Tornare a camminare con i piedi......

Il Barefoot (letteralmente Piede Nudo) è una concezione che intende riattribuire importanza ad uno degli organi più importanti del corpo umano, oggi con le scarpe il piede ha perso molte delle sue funzionalità.
Di conseguenza troviamo piedi cd. piatti in larga parte della popolazione, piedi che privati dell'allenamento alla loro muscolatura naturale crollano a terra....
In tal modo siamo costretti a comperare scarpe sempre più ammortizzate in quanto la naturale ammortizzazione dell'arco plantare non funziona più.
Il camminare a piedi nudi torna a stimolare la muscolatura e le terminazioni nervose, il piede cambierà forma e diverrà arcuato, muscoloso, più largo e spesso più lungo.
La camminata diventerà più consapevole, l'appoggio sarà non più sul tallone ma sull'avampiede, le dita dei piedi impareranno a spingere durante il passo, i passi saranno più corti e l'andatura molto più eretta e stabile.
Gli infortuni che caratterizzano i podisti tendono a scomparire, tendini e ginocchia tornano a lavorare in maniera naturale.
Esistono numerosissimi libri in materia, la Bibbia universalmente riconosciuta è Born to Run di McDougall, libro romanzesco estremamente divertente ma non privo di spunti da approfondire, poi per la tecnica esistono parecchi siti..
Il Barefoot si pratica a piedi nudi o con sandali e scarpe specifiche (all'inizio o per superfici difficili...), chiaramente zero drop e spessore minimale, nessun supporto né ammortizzazione (prossimamente qualche recensione di quelle che ho provato....)
Per adesso può bastare, di approfondimenti ce ne sono a volontà!
È un percorso lungo ma cambia davvero la vita, sotto tanti punti di vista.
 
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io so solo una cosa: sul tapis roulant se cammino con scarpe (per quanto buone e specifiche) mi si infiammano i tendini, se sto scalza va tutto alla perfezione :p
 
io so solo una cosa: sul tapis roulant se cammino con scarpe (per quanto buone e specifiche) mi si infiammano i tendini, se sto scalza va tutto alla perfezione :p
Spesso il tapis roulant lavora in inclinazione attiva per simulare la salita ed aumentare lo sforzo, chiaramente il Tendine di Achille viene sforzato in maniera maggiore....
Sarebbe interessante vedere se scalza continui a camminare come quando usi le scarpe.
Forse no, da quello che dici...
Prova ad appoggiare non più il tallone per primo ma l'avampiede, non è subito facile...., poi cerca di finire il passo spingendo con le dita.
Devi fare mente locale perché sono gesti contrari agli automatismi acquisiti sin da piccolissimi..
Fino a poco tempo fa sgridavo mio figlio che camminava sempre scalzo, adesso che lo faccio anche io, mi prende sempre in giro....o_Oo_Oo_Oo_Oo_Oo_Oo_O
 
ho già fatto questo tipo di controllo/analisi di come cammino proprio per cercare di capire perché non mi riusciva di usare il Tapis... È stato lì che ho scoperto che quando sono scalza mi viene naturale poggiare prima l'avampiede mentre con le scarpe non ci riesco e poggio il tallone, di conseguenza ho appunto iniziato a camminarci scalza risolvendo i miei problemi :)
 
Da sempre ho vissutto a stretto contatto con la natura, con pochissimi filtri... ora non sò se sia per quello o se avrei comunque avuto un'interesse assoluto nei confronti della "natura atavica", ma stà di fatto che come desidero saper vivere a stretto contatto con la natura, in natura e di natura, l'andar scalzo é parte integrante di questa filosofia, approccio o come lo si vuol chiamare.

Onestamente dal lato scientifico, studi, ecc... non ne sò praticamente nulla, anzi... a dirla tutta non mi ci sono mai applicato perché non mi interessa. Seguo semplicemente l'esempio degli animali selvatici, che per me sono l'esempio più valido e attendibile di una vita equilibrata secondo la natura, quella sana, senza difetti. La vita.

L'indossare degli indumenti, delle scarpe l'ho sempre percepito e vissuto come un qualcosa di non naturale... infatti siamo nati senza, perché di fatto non ne abbiamo bisogno. Quello che cambia sono le abitudini e non la possibilità o meno di saper fare qualcosa in una determinata maniera. Purtroppo tante di queste cose, basilari, sono andate perse.

Io adoro andare a piedi scalzi, fare sentieri di montagna, quel progredire senza fretta e consapevoli che non bisogna puntare sulla meta, sulle tempistiche e neppure dover seguire mode & Co.... ma imparando a ponderare per bene ogni passo, dove lo si fà, come lo si fà.
Conoscendo realmente se stessi e il proprio fisico e non basandosi su materiali, ecc...

