Terremoto: cosa fare

Ciao ragazzi,

come ho detto tempo fa quando mi sono presentato nell'apposita sezione del forum, sono aquilano. Ho vissuto il terremoto, dal 6 aprile 2009 fino al 16 agosto 2009, giorno in cui mi sono trasferito in Lombardia per "fuggire" dalla disoccupazione e dalla disperazione che ho vissuto lì.
Quel giorno ho perso il lavoro, la casa e ogni speranza per il futuro, nel senso che quando vedi la tua città sgretolarsi in pochi secondi pensi che il tuo futuro possa fare lo stesso da un momento all'altro.

Ma passiamo ad altro :) ormai mi sono ripreso, vivo in una casa nuova (in affitto), ho un lavoro che mi piace e pian piano sto riprendendo i miei ritmi!
Da quell'esperienza ho imparato molto, grazie anche a parecchi eventi che si sono susseguiti dalla quella stessa notte fino ai mesi successivi.

Viste le continue scosse che stanno cogliendo il nord Italia, del tutto simili a quelle che hanno creato lo sciame sismico aquilano prima del 6 aprile, vorrei riassumere, per quanto possibile, ciò che ho vissuto, ciò che è successo e ciò che secondo me bisognerebbe fare in quei casi.

Sia chiaro: non voglio assolutamente istruire nessuno. Voglio solo CONSIGLIARE cosa fare in quei casi basando la mia analisi sulla mia diretta esperienza.


COSA FARE PRIMA

A mio discapito, sono sempre stato un ragazzo che pensava "le disgrazie capitano sempre agli altri! Non capiteranno mai a me!"...appunto.

Se tornassi indietro, sicuramente mi preparerei in maniera diversa per affrontare quella situazione. Ed è quello che sto facendo anche adesso, proprio per evitare altre eventuali catastrofi ambientali.

Pochi ma semplici accorgimenti potrebbero rivelarsi vitali, e anche se sembrano scontati ve li scrivo. Spero vi saranno utili:

1 - In ogni occasione, qualsiasi sia la calamità naturale, tenete sempre in un punto facilmente accessibile in casa queste cose:

Fischietto
Torcia
Cellulare
Accendino
Mezzo litro d'acqua
Qualcosa a mangiare (basta anche qualche biscotto)
Chiavi di casa
Chiavi della macchina
Portafoglio
Giacca
Paio di scarpe

(quando sono scappato di casa, con me avevo solo il pigiama. A mio rischio e pericolo sono rientrato qualche minuto dopo per prendere ciò che mi serviva e mi ha colpito un'altra scossa di terremoto)

2 - Può sembrare da paranoici, ma vi consiglio di osservare bene com'è strutturata la vostra casa. Se non ne avete un reale bisogno, non chiudete le porte delle camere (nel buio della notte ci ho messo una 20ina di secondi a trovare la maniglia della camera), se avete quadri/lampadari/oggetti sopra il vostro letto o che, comunque, in caso di caduta potrebbero ferirvi toglieteli (il lampadario della camera è caduto a 20 centimetri dal letto). Assicuratevi che i mobili della vostra camera siano stabili (L'armadio si è inclinato fino a cadere ai piedi del letto). Imparate a memoria il numero di scalini che vi separano dall'uscita.

COSA FARE IMMEDIATAMENTE DOPO


1 - Appena sentite la scossa, non correte verso le uscite, ma cercate il punto più vicino dove ripararvi (es. sotto il letto, sotto l'architrave di una porta, sotto il tavolo). Aspettate che la scossa finisca del tutto.

2 - Se è buio o la luce va via dopo la scossa (cosa che è successa a me), non vi precipitate a caso verso un ipotetico punto: possibili danni strutturati potrebbero farvi cadere in una trappola mortale. Cercate qualcosa per far luce o procedete a piccoli passi. Reprimete il panico, urlate, fate qualsiasi cosa serva a calmarvi, MA NON CORRETE.

3 - Afferrate lo zaino, la giacca e le scarpe, ma indossate il tutto solo quando siete fuori dalla struttura. Al massimo infilatevi le scarpe se i danni strutturali vi impediscono di camminare sul "comodo".

