Escursione Storie, visioni,gente di montagna:Tossicia - Cerqueto sulla Grande Ippovia del Parco.

#1
Parchi d'Abruzzo
Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
Data : 8 dicembre 2018
Regione:Abruzzo. Provincia : Teramo.
Partenza: Tossicia, Capitale della Valle Siciliana.
Grado di difficoltà :T /E/EE in ordine cronologico
Km : 23, di cui circa 14 all'andata, 9 ad un ritorno interrotto da un, sempre gradito, passaggio in macchina come sorpresa finale.
Percorso, altitudini e tempi da cartelli : Tossicia 409mt per il Sentiero 201 in 15 minuti a Madonna degli Angeli 450 mt, più 30 minuti Azzinano, più 15 minuti Aquilano, più 40 minuti Fonte Patuni 690 Mt, più 10 minuti Fosso Venaquila 712 mt,piu 20 minuti Cusciano 640 mt, più un'ora e 15 per Cerqueto 725 mt. La mia cartina della Kompass per il tratto da Cusciano a Cerqueto assegna il sentiero 155.
Difficoltà incontrate : il buio senza illuminazione adeguata, lunghezza del percorso, cartelli fuorvianti appena iniziato, abbondanza di strade cingolate, sterrate o semi asfalatate a Fonte Patuni confonde di notte, per cui prestare attenzione al GPS invece di riporlo, oppure ai segnali della Lupa invece di chiacchierare allegramente .La notte richiede più attenzione e silenzio del normale.
Descrizione:
Da bambino aspettavo felice il giorno dell'Immacolata Concezione perché segnava l'inizio delle feste di Natale, si facevano nelle case alberi luccicanti e presepi di tutti i tipi e grandezze. Crescendo e non avendo figli per rinnovare la tradizione tanto amata dagli infanti, mi è passata da tempo questa giocosa euforia, ma oggi, camminando nella Valle Siciliana del Gran Sasso, ci siamo ritrovati ancora bambini. Dalla Capitale della Valle approdiamo alla frazione di Azzinano immersi tra coloratissimi pargoli giocondi, giardini di abeti nani, abeti rossi e sfiorite aiuole di lavanda. Una sorpresa più per la mia ignoranza che per Alessandra che era già stata qui, cogliendo la fama del paese arrivata fino a Città Sant'Angelo. Con passi allegri giungiamo infine ad Aquilano, dove qualche murales più moderno ci introduce in un splendida piazzetta con fontana e dove fare una prima pausa.
Le pendenze odierne non saranno mai esagerate, ma la strada è tanta ed io comincio subito a dar noia ad Ale per trottare un po' più del solito,per oggi, tra un paese e l'altro. Salpiamo dalle ultime case della Valle Siciliana per svalicare verso il Borgo di Cusciano e nel distretto Strada Maestra del parco Nazionale. Di fronte ho la zona pedemontana della Laga dove svetta la Madonna della Sgrima di Schiaviano, mancata di un soffio per una scorciatoia due giorni fa, dove come oggi mi sono incamminato alle tardi 11.
Il sentiero è all'inizio semiasfaltato, poi diventa strada per cingolati o tagliabosco fino in paese, tra sparuti e scarni faggi spiccano ancora dorati i boschi di cerri e le grandi querce screziate dai colori dell'autunno. La saggia quercia indica che non è ancora inverno con i suoi colori, il sole torna a fare capolino dopo qualche fredda goccia di pioggia e Alessandra ad ora di pranzo gira ancora a manica corta. Guadiamo ruscelli su ponti spartani che difficilmente supereranno l'inverno, ma un ponte o passerella di legno fanno avventura per Alessandra, gioco per Linda e fascino, poesia per il sottoscritto...
-IL GUADO DI LEGNO-
Il piede è timido
cercando di sembrar leggero,
il baricentro basso,
il battito del cuore alto,
i legni che fischiettano,
ed il passo è rapido
come l'acqua che canta di sotto...Leo.
