Tratti esposti NON attrezzati (RISOLTO)

Il post numero 7 è stato selezionato come miglior risposta dall'autore della discussione.

Buon giorno,
ho trovato un'altra discussione ma trattava di tratti esposti attrezzati.
A me capita di trovare tratti esposti,anche di decine o centinaia di metri,
NON atttrezzati e in pessime condizioni,
ossia parzialmente franati,
o con molta terra cedevole sul sentierino,
o con pendenza laterale notevole verso il lato esposto,
senza nemmeno una piccola traccia in piano.

Anche a voler percorrere quei tratti comminando lateralmente rivolti verso la parete,
il pericolo di scivolare o di cedimento della terra resta comunque rilevante,
e non c'è assolutamente nulla a cui assicurarsi,
l'unica tutela è cercare un appiglio per le mani e muovere un piede alla volta,
mantenendo sempre un piede in appoggio stabile finchè non si è sicuri del piede successivo.

Ovviamente una situazione come sopra,è comunque pericolosa,
la caduta possibile arriva rapidamente ai 5-10m ed oltre (ad occhio).
E' vero che sulla parete sussiste vegetazione che può aiutarti,
ma a mio avviso sarebbe da piantare qualche chiodo per stare più sicuri.

Io personalmente ho evitato di continuare perchè c'erano troppi "buchi" di piccole frane
(e dove non era franato era fortemente inclinato verso il lato esposto,
come se in ogni caso fosse stato eroso delle piogge).

Mi sto riferendo a due sentieri in particolare :
il sentiero che porta alla "scala di Ferro" dell'Orrido di Caino o dei Malfattori Crevenna CO
e il sentiero che porta sopra la cascata di Branzi BG

In ambedue io casi da sentiero roccioso passiamo a misto terra franosa,
motivo per cui forse il passato erano percorribili con meno difficoltà,
ma ad ogni temporale cade un pezzo.
 
Se sono sentieri CAI hanno la manutenzione che la sezione dedicata riesce a fare loro. E, di solito, è la sezione che decide se attrezzare o meno il tratto. L’impegno richiesto, cioè il tipo di sentiero (escursionistico, escursionistico per esperti…) dovrebbe essere riportato sulla cartografia. L’ esistenza di un sentiero non è garanzia della sua assoluta sicurezza. Nel dubbio, hai fatto bene s tornare indietro ma lascerei la valutazione sulla convenienza o meno ad attrezzare il tratto alla sezione cai di competenza.
L’esperienza del singolo è troppo soggettiva.
 
Nelle dolomiti bellunesi ci sono interi percorsi così: si chiamano in dialetto "viàz" e sono ex-tracciati dei cacciatori di camosci (vedi nota sotto).
Mai fatto uno: non soffro di vertigini, ma un tracciato esposto di più di 15-20 mt mi inquieta assai.

1782741803234.png
 
In montagna ci sono migliaia di posti dove puoi ammazzarti.
Il trucco è non andarci se non sei ragionevolmente certo di poterli superare senza difficoltà.

Non è obbligatorio andare dappertutto. Tornare indietro è una scelta molto ragionevole in certi casi.
 
In ogni caso il mio quesito era soprattutto
"Cosa fare a parte il tornare indietro..."

Come ho già intuito l'unica alternativa è piantare un chiodo (adeguatamente).
Poi,che il CAI faccia o non faccia e se la cavi con la dicitura "per esperti" poco cambia a me.

Io sono specialista in sicurezza del lavoro compresi lavori in quota e,
ragionevolmente nelle condizioni sopra scritte,
esiste la possibilità che "il piede scappi" o ceda il terreno.
Anche sotto il piede di un esperto,perchè non parliamo di "perdere l'equilibrio",
ma di scivolare o franare.

Capisco che il CAI non possa andare dovunque e che non si possa tagliare una montagna per allargare il sentiero franato.
Però non è corretto cavarsela con la generica dicitura "per esperti".
Quella si riferisce ai tratti in catena oppure alle due scale,di legno e di ferro,
ove andrebbe usata imbracatura etc.

Io invece il problema l'ho trovato PRIMA delle zone "attrezzate per esperti"....
Proprio perchè mancava "l'attrezzatura" a a cui attaccare la MIA attrezzatura personale tanto raccomandata e che mi sono avanzato di portare fin su e poi giù...

Ed infatti mi sono posto il quesito :
ma l'esperto cosa farebbe...?
"Rischia perchè non ha paura ed è sicuro di non perdere l'equilibrio...?!"

Beh...quello vale anche per me,sono "allenato sui tetti"...
La differenza è che sul tetto ho la "linea vita" (anzi...la monto io stesso)
Mentre se il terreno ti scivola o ti frana sotto i piedi sul sentiero,
l'esperto credo possa solo attaccarsi a quello che trova come farei io...
Sperando che tenga...e che poi posso tornare su...

