Speleologia Scoperta l'ultima miniera d'oro in valle Antrona

Una delle miniere d'oro più antiche e misteriose della valle Antrona è riuscita a sfuggire alle nostre ricerche per lungo tempo.
Coltivata a cavallo tra il 1700 ed il 1800, era lavorata su un dislivello di circa cento metri, con diversi pozzi a collegare le diverse gallerie.
Lavoro assai notevole per l'epoca.
Le ricerche di questa miniera sono andate avanti per circa 1 anno con pochi o scarsi risultati, fino a ieri.
Pochissime infatti sono le informazioni rintracciabili sui documenti storici e identificare e restringere il campo di ricerca è stato lungo ed impegnativo.
Durante la giornata di ricerca, il suggestivo paesaggio innevato ci permetteva di vedere i percorsi degli animali selvatici.
Lungo buona parte del sentiero siamo stati accompagnati da impronte di canidi di taglia media (lupi?).
Lungo un crepaccio, del ghiaccio assumeva una particolarissima struttura quasi a nido d'ape, prima di trasformarsi, poco sotto, in una enorme stalattite.
La nostra ricerca ci ha condotto poi fuoritraccia, li dove solo gli animali osano.
Il rumore lontano di neve che cadeva con forza da uno strapiombo ha attirato la nostra attenzione verso una parete rocciosa, dove uno scavo, antico si, ma chiaramente artificiale sviluppava lungo una faglia.
Li poco più avanti, un tunnel proseguiva verso l'oscurità.
Senza attrezzatura, vestiario speleo e sopraffatti dall'irresistibile impulso che solo la nostra passione sa darci ci siamo avventurati all'interno...
Ma questa parte ve la racconto più avanti ;)

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Settimana scorsa vi abbiamo raccontato della scoperta di una nuova miniera.
Se i nostri calcoli sono esatti, è l'ultima miniera d'oro che ci mancava all'appello.
Le ricerche e gli studi per trovarla hanno richiesto circa un anno.
Senza attrezzatura abbiamo deciso di dare una sbirciata all'interno, per assicurarci che non sia uno dei tanti assaggi ciechi che caratterizzano quella zona.
Appena dentro meravigliose stalattiti di ghiaccio ci hanno accompagnato per un tratto di galleria, guidandoci fino ad un pozzo allagato e soppalcato con assi in legno.
Un pizzico di follia, una spolverata di fortuna ed una buona dose di esperienza ci hanno fatto attraversare senza bagnarci, per arrivare cosi ad una frana in prossimita del filone aurifero che occludeva quasi del tutto il passaggio.
Li, del cavo metallico sbucava dai massi, ed una volta oltrepassata la frana strisciando in un buco largo quanto il casco lo vedevamo continuare verso la sommita pericolante delle soppalcature, che si ergevano sopra di noi.
Pochi metri piu avanti un altro stretto buco ci mostrava il prosieguo della galleria, parzialmente franato ma percorribile.
L'equipaggiamento che avevamo, pensato per la ricerca, ma assolutamente inadatto ad una esplorazione ci ha fatto optare per il rientro.
Torneremo sicuramente piu avanti per continuare l'esplorazione e avere la conferma che si tratta della miniera che stavamo cercando.

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stupendo, seguo!!!

e per mandare il tutto ot, sono affascinato da quel ghiaccio a nido d'ape. non ne avevo mai visto. dove era? come si e' formato?
 
Il ghiaccio si trovava appena fuori dalla miniera ma non è correato ad essa.
non so come si sia formato, ma probabilmenta da una combinazione tra le asperità della roccia sottostante e le variazioni di temperatura che giornalmente gli provocavano delle fratture.
con la bella stagione in arrivo, presto esploreremo anche l'interno della miniera.
per chi fosse interessato a saperne di più, ci trova anche su FB
 
Sei veramente fantastico! Il tuo racconto è magnifico, le foto anche ; Grazie, Grazie, Grazie!:):biggrin:
Grazie, Fa molto piacere vedere che le nostre esplorazioni, frutto di grandi ricerche su documenti e sul campo sono apprezzate.
Se vuoi saperne di più trovi i dettagli nella mia firma.
Abbiamo anche in programma molte esplorazioni e progetti per l'estate, più avanti vi racconterò ;)
 
Sempre velenosissimo è, altamente inquinante, i francesi con la legione straniera stanno sempre combattendo in uno dei territori de lutte mer, i minatori illegali che lo usano per estrarre l'oro perché è un succedaneo di Attila, dove passa il mercurio non cresce più l'erba, metaforicamente parlando
 

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