Piacevole, giocosa e canticchiante la camminata fino al pranzetto nel parco giochi di Cusciano. La Scout scatta foto, fantastica, pianifica e sogna questa struttura ben posizionata per i suoi lupetti. Ripartiamo in cerca di un caffè in un bar che apre ad orari mistici dove neanche a qualche indigeno è dato sapere. Poco dopo un ossuto signore ci ha quasi sconsigliato di proseguire fino a Cerqueto guardando il suo orologio, parlando di sentiero scomodo e che per stare alle mie parole, - per le 17 in paese! - , c'era da trottare troppo, ma io ci sono già stato e siamo tornati al paese al tramonto come avevo detto(anche se sapevo che mancavano altre due ore di buio per Tossicia, ma su larghe sterrate o asfalto e con la frontale, sarebbe stato anche divertente)
La luce si apre e si chiude tra nembi, cerri e querce.I battiti dei cuori altalenano anch'essi tra saliscendi piacevoli e verdi, ma un cartello presagiva di una battuta di caccia in corso qualche km fa' e così incontriamo un imbalsamato cacciatore a venti minuti dalla stella cometa a cui aneliamo. Ne incontreremo molti altri al ritorno, ma tutti con gran sorrisi e voglia di fare due chiacchiere in tranquillità. Sorrisi probabilmente perché almeno uno lo avevano preso , ma comunque molto meno sgorbutici di quelli incontrati sul Puzzillo o dall'altra parte del Gran Sasso in altre occasioni.
Siamo stretti oggi coi tempi e così filiamo come la Lupa fino al grande borgo del Presepe Vivente meta di oggi. La soddisfazione brilla negli occhi di Alessandra, nei miei un orrida situazione si palesa rovistando nello zaino. Non ho le frontali porca vacca! Abbiamo solo un carica telefonino con un misero led come torcia e dopo aver pensato e ripensato abbiamo pregato e ringraziato l'edicola della Madonna del paese a cui abbiamo preso in prestito un lumino elettrico che era anche meno del led, ma pur sempre qualcosa. Ingozziamo un boccone di panettone e scalpitiamo veloci giusti per il tramonto verso Cusciano per poi improvvisare come nelle migliori storie di avventure.
Abbiamo le gambe come legni alla prima salita e in discesa le pietre menano piedi già stanchi. Ale si sta comportando egregiamente, si vede che è stanca ma regge bene il passo e cattura ancora momenti, tra luci radenti, nuvole scure e prime luminarie di paesi al di là del Vomano. Arrivati a Cusciano la sensibile "Segugia" deve coprirsi gli occhi alla vista di un cinghiale appeso a una quercia sul viale centrale del paese. Come un trofeo, all'imbocco della piazza centrale un manipolo di uomini in mimetica scuoiano, chiacchierano e brindano al bottino, ma in realtà l'unica che suda e sgambetta avanti e indietro dalla fontana è una sorridente, anziana e ben in carne signora. Titubiamo se elemonisare una torcia a qualcuno ma poi il largo sentiero ci invita a proseguire con i nostri esigui mezzi, e purtroppo ci abbasserà anche l'attenzione. Alla Fonte Patumi non guardo neanche il GPS e chiacchierando prendiamo per la via più larga che diventa, in soli 15 minuti, asfaltata quasi di nuovo, dei fari tagliano il buio qualche tornante più in basso, ma soprattutto sembra una metropoli al buio il paese che vediamo in basso. Non può essere che Montorio anche se sembra Los Angeles. Ora o torniamo indietro al bivio precedente oppure il GPS mi da una "via"che passa dal simbolo di un parcheggio che si rivelerà un agriturismo. Le luci filari di Montorio ci ipnotizzano fino a quando, alzando gli occhi, è la via lattea quella che ci lascia a bocca aperta. Da questo colle la vista notturna è davvero una chicca, su cui tornerò volentieri. Siamo ancora un ora da Azzinano e altra mezza per la macchina a Tossicia, quando un auto si ferma preoccupata di vederci in giro per sentieri al buio. Una coppia ci invita a passare per l'agriturismo per riprendere un sentiero abbastanza facile per lui ma impossibile dalle parole più ansiose di lei. Passando per i giardini del bel Agriturismo una signora ci aspetta, chiamata dal figlio nella macchina di prima, e ci invita a un piccolo ristoro con caffè e squisiti bocconotti alla marmellata. Gentilissima e preoccupata per il viso stanco di Frizzandra, ci invita ad aspettare qualche minuto il marito che ci avrebbe accompagnato in macchina a Tossicia passando per montorio. In macchina sono molto di più dei 5 km che mancherebbero scollinando a piedi, ma ora che ci siamo fermati l'idea ci alletta e allieta parecchio. In macchina il nostro buon samaritano si rivela un montanaro con la buccia, di quelli di una volta che corno Grande e tutte le altre del Gran Sasso se le so fatte dal versante nord.Chi conosce il Gran Sasso sa cosa vuol dire: ambiente assolutamente reverenziale anche per escursionisti esperti o alpinisti insomma.
