Trekking Tour du Mont Blanc (TMB)

Ciao a tutti! Questa estate ho fatto il trekking del Tour del Monte Bianco e volevo condividere sinteticamente con voi l'esperienza.

Introduzione
Il TMB è lungo circa 180 km ed è un percorso ad anello chiuso che circonda completamente il massiccio del Monte Bianco passando per Francia, Italia e Svizzera. Tradizionalmente si percorre in senso antiorario con partenza da Les Houches ma per questioni di comodità venendo dall'Italia siamo partiti da Courmayeur.
Il dislivello complessivo è di circa 10000 m e il punto più alto è intorno ai 2500 m ma prendendo un paio di varianti (consigliate) si arriva oltre i 2600.
La difficoltà tecnica è molto bassa, si percorrono sentieri che in Italia verrebbero definiti come E (per escursionisti), tranne un paio di punti attrezzati con scale e catene ma che comunque non richiedono equipaggiamento da ferrata.
Noi l'abbiamo completato in 9 giorni dormendo principalmente in tenda, sia facendo wild camping sia in campeggi attrezzati, eccetto per due notti che le abbiamo passate in rifugio. Siamo partiti il 30 Luglio e siamo arrivati il 7 Agosto.

Arrivare a Courmayeur
Per noi italiani questo è il punto più comodo per iniziare il TMB. Si raggiunge facilmente con Flixbus (noi abbiamo fatto così, partenza da Milano), altrimenti è possibile arrivare ad Aosta in treno e poi prendere un pullman.
Per risparmiare siamo partiti il giorno stesso (arrivo a Courmayeur alle 10.30 e dopo un'oretta eravamo già in cammino) e siamo tornati a casa il giorno dell'ultima tappa (siamo arrivati a Courmayeur alle 14 e il pullman era alle 15).

Guida e mappe
Ho utilizzato la guida di Cicerone Trekking the Tour of Mont Blanc in formato elettronico e salvata sul telefono. Per la navigazione invece avevo le tracce GPS e le mappe offline scaricate sull'app ViewRanger. In generale non è difficile seguire i sentieri, sono sempre ben segnati. L'app l'ho usata solo poche volte per esere sicuro al 100% della direzione presa.

Dormire in tenda si può?
Diciamo che ufficialmente non è possibile dormire in tenda a meno di stare in un campeggio attrezzato. Le uniche eccezioni sono la valle di Les Contamines e la Val d'Aosta ma solo sopra i 2500m. Noi (e altre decine di persone ogni giorno) abbiamo effettuato comunque wild camping senza alcun problema. Alla fine se piazzi la tenda la sera e te ne vai la mattina non verrà mai nessuno a dirti qualcosa. Magari l'unica cosa è evitare di piazzarsi a 10 metri da un rifugio.

Report sintetico
Giorno 1 (30 Luglio), 14.7 km e 1663 d+
Arriviamo a Courmayeur intorno alle 10.30, cappuccio e brioche in un bar in centro paese e partiamo. La prima tappa è il rifugio Bertone a 2000m, partendo dai 1200 di Courmayeur, dove ci fermiamo a pranzare. Poi ripartiamo scegliendo la variante alta che sale fino ai 2581 m della Tete de la Tronche. C'è molto vento a qualche nuvola minacciosa ma decidiamo comunque di rischiarla e siamo fortunati, il sole rimane per tutto il pomeriggio e la vista sul massiccio del monte bianco è veramente incredibile. Si potrebbe vedere già la cima ma è coperta da alcune nuvole. Dopo qualche sali e scendi arriviamo in una valletta ampia e piatta che si trova sopra il rifugio Bonatti (2025 m). Siamo intorno ai 2300 metri e decidiamo di piazzare la tenda. Appena scende il sole arriva un forte temporale con fulmini e tuoni ma per fortuna siamo già nei sacchi a pelo e c'è poco vento.

Il Monte Bianco visto dal rifugio Bertone, la cima è coperta dalle nuvole

La tenda al tramonto prima del temporale (nb: la cima del Monte Bianco non si vede in questa foto, è più a sinistra)


Giorno 2 (31 Luglio 2020), 19.1 km e 1043 d+
Si inizia con un lungo tratto di sali e scendi lungo il fianco della Val Ferret, poi si scende fino a circa 1800 e si risale fino al rifugio Elena (2061 m) che tuttavia era chiuso credo per Covid. La salita però non è finita: si continua fino al Grand Col Ferret (2537 m) che segna il confine tra Italia e Svizzera. Inizia poi una lunghissima discesa fino a La Fouly (1610 m) dove abbiamo dormito in un campeggio attrezzato. Giornata stupenda e con pochissime nuvole.