In più rafforza realmente la pelle e la forza di ogni parte del piedi, per ovvi motivi pratici nel non utilizzare delle scarpe ;) Per me una cosa fondamentale.

Natura, libertà, quello che siamo di base...
 
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Non dico che ho sempre invidiato chi riesce a camminare a piedi nudi ma poco ci manca...... non è, per me, una questione del "come", se tallonando o se con le "ditina", e che non sopporto il contatto con il terreno, anche se c'è della semplice erba, per cui nè ghiaietta nè pietre, non mi piace ...... sopporto malapena la sabbia anche perché se andassi con i calzini in spiaggia mi prenderei per il culo da solo :biggrin:

Ho talmente meccanizzato il mettermi i calzini che in caso d'incendio forse potrei scappare nudo...... ma sicuramente con i calzini (e ad immaginarlo mi farei paura da solo).

Ciao :si:, Gianluca
 
Non dico che ho sempre invidiato chi riesce a camminare a piedi nudi ma poco ci manca...... non è, per me, una questione del "come", se tallonando o se con le "ditina", e che non sopporto il contatto con il terreno, anche se c'è della semplice erba, per cui nè ghiaietta nè pietre, non mi piace ...... sopporto malapena la sabbia anche perché se andassi con i calzini in spiaggia mi prenderei per il culo da solo :biggrin:

Ho talmente meccanizzato il mettermi i calzini che in caso d'incendio forse potrei scappare nudo...... ma sicuramente con i calzini (e ad immaginarlo mi farei paura da solo).

Ciao :si:, Gianluca
Non mi dire che non ti piacerebbe mettere i piedi nudi nel fango come fanno i bambini.......
Inizia dalle superfici facili, anche dal pavimento di casa, poi all'esterno ti compri un paio di scarpe minimaliste (Vivobarefoot, Vibram Fivefingers ecc).
Vedrai che piano piano ti accorgerai che il piede è cambiato e tu con lui.....
 
Consiglio a chiunque la lettura di questo libro, è interessante ed avvincente, da leggere tutto d'un fiato....
Non solo per chi ama correre, ma per tutti coloro che amano l'avventura, il libro è una autentica miniera di informazioni, io stesso ho adottato alcune ricette Tarahumara guadagnando tantissimo in resistenza e salute....
Ormai riesco a camminare per ore ed ore (per adesso sono arrivato a 14 nostop) con qualche pugno di noccioline e, naturalmente, tanta acqua....

Born to run.jpg


Christopher McDougall, giornalista, ex inviato di guerra e runner dilettante, in questo libro ci racconta il suo viaggio avventuroso sulle tracce dei Tarahumara, una popolazione che vive nei selvaggi Copper Canyon dello stato messicano di Chihuahua. I Tarahumara - "il popolo più gentile, più felice e più forte della terra" - sono i più grandi runner di tutti i tempi, capaci di correre decine di chilometri in condizioni estreme senza apparente fatica e senza subire infortuni. Il loro segreto consiste in una dieta frugale ma perfettamente equilibrata (se escludiamo il topo alla griglia e un distillato locale piuttosto alcolico di cui sono ghiotti), in una tecnica della corsa particolarmente efficace e in un atteggiamento mentale più simile alla saggezza del filosofo che all'aggressività a cui i nostri campioni ci hanno abituato. Coinvolgente e ironico, McDougall punteggia il suo racconto di aneddoti su grandi corridori del passato come Emil Zatopek o Roger Bannister, e di singolari scoperte, arricchite di consigli tecnici e dati scientifici, sul mondo delle ultramaratone. Sapevate che la dieta ideale per un ultramaratoneta è quella vegetariana? E che più le scarpe da running sono ammortizzate più sono pericolose, e che quindi il modo migliore di correre è indossare le scarpe peggiori? E avreste mai immaginato che i corridori raggiungono il picco della velocità a 27 anni, dopo di che comincia un lento ma inesorabile declino?
 
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Consiglio a chiunque la lettura di questo libro, è interessante ed avvincente, da leggere tutto d'un fiato....
acc, mi hai rubato la citazione, me la stavo preparando da quando @AndreaDB ha spostato il thread...ti perdono :biggrin: !
Anch'io sono rimasto molto impressionato da questo libro, che comprai appena pubblicato in USA in edizione inglese, suggeritomi da un amico trailer. Quando poi fu tradotto, anche in Italia si videro i primi seguaci in gara, sia su strada che su trail (con le FiveFingers, per esempio).
Io non ho cambiato calzatura, nel senso di diventare un puro barefooter, però da anni acquisto scarpe neutre minimal, con zero ammortizzazione e, forse perchè la mia postura era già "in avanti" per natura, mi sono rivisto perfettamente nelle meccaniche di corsa e nell'assenza di traumi.
Vi metto la foto delle calzature usate per 350 km da un mio compagno di "corsa" nel 2018 lungo il Camino Primitivo, da Oviedo a Santiago, un ragazzo di Valencia, lui si che mi ha iimpressionato...
 