4 - Se tra voi e l'uscita ci sono le scale, aggrappatevi al corrimano e non correte.

5 - Una volta fuori, allontanarsi da tutte le abitazioni di almeno 15 metri. Se avete un auto nel garage lasciatela lì, se l'avete fuori saliteci su e allontanatela dalle abitazioni. Se sentite puzza di gas e il contatore generale è accessibile, chiudetelo. Se l'odore permane, allontanatevi.

6 - Per la prima ora dal momento della scossa, EVITATE QUALSIASI TELEFONATA che non sia veramente necessaria (soccorso per se stessi, soccorso per altri). Evitare chiamate solo per verificare lo stato di salute dei parenti e degli amici: le linee si intaseranno in un attimo e bisogna lasciare la possibilità ai meno fortunati di poter chiamare i soccorsi.
NON SPOSTATEVI IN AUTO se non è veramente necessario. Lasciate libera la strada ai mezzi di soccorso.

7 - Se vi sentite in grado, controllare le case vicine e in caso di richiesta di aiuto intervenite stando attenti a non peggiorare la situazione.
Accendete un fuoco. Sembra una sciocchezza, ma a causa dello shock o in caso di temperature rigide (a L'Aquila, quella notte, c'erano -8°C). A me è servito anche per il morale...un pò di luce mi ha fatto bene.

8 - Se per qualsiasi motivo dovete spostarvi, fatelo a piedi (tranne in casi gravi, naturalmente). Non è il caso mio, ma in molti hanno fatto incidenti con l'auto per la tensione, la paura, per danni strutturali a strade/palazzi che occupavano la via, persone che entravano all'improvviso in carreggiata per attraversare, mancanza di illuminazione stradale.


COSA FARE NEI GIORNI SUCCESSIVI

1 - Ricercare i proprio parenti è il passo successivo. Quando il panico iniziali terminerò e non sapendo come si evolverà la situazione, cercate di rintracciare i vostri parenti/amici per prendere una decisione insieme (io, per esempio, sono andato con la mia famiglia a casa di alcuni zii che hanno il camper. Le prime due notti abbiamo dormito lì).

2 - Ricerca dei punti di raccolta. Se il tutto è strutturato come è successo a L'Aquila, le tendopoli verranno allestite in pochi giorni. Cercate di andare in una che non sia troppo grande, che abbia facile accesso alle strade principali e che sia possibilmente vicino la vostra abitazione. Documentatevi sulla burocrazia, se così si può chiamare, e sulle procedure da adottare per entrarvi.
Dove possibile, recuperare acqua, cibo, vestiti e benzina. Nel primi giorni farete difficoltà a trovare questi elementi se non siete rapidi nel muovervi.

3 - Contro qualsiasi norma si sicurezza (lo so, non dovrei consigliarvelo...) date una veloce controllata alla vostra abitazione: se vi sembra ancora abbastanza solida per entrarvi, fatelo e recuperate i beni di cui avete bisogno.

Nell'ordine vi consiglio:
- Soldi
- Oggetti di valore
- Acqua
- Cibo
- Vestiti (più che altro intimo e indumenti caldi)
- Qualsiasi altra cosa potete portare con voi e che possa esservi utile

Questo per evitare che i classici "sciacalli" possano rubare in casa vostra; in più, in caso di necessità, potete vendere cose superflue (io, per esempio, in previsione del trasloco ho venduto il mio pc).
Considerate che, molto probabilmente, in una settimana da sisma bloccheranno qualsiasi via di accesso alle abitazioni con pattugliamenti a tappeto nei centri abitati,m e prima di riuscire ad avere ciò di cui avete bisogno passeranno mesi (se io avessi aspettato i loro comodi, sarei ancora giù ad aspettare i vigili del fuoco e il loro permesso per entrare!)