Il rifugio Elena visto dalla salita che porta al Col Ferret

La Val Ferret vista dal Col Ferret


Giorno 4 (1 Agosto 2020), 16.9 km e 908 d+
Da La Fouly si scende fino a circa 1000 m di quota lungo una valle poco abitata per poi risalire fino a Champex (1466 m). Molti terminano qui la tappa ma noi avevamo intenzione per il giorno successivo di fare la variante alta e quindi avevo prenotato un campeggio un pochino più lontano situato a Relais D'Arpette (1627 m) per alleggerire il giorno successivo. Arrivati a Champex inizia a piovere e si sente qualche tuono, ma riusciamo comunque ad arrivare alla meta senza particolari problemi. La pioggia prosegue per quasi tutta la notte.

Il lago di Champex

Giorno 4 (2 Luglio 2020), 16.5 km e 1053 d+
Come già detto, l'idea era prendere la variante alta passando per la Fenetre d'Arpette (2665 m) ma il mio amico non se la sentiva e quindi abbiamo deciso di fare la tappa normale. Tratto iniziale in discesa, poi salita inizialmente facile su strada sterrata e successivo sentiero ripido fino ai 2000 m dell'Alp Bovine, un rifugio privato in cui abbiamo pranzato (consigliatissmo!). Poi lunga discesa fino a Le Peuty (1331 m, una località del paese di Trient) dove c'è un semplicissimo (ma molto economico) campeggio. Se doveste fare il TMB ad agosto consiglio di arrivare presto perchè non c'è moltissimo spazio e quando siamo arrivati (per le 15) si stava già riempiendo. Giornata soleggiata ma da metà pomeriggio ha iniziato ad esserci vento e piovere (non era però un temporale, ma più una classica pioggia autunnale) e ha continuato così per tutta la notte (e anche il giorno dopo).

Tagliere di salumi all'Alpe Bovine per pranzo

Trient visto dall'alto, il campeggio si trova in fondo al paese


Giorno 5 (3 Agosto 2020), 18.9 km e 1863 d+
Si inizia con una lunga e ripida (ma regolare) salita fino al Refuge du Col de Balme (2191 m) entrando così in Francia. Si scende poi lungo piste da sci (ovviamente verdi dato il periodo dell'anno) e scegliamo di prendere la variante che passa per l'Aiguillette des Posettes (2201 m), per poi ridiscendere velocemente fino a raggiungere una strada asfaltata a quota 1400 m. Giunti là, date le condizioni di meteo proibitive (pioveva costantemente dalla mattina ed eravamo bagnati fradici), decidiamo di evitare il tratto normale che prevederebbe alcuni tratti di attrezzati con scale e facciamo l'alternativa meno tecnica ma più lunga. Si risale fino altre i 2200m per poi ridiscendere dolcemente fino al rifugio La Flegere (1875 m) dove passiamo la notte. Giornata molto fredda e piovosa, per fortuna che avevamo prenotato il rifugio, dormire in tenda dopo una giornata del genere non sarebbe stato per niente piacevole.

Un ghiacciaio di cui non ricordo il nome visto dall'Aiguillette des Posettes

Vista di Chamonix dal rifugio La Flegere


Giorno 6 (4 Agosto 2020), 25.4 km e 1813 d+
Partiti dal rifugio dopo un'abbondante colazione saliamo fino ai 2526 m di Le Brevent. Negli ultimi 200 metri di dislivello incontriamo anche un pò di neve caduta durante la notte. Il tempo si mantiene freddo e nuvoloso per tutta la mattina ma per fortuna non piove. Poi scendiamo per una LUNGHISSIMA discesa fino ai 1007 m di Les Houches. Questa località rappresenta il punto di inizio e fine per il 90% dei trekkers e quindi salutiamo molte persone che avevamo conosciuto in questi giorni. Per noi però la giornata non è finita e mentre il mio amico decide di saltare gli ultimi 600 metri di dislivello prendendo una cabinovia io decido di farli a piedi e ci separiamo per un'oretta. Una volta ricongiunti facciamo un ultimo tratto leggermente pianeggiante fino a raggiungere una valletta carina ai piedi del ghiacciaio di Bionassay (siamo intorno ai 1800 m) dove piazziamo la tenda (wild camping) ma a causa di un gruppo di mucche troppo curiose siamo costretti a smontarle, tornare indietro di mezz'ora a piedi nel buio e dormire vicino all'arrivo della cabinovia.