L'autista ci ha anche illustrato il suo modo di essere agriturismo, dove tutto ciò che va a tavola è solo di agricoltura propria e biologica, nonché carne, uova e prodotti vari sono tutti suoi come dovrebbe essere. Se poi date un occhiata alle recensioni su internet, de Agriturismo Lo Scoiattolo, sono tutte ottime in effetti e parlano di cibo sano e belle camere al piano di sopra.... una gran vista sulla via lattea aggiugerei. Una volta l'anno organizzano anche escursioni partendo e tornando dallo Scoiattolo.
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Noi ce l'avremmo fatta anche senza passaggio, ma vuoi mettere un caffè con dolcetto, una macchina calda dove si parla di Montagna e conoscere delle brave persone? Non c'è confronto!
Avventura intensa e lunga, tra tradizioni e culture,di accoglienti paesi pedemontani del Teramano.
Un sentito e caloroso grazie per la gentilezza e la simpatia di tutta la Famiglia dello Scoiattolo, che perdoneranno la mia difficoltà, acclarata e famosa, nel ricordare i nomi. Me li faccio ridire quando ci andrò a cena prossimamente,magari anche visitando più a fondo i murales di Azzinano.
Buona Montagna a tutti!!
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#4
Splendida avventura meravigliosamente narrata.
Adoro camminare di paese in paese, è un'emozione quando si giunge a piedi dalla campagna in un centro abitato: una sosta per rifocillarsi, quattro chiacchiere con gli abitanti e poi, via! zaino in spalla si è di nuovo soli nei boschi.
Grazie Marco! Anche a me è sempre piaciuto girare per paesi, ed è sicuramente il modo in cui ho iniziato a girovagare per montagne da solo nella Laga. Questo periodo poi mi ispira tutti gli anni a camminare dentro e tra borghi..... Se non fosse per una pigrizia nuova ad alzarmi presto...
 
#13
Bella escursione, complimenti! Avrei una domanda che prende spunto da una tua foto: attesa la mia bassa esperienza (pian piano, arriverò anca mi ...), cosa si deve fare nel caso si incroci il cartello "battuta di caccia in atto"? Il buon senso mi direbbe "cambia strada" e non credo che, per evitare di essere impallinati, in caso di prosecuzione sia una buona idea segnalare la propria posizione con cori e fischietti (lì immagino il rischio sia ancora peggiore... :D).
 
#14
Il buon senso ha sempre il suo perché! ;):si:
Io che non ne ho mi spingono avanti altri fattori magari non molto razionali e tanta curiosità. Sicuramente non penso a tagli fuori sentiero e cerco di rendermi ben visibile, come lo sono anche il più dei cacciatori con gilet luminosi. Era quasi la prima volta(con cartello esposto intendo) , fuor della collina dove abito, che mi trovavo in una situazione simile per cui anche incoscienza? Bo? Sono quasi certo comunque, che se fossi stato in un territorio completamente nuovo ai miei scarponi avrei anche rigirato, forse.. :rofl::p
Credo siano decisioni molto personali, e se mettono dei cartelli autorizzati sui sentieri, vuol dire che almeno avvisano e sanno di essere su sentieri del parco nazionale.Di più :questo tratto fa parte della grande Ippovia del parco. Una volta ero a cercar funghi sulla Laga, e dei cacciatori "sparanti" inseguivano cinghiali con i cani fin dentro le zone vietate dove mi trovavo..... In quel caso urlavo, inutilmente, per farmi sentire e sono tornato indietro quasi correndo. Scusa se mi sono dilungato ma era per capire che non ho una risposta univoca alla tua domanda. Grazie per i complimenti, spero di essere stato utile.
Bella escursione, complimenti! Avrei una domanda che prende spunto da una tua foto: attesa la mia bassa esperienza (pian piano, arriverò anca mi ...), cosa si deve fare nel caso si incroci il cartello "battuta di caccia in atto"? Il buon senso mi direbbe "cambia strada" e non credo che, per evitare di essere impallinati, in caso di prosecuzione sia una buona idea segnalare la propria posizione con cori e fischietti (lì immagino il rischio sia ancora peggiore... :D).
 

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