Termicità della scarpa: La sportiva aequilibrium LT GTX

In compenso quando è compattata so per certo che a toccare è solo la suola... cacchio è pur vedo che c'è molta gomma che è isolante... però è pur vero che la trasmissione del calore per via conduttiva è molto maggiore che la convettiva...
esatto, sta tutto qui..
vero che la parte inferiore della scarpa è quella più isolata, ma è anche vero che è quella che sta praticamente sempre a contatto (conduzione) con il freddo. è molto più facile isolare la parte alta del piede dall'aria fredda che non isolare la pianta dalla suola.

Per cui sono un po' scettico sull'utilità della soletta, che per di più tende a comprimere il piede e raffreddarlo ulteriormente (IMHO)

la suola termica non va aggiunta all'originale, ma sostituita.

Ho provato a rimuovere delicatamente quelle originali, ma mi sono fermato, mi sembrano incollate.

guarda QUI, così ti fai un'idea di com'è fatta la soletta originale. vedrai che hai la parte inferiore, che sembra quasi feltro, molto attaccata allo scafo
 
esatto, sta tutto qui..
vero che la parte inferiore della scarpa è quella più isolata, ma è anche vero che è quella che sta praticamente sempre a contatto (conduzione) con il freddo. è molto più facile isolare la parte alta del piede dall'aria fredda che non isolare la pianta dalla suola.
ah scusate, nel mio ragionamento ho dimenticato che: in entrambe le calzature ho il posto per il doppio calzino, ma avevo notato che non faceva poi così tanta differenza. Poi ripeto: magari le mie funzionano più per il fatto che a fianco del pollice ci viene 1cm di lana non schiacciata
 
Io ci ho ragionato:
Quando sto in neve io, di regola non sto con la neve immerso fino alla caviglia: non è una situazione naturale. ...
Si, sono punti di vista diversi. Nelle mie escursioni invernali mi capita spesso di camminare per ore con le ghette ed il piede immerso nella neve ben oltre la caviglia, per cui penso siano valide entrambe le interpretazioni a seconda del contesto.
 
Si, sono punti di vista diversi. Nelle mie escursioni invernali mi capita spesso di camminare per ore con le ghette ed il piede immerso nella neve ben oltre la caviglia, per cui penso siano valide entrambe le interpretazioni a seconda del contesto.
però non trovi che sia raro che la neve una volta pestata vada poi a ricoprire lo scarpone? Giusto se batti una pista senza ciaspole, tipo quando hai sotto lo strato ghiacciato per cui devi stare coi ramponi e sopra ha nevicato un altro 20cm di farinosa.
Insomma un' uscita alpinistica vera.
 
Premesso che se stai nella neve a -10°C per ore prima o poi un po' di freddo ai piedi viene,
il fatto è che molti si lasciano attrarre dai modelli superperformanti, studiati per la prestazione e non per il comfort e l'utilizzo prolungato. Purtroppo il marketing spinge questi modelli, probabilmente perchè colpiscono il compratore per la loro "tecnicità".
Consideriamo però che più un attrezzo è tecnico più è adatto ad un uso specifico e ristretto...

Il mio consiglio è di diffidare dal goretex nelle scarpe, a meno che non stiate cercando la leggerezza per trekking estivo o per fare trail run.

Quando andavo a fare cascate o lunghe escursioni invernali su neve e ghiaccio avevo un paio di Koflach (vedi link); questo per dire che lo scarpone invernale è ben altra cosa: scafo rigido in plastica per basse temperature e scarpetta termica interna estraibile, il tutto studiato per ambienti veramente freddi.

Certo è più pesante, ma a differenza degli scarponcini da te indicati, questo è un vero scarpone invernale... penso che la differenza si noti.

