No, in certi casi dev'essere proprio VIETATO.
Semplicemente perché poi il disastro è praticamente certo, ossia la demenza non si limita a sfidare la semplice incertezza, ovvero la mera possibilità di incidente, bensì quasi la certezza.
Un esempio è quello che sta avvenendo proprio in questi giorni sull'Etna, dove avventurarsi sulla neve per fare selfie con la lava che avanza sta diventando una prassi quotidiana ad onta del fatto che poi questi sciagurati ogni santo giorno finiscono poi per chiedere soccorso. E questo, appunto, sfidando un DIVIETO. Figurarsi quindi se neppure ci fosse la sua deterrenza.
Confidare nel libero arbitrio delle persone si potrà fare solo il giorno in cui si sarà ANCHE liberi di lasciarle morire (assiderate o sciolte che siano) senza alcun ribaltamento di responsabilità.
Ma finché resteremo in una situazione come quella odierna, dove il fratello di uno dei due morti sul Gran Sasso ha il coraggio di dire che la colpa è di "chi non doveva lasciarli partire", allora anche i divieti sono sacrosanti.
Siamo una società immersa nell'infantilismo, purtroppo. Anzi, più si va avanti più regredisce in quella direzione. E allora, almeno dove il rischio è CERTO, servono i metodi che si usano coi bambini.
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