4 - Se siete lavoratori dipendenti, probabilmente scatterà la cassa integrazione con un pagamento dell'80% dello stipendio a oltranza.
Se siete liberi professionisti, cercate le sedi del comune provvisorie allestite per l'occasione e chiedete informazioni sul da farsi. Molto probabilmente bloccheranno pagamenti degli affitti, dei mutui e di qualsiasi tassa/bolletta, per il resto vi consiglio comunque di chiedere in giro nel minor tempo possibile, così da evitare code chilometriche agli sportelli.

5 - Tenetevi aggiornati tramite giornali locali e bacheche pubbliche.

6 - Se dovesse succedere come a L'Aquila, liberalizzeranno la costruzioni di edifici in legno su qualsiasi terreno privato. Se siete in grado e se vi conviene farlo economicamente, acquistare/costruite una casa di legno di fortuna anche di pochi metri quadri (20-30mq) per dormire.

7 - Se vi capiterà di alloggiare in una tendopoli, sarete assegnati a delle tende in grado di ospitare abbastanza letti per 8-10 persone. Cercate di rimanere in gruppi composti da abbastanza componenti altrimenti dovrete convivere con sconosciuti. Non che ci sia niente di male, ma la convivenza forzata è davvero difficile..posso assicurarvelo.
Se avete animali (cani, gatti) teneteli sempre al guinzaglio, soprattutto se siete in una tendopoli. Molte persone non li apprezzano e sotto stress potrebbero arrecarvi molto problemi, anche perché la legge è a loro favore.



Per adesso non mi viene in mente altro, anche perché da quello che ho capito le decisioni da parte degli enti pubblici/privati vengono prese man mano con l'evolversi delle situazioni.
L'importante è agire di conseguenza pensando prima di tutto a cosa si vuole fare.

Spero di esservi stato utile. Se mi viene in mente altro o se avete domande sono qui.

Saluti,
Manu
 
Ultima modifica:
Se tra voi e l'uscita ci sono le scale, aggrappatevi al corrimano e non correte
Grazie per le informazioni e la testimonianza.
Unica cosa, mi permetto di puntualizzare, se me lo permetti, la discesa delle scale..
é BUONA NORMA stare più raso al muro possibile, vicino al punto in cui sono "incastrati" al muro... più è vicino al centro, al vuoto, più potrebbe essere debole ed insicuro. Quindi se il corrimano è attaccato al muro, bene.. altrimenti io lo lascerei perdere.
 
grazie, mi dispiace per te e per chi come te ha dovuto vivere certe situazioni, spesso non ci si rende conto da fuori di quali siano le cose che è opportuno prepararsi a fare in simili casi, ti ringrazio quindi di avere messo a nostra disposizione la tua esperienza, anche se spero che nessuno debba mai doverla sfruttare...
 
Grazie per le informazioni e la testimonianza.
Unica cosa, mi permetto di puntualizzare, se me lo permetti, la discesa delle scale..
é BUONA NORMA stare più raso al muro possibile, vicino al punto in cui sono "incastrati" al muro... più è vicino al centro, al vuoto, più potrebbe essere debole ed insicuro. Quindi se il corrimano è attaccato al muro, bene.. altrimenti io lo lascerei perdere.

Sì scusami, in effetti nella mia vecchia casa il corrimano era contro il muro.
 
io aggiungerei al kit "antisismico" una copertina termica e un poncho/tarp. Poco ingombro-peso e tanta utilità. Uno degli usi del poncho potrebbe essere barella improvvisata porta feriti.
 
sono messinese ed ho una discreta esperienza in scosse sismiche.
esperienza diretta in scosse arrivate ed andate senza fare danno ed esperienza documentata sul come non lasciare pietra su pietra di una città.

tante volte abbiamo dormito con le scarpe, le giacca a vento (se inverno o autunno) accanto al letto ed una lampadina, soldi e documenti sul comodino. il tutto a portata di mano.
verissimo è quello di cercare di mantenere la calma, anche se il terremoto ti prende dentro, ti si rizzano i peli e la paura fa 90. cercare di mantenere la lucidità è fondamentale ma è successo al mio bisnonno di scendere dal letto e di cadere dal secondo piano (il palazzo si era aperto in due... che culo...). dal terremoto in friuli so che cercare di scendere dalle scale quando un palazzo oscilla è un incubo.
comunque appena fuori allontanarsi subito dai palazzi e guadagnare spazi aperti per fugare il rischio di restare sotto eventuali crolli.
nel terremoto di messina del 1908 le gente si raccolse sul lungomare pensando di essere al sicuro ma li venne colta dal maremoto che se li portò tutti... quindi chi abita in località costiere consideri anche questa eventualità.
io penso che ogni cosa è destino, ma chi volesse essere farsi trovare pronto può prendere un daypack riempirlo con un EDC rinforzato e tenerlo accanto al letto.