Come già detto mille volte purtroppo lo scarpone universale non esiste, per cui, se vuoi una protezione seria per le uscite su neve e ghiaccio devi puntare ad una scarpa adatta, se invece ci vai una volta ogni tanto per uscite in giornata, rassegnati a prendere un po' di freddo e pazienza.
Però cosa c'entra il gtx che è una membrana(buona o no che sia) con l'isolamento di una scarpa? Nulla. Se la scarpa ha un suo strato di isolamento.
 
però non trovi che sia raro che la neve una volta pestata vada poi a ricoprire lo scarpone? Giusto se batti una pista senza ciaspole, tipo quando hai sotto lo strato ghiacciato per cui devi stare coi ramponi e sopra ha nevicato un altro 20cm di farinosa.
Insomma un' uscita alpinistica vera.
Non ho capito molto bene il discorso mi sa, ma può capitare che non convenga mettere le ciaspole anche se si deve "battere" neve fresca fino al ginocchio... sai dipende anche che neve trovi... o se il percorso è più da ramponi, come pendenza, che da ciaspole...

Per esempio a fare il Rocciamelone non mi porto le ciaspole e accumuli eolici (neve incosistente, non fa fondo magari fino a primavera...) fino al ginocchio si possono trovare anche in periodi "secchi"...
 
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guarda QUI, così ti fai un'idea di com'è fatta la soletta originale. vedrai che hai la parte inferiore, che sembra quasi feltro, molto attaccata allo scafo
Grazie, molto utile! Parlando con il post-vendita, mi hanno detto anche loro che è quel tipo di struttura e poi ci mettono una colla. mi hanno detto semplicemente di tirare dalla punta senza paura e verrà via, a quel punto potrà essere inserito un altro plantare. Il post-vendita mi ha detto che lui ci è andato a climi più rigidi, però mi ha anche detto che è soggettivo, ma come l'altro utente che diceva che col doppio calzino va con modelli non termici a -18, mi torna anche questa soggettività ahahah! Farò questa prima prova, è quella più low budget, almeno per quest'anno! Se non altro, me le ritrovo in comfort questa estate andando sulle alpi ogni tanto ahah!
Bisogna anche ricordarsi di muovere le dita dei piedi :biggrin:
fondamentale ahah quello lo imparai quando stavo sugli attenti, fermo impalato ahah se non muovi le estremità, alle lunghe soffri ahah
Si, sono punti di vista diversi. Nelle mie escursioni invernali mi capita spesso di camminare per ore con le ghette ed il piede immerso nella neve ben oltre la caviglia, per cui penso siano valide entrambe le interpretazioni a seconda del contesto.
Interessanti queste interpretazioni. Penso che una soletta calda se fa molto freddo, magari scalda l'aria che resta "libera" nella calzatura e quindi magari concorre ad un maggior comfort termico sulle dita, di contro magari qualche parte del piede potrebbe sudare, quindi magari vale la pena usare calzini meno strong e tenersi quelli pesanti nello zaino...certo, penso che per contatto, convezione e "irraggiamento" la parte di pelle interna che perde isolamento(magari per contatto continuo con la neve), sottragga abbastanza calore al piede, però se c'è questo tipo di equilibrio forse si riesce un pò a tamponare il problema. Cmq sì,io mi sono trovato spesso a stare fuori una giornatae salire su neve che sotto è ghiacciata e sopra è "fresca" o cmq sia sfondosa, quindi sempre con i piedi sempre "pucciati".... a -11°C invece mi ha sorpreso che per molto tempo il freddo si era trasmesso pure a parte della pianta del piede (però lì non avevo disagio eccessivo,il calore corporeo si manteneva bene senza disagi)
 
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però non trovi che sia raro che la neve una volta pestata vada poi a ricoprire lo scarpone? Giusto se batti una pista senza ciaspole, tipo quando hai sotto lo strato ghiacciato per cui devi stare coi ramponi e sopra ha nevicato un altro 20cm di farinosa.
Insomma un' uscita alpinistica vera.
Ti garantisco che può capitare e pure spesso.
Quando vai in quota in questa stagione può succedere che si sia depositata neve fresca sopra quella consistente, oppure che la crosta a tratti sfonda e ti trovi immerso fino al ginocchio.
Oppure se devi battere un tratto in neve fresca, o se sei sul ripido ed hai i ramponi.
Inoltre per una questione di peso, quando punti ad una vetta, a meno che la situazione non lo richieda chiaramente, spesso rinunci alle ciaspole in favore di altra attrezzatura.
Questa è una foto dell'altro ieri, come vedi è facile trovarsi con i piedi "a mollo".
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Però cosa c'entra il gtx che è una membrana(buona o no che sia) con l'isolamento di una scarpa? Nulla. Se la scarpa ha un suo strato di isolamento.
In genere le scarpe con membrana in gtx sono fatte per essere leggere e quindi senza grande isolamento sulla tomaia; perlomeno rispetto allo scarpone in cuoio o con scafo in plastica.
 
