Tragedia Pigne d'Arolla

Su segnalazione di un altro utente del forum ieri sera ho guardato il resoconto realizzato dalla TV svizzera circa la tragedia avvenuta nei pressi della Pigne d'Arolla nel 2018.

Il video dura 1h 30; l'episodio è ricostruito molto bene ed è analizzato sotto tutti i punti di vista con moltissime testimonianze dirette dei sopravissuti e di altre persone che si sono trovate coinvolte.
Fa riflettere molto su come un'adeguata preparazione dell'uscita, unita ad esperienza e prudenze può fare la differenza tra la vita e la morte; inoltre grazie ad un ottima interpretazione dà proprio l'impressione di seguire passo passo la storia di queste dieci persone.

Certo, la figura di Castiglioni (la guida alpina capogita) ne esce molto male, ma solo chi è stato lì può sapere realmente quanto sia stato incoscienza e quanto sfortuna. Personalmente penso che la guida abbia si fatto dei grossi errori, ma non penso fosse un totale incapace, perchè tutto sommato aveva anni di esperienza nel mestiere.

Il video è in tedesco ma sottotitolato in inglese e la maggior parte delle interviste sono in italiano, quindi non si fatica a capire la storia.

Se non l'avete mai visto ve lo consiglio caldamente.
 
Grazie della segnalazione, mi interessa molto. A suo tempo avevo letto un po utto quello che c'era disponibile. C'era un thread apposta ma non ne ricordo il titolo. Come sicuramente ho già detto allora, il tema dell essere o no preparati è lungo e complesso, ma come sempre nelle situazioni limite: se non ce l'hai fatta significa che NON eri abbastanza preparato nè abbastanza umile. A me hanno insegnato a girare in montagna anche sotto ai 2000m con obbligatoriametne la dotazione x le situazioni di emergenza. Qeusti sono andati a qusi 4000 senza un piumino ed un guscio di scorta nello zaino... Giusto? Ricordo bene, vero?

PS: trovata la discussione di allora, è QUI
 
Ultima modifica:
... A me hanno insegnato a girare in montagna anche sotto ai 2000m con obbligatoriamente la dotazione x le situazioni di emergenza. Questi sono andati a quasi 4000 senza un piumino ed un guscio di scorta nello zaino... Giusto? Ricordo bene, vero?

PS: trovata la discussione di allora, è QUI
Non sarei così drastico. Sicuramente dei grossi errori ci sono stati; va poi da sé che l'abbigliamento corretto è un must per tutti i tipi di uscite, ma lì parliamo di un intera notte (più parte del giorno precedente) a -20°C con vento a 150km/h. Probabilmente nemmeno un abbigliamento himalayano avrebbe fatto molta differenza. Uno dei sopravvissuti aveva una temperatura corporea di 24°C quando l'hanno salvato... figuriamoci gli altri.

Penso che l'errore fatale (a seguito di molti altri) sia stato la scelta del punto di bivacco: su un colle battuto dal vento dove non si poteva nemmeno scavare una truna.
Tant'è vero che i francesi che hanno deciso di bivaccare 40m più in alto, dove il vento batteva un po' meno ce l'hanno fatta perchè hanno potuto scavare una parvenza di truna.

Poi potrebbe essere anche vero, da quello che dicono i sopravissuti, che il gruppo era già cosi stremato che non sarebbero riusciti nemmeo a fare i 40m necessari.
 
Probabilmente nemmeno un abbigliamento himalayano avrebbe fatto molta differenza.
Bonatti ha qualcosa da dirti! :D Scherzi a parte, non credo prorprio. Se qualcuno è sopravvissuto significa che ce la si poteva fare. Tra l'altro vado a memoria ma qualcuno aveva una giacchettina in più che gli ha fatot la differenza, mentre altri (sempre AFAIR) non avevano nemmeno un guscio vero e proprio ma dei windstopper/softshell e nessun piumino. Non dico che si salvavano tutti, ma avrebbe fatto.
Tant'è vero che i francesi che hanno deciso di bivaccare 40m più in alto, dove il vento batteva un po' meno ce l'hanno fatta perchè hanno potuto scavare una parvenza di truna.