ManuDima: sono stato per lavoro a L'Aquila alla Reiss Romoli. spesso ho gironzolato per il centro storico della città apprezzandolo (c'era un negozietto piccolo piccolo dove ho comprato il mio primo oplinel, aveva di tutto per la roccia ed affini). sapere che edesso non c'è quasi più nulla mi angoscia tantissimo :(
hai ed avete tutta la mia considerazione ed affetto
 
Ultima modifica:
Grazie per le dritte. Al tuo elenco di materiali utili aggiungerei, qualora si abbia, una ricetrasmittente bi-banda pmr/lpd con batterie di riserva, visto che come dici tu le linee telefoniche possono intasarsi o subire dei guasti. Se non sbaglio proprio a L'Aquila si fecero subito dei ponti radio per entrare in contatto con zone altrimenti isolate.
 
io aggiungerei al kit "antisismico" una copertina termica e un poncho/tarp. Poco ingombro-peso e tanta utilità. Uno degli usi del poncho potrebbe essere barella improvvisata porta feriti.

Si beh, poi per coprirsi ognuno porta quello che vuole :) dipende dai casi, dalle zone, dal clima e dalla stagione. Io quella sera ho preso una giacca a vento impermeabile lungo fino alle ginocchia, quindi una coperta termica o un poncho sarebbero stati "in più". Comunque grazie! ^_^

Grazie per le dritte. Al tuo elenco di materiali utili aggiungerei, qualora si abbia, una ricetrasmittente bi-banda pmr/lpd con batterie di riserva, visto che come dici tu le linee telefoniche possono intasarsi o subire dei guasti. Se non sbaglio proprio a L'Aquila si fecero subito dei ponti radio per entrare in contatto con zone altrimenti isolate.

In ogni caso lascerei libere anche le stazioni radio per evitare di disturbare le comunicazioni veramente importanti. Comunque sì, fa comodo una radio...almeno si ha un mezzo di comunicazione che sicuramente "va a segno".
 
Fortunatamente certe esperienze la vita è stata così clemente che, al momento, non ho avuto, ripeto fortunatamente, occasione di provarle per cui potrebbe essere più una considerazione accademica che un reale aiuto il mio post.

Generalmente in queste situazioni i telefoni fissi (ovviamente) ma anche quelli mobili sono i primi perdere la loro utilità per svariati motivi, assenza di energia elettrica, caduta delle antenne ripetitrici, rottura dei cavi telefonici, intasamento, ect. ect. ed una radio trasmittente potrebbe essere un valido aiuto ma pensavo a quelle situazioni in cui chi si trova a vivere queste esperienze non ha conoscenze tecniche tali per il quale possa usare un radio PMR ..... il classico anziano ma anche i tanti che non sanno cos'è il tasto PTT ..... ora per queste persone, e credo che siano la maggior parte, non avrebbe più senso una normale radio RICEVENTE, la classica radiolina che si usava una volta per ascoltare la partita di calcio.

Con essa si potrebbe ascoltare eventuali comunicazioni provenienti dalla protezione civile che potrebbe sfruttare, ad esempio, stazioni radio commerciali locali che sono ancora operative, o i canali radio RAI1, RAI2 ..... inoltre potrebbe essere uno strumento di svago o semplicemente per alleviare la tensione dei momenti successivi a tali avvenimenti.

Inoltre una radiolina in casa c'è l'hanno in molti, una PMR ..... un pò di meno ;) ..... lo sò è più da scenario stile "The Day After".

Ciao :), Gianluca
 
la classica radiolina che si usava una volta per ascoltare la partita di calcio.

