Trekking Tour completo del parco nazionale del Gran sasso e dei Monti della Laga

Aiutoooo!! Se il problema è la quantità nel parco nazionale non esiste. Io in dieci anni non ho mai avuto vicini di tenda all'infuor del Lago di Campotosto nella settimana di ferragosto.... Che ti consiglio di non vedere se sei sensibile. I rifugi che potrebbero ovviare alle tende per far rispettare le regole sulla Laga sono semidistritti dallincuria dei pastori, da chi li ha costruiti con eternit che adesso sta in ammollo sulle falde o sbriciolato sui prati insieme a mucchi di rifiuti di scatolame o peggio. (vedi fosso della cavata, della fiumata, dell'acero etc, Colle della Pietra e stazzi sui 2000). Le tende, in un territorio degradato da anni di pastorizia senza controlli ben vengano, e poi un pediluvio gelato senza saponi lava uguale ed è una gioia che non potrei omettere.... Oppure usando sabbia, pietrisco o il top la cenere....anche per il bucato.
 
l divieto di bivacco diventa importante quando sono in tanti a bivaccare (tutti i fenomeni in natura sono quantitativi)
Il punto è che non saranno mai tante le persone a bivaccare. Le persone che vanno in montagna già sono molte di meno di quelle che vanno al mare (ricordo un qualcosa come 85-90% vs 10-15% di montanari), e di queste quasi nessuna bivacca liberamente, e non certo per i divieti, ma per tutte le scomodità che tale attività comporta. Una legge del genere avrebbe senso solo se le montagne cominciassero a riempirsi effettivamente di persone, ma fino ad allora (e credo proprio non avverrà mai) è totalmente inutile, si crea una legge ipotizzando un'emergenza che non esiste. Ha lo stesso senso che poteva avere introdurre la raccolta differenziata nel paleolitico. Per come la vedo io, l'unico scopo di questa legge è quello di scoraggiare un po' di gente dal campeggiare liberamente per far guadagnare i camping.
Riguardo le sostanze rilasciate da tenda, smarphone e feci, mi sembrano solo delle pignolerie da ambientalisti (senza offesa!), dai, quale impatto potranno mai avere queste piccolezze. Per quanto io ami gli animali e rispetti l'ambiente infatti, non posso definirmi nè ambientalista nè animalista perchè trattasi di due categorie estremiste e che a mio avviso con le loro teorie e regole fanno più danni che altro. Esempio a caso, vietare la caccia tout court e ora ci ritroviamo paesini in via di estinzione come Cesacastina che prima campavano soprattutto di caccia (parole di un locale) oltre che un numero eccessivo di cinghiali ormai fuori controllo.
Noi esseri umani siamo pur sempre degli animali e come loro abbiamo diritto di vivere e dormire all'aria aperta dove vogliamo - purchè non inquiniamo -mi spiace ma nessuna argomentazione nè legge mi farà cambiare idea perchè mi riferisco a un diritto superiore dell'essere umano, che va oltre le leggi.

(il concetto di biodegradabilità purtroppo non coincide con quello di salubrità ambientale)
In questo caso valuterei di non usare il sapone se non presso fontane di paese.

2) "se tutti facessero questo gesto come me allora quale sarebbe l'impatto sull'ecosistema?"
Concordo, è quello che mi chiedo sempre. Solitamente comunque la risposta più semplice evita quella più scomoda, cioè "non ci saranno mai tante persone a fare queste cose, quindi non si pone il problema".
Personalmente l'unica cosa che mi permetto di lasciare in giro - perchè è praticamente impossibile portarsela dietro - è la carta igienica usata, che ok è davvero brutta a vedersi ma comunque non inquina ed è uno dei materiali che si biodegradano più rapidamente.

Per il resto grazie dei chiarimenti.
 
I rifugi che potrebbero ovviare alle tende per far rispettare le regole sulla Laga sono semidistritti dallincuria dei pastori, da chi li ha costruiti con eternit che adesso sta in ammollo sulle falde o sbriciolato sui prati insieme a mucchi di rifiuti di scatolame o peggio. (vedi fosso della cavata, della fiumata, dell'acero etc, Colle della Pietra e stazzi sui 2000)
Quanto affermi vale non solo per la Laga ma anche per il Gran Sasso.

A volte la foto rende l’idea meglio di mille parole. In riferimento al Gran Sasso, allego due foto scattate da me l'estate scorsa: sia del rifugio Ricotta (foto 1) , sia del locale invernale rifugio forestale della Vetica (che sta vicino all'albergo - rifugio della Vetica (o De Carolis, che invece è gestito), nella foto 2.
Vedendoli dal vivo pensai che non riuscirei mai a dormire dentro alle strutture esposte, tanto sono lerci, molto più pulita la tenda!

rifugio Ricotta, il locale invernale, IMG_20180828_175917.jpg
rifugio forestale di Fonte Vetica, il locale invernale, IMG_20180828_161004.jpg


Linko inoltre la foto scattata da altri del rifugio di Campo Nevada.

https://www.homify.it/progetti/58314/campo-nevada

Mi dicono poi che anche il locale invernale del rifugio Garibaldi richiede "pelo sullo stomaco" per dormirci!