Poi potrebbe essere anche vero, da quello che dicono i sopravissuti, che il gruppo era già cosi stremato che non sarebbero riusciti nemmeo a fare i 40m necessari.
và che se dici "oh qua ci morite, dobbiamo salire di 40m!" la gente trova le energie. E' che come al solito le tragedie si costruiscono pian piano con piccole sottovalutazioni, poi quando arriva la "botta" è tardi, si sommano gli errori e sei fottuto
 
và che se dici "oh qua ci morite, dobbiamo salire di 40m!" la gente trova le energie.
c'è decisamente della leggerezza in questo commento.
in quelle condizioni la testa fa tutto, più del fisico. non si ragiona lucidamente e non si possono giudicare azioni svolte di conseguenza.

quando hai le ultime briciole di energia non è detto che la mente lavori lucidamente, e varie tragedie in montagna ne sono la testimonianza (Everest '96, Freney '61, ecc...)
 
c'è decisamente della leggerezza in questo commento.
in quelle condizioni la testa fa tutto, più del fisico. non si ragiona lucidamente e non si possono giudicare azioni svolte di conseguenza.

quando hai le ultime briciole di energia non è detto che la mente lavori lucidamente, e varie tragedie in montagna ne sono la testimonianza (Everest '96, Freney '61, ecc...)
Bah, guarda dalle testimonianze rese potevano essre stanchi ma non mi pare fossero in condizioni mentali compormesse, come invece càpita in ipossia o ipotermia.
Quando la guida li ha lasciatì lì per andare avanti (e trovare la morte) da quanto ricordo erano infreddoliti e stanchi ma non ancora in ipotermia.
La tragedia del Freney non la conosco, quella dell' everest 96 ho letto ogni singolo libro pubblicato che ne parla. Capisco benissimo di cosa parli.
Cmq se anche cambi l' ordine degli addendi il risultato non cambia: hai una guida, se ti porta in una situazione del genere e a livello che non potevi salire altri 40m allora nahce ci fosse stata visbilità non raggiungevano il rifugio?! Li devi mettere in sicurezza PRIMA di arrivare a qulla situazione. Guarda questa è una tragedia che non ha scusanti. Sono stati fatti una caterva di errori.
 
riassumo in 2 righe il mio pensiero, non ho guardato il filmato, sto lavorando, non ho riletto i post e non ricordo se avessi fatto interventi

ho fatto quella traversata e nel punto dove sono morti c'è un passaggio obbligato su una bastionata, o passi da quello o non passi

anche noi (eravamo in 5) ci siam trovati nella nebbia o meglio nube senza sapere dove era il passaggio. Ovviamente con gli shell in goretex addosso
spostandoci un po' su e giù lungo la bastionata abbiamo alla fine trovato il passaggio (almeno mezz'ora di ricerca nel maltempo) e dopo 10 minuti eravamo in rifugio portandoci dietro anche un gruppo di francesi che eran nelle stesse condizioni
Eravamo tutti esperti, gita in autonomia studiata e preparata da noi senza affidarci a nessuna guida

molta gente si affida, ma se la guida ha problemi non sa che fare e non lo reputo un approccio corretto alla montagna; anche se "guidato" la gita te la devi un minimo studiare, soprattutto se ci sono passaggi chiave come quello
 
sì ricrodo che eri interventuo anche con una foto e sicuramente avevi già detto sta cosa.
Infatti il sopravvissuto dice chiaro e tondo che erano tutti al traino, ma tu che pensi di guidaredella gente è compito tuo capire come son messi. Cmq probabilment staremo tutti ripetendo le stesse cose di allora
 
Bah, guarda dalle testimonianze rese potevano essre stanchi ma non mi pare fossero in condizioni mentali compormesse, come invece càpita in ipossia o ipotermia.
Quando la guida li ha lasciatì lì per andare avanti (e trovare la morte) da quanto ricordo erano infreddoliti e stanchi ma non ancora in ipotermia.
dall'intervista si presume che la guida a quel punto non vedesse quasi più niente dagli occhi.

poi c'è un punto secondo me che non è stato approfondito, la guida e la tipa che ha abbandonato il gruppo erano compagni nella vita... possibile che sia successo tutto cosi ...? ci sarà stata una discussione, qualche cosa... divergenze venute fuori, non penso che la compagna di qualcuno di punto in bianco in quella situazione prenda e se ne vada x i fatti suoi, si parla poi di gente esperta non di ragazzetti in gita scolastica
 
Qui l'intervista a Piccioli, drammatica ed interessante al tempo stesso.