Sì, confermo. Considera che quando sono uscito da casa non riuscivo a capire se il terremoto avesse effettivamente distrutto la città o se lo avessi sentito forte solo io perchè i palazzi intorno a me erano del tutto integri.
Solo la mattina successiva, girando per la città, ci siamo accorti del casino che era successo. Una radio, probabilmente, ci avrebbe aiutato molto a capire la situazione prima.
 
Fermo restando la sacrosanta raccomandazione di fare un utilizzo parsimonioso del telefono in caso di calamita' e solo per motivi della massima urgenza, mi permetto dii consigliare l'uso degli sms piuttosto che della classica telefonata vocale. Questo per i motivi che vado elencare:
1) Gli sms occupano la linea telefonica per un tempo limitatissimo
2) una volta inviati, anche se linee sono intase, rimangono in coda per poi essere recapitati al destinatario, appena trovano uno " spazio" libero nella rete telefonica
3) mandando sms si risparmia energia della batteria del telefonino (pensate come sarebbe difficoltoso nei primi giorni trovare una presa di corrente funzionante per ricaricare il telefonino. Per non parlare poi della reperibilita' di caricabatterie).
4) una volta mandato l'sms il telefono puo' venire riposto e ci si puo' dedicare a prestare soccorso ai meno fortunati ovvero a capitalizzare la propria condizione di sopravvissuto.

Al di la' dell'evenienza terremoto l'utilizzo degli sms puo' tornare utile in tutte quelle situazioni di emergenza nelle quali la conservazione dell'autonomia del telefonino e' essenziale ( ad es. sperduti sulle montagne con temperature sottozero dovete rimanere in contatto con i soccorsi ma al telefonino rimane una sola "tacca" ovvero allorquando l'evento verificatosi determini una temporanea saturazione delle linee telefoniche (attentato, catastrofe naturale diversa dal terremoto, situazione di pericolo in un ambiente ristretto ove sono presenti migliaia di persone che tentano di chiamare contemporaneamente - stadio - cinema - centro commerciale , ecc.).
 
Grazie, ManuDima, per averci fornito queste dritte derivate da un'esperienza così drammatica vissuta direttamente sulla tua pelle!:(
Credo che il tuo intervento sia molto interessante proprio perchè non sono i soliti suggerimenti, utili ma "ufficiali" (con tutto ciò che ne consegue..), ma dettati da chi veramente ha vissuto in prima persona una situazione di questo genere , di chi , col senno del poi, si dice "se avessi.."
 
A proposito, visto che i media non dicono piu' nulla, come e' la situazione a L'Aquila
ci sono ancora persone negli alberghi? Nel centro storico e' iniziata la ricostruzione? com'e' l'umore della gente?
 
Temo che poco sia cambiato, guardavo una trasmissione(non ricordo quale) poco tempo fa dove c'erano gli aquilani abbastanza inca**ati, perchè ancora poco e nulla è stato fatto.. vi sono cantieri lasciati a metà e la vera ricostruzione non è mai ripartita. Spero solo che fosse un invenzione per fare audience, ma dubito...... :(
 
Ciao ragazzi,

come ho detto tempo fa quando mi sono presentato nell'apposita sezione del forum, sono aquilano. Ho vissuto il terremoto, dal 6 aprile 2009 fino al 16 agosto 2009, giorno in cui mi sono trasferito in Lombardia per "fuggire" dalla disoccupazione e dalla disperazione che ho vissuto lì.
Quel giorno ho perso il lavoro, la casa e ogni speranza per il futuro, nel senso che quando vedi la tua città sgretolarsi in pochi secondi pensi che il tuo futuro possa fare lo stesso da un momento all'altro.

Ma passiamo ad altro :) ormai mi sono ripreso, vivo in una casa nuova (in affitto), ho un lavoro che mi piace e pian piano sto riprendendo i miei ritmi!
Da quell'esperienza ho imparato molto, grazie anche a parecchi eventi che si sono susseguiti dalla quella stessa notte fino ai mesi successivi.