Vicino alla cima di Le Brevent, notare la spruzzata di neve fresca della notte precedente

Vista da dove avevamo messo la tenda, prima che arrivassero le mucche


Giorno 7 (5 Agosto 2020), 16.9 km e 1244 d+
Dopo una notte molto fredda partiamo di buon ora e saliamo fino al Col de Tricot (2120 m), per poi scendere velocemente fino al Refuge de Miage (1550 m), risalire al Auberge du Truc (1720 m) e scendere fino a Les Contamines (1167 m), dove pranziamo. Dopo un paio d'ore di riposo ripartiamo passando prima per una ciclabile pianeggiante molto affollata e poi un sentiero che sale fino ai 1706 m del Refuge de la Balme, di fianco al quale c'è un piccolo spazio gratuito per chi vuole dormire in tenda (l'unico servizio presente è il bagno, tra l'altro sporchissimo).

In cima al Col de Tricot

Verso il Refuge de la Balme


Giorno 8 (6 Agosto 2020), 12.2 km e 1148 d+
Dopo una buona colazione al rifugio iniziamo a salire prima fino al Col de la Croix du Bonhomme (2483 m) e poi prendiamo la variante alta e saliamo fino al Col des Fours (2665 m). Mentre il mio amico si riposa io decido di salire ulteriormente fino a Tete Nord des Fours (2756 m, circa 20/30 minuti dal Col). Successivamente scendiamo fino al Refuge des Mottets (1870 m) dove passiamo la notte. Altra giornata splendida e senza nuvole.

Il Monte Bianco visto da Tete Nord des Fours

Giorno 9 (7 Agosto 2020), 22.5 km e 1212 d+
Dal rifugio saliamo fino al Col de la Seigne (2516 m), che segna il confine tra Francia e Italia, e scendiamo lunngo la val Veny ma, più o meno quando raggiungiamo il ghiacciaio omonimo, intono ai 2000 m di quota, prendiamo una deviazione che risale fino a 2400 m per poi fare un'ultima lunga discesa fino a Courmayeur. Ci mangiamo un meritato gelato e torniamo a casa.

In cima al Col de la Seigne guardando la val Veny

Altra foto della val Veny e più in fondo la val Ferret


Conclusione
Percorso bellissimo e consigliatissimo, per me che sono abituato alle Orobie Bergamasche i paesaggi sono tutto un altro mondo. Essere a 2000/2500 metri ed avere intorno a se montagne ancora imponenti è qualcosa a cui non sono abituato. La sezione più bella è sicuramente quella italiana, soprattutto il tratto che va dal rifugio Bertone al rifugio Bonatti.

Se qualcuno decidesse di fare il TMB e avesse qualche domanda non esiti a chiedere!
 
Bellissimo !!
Come giustamente dici tu... camminare in quota ed avere ancora tanto sopra é una sensazione impagabile...
Ci ho passato 4 giorni a settembre facendo praticamente la tratta italiana in tenda e che meraviglia !
Conto di fare tutto il giro la prossima estate. ;)
 
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Complimenti per l'esperienza!
Mi fa piacere che questi itinerari, di lungo respiro ed affascinanti, siano ancora nelle mire dei trekkers.
Ho avuto il piacere di farlo negli anni 90, in tenda, allora era un must, e poi, siccome sono stato di stanza ad Aosta dal 1993 al 1997, di frequentare molto i sentieri della zona, sia durante le esercitazioni che come avvicinamento alle vette scalate. Conosco quindi molto bene i posti illustrati nelle belle foto.
Naturalmente, facendo trail dal 2008, nel 2012 non mi sono lasciato scappare l'opportunità di correre la 10a edizione dell'UTMB, per cui ho fatto i 180 km della gara, che ricalca grosso modo il percorso da te fatto, in 34 ore.
Il trekking è comunque l'esperienza che più appaga, senza dubbio.
 

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