In ogni caso lo stato di degrado o abbandono che caratterizza molti rifugi –bivacchi o potenziali strutture attrezzate per campeggiatori, non è dovuta solo ai pastori (che forse non fanno manutenzione anche perchè non sono proprietari delle strutture, ma da quanto so pagano per usufruire della certa porzione di pascolo). In questo Parco infatti:
a) ci sono stati di recente forti terremoti,

b) i bandi per la gestione e riqualificazione delle certe strutture vanno deserti (si pensi all’hotel di Campo Imperatore, quello rosso ove venne portato Mussolini),

c) capitano di continuo intoppi burocratici o di altra natura (come nel caso dell’ex campeggio Yarkum di Prati di Tivo).

d) capitano incendi che distruggono i rifugi, come nel caso del Rifugio di San Francesco a Campo Imperatore:

https://news-town.it/cronaca/16500-gran-sasso-un-incendio-distrugge-il-rifugio-san-francesco.html

Le tende, in un territorio degradato da anni di pastorizia senza controlli ben vengano
Premesso che la maggioranza dei pastori che ho incontrato io in Abruzzo purtroppo non mi sono sembrate persone “bucoliche”, mi preme evidenziare come però la pastorizia (se ben praticata) in certi territori sia globalmente utile, e non vada osteggiata in sé. Infatti:
  • In aree come quelle di Campo Imperatore (e forse anche sui Monti della Laga) la pastorizia è una delle poche attività che ha senso praticare (e che secondo me andrebbe sovvenzionata), visto che lassù mica puoi vivere facendo il vegano con prodotti a Km zero! Però specifico che va sovvenzionata la presenza dei pastori, non dei “simpaticissimi” :no: cani pastori ( o abruzzesi, o maremmani) che spesso ne fanno le veci!
  • Se ci sono i pastori è perché il mondo è pieno di amanti degli arrosticini o simili, che sono i mandanti di questa attività.
  • La pastorizia crea degrado ambientale solo se praticata a livelli quantitativamente eccessivi per le capacità del territorio. L’erosione causata dalle pecore in ogni caso è molto inferiore rispetto a quella causata dalle capre (che a Campo Imperatore non ho visto).
e poi un pediluvio gelato senza saponi lava uguale ed è una gioia che non potrei omettere.... Oppure usando sabbia, pietrisco o il top la cenere....anche per il bucato.
L’idea della lisciva è interessante ma non l'ho mai provata. Però bisognerebbe portarsela da casa, visto che non è lecito accendere fuochi al di fuori delle aree attrezzate nei Parchi.

ciao,

discernitore
 
Riguardo le sostanze rilasciate da tenda, smarphone e feci, mi sembrano solo delle pignolerie da ambientalisti (senza offesa!), dai, quale impatto potranno mai avere queste piccolezze.
Forse dai miei posti di ieri è emersa la concezione del mondo che in realtà non mi appartiene!

Pignolo sì, ma ambientalista antispecista no (pur con tutto il rispetto pe chi la pensa diversamente da me)!

Io tengo all’ambiente nella misura in cui ciò è utile perlomeno all’uomo (inglobandoci anche le generazioni future, non solo le presenti).

Purtroppo esistono nell'ambiente fenomeni lenti, progressivi, analoghi alla bioaccumulazione, che capitano per esempio nell'organismo di chi, a forza di mangiare per anni, ogni giorno, del tonno (che inevitabilmente contiene dosi piccolissime di mercurio), poi arrivato a sessant’anni si ritrova intossicato di mercurio!

Lo stesso vale per chi fuma. La singola sigaretta ha quantità irrisorie di sostanze nocive, ma se fumi tutti i giorni venti sigarette al giorno …

Il problema è che alcuni di questi fenomeni di inquinamento analoghi alla bioaccumulazione sono pressochè irreversibili. Inoltre il problema è che poi, le certe sostanze inquinanti, entrate in circolo nell’ecosistema, vengono assorbite dagli animali che vi pascolano (e pertanto finiscono nel piatto di chi se ne nutre), o finiscono nei tessuti vegetali delle piante che le assorbono con l'acqua dal terreno, o finiscono nelle falde acquifere da cui gli acquedotti delle città attingono.


Per quanto io ami gli animali e rispetti l'ambiente infatti, non posso definirmi nè ambientalista nè animalista perchè trattasi di due categorie estremiste e che a mio avviso con le loro teorie e regole fanno più danni che altro. Esempio a caso, vietare la caccia tout court e ora ci ritroviamo paesini in via di estinzione come Cesacastina che prima campavano soprattutto di caccia (parole di un locale) oltre che un numero eccessivo di cinghiali ormai fuori controllo.
Anche io sono favorevole alla caccia (al solito, nella giusta misura), e quando un uomo incontra il branco di lup che lo vedono come preda, non ho problemi ad affermare che, affinchè si salvi l'uomo, diventa lecita anche l'uccisione dei lupi.
Anche io credo che il certo animalismo antispecista abbia fatto danni (si pensi ai danni che i cinghiali, caprioli, arrecano agli agricoltori) e reputo inconsistenti le certe opinioni degli antispecisti, visto che, per salvaguardare i cinghiali, anche gli animalisti si ritroverebbero senza cibo vegano a disposizione, perchè nessun agricoltore riuscirebbe più a produrre cibo, a motivo delle incursioni nei campi coltivati dei cinghiali o altri animali.