@andreapaiola @av250866 sì esatto, càpita in situazioni di rampone, pendenza e traccia non battuta.
In tante situazioni anche alpinistiche (vetrato, crostosa) non è che ti ci si immerge tutto lo scarpone. Cmq la mia non vuole mica essere un parere contro, è solo per sviscerare.
Io il freddo ai piedi non lo soffro molto e lo soffro più che altro se faccio bassa intensità su pendenze ridotte, dove è raro essere immersi. Anche quando vai giù fino al ginocchio , mica sempre si immerge completamente nella neve.
Dopodichè giustamente uno scarpone invernale ha una tomaia più calda ma ormai a Pirrolo credo convengaprovare soletta e calze.
E impermeabilizzare l' esterno, che con il Gore se si bagna la tomaia poi la trasmissione del calore si impenna!
 
Grazie @Jk74, si, al momento farò così e vedrò le sensazioni. Guarderò anche i modelli alternativi per farmi una idea, una wishlist di dove mi convenga puntare per l'inverno.
Ci sta che in appennino non toccheremo per un bel pò le temperature della settimana scorsa, vedrò come mi giostro con una soletta e calzini. Per il discorso dell'impermeabilizzare, casco un pò dal pero per ignoranza: come si esegue questo lavoro? Sul guscio, ci ho dato uno spray per esempio e poi ci ho passato il phon (così dicevano le istruzioni). La tomaia, in effetti a volte la vedo "bagnatina" dopo un bel pò che la uso tra la neve, ma in generale, non è già impermeabilizzata? Lo strato in goretex sta sotto?
 
eh il Gore sta sotto, sì. Sta praticamente proprio dentro. Per questo più su ti consigliavano Scarpa con H Dry che sta fuori. Impermeabilizzare l' esterno con spray DWR o simili. Però io non me ne intendo, io sono all' antica: scarponi in pelle e grasso o wax. Perderanno di traspirazione ma io faccio così.
 
QUESTE sono quelle termiche decathlon, da adattare allo scarpone. io ho tagliato la testa al toro e mi son preso uno scarpone dedicato all'inverno, ma dipende da quanta e quale attività si fa.
di solito io sostituisco la suola degli scarponi con una suola in gel, ma ammetto che non ricordo se l'ho fatto anche sugli aequilibrium.. a casa controllo! comunque direi che la suola interna si rimuova senza problemi, probabilmente è solo ben incastrata
confermo la validità, le ho installate anche io nelle Trango e ammetto che ho notato la differenza, sostituendole alle originali
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ragazzi ma faccio una domanda stupida ma non sto capendo:

che differenza c'è tra i modelli Aequilibrium GTX ... ST e LT ?

https://www.lasportiva.com/it/scarponi-alpinismo-aequilibrium-lt-gtx-uomo-zfms096
https://www.lasportiva.com/it/scarponi-alpinismo-aequilibrium-st-gtx-uomo-zfms098

LT è quello più leggero, forse? e ST per cosa sta?
 

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ST è più leggero e più estivo (o invernale per performances dove l'isolamento termico è meno essenziale).
l'LT (credo stia per Leather) ha più cuoio e sembra più robusto e più isolato. Probabilmente peserà un po' di più.

Le differenze comunque mi sembrano minime: entrambi sono ramponabili ma non li definirei scarponi invernali "heavy duty". Giusto per permanenze sulla neve veloci e sporadiche.
 
ST è più leggero e più estivo (o invernale per performances dove l'isolamento termico è meno essenziale).
l'LT (credo stia per Leather) ha più cuoio e sembra più robusto e più isolato. Probabilmente peserà un po' di più.

Le differenze comunque mi sembrano minime: entrambi sono ramponabili ma non li definirei scarponi invernali "heavy duty". Giusto per permanenze sulla neve veloci e sporadiche.
si, faccio mea culpa perchè ho notato, solo dopo aver posto la domanda, che rileggendo le prime risposte del topic era già stato scritto :D :D :D
 
Ciao a tutti, volevo condividere qualche impressione personale legata ai vostri consigli. Mi sono trovato meglio.

