Stivali da giungla

Ma devi andare nell jungla? mi sembra che in molte zone equatoriali tipo Congo, Ruanda e la zona del Virunga usino molto gli stivali di gomma. Ma è un'affermazione un po' generica. devi andarci? e dove? Africa, SudAmerica?
 
No quelli si chiamano anfibi e dubito molto che il fango non entri. :rofl: :rofl:
Per il fango ci vogliono degli stivali di gomma tipo quelli dei pescatori.....
 
Per adesso mi informo e chiarisco dubbi.

Dicevano che gli stivali di gomma non vanno bene per camminare, trattengono l'umidità

Il senso degli stivali alti allacciati (ciò che gli stivali di gomma non sono) è di rimanere attaccati al piede nonostante l'effetto "ventosa" del fango
 
Una scarpa chiusa rischia di creare vari problemi alla pelle, l'umidità, l'acqua, ecc che entreranno comunque. Allo stesso tempo c'é il problema dei vari insetti, animali, malattie, ecc... quindi per chì non é abituato a certi ambienti, una protezione é consigliata.

Ci sono scarponi fatti appositamente con i fori di scolo... poi dipende da cosa uno ci deve fare.
Se uno ci fà una spedizione, lunga, impegnativa, vera e propria.... c'é poco da fare,... ogni x ore si tolgono e si fanno asciugare scarpe e piedi. Ma anche quì, dipende da dove, ci sono luoghi in cui le cose restano forse asciutte solo vicine al fuoco... perché il tasso di umidità é troppo alto. Insomma... a dipendenza di tutti i particolari del luogo e dell'attività, potrebbe rendersi necessario il solo compromesso tra comodità di calzata e attività svolta, per tutto il resto... come spesso accade in certe attività e luoghi... si stringono i denti tra dolori, scomodità, fastidi.

Non da ultimo... una calzatura completamente impermeabile, se dovesse riempirsi d'acqua da sopra, può diventare pericolosa. Sia per i movimenti, il peso... sia perché molto difficile da "scalzare".
 
Ambiente umido ok, ma che temperature?
Perchè la differenza è tutta lì tra preferire niente o quasi (caldo) e lo stivale di gomma (temperature medio-basse) o lo scarpone impermeabile (temperature basse).







 
In una vecchia discussione sulle scarpe da giungla, raccomandavano le più alte possibile affinché il fango non le sfilasse.

Queste possono andare?

https://www.italiamilitare.it/abbigliamento-militare/Anfibi-Brandit-Phantom-20-Buchi.html
A parte che camminare nel fango alto è estremamente complicato, quelle pochissime volte in cui vi ho camminato (parlo di fango spesso in cui sprofondi, un passo una bestemmia) con gli scarponi, altezza "alta" ma non quelli da te indicati che mi sembrano da cavallerizzo, sono rimasti ai piedi, altri che avevano scarponi "bassi" hanno avuto problemi, se avessimo avuto gli stivali in gomma saremmo ancora là.

I scarponi da te indicati, tolto per un uso con il cavallo, li vedo estremamente scomodi da usare per camminare, potrebbero avere un senso (forse) nella neve o per non usare le ghette ma li vedo scomodi ...... però mai usati per cui booh.

Dopo di che, pur non avendo mai messo piede nella giungla, per cui esperienza zero, mi rifaccio agli scarponi militari che hanno caratteristiche specifiche, come ad esempio i fori di drenaggio, ma sono di altezza classica di un anfibio militare non da "dominatrice con il frustino".

Ciao :si:, Gianluca
 
Ma io mi informo appunto per sapere se la linguetta centrale è saldata allo stivale oppure se devo portarlo dal calzolaio, per aggiungere una opportuna striscia di pelle tra linguetta e gambo della calzatura :biggrin:
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Ad ogni modo, l'utente "Vi" consigliava allacciatura il più alta possibile all'utente "cyrus" in una discussione del 2008. Il quale, grazie ad un colpo di fortuna, forse avrebbe passato un paio di mesi nella foresta costaricana.


https://www.avventurosamente.it/xf/threads/scarpa-per-giungla.2114/post-35237
 
Ultima modifica:
C'e' da fare una considerazione se lo srivale di pelle o gomma che sia e chiuso con lacci la lunga permanenza nel fango puo' portare al cosidetto "piede da trincea" molto comune (ed e proprio da li che deriva il nome) nei fanti della prima guerra mondiale
 
Come da premessa precedente io la giungla l'ho vista solo nei telefilm di tarzan e di guerra ....... che io sappia il "piede da trincea" non è necessariamente legato al fango ma al semplice portare gli scarponi in un ambiente umido freddo e con scarsa igiene personale, ambiente umido che può derivare anche dal semplice sudore, per troppo tempo. Esperienza provata (similare per fortuna al "vero" piede da trincea ma non il "vero") anche senza dover andare nella giungla ...... tenuto gli scarponi per due giorni, l'umido del sudore mi ha cotto la pianta del piede, fortunatamente non ero in trincea :) ed ho risolto cambiando spesso le calze e usando del talco e, quando potevo, asciugando gli scarponi e qualche ora di pepini al vento, ma non è stata una cosa piacevole per giorni.

