Alpinismo Sirino Via Highlander var. destra alla Spalla dell'Imperatrice e Pulp Traction Timpa Scazzariddo

Parchi della Basilicata
  1. Parco Nazionale dell'Appennino Lucano
Data: 10 febbraio 2026
Regione e provincia: Basilicata,Potenza
Località di partenza: Lago Laudemio
Località di arrivo: idem
Tempo di percorrenza: 5 ore
Chilometri: 5
Grado di difficoltà: Moderata (AD)
Descrizione delle difficoltà: Neve compatta nel secondo canale;poco meno nel primo ma nessun problema particolare
Periodo consigliato: inverno inizio primavera
Segnaletica: lungo i sentieri di avvicinamento
Dislivello in salita: 347 m
Dislivello in discesa: 347 m
Quota massima: 1871 m
Accesso stradale: A2 uscita Lauria N.A destra alla rotonda,subito a destra al primo bivio e proseguire per Conserva Lago Laudemio.Al bivio girare a sinistra.
Traccia GPS: https://it.wikiloc.com/percorsi-alpinismo/sirino-via-highlander-var-destra-e-pulp-traction-250181324

Descrizione

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Nel mezzo di una fase di intenso maltempo che sta interessando il sud da diverso tempo, riusciamo a cogliere una breve finestra in cui il meteo concede una tregua. Così martedì 10 febbraio, con il socio decidiamo di recarci nel massiccio del Sirino che per profilo e morfologia mi piace definire i "Piccoli Sibillini". Con le ultime perturbazioni è venuta giù altra neve, ma a quote piuttosto elevate, attestata intorno ai 1600, che ha mitigato almeno in parte il quadro di magra deprimente di quest'ultimo periodo.
Giungiamo al parcheggio di Lago Laudemio alle 8 nella totale desolazione fatta eccezione per uno snowboarder solitario. Il cielo è coperto di un grigio uniforme che diffonde una luce morbida, quasi ovattata. Il lago Remmo, il bacino glaciale più meridionale d'Europa è ghiacciato, ricoperto da un sottile strato di neve fresca. Gli alberi nudi e fitti accentuano un senso di quiete profonda e in alto, le cime si intravedono parzialmente celate dalla foschia.

In un'atmosfera contemplativa, quasi immobile ci avviamo zaino a spalla accompagnati da una leggera pioggerella. Aggiriamo il lago da destra e seguendo i piloni della vecchia funivia raggiungiamo la base della Costa dell'Imperatrice. La neve simil primaverile lievemente portante nei canali e zone di accumulo, oggi non ci consente di azzardare vie più verticali su misto.
Così puntiamo la parete de "Le sorelle", l’appellativo dato alla serie di crestine intervallate da canalini gemelli che si trovano sul versante orientale della Spalla dell’Imperatrice. Tralasciamo Highlander, il canale più evidente e posto più a sud, che con un crescendo di pendenze fino a 60° raggiunge la cresta a quota 1820 m e scegliamo invece la variante di destra, praticamente identica ma con un’uscita che mi è parsa leggermente più inclinata, poco oltre i 60°.

Procediamo in conserva assicurata con corda da 30 metri e proteggendoci con alcuni friends e un nut raggiungendo la cresta senza particolari difficoltà. Restando legati ma passando in modalità "conserva corta", percorriamo il filo di cresta fino alla sella dalla quale si innalza il maestoso "Spallone dell’Imperatrice", diretto verso la vetta De Lorenzo. Da lì cominciamo a scendere obliquamente lungo la parte alta dell'anfiteatro glaciale, descrivendo un ampio semicerchio per non perdere eccessivamente quota.
Ci spostiamo così sul versante occidentale della Timpa Scazzariddo e andiamo ad attaccare la nostra seconda via, "Pulp Traction", nome che può evocare "piccozze che tirano su ghiaccio plastico lavorabile"(chissà a cosa si sono ispirati gli apritori). E' un canalino elegante, ripido e incassato che incide lo sperone roccioso sotto la cresta in prossimità della vetta. Probabilmente è la via più accattivante e gettonata del versante seppur relativamente breve, con circa 70 metri di sviluppo. Rispetto a due anni fa la troviamo più "carica" di neve compatta, condizione che consente una progressione divertente e disinvolta ma sempre in modalità conserva assicurata.

Durante la salita inizia a venire giù del nevischio che con il vento teso che soffia da ovest diventa via via più fitto e insistente. Raggiunta la cresta, senza slegarci e rinunciando alla cima dello Scazzariddo ormai completamente chiusa, iniziamo la discesa lungo la cresta nord per poi tagliare nel bosco in direzione del lago e accorciando il rientro.
Qui ci imbattiamo in accumuli notevoli e fino alla sterrata è una mezza ravanata su 30,40 cm di neve farinosa. Infine, al riparo sotto la tettoia di un vecchio rifugio in disuso dell'ex comprensorio sciistico Laudemio consumiamo il nostro panino prima di ripartire.
Una giornata sospesa tra grigio e silenzio, dove più della vetta, oggi ha contato l’armonia del gesto e il piacere di una bella “piccozzata” dentro l’inverno del Sirino.

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