Viste le continue scosse che stanno cogliendo il nord Italia, del tutto simili a quelle che hanno creato lo sciame sismico aquilano prima del 6 aprile, vorrei riassumere, per quanto possibile, ciò che ho vissuto, ciò che è successo e ciò che secondo me bisognerebbe fare in quei casi.

Sia chiaro: non voglio assolutamente istruire nessuno. Voglio solo CONSIGLIARE cosa fare in quei casi basando la mia analisi sulla mia diretta esperienza.


COSA FARE PRIMA

A mio discapito, sono sempre stato un ragazzo che pensava "le disgrazie capitano sempre agli altri! Non capiteranno mai a me!"...appunto.

Se tornassi indietro, sicuramente mi preparerei in maniera diversa per affrontare quella situazione. Ed è quello che sto facendo anche adesso, proprio per evitare altre eventuali catastrofi ambientali.

Pochi ma semplici accorgimenti potrebbero rivelarsi vitali, e anche se sembrano scontati ve li scrivo. Spero vi saranno utili:

1 - In ogni occasione, qualsiasi sia la calamità naturale, tenete sempre in un punto facilmente accessibile in casa queste cose:

Fischietto
Torcia
Cellulare
Accendino
Mezzo litro d'acqua
Qualcosa a mangiare (basta anche qualche biscotto)
Chiavi di casa
Chiavi della macchina
Portafoglio
Giacca
Paio di scarpe

(quando sono scappato di casa, con me avevo solo il pigiama. A mio rischio e pericolo sono rientrato qualche minuto dopo per prendere ciò che mi serviva e mi ha colpito un'altra scossa di terremoto)

2 - Può sembrare da paranoici, ma vi consiglio di osservare bene com'è strutturata la vostra casa. Se non ne avete un reale bisogno, non chiudete le porte delle camere (nel buio della notte ci ho messo una 20ina di secondi a trovare la maniglia della camera), se avete quadri/lampadari/oggetti sopra il vostro letto o che, comunque, in caso di caduta potrebbero ferirvi toglieteli (il lampadario della camera è caduto a 20 centimetri dal letto). Assicuratevi che i mobili della vostra camera siano stabili (L'armadio si è inclinato fino a cadere ai piedi del letto). Imparate a memoria il numero di scalini che vi separano dall'uscita.

COSA FARE IMMEDIATAMENTE DOPO


1 - Appena sentite la scossa, non correte verso le uscite, ma cercate il punto più vicino dove ripararvi (es. sotto il letto, sotto l'architrave di una porta, sotto il tavolo). Aspettate che la scossa finisca del tutto.

2 - Se è buio o la luce va via dopo la scossa (cosa che è successa a me), non vi precipitate a caso verso un ipotetico punto: possibili danni strutturati potrebbero farvi cadere in una trappola mortale. Cercate qualcosa per far luce o procedete a piccoli passi. Reprimete il panico, urlate, fate qualsiasi cosa serva a calmarvi, MA NON CORRETE.

3 - Afferrate lo zaino, la giacca e le scarpe, ma indossate il tutto solo quando siete fuori dalla struttura. Al massimo infilatevi le scarpe se i danni strutturali vi impediscono di camminare sul "comodo".

4 - Se tra voi e l'uscita ci sono le scale, aggrappatevi al corrimano e non correte.

5 - Una volta fuori, allontanarsi da tutte le abitazioni di almeno 15 metri. Se avete un auto nel garage lasciatela lì, se l'avete fuori saliteci su e allontanatela dalle abitazioni. Se sentite puzza di gas e il contatore generale è accessibile, chiudetelo. Se l'odore permane, allontanatevi.

6 - Per la prima ora dal momento della scossa, EVITATE QUALSIASI TELEFONATA che non sia veramente necessaria (soccorso per se stessi, soccorso per altri). Evitare chiamate solo per verificare lo stato di salute dei parenti e degli amici: le linee si intaseranno in un attimo e bisogna lasciare la possibilità ai meno fortunati di poter chiamare i soccorsi.
NON SPOSTATEVI IN AUTO se non è veramente necessario. Lasciate libera la strada ai mezzi di soccorso.