In queste settimane ho fatto qualche prova. Quello che si sta rivelando più "ottimale", oltre a un pò di ovvio adattamento, è stato aggiungere una soletta Rywan primaloft gold con fondo in alluminio e abbinarla a calzini caldi (quelli indicati di oxyburn al 55% di lana merino, ma anche SH500 al 34% di lana).
Ho avuto cmq freddo in punta, quindi ho provato anche ad allargare al massimo i lacci delle scarpe sulla tomaia, e strizzare bene invece quelli della caviglia/stinco per tenere tutto fermo, così da aumentare il volume per avere quello strato d'aria "caldo" di cui parlavamo. Questo ha migliorato SENSIBILMENTE la percezione del freddo nelle scarpe e mi ha fatto anche capire che forse un mezzo numero in più poteva essere una buona cosa, se calzava cmq bene sul tallone (purtroppo ho la pianta del piede un pò tozza). Ho preso anche un paio di calzini in primaloft, quando sarà possibile farò un'altra prova, mi tengo cmq gli scaldini per i piedi a portata di mano AHAH

Per il prossimo inverno, magari punto al nuovo o magari a un usato su vinted o subito.it di scarpe come Scarpa Ribelle Tech 3.0 HD, per avere quella via di mezzo tra una scarpa calda e cmq che sia versatile sia per un avvicinamento di qualche ora e poi per una salita vera e propria su terreno ripido.. Voi gli scarponi li prenderesti sull'usato?

Facendo cramponage con guide alpine cmq mi sto rendendo conto che una suola rigida, sul ripido, forse da una mano (non gliel'ho chiesto direttamente) a eseguire più correttamente il lavoro di punta (in salita su linee di massima pendenza tipo). Per la discesa credo non cambi molto (credo)

Mi sono fidato di un piumino che era venduto per vertigo usato 2 volte, quando l'ho ritirato era in realtà lo skill duvet (ho chiesto persino a montura col codice su etichetta) con meno piume nella schiena (visto in controluce).. però con le scarpe mi pare più difficile prendere una sola, voi cosa ne pensate?
 
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secondo me con una scarpa come i Ribelle Tech peggiori solo la tua situazione: non sono certo scarpe per dell'invernale.

se non vuoi spendere cifre esagerate puoi guardare gli scarponi semiramponabili Simond, NON i lite estivi ovviamente. è uno scarpone di concezione classica ma robusto, caldo e comodo. più caldo sicuramente di un Ribelle o di un Aequilibrium.
in casa Scarpa o Sportiva per l'inverno devi andare su versioni per ramponi automatici, costosi e rigidi, ovviamente sconsigliati se non si fa alpinismo tecnico.

altri scarponi belli dedicati all'inverno li trovi in Fitwell: i modelli Sirius e Big Wall hanno le rispettive versioni winter.

questo weekend comunque ho fatto un'uscita in dolomiti sotto la neve, con Aequilibrium come i tuoi e le solette Decathlon in pelo. confermo che la pianta era ben isolata ma le punte dei piedi erano più fredde. restano scarponi leggerini
 

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...Facendo cramponage con guide alpine cmq mi sto rendendo conto che una suola rigida, sul ripido, forse da una mano (non gliel'ho chiesto direttamente) a eseguire più correttamente il lavoro di punta (in salita su linee di massima pendenza tipo). Per la discesa credo non cambi molto (credo)...
Non so bene cosa intendi con "in salite di massima pendenza", cioè seguendo la linea di massima pendenza (che potrebbe essere tanto 35° quanto 90° a seconda del terreno) o salite con pendenze vicine a 90°?

