Recensione Scalate nelle Alpi

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In questo racconto di sé, che diventa testamento spirituale, quasi che "il Fortissimo" presagisse in qualche modo la sua prossima fine, Giusto Gervasutti si descrive con umiltà. Ripercorre i propri pensieri e tutte le sue imprese in parete, con le quali si è messo in luce tanto nell'arrampicata su roccia, quanto in quella su terreno misto e ghiaccio, con una attrezzatura che oggi si definirebbe rudimentale, risolve di fatto i maggiori problemi delle Alpi, ed inaugura il periodo d'oro del sesto grado. Una vita di ardite scalate, percepite come missione esistenziale che si spezza improvvisamente nel settembre del 1946, nel fatale tentativo di sbloccare una corda doppia incastrata.

"L' ebbrezza di quell'ora passata lassù isolato dal mondo, nella gloria delle altezze, potrebbe essere sufficiente a giustificare qualunque follia."
 

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