7 - Se vi sentite in grado, controllare le case vicine e in caso di richiesta di aiuto intervenite stando attenti a non peggiorare la situazione.
Accendete un fuoco. Sembra una sciocchezza, ma a causa dello shock o in caso di temperature rigide (a L'Aquila, quella notte, c'erano -8°C). A me è servito anche per il morale...un pò di luce mi ha fatto bene.

8 - Se per qualsiasi motivo dovete spostarvi, fatelo a piedi (tranne in casi gravi, naturalmente). Non è il caso mio, ma in molti hanno fatto incidenti con l'auto per la tensione, la paura, per danni strutturali a strade/palazzi che occupavano la via, persone che entravano all'improvviso in carreggiata per attraversare, mancanza di illuminazione stradale.


COSA FARE NEI GIORNI SUCCESSIVI

1 - Ricercare i proprio parenti è il passo successivo. Quando il panico iniziali terminerò e non sapendo come si evolverà la situazione, cercate di rintracciare i vostri parenti/amici per prendere una decisione insieme (io, per esempio, sono andato con la mia famiglia a casa di alcuni zii che hanno il camper. Le prime due notti abbiamo dormito lì).

2 - Ricerca dei punti di raccolta. Se il tutto è strutturato come è successo a L'Aquila, le tendopoli verranno allestite in pochi giorni. Cercate di andare in una che non sia troppo grande, che abbia facile accesso alle strade principali e che sia possibilmente vicino la vostra abitazione. Documentatevi sulla burocrazia, se così si può chiamare, e sulle procedure da adottare per entrarvi.
Dove possibile, recuperare acqua, cibo, vestiti e benzina. Nel primi giorni farete difficoltà a trovare questi elementi se non siete rapidi nel muovervi.

3 - Contro qualsiasi norma si sicurezza (lo so, non dovrei consigliarvelo...) date una veloce controllata alla vostra abitazione: se vi sembra ancora abbastanza solida per entrarvi, fatelo e recuperate i beni di cui avete bisogno.

Nell'ordine vi consiglio:
- Soldi
- Oggetti di valore
- Acqua
- Cibo
- Vestiti (più che altro intimo e indumenti caldi)
- Qualsiasi altra cosa potete portare con voi e che possa esservi utile

Questo per evitare che i classici "sciacalli" possano rubare in casa vostra; in più, in caso di necessità, potete vendere cose superflue (io, per esempio, in previsione del trasloco ho venduto il mio pc).
Considerate che, molto probabilmente, in una settimana da sisma bloccheranno qualsiasi via di accesso alle abitazioni con pattugliamenti a tappeto nei centri abitati,m e prima di riuscire ad avere ciò di cui avete bisogno passeranno mesi (se io avessi aspettato i loro comodi, sarei ancora giù ad aspettare i vigili del fuoco e il loro permesso per entrare!)

4 - Se siete lavoratori dipendenti, probabilmente scatterà la cassa integrazione con un pagamento dell'80% dello stipendio a oltranza.
Se siete liberi professionisti, cercate le sedi del comune provvisorie allestite per l'occasione e chiedete informazioni sul da farsi. Molto probabilmente bloccheranno pagamenti degli affitti, dei mutui e di qualsiasi tassa/bolletta, per il resto vi consiglio comunque di chiedere in giro nel minor tempo possibile, così da evitare code chilometriche agli sportelli.

5 - Tenetevi aggiornati tramite giornali locali e bacheche pubbliche.

6 - Se dovesse succedere come a L'Aquila, liberalizzeranno la costruzioni di edifici in legno su qualsiasi terreno privato. Se siete in grado e se vi conviene farlo economicamente, acquistare/costruite una casa di legno di fortuna anche di pochi metri quadri (20-30mq) per dormire.

7 - Se vi capiterà di alloggiare in una tendopoli, sarete assegnati a delle tende in grado di ospitare abbastanza letti per 8-10 persone. Cercate di rimanere in gruppi composti da abbastanza componenti altrimenti dovrete convivere con sconosciuti. Non che ci sia niente di male, ma la convivenza forzata è davvero difficile..posso assicurarvelo.
Se avete animali (cani, gatti) teneteli sempre al guinzaglio, soprattutto se siete in una tendopoli. Molte persone non li apprezzano e sotto stress potrebbero arrecarvi molto problemi, anche perché la legge è a loro favore.