In ogni caso appena la salita aumenta, la suola rigida lavora meglio con i ramponi rispetto ad una semirigida.
Su pendenze serie (60° in su) direi che la suola rigida non aiuta: è proprio obbligatoria.
 
secondo me con una scarpa come i Ribelle Tech peggiori solo la tua situazione: non sono certo scarpe per dell'invernale.

se non vuoi spendere cifre esagerate puoi guardare gli scarponi semiramponabili Simond, NON i lite estivi ovviamente. è uno scarpone di concezione classica ma robusto, caldo e comodo. più caldo sicuramente di un Ribelle o di un Aequilibrium.
in casa Scarpa o Sportiva per l'inverno devi andare su versioni per ramponi automatici, costosi e rigidi, ovviamente sconsigliati se non si fa alpinismo tecnico.

altri scarponi belli dedicati all'inverno li trovi in Fitwell: i modelli Sirius e Big Wall hanno le rispettive versioni winter.

questo weekend comunque ho fatto un'uscita in dolomiti sotto la neve, con Aequilibrium come i tuoi e le solette Decathlon in pelo. confermo che la pianta era ben isolata ma le punte dei piedi erano più fredde. restano scarponi leggerini
Sì? Avevo letto che avevano che i ribelle tech 3.0 hd hanno una imbottitura in primaloft (al costo di una fucilata, mannaggia), è cmq uno strato minimale?
Altrimenti sì, anche quei modelli che hai elencato sono buoni spunti per cntenere le spese. Oppure potrei cercare qualcosa come i nepal extr usati, magari li trovo al prezzo dei simond (parlavi degli scarponi simond con la ghetta esterna e le due chiusure col BOA?).

Non so bene cosa intendi con "in salite di massima pendenza", cioè seguendo la linea di massima pendenza (che potrebbe essere tanto 35° quanto 90° a seconda del terreno) o salite con pendenze vicine a 90°?

In ogni caso appena la salita aumenta, la suola rigida lavora meglio con i ramponi rispetto ad una semirigida.
Su pendenze serie (60° in su) direi che la suola rigida non aiuta: è proprio obbligatoria.
Hai ragione, sono stato impreciso. Al momento seguo un corso base e quando parlavo di salire seguendo per esempio la linea della massima pendenza avevo in mente un massimo 30-40° . Non prendevo in considerazione movimenti su pendenze superiori.
Grazie per i feedback sulla suola rigida. Diciamo quindi che è più pesante, da portare, però ti "assiste" meglio quando le pendenze si fanno via via più sostenute. Ti sgrava da un pò di lavoro muscolare, impedendo la flessione dello scarpone per il lavoro in punta, quindi, giusto?

Credo che cmq, dopo queste 4 giornate di cramponage, conserva, nivologia, calate in doppia e corpi morti, mi affiderò ancora a guide alpine per molto tempo e cercherò di puntare sul mantenere le tecniche viste, aumentare l' endurance e familiarizzare con l'arrampicata (!), prima di pensare di aumentare il "livello", ecco.. alcune cose già le conoscevo (nodi, nivologia, calate in doppia..), ma il resto è tutto nuovo!
 

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Oppure potrei cercare qualcosa come i nepal extr usati, magari li trovo al prezzo dei simond (parlavi degli scarponi simond con la ghetta esterna e le due chiusure col BOA?).
no, sono quelli che ti ho messo nel link, i SEMI ramponabili.
quelli che dici tu sono gli ICE, per cascate e con suola rigida. sono abbastanza caldi (a volte mi capita di avere freddo ai piedi anche con quelli, comunque) ma decisamente scomodi per quello che devi fare tu.
stesso discorso per i Nepal: non ti servono e ti troveresti solo uno scarpone pesantissimo e rigido ai piedi, che ti fa solo fare più fatica.

in questo momento per fare quello che stai facendo ti è più che sufficiente un semiramponabile, che non ti spacchi i piedi e che sia comodo da calzare e da farci attività. non hai bisogno del sostegno di uno scarpone a suola rigida per fare alpinismo classico, rischi di essere solo più scomodo e meno performante.

mi affiderò ancora a guide alpine per molto tempo e cercherò di puntare sul mantenere le tecniche viste, aumentare l' endurance e familiarizzare con l'arrampicata

non serve andare con le guide per quello! con le guide (o col CAI) fai i corsi per imparare la tecnica, poi devi andare per i fatti tuoi per affinarla e familiarizzarci.
poi rifarai corsi con CAI o guide quando vorrai alzare l'asticella o cambiare attività (es. iniziare a provare ghiaccio verticale)
 
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