Quanto ai fori di drenaggi questi servono, più che per il fango, per quando si guadano i corsi d'acqua che superano abbondantemente l'altezza dello scarpone, in questo caso, inevitabilmente, gli scarponi si riempiono d'acqua, usciti dal corso il povero cristo o si toglie gli scarponi e fa uscire l'acqua, se può, e normalmente un soldato non è che possa, oppure sono mandorle (mai camminato con uno scarpone zuppo internamente? ...... non è simpatico ...... capitato, non guadando il fiume mekong ma semplicemente scivolando in acqua) oppure ha dei fori di drenaggio che fanno fuoriuscire l'acqua, il piede rimane comunque bagnato ma almeno non è nell'acqua.

Per il fango, più che i fori di drenaggio, può essere molto più utile una tassellatura della suola larga che renda meno facile che il fango rimanga attaccato alla suola. Poi ritengo che dipenda anche dal tipo di fango, se è terreno zuppo d'acqua immagino che non sia la stessa cosa del fango di un letto di un corso d'acqua.

Ciao :si:, Gianluca
 
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I militari dei Lagunari usavano uno scarpone "da sbarco" per le simulazioni di sbarco dal mare....
Erano in tela spessa ,alti a meta' polpaccio,con suola artigliata e fori di scolo per ľacqua,naturalmente non impermeabili....si trovano in rete dai 20 ai 30 euro.....
Digitare anfibi lagunari San Marco. ...
 
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Personalmente, quando ho affrontato scenari come quelli di cui parlate, ho usato con estrema sodddisfazione, sia per leggerezza, traspirabilità, scolpitura della suola e, non ultimo, in qualche modello la presenza dei famosi "buchi di scolo", gli stivali della Legione, in pratica dei desert boots ma risultati efficaci anche in ambiente umido (ma caldo). Si chiamano Palladium, e per un certo periodo (diciamo negli anni 90) sono stati anche oggettodi un'ondata di moda "civile".
Un esempio è qui : https://www.ebay.it/itm/Scarpe-Tela-Stivali-Militari-Palladium-Taglia-38-Rando/373132179176?hash=item56e06936e8:g:MvwAAOSwz5pdttVQ.
Alternativa molto valida (ma non li ho mai avuti, sigh) sono questi, strafamosi https://www.ebay.it/itm/VIETNAM-ERA-ORIGINAL-JUNGLA-BOOTS-VIETNAM-JUNGLA-BOOTS-GOODYEAR-SOLE/153628789506?hash=item23c4fd4b02:g:9pYAAOSwledcWpif
Ribadisco anch'io che l'allacciatura alta (o comunque l'altezza) non serve a nulla, aggiunge solo scomodità per togliere/mettere.
In ambiente umido sono essenziali la facile asciugabilità ed il drenaggio dell'acqua. Idem la linguetta non deve essere solidale con la tomaia, altrimenti appunto si crea una "camera" d'aria interna che può essere addirittura pericolosa.
In quell'ambiente, quando i piedi sono bagnati (e si deve mettere in conto prima di partire, dall'Italia intendo, che starete nell'acqua praticamente ogni metro di cammino, è fondamentale che quando ci si ferma (per la notte o per il lavoro) ci si toglie le scarpe, si mettono i sandali e ci si asciuga al fuoco, oppure con apposite polveri (io ho sempre con me una confezione in bustina di borotalco) e ci si cambia le calze.
Non a caso, il diktat essenziale di ogni comandante negli eserciti del mondo sin dai tempi di Cesare è "piedi asciutti e pancia piena".
Non confondiamo il pescatore (che sta fermo immobile con i piedi nell'acqua alta e deve avere qualcosa di assolutamente impermeabile) con il trekker, che invece si muove (e molto).
Non esiste una calzatura che soddisfa entrambi gli usi.
 
Per quale motivo la linguetta solidale con la tomaia crea una camera d'aria addirittura pericolosa?
Per il motivo che è già stato detto, perchè impedisce la fuoriuscita dell'acqua/condensa/umidità/sudore e la non traspirabilità nonchè, ed è già accaduto (a compagni di missione) che con calo improvviso della temperatura (a volte l'escursione termica è notevole in certi posti che noi reputiamo "caldi") siano intervenuti addirittura geloni e principi di congelamento agli arti (le dita dei piedi sono le prima ad andare....). Parliamo, è vero, di estremi e di condizioni nelle quali uno non può togliersi le scarpe ed asciugarsi, ovviamente, ma perchè rischiare...
 
Allora sbagliano in pieno tutti quelli che costruiscono scarpe "operative" con la linguetta solidale alla tomaia, visto che la linguetta "libera" l'ho vista solo sui Dr Martens, a mia memoria. E sono scarpe piuttosto costose
 
Allora sbagliano in pieno tutti quelli che costruiscono scarpe "operative" con la linguetta solidale alla tomaia, visto che la linguetta "libera" l'ho vista solo sui Dr Martens, a mia memoria. E sono scarpe piuttosto costose
Mah, se dovessi prendere oggi un paio di scarponi di quel tipo, probabilmente li prenderei come quelli che hai visto tu, ma di acqua ne vedono poca....e non tutti ogni giorno fanno il CAGSM come nei film...
 

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