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acc, mi hai rubato la citazione, me la stavo preparando da quando @AndreaDB ha spostato il thread...ti perdono :biggrin: !
Anch'io sono rimasto molto impressionato da questo libro, che comprai appena pubblicato in USA in edizione inglese, suggeritomi da un amico trailer. Quando poi fu tradotto, anche in Italia si videro i primi seguaci in gara, sia su strada che su trail (con le FiveFingers, per esempio).
Io non ho cambiato calzatura, nel senso di diventare un puro barefooter, però da anni acquisto scarpe neutre minimal, con zero ammortizzazione e, forse perchè la mia postura era già "in avanti" per natura, mi sono rivisto perfettamente nelle meccaniche di corsa e nell'assenza di traumi.
Vi metto la foto delle calzature usate per 350 km da un mio compagno di "corsa" nel 2018 lungo il Camino Primitivo, da Oviedo a Santiago, un ragazzo di Valencia, lui si che mi ha iimpressionato...

Beh in effetti è un libro fantastico, se non sbaglio il NYT lo ha inserito tra i 100 libri da leggere assolutamente nella vita!
È un bellissimo libro anche per chi non ha mai corso.....
Quelli sono Huaraches! Sandali minimali ispirati alle calzature degli indios Tarahumara protagonisti del libro....
Sono sottilissimi e servono a ridurre punture da spine, chiodi o tagli da vetri, spesso in cuoio con fondo Vibram.
In effetti è come andare a piedi nudi.
Si trovano già pronti (Lizard mod.Rollup, ottima azienda italiana, p.es. o Vivobarefoot) o in kit da realizzare ritagliando la esatta forma del proprio piede (Xero, p.es).
Facili da realizzare ed economici.
 
riporto la mia esperienza di camminata a piedi scalzi:
dopo due settimane di camminata a piedi scalzi sul sentiero che dal campeggio mi portava alla spiaggia sassosa e ovviamente approcciando a piedi scalzi tutto il resto del tempo, ho guadagnato solo la pelle dei piedi spaccata e squamata su tutta la superficie che poggiava a terra rendendo il tutto poco edificante e romantico!!!
 
riporto la mia esperienza di camminata a piedi scalzi:
dopo due settimane di camminata a piedi scalzi sul sentiero che dal campeggio mi portava alla spiaggia sassosa e ovviamente approcciando a piedi scalzi tutto il resto del tempo, ho guadagnato solo la pelle dei piedi spaccata e squamata su tutta la superficie che poggiava a terra rendendo il tutto poco edificante e romantico!!!
Non basta togliersi le scarpe, bisognerebbe camminare nel modo giusto.
Poi le donne hanno il difetto di "farsi i piedi", ovvero di eliminare la naturale superficie protettiva della pianta.
Iniziare a camminare a piedi nudi, senza tecnica né protezione (tipo un sandalo di quelli sopra...) è normale che ti porti a risultati negativi.
 
Personalmente lo scopo per cui cammino scalzo é proprio quello, che si abbina ovviamente alla filosofia, volontà di tornare ad usare i propri piedi per quello che sono... anche esteticamente, alle loro origini ataviche. Non per questioni moderne insomma...
Avere la pianta del piede che é tutto un "callo" o non sò come chiamarlo, esternamente "crepata" é dir poco, ahah mi motiva e mi rende consapevole che sono sulla strada giusta, per me ;)
Ovviamente niente creme e cremine... altrimenti tutto il percorso che seguo... cade ;)

Il bello é che dopo che il piede si é abituato, assumento proprio quelle caratteristiche, non é più subito soggetto ad infiltrazione di spine, vetrini, ecc... perché più robusto e resistente ;) Insomma, come le mani di chì fà certi lavori e vive secondo certe filosofie ;)
 
Non mi dire che non ti piacerebbe mettere i piedi nudi nel fango come fanno i bambini.......
Inizia dalle superfici facili, anche dal pavimento di casa, poi all'esterno ti compri un paio di scarpe minimaliste (Vivobarefoot, Vibram Fivefingers ecc).
Vedrai che piano piano ti accorgerai che il piede è cambiato e tu con lui.....
Bhà non è che mi interessi mettere così tanto i piedi nel fango ....... senza offesa.

