piccola premessa tecnica: le polveri da sparo infumi e non non sono tutte uguali. Ancora oggi a sbagliare la polvere da sparo ed il suo dosaggio nella ricarica delle cartucce si rischiano incidenti. Con la polvere nera era ancora più pericoloso, soprattutto per i materiali meno sofisticati ussati per costruire le armi da caccia rispetto a quelli che si usano oggi, per cui si usavano i prova polvere che in generale si comportavano tutti in modo analogo, ossia si riempiva una camera di scoppio, si azzerava il misuratore si dava fuoco alla polvere e si verificava la potenza della stessaverificando dove era arrivato il misuratore, con un po' di esperienza e prove si poteva replicare la dose di ricarica che precedentemente aveva dato buoni risultati. Di seguito la foto di un modello a pistola, non comunssimo, ma comune.
Prova-polvere (fr. éprouvette, ing. powder tester)
Anticamente la polvere nera veniva prodotta con materiali e procedure non uniformi e quindi ogni partita presentava caratteristiche diverse; poteva inoltre modificare le sua qualità in relazione alla conservazione e al trasporto: da ciò la necessità di controllarne la forza esplosiva prima dell’uso.
Venivano utilizzati prova-polvere di vario tipo in cui veniva introdotta una carica ridotta:
- a molla ed a forma di pistola, in cui la forza dell’esplosione entro la camera di scoppio faceva aprire un coperchio il cui angolo di apertura indicava la forza della polvere (fig.1);
- a pendolo in cui si misurava la forza del rinculo (fig 3);
- a mortaio in cui sulla camera di scoppio veniva posata una biglia di ferro che, sparata vero l’alto sollevava un regolo così che si poteva misurare la spinta esercitata. Un modello sparava la biglia esattamente con una elevazione di 45° e poi si valutava la forza della polvere in base alla distanza raggiunta dalla biglia (fig.2).
Descrizione e immagini tratte dal sito del Dott.Mori
Ok, il principio e lo scopo è uguale ma a differenza di quanto sopra illlustrato il modello, oggi in mio possesso è ancora diverso, fate conto di avere una molla in acciaio armonico fatta a L con i due lati della L uguali. La si appendeva tramite un anellino saldato allo spigolo della L
Sul vertice di uno dei due lati c'è la camera di scoppio e lo scodellino, il tappo è formato da una piastra imperniata su una lamina a cursore che ha il profilo ad arco ed il corpo su cui ci sono dei riferimenti incisi. poco sopra la lamina un filo anch'esso ad arco con montato un cursore mobile.
entrambi sono vincolati al lato della L su cui NON c'è la camera di scoppio.
Quando si dà fuoco alla polvere lo scoppio allontana il tappo e la molla tende a chiudersi, chiudendosi sposta il cursore lungo la lamina e dai dati incisi sulla lamina di acciaio si ricava il valore di potenza della polvere.
Tutta questa papppardella e poi una o più foto saranno più eloquenti di tutta la mia spiegazione. Ma dovrete aspettare questa sera, ho scoperto di non avere foto tra tutte quelle che ho a disposizione. Le devo fare all'oggetto di antiquariato.