprattutto questa: essere pronti a superare gli ostacoli in solitudine e spirito allegro.
"La Forza dei Forti sta nel Traversare le Traversie con occhio sereno"

Paperino/Paperinik

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;)
 
Ah, ah, ah... questa la ricordo anche io. Contrabbandate in quei fumetti di quegli anni ci sono una serie di perle di saggezza. Ad esempio: I soldi non fanno la felicità, figuriamoci la miseria. I poveri sono pazzi, i ricchi sono eccentrici.
Un'altra citazione, vista appesa in un cartello nello studio di Zio Paperone, e che cerco il più pèossibile di applicare è:
"Se c'è rimedio, perchè ti preoccupi? Se non c'è rimedio, perchè ti preoccupi?" :lol:
 
Un'altra citazione, vista appesa in un cartello nello studio di Zio Paperone, e che cerco il più pèossibile di applicare è:
"Se c'è rimedio, perchè ti preoccupi? Se non c'è rimedio, perchè ti preoccupi?" :lol:

un mio amico aveva un motto simile: "se non e' esploso, non preoccuparti. se e' gia' esploso, non serve piu' preoccuparti". era un personaggio e aveva molte massime simili

"il mondo e' bello perche' e' avariato" era la sua classica :)
 
Uè... adesso non mi trasformate in un fine diciture che poi mi monto la testa.
Non ho mai sentito l'espressione "fine diciture", ma se non mi vuoi come discepolo allora lasciami scrivere che, in qualche modo, apparteniamo alla stessa parrocchia. Non parto da Roma e cammino gran poco, ma mi vanto del fatto che quasi tutti i miei giri cominciano dal cancello di casa e non da un parcheggio, siano essi per esplorazione o per motivi sportivi.
 
Non ho mai sentito l'espressione "fine diciture", ma se non mi vuoi come discepolo allora lasciami scrivere che, in qualche modo, apparteniamo alla stessa parrocchia. Non parto da Roma e cammino gran poco, ma mi vanto del fatto che quasi tutti i miei giri cominciano dal cancello di casa e non da un parcheggio, siano essi per esplorazione o per motivi sportivi.
Infatti ho sbagliato... è fine dicitore. Comunque si facezia e apprezzo anche questo tuo spirito. L'impiego della vettura per le escursioni è diventato un vero e proprio cruccio, un aspetto in contrasto con lo spirito che dovrebbe animare un amante della natura. Se guardi la sezione Mezzi pubblici di questo sito puoi vedere quante ne ho fatte in questo modo.
https://www.avventurosamente.it/xf/tags/mezzi-pubblici/
 
Se guardi la sezione Mezzi pubblici di questo sito puoi vedere quante ne ho fatte in questo modo.
https://www.avventurosamente.it/xf/tags/mezzi-pubblici/
Grazie, ho presente ed è un aspetto dei tuoi resoconti che salta all'occhio (al mio, almeno) e apprezzo molto.
L'impiego della vettura per le escursioni è diventato un vero e proprio cruccio, un aspetto in contrasto con lo spirito che dovrebbe animare un amante della natura.
Concordo in linea generale ed estendo a tutti i casi particolari. Ovvio che non esistono autobus, tram, metro o treni che raggiungano l'imbocco di tutti i sentieri, ed è certamente meglio così, ma si possono sempre fare dei compromessi per godersi il piacere della natura o degli spazi antropizzati e abbandonati senza subire lo stress del traffico.
 
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