Diciamo che mi piacerebbe per un discorso di non avere un vincolo, le scarpe, per fare un qualcosa di così usuale, e ovviamente necessario, come è caminare.
D'altro canto il camminare a piedi nudi mi comporterebbe un qualcosa che obbiettivamente non sò fino a che punto mi giustificherebbe una scelta del genere. E' una questione di obbiettivi, di pro e di contro e, senza voler sminuire nessuno, di un valore "aggiunto" che ritengo molto personale.

Però, indubbiamente, l'esperienza altrui è sicuramente interessante e obbiettivamente utile.

Ciao :si:, Gianluca
 
Mi sono spesso domandato quanto sia salutare camminare scalzo e subito dopo mi chiedevo:
Ma i nostri piedi sono nati per camminare anche su cemento, asfato e pavimenti?
Per chi vuole praticrlo, forse è bene non estremizzare e limitarsi a farlo in "natura".
 
Le superfici dure "moderne" non sono poi tanto diverse da quelle naturali, dure. Pietre e compagnia.
I nostri piedi per fortuna non hanno gli occhi, ahahah
Il problema é che più ci si avvicina alla civiltà moderna e più ci si trova confrontati con pericoli quali vetri e schifezze varie. Sigarette, rifiuti vari ;)

Poi dipende tutto dalle abitudini, siamo animali e il nostro organismo, il nostro fisico é in grado di adattarsi molto bene ai vari terreni... purtroppo o per fortuna, veniamo spinti fin da piccoli a seguire certe abitudini, stili, approcci e filosofie... quindi poi si che diventa dura muoversi sia in natura, che non...

Poi chiaramente bisognerebbe equilibrare il tutto, se si passa la maggioranza del tempo nella modernità a piedi nudi e si và in natura una volta a settimana.... allora chiaramente bisogna decidere un attimino cosa si vuole fare... ma se si passa meno tempo possibile fuori dalla natura... si invertono anche i rischi di problemi
 
Non alludevo alla durezza del terreno ma alla "forma". Percorrere tot km su asfalto credo dia diverso dal percorrerli su terreni altrettanto duri ma non cosi uniformi. Esempio se cammino su roocce, sicuramente il piede viene sollecitato in modo completo (dal tallone,alle dita all'arco plantare) cosa non credo avvenga sulle superfici "moderne".
 
dunque... quando ero ragazzina, nel paese dei nonni, tutti, me compresa, si camminava scalzi. In spiaggia, in casa, sulla strada asfaltata, nella piazzetta con la statua di Garibaldi a cavallo piena di ghiaino, nei viottoli sterrati fra gli orti... Era la norma insomma, giovani e vecchi... Certo c'erano anche gli zoccoli di legno (che però prima dovevi consumare perché il legno si liberasse della gommina insonorizzante) e sapere come farli risuonare con la camminata un po' strascicata che diceva: io sono di qui, io sono del paese! Le signore del paese che facevano la spesa di solito usavano le ciabatte, perché faceva "brutto" entrare scalze nei negozi con merci alimentari :p
Solo i Bagnanti, i Foresti, usavano sempre ciabattine, sandali e zoccoli (che non sapevano nemmeno fare risuonare :p)

Non per questo i piedi erano fessurati e pieni di pelle morta. Chi li ha così o ha dei problemi alla pelle o si cura poco.

Ricordo come ci si lavavano bene i piedi ogni sera prima di andare a dormire (era mio zio che controllava che facessi anche io altrettanto :D) e, dopo la lavata accurata, ci si metteva una bella ditata di crema per tenere resistente si ma sempre flessibile la pelle delle "suole" e poi, appena assorbita, di corsa a nanna! La mattina dopo si schizzava dal letto, poi la colazione e di corsa giù dalle scale e sull'asfalto per raggiungere la spiaggia ^_^

Io tranne l'estate vivevo in città, in una grossa città, e si usavano sempre le scarpe per cui non facevo in tempo a fare una suola davvero buona, ma chi l'aveva ci spegneva anche il fuoco; io dovevo accontentarmi di camminare senza problemi sulla sabbia rovente e sul ghiaino della piazzetta ^_^
 
Provengo da uno sport dove si sta a piede nudo. Ovviamente si forma un a callosità diffusa. Che purtroppo ho perso.
Corro di avanpiede, da sempre. Adesso uso anche delle 0 drop (Altra). Prima o poi proverò delle five fingers. Vedo tutti gli anni alla corsa del mio paese natio uno che fa la mezza maratona scalzo. Ed è con forti salite e discese!
 

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