Per adesso non mi viene in mente altro, anche perché da quello che ho capito le decisioni da parte degli enti pubblici/privati vengono prese man mano con l'evolversi delle situazioni.
L'importante è agire di conseguenza pensando prima di tutto a cosa si vuole fare.

Spero di esservi stato utile. Se mi viene in mente altro o se avete domande sono qui.

Saluti,
Manu
weeee COMBààààà ABruzzese pure tè??? idem... anche se la mia zona è stata solo toccata dal sisma... abbiamo vissuto più o meno le stesse cose... il che la mattina del 6 aprile già ero in viaggio per i primi soccorsi nell aquilano... e tuttora torno spesso a l'AQUILA.. ho un legame profondo con l'aquilano.. e tutti i suoi paesetti... calascio... castel del monte... santo stefano.. ecc ecc..... per quanto riguarda il tuo elenco... bhe... è ben fatto... io nel mio fuoristrada.. ho tutto ciò che mi può servire per restare dai 2 a i 5 gg in autonomia io e della mia compagna a 4 zampe. compreso di radio ricetrasmittente... (son OM) ... tenda e sacco a pelo... 4 teli mimetici militari.... in più.. sempre presente lo zaino che adopero per il soccorso in ambiente con kit pronto soccorso.. imbracatura da arrampicata.. moschettoni discensori bloccanti corde fetticcie e altro... ovvio.. Ciao COMBàààààà


SIAMO ROCCiE ABRUZZESI!!!!!!
 
dimenticavo... per chi si chiede come stanno le cose... torno spesso a l'aquila e dintorni.... ci son stato a NATALE e nelllo scorso luglio.... bhe tutto.. come la mattina del 6 aprile!!...
 
Temo che poco sia cambiato, guardavo una trasmissione(non ricordo quale) poco tempo fa dove c'erano gli aquilani abbastanza inca**ati, perchè ancora poco e nulla è stato fatto.. vi sono cantieri lasciati a metà e la vera ricostruzione non è mai ripartita. Spero solo che fosse un invenzione per fare audience, ma dubito...... :(

No, nessuna finzione. È così, se non peggio.

E saluti al compare mio :)
 
capito spesso in quelle zone e sono stato ad onna on la protezione civile...
la mia ragazza va all'università proprio a l'aquila e ogni volta che mi capita di fare un giro per qualche stradina poco conosciuta si possono vedere i mattoni a vivo e case crollate sul ciglio della strada!!
p.s. visto che molti di noi hanno fornelli sarebbe comodo metterli nello zaino perchè un the o meglio una camomilla calda in quei casi fa gruppo e da un minimo di sollievo....
 
Premetto che essendo sardo vivo in una zona (quasi) asismica, comunque quando c'è stato il terremoto di L'Aquila ero a Roma, al terzo piano di un vecchio palazzo e la scossa mi ha svegliato (non essendo abituato ci ho messo un po' a capire cos'era).
I giorni dopo il terremoto mi è venuta in mente un'idea che voglio sottoporre al vostro giudizio (probabilmente è un idiozia, in quel caso non è mia intenzione mancare di rispetto a chiunque abiti in zone a rischio).

Mi pare di capire che qualsiasi manuale o protocollo delle organizzazioni di Protezione Civile suggeriscano, durante la scossa, di rifugiarsi sotto tavoli o letti. Stavo pensando quindi che qualcuno potrebbe costruirsi un tavolo o un letto con l'anima in acciaio o titanio e magari con dei comparti dove riporre preventivamente acqua, un torcia, un sistema di localizzazione, maschere FFP3 o altre cose utili nel malaugurato caso crolli l'abitazione. Un tavolo potrebbe essere fatto proprio tipo gabbia (il fondo coperto con un tappeto).
Se vivessi in una zona fortemente a rischio (e non escludo che non possa capitare) me lo costruirei io stesso.
 
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