Io sentenze dal divano non ne faccio, bisognerebbe trovarsi in quelle condizioni, se poi ci sono state delle mancanze, le autorità preposte avranno fatto il necessario, l'intervista qualche cosa fa supporre, ma trattasi di una campana sola

sid
Nel video vengono ampiamente intervistati tutti e tre i sopravvissuti, i quattro francesi che hanno bivaccato a poca distanza e la guida tedesca che ha iniziato lo stesso percorso in contemporanea ma che è arrivata alla Cabane de Vignettes circa alle 13.00 perchè aveva ispezionato metà del percorso il pomeriggio precedente ed aveva la rotta già tracciata su un satellitare... Ha persino fornito alcuni filmati fatti da lui dove si vede lo sfortunato gruppo.

Infine i soccorritori che hanno tratto in salvo i superstiti.
Di campane qui ce ne sono molte; penso che se lo guardi potrai farti un'idea più completa.

Inoltre sono finalmente presentate le tracce GPS di Piccioli fornite alla Polizia Svizzera; già solo guardando quelle si capisce che erano allo sbando più totale. Di chi fosse la colpa "se di colpa si può parlare" ognuno può farsene un'idea.

Poi certo, essere lì è un'altra cosa che noi possiamo forse a fatica immaginare.
 
condivido al 200%
ragazzi, non stiamo parlando di alpinisti che tentano una via nuova. Stiamo discutendo di una gita organizzata con 1 guida, 10 persone molte manco si conoscevano (ed è già un problema) che è sfociata in una delle più grosse tragedie di montagna degli ultimi... 20 anni? in europa.
Non è che si sta a giudicare sul divano di cose ineffabili. Si sta dicendo (io lo sto dicendo) che se accade una cosa del genere con una gita organizzata, chi l'ha organizzata l'ha fatto male.
Se continuiamo a pensare "ehh va a sapere, il fato, la sfiga..." non aiutiamo nessuno. E già oggi come vedi dai numeri non siamomessi benissimo, di inconsapevolezza ce n'è sempre di più.
 
ragazzi, non stiamo parlando di alpinisti che tentano una via nuova. Stiamo discutendo di una gita organizzata con 1 guida, 10 persone molte manco si conoscevano (ed è già un problema) che è sfociata in una delle più grosse tragedie di montagna degli ultimi... 20 anni? in europa.
Non è che si sta a giudicare sul divano di cose ineffabili. Si sta dicendo (io lo sto dicendo) che se accade una cosa del genere con una gita organizzata, chi l'ha organizzata l'ha fatto male.
Se continuiamo a pensare "ehh va a sapere, il fato, la sfiga..." non aiutiamo nessuno. E già oggi come vedi dai numeri non siamomessi benissimo, di inconsapevolezza ce n'è sempre di più.
secondo me stai travisando,
nessuno, almeno non io , dico che non ci siano stati errori, la sfiga c'entra ma con gli errori te la cerchi e su questo non ci piove.
Possiamo chiudere il discorso errori dicendo che con quelle ciondizioni del tempo non si doveva partire
PUNTO
E qui già abbiamo messo un paletto alla sfiga, che poi la maggior parte delle tragedie in montagna avviene per non aver dato retta alle previsioni del tempo...xchè si sa.. è tutto organizzato, abbiamo preso i giorni di vacanze, lo sognavo da tempo ... alla fine tutti questi fattori ti possono portare a sottovalutare la cosa più importante in montagna: IL TEMPO

io almeno la vedo cosi
Poi tutto il resto è una conseguenza... abbigliamento.. tracce non controllate, decisioni malsane, eccc... tutta roba che senza mal tempo non te ne accorgi nemmeno di aver sbagliato perchè ti viene perdonato tutto

sid
 
ah bon! così siamo d'accordo. Poi se vogliamo si può dire che cmq una guida non è DIO e non ci si dovrebbe affidare ed essere preparati a nostra volta. Insomma di discorsi se ne possono e IMHO devono fare tanti. Ma evidenziare gli errori (e quindi si sta giudicando) è necessario.
 
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