Però, nel caso dei cinghiali, mi preme ricordare che il loro scellerato reinserimento (di una razza slovena -ungherese iper prolifica, anzichè di quella autoctona) è stato voluto proprio dai cacciatori!!! Quindi in questo caso la fonte del problema non sono stati gli animalisti!

Noi esseri umani siamo pur sempre degli animali e come loro abbiamo diritto di vivere e dormire all'aria aperta dove vogliamo - purchè non inquiniamo -mi spiace ma nessuna argomentazione nè legge mi farà cambiare idea perchè mi riferisco a un diritto superiore dell'essere umano, che va oltre le leggi.
Ecco, il problema è che noi inquiniamo (sia pur in deboli dosi) anche con dei meccanismi di accumulazione di cui di solito siamo inconsapevoli (tanto che il riportare la spazzatura a valle serve ma non deve bastare per farci sentire con la coscienza pulita al 100%).

ciao,

discernitore
 
Quanto affermi vale non solo per la Laga ma anche per il Gran Sasso.

A volte la foto rende l’idea meglio di mille parole. In riferimento al Gran Sasso, allego due foto scattate da me l'estate scorsa: sia del rifugio Ricotta (foto 1) , sia del locale invernale rifugio forestale della Vetica (che sta vicino all'albergo - rifugio della Vetica (o De Carolis, che invece è gestito), nella foto 2.
Vedendoli dal vivo pensai che non riuscirei mai a dormire dentro alle strutture esposte, tanto sono lerci, molto più pulita la tenda!

Vedi l'allegato 190496Vedi l'allegato 190497

Linko inoltre la foto scattata da altri del rifugio di Campo Nevada.

https://www.homify.it/progetti/58314/campo-nevada

Mi dicono poi che anche il locale invernale del rifugio Garibaldi richiede "pelo sullo stomaco" per dormirci!

In ogni caso lo stato di degrado o abbandono che caratterizza molti rifugi –bivacchi o potenziali strutture attrezzate per campeggiatori, non è dovuta solo ai pastori (che forse non fanno manutenzione anche perchè non sono proprietari delle strutture, ma da quanto so pagano per usufruire della certa porzione di pascolo). In questo Parco infatti:
a) ci sono stati di recente forti terremoti,

b) i bandi per la gestione e riqualificazione delle certe strutture vanno deserti (si pensi all’hotel di Campo Imperatore, quello rosso ove venne portato Mussolini),

c) capitano di continuo intoppi burocratici o di altra natura (come nel caso dell’ex campeggio Yarkum di Prati di Tivo).

d) capitano incendi che distruggono i rifugi, come nel caso del Rifugio di San Francesco a Campo Imperatore:

https://news-town.it/cronaca/16500-gran-sasso-un-incendio-distrugge-il-rifugio-san-francesco.html



Premesso che la maggioranza dei pastori che ho incontrato io in Abruzzo purtroppo non mi sono sembrate persone “bucoliche”, mi preme evidenziare come però la pastorizia (se ben praticata) in certi territori sia globalmente utile, e non vada osteggiata in sé. Infatti:
  • In aree come quelle di Campo Imperatore (e forse anche sui Monti della Laga) la pastorizia è una delle poche attività che ha senso praticare (e che secondo me andrebbe sovvenzionata), visto che lassù mica puoi vivere facendo il vegano con prodotti a Km zero! Però specifico che va sovvenzionata la presenza dei pastori, non dei “simpaticissimi” :no: cani pastori ( o abruzzesi, o maremmani) che spesso ne fanno le veci!
  • Se ci sono i pastori è perché il mondo è pieno di amanti degli arrosticini o simili, che sono i mandanti di questa attività.
  • La pastorizia crea degrado ambientale solo se praticata a livelli quantitativamente eccessivi per le capacità del territorio. L’erosione causata dalle pecore in ogni caso è molto inferiore rispetto a quella causata dalle capre (che a Campo Imperatore non ho visto).


L’idea della lisciva è interessante ma non l'ho mai provata. Però bisognerebbe portarsela da casa, visto che non è lecito accendere fuochi al di fuori delle aree attrezzate nei Parchi.

ciao,

discernitore
Ben venga la pastorizia, ma ti do le chiavi di un Rifugio e lo riconsegni come era se non migliorato. Acqua gelata per il solo sudore e sufficiente e forse anche antibatterica, sennò fogliame, pietrisco e se trovi qualcuno che ha contravvenuto le regole e ti lascja per strada del carbone. La politica andrebbe eliminata da certi ambiti come un parco nazionale forse? Ciao e buona sperimentazione
 

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