Oppure si pianta un chiodo o più chiodi,
che sull'Orrido di Caino NON è nemmeno consentito,per non disturbare il falco pellegrino.

Poi sui chiodi è un pò come per le linee vita.
Su queste ultime ti consigliano il calcestruzzo armato non fessurato.
Se trovi altro devi andare "ad esperienza"...ma non è tabellato...

Poi ricordo un incidente mortale di alcuni mesi fa,che riguardava un esperto,
caduto sul tratto facile di un percorso difficile.
Proprio confidando sull'esperienza (probabilmente,come spesso avviene),
ha percorso un tratto attrezzato relativamente facile senza allacciarle l'imbracatura.
 
Ultima modifica:
Mi chiedo a cosa possa servire uno o più chiodi se non si è in cordata. Oltretutto, un chiodo richiede roccia salda per essere piantato, tu parli di traversi franosi con molta terra cedevole.
Il CAI "non se la cava" il CAI ti avverte, poi sta a te decidere cosa fare.
Domanda: hai mai fatto manutenzione a sentieri CAI? Se la cosa ti sta a cuore, puoi iscriverti in una sezione (se non sei già iscritto) e dare il tuo contributo assolutamente volontario. Oltretutto impari tante cose, tra cui, a non lamentarsi se un sentiero non è sufficientemente sicuro. La montagna è piena di pericoli, sta a noi saperli gestire a valutare.
 
In ogni caso il mio quesito era soprattutto
"Cosa fare a parte il tornare indietro..."
di fatto un sentiero come quello descritto è molto difficile da attrezzare; intanto non è detto che la roccia tenga le protezioni, anzi potrebbero staccare e portarsi dietro altra roccia... se c'è della vegetazione però ci si potrebbe ancorare a quella e allestire qualcosa

comunque, appurato che la roccia tiene (si spera):
- se si è almeno in due con l'attrezzatura da arrampicata adeguata, o si montano dei chiori o delle protezioni rapide (nut o friend) e mano a mano che si procede "in conserva", l'ultimo le toglie

- se si è da soli, sperando che tu abbia imbrago corda e tutto il materiale, potresti fare la stessa cosa ma dovresti rifare il percorso avanti e indietro più volte per mettere le protezioni, avanzare, ma poi tornare indietro a toglierle (o comunque togliere la corda passante)... pratica non consigliata soprattutto se il sentiero è franabile e quindi più volte ci passi e più aumenta il rischio

tutto questo in maniera teorica, ma se è possibile evitare il rischio è sempre meglio tornare indietro
 
Ultima modifica:
Da soli si dovrebbe usare una corda doppia che poi recuperi dal moschettone lontano e ripassi nel moschettone vicino,cui nel frattempo sei assicurato con una "lounge" (che io chiamo "cordino di servizio" o "di posizionamento" coi nostri lavoratori che devono parlare italiano) come per le discese in verticale.
Solo che in questo caso se si volesse garanzia la distanza massima tra i chiodi dovrebbe essere 2m circa,altrimenti precipiti sui rami di alberi.

Circa la mancanza di attrezzature,come già detto,
sono consapevole che il CAI non può tagliare le montagne ed infatti io non lo avevo nemmeno menzionato.

Ho detto chiaro e tondo che probabilmente l'usura ha reso pericolosi dei sentieri che non lo erano.
Ed ora paradossalmente è più pericoloso ARRIVARE al tratto attrezzato che non percorrere il medesimo.
--- ---

Segnalo che,sia l'Itinerario dell'Orrido di Caino Crevenna CO,
sia quello sopra la cascata di Branzi BG,
sono ampiamente pubblicizzati.
Altrimenti,io stesso non li avrei trovati.
Invece li ho trovati mentre ero in giro per lavoro...

Tutti e due vengono pubblicizzati con due caratteristiche principali :
tratto di avvicinamento,"adatto anche ai bambini"
Se è vero che il fondo è in gran parte lastricato di pietre e terra,
la pendenza è anche molto elevata e infatti "bimbi" non ne vedi,
non tanto per la fatica di salire,ma anche per la discesa.

Tutti e due gli itinerari hanno un tratto "Attrezzato per esperti attrezzati".
Perfetto...il problema è intermedio...

Poi nel caso dell'Orrido di Caino "consigliato per le famiglie"
esisterebbe addirittura un tratto alternativo dal Eremo di San Salvatore,
che allunga ma riduce la pendenza ed il rischio di incidenti in discesa.
Quello sarebbe adatto ai bimbi.
Ma non così nelle informazioni.

Non è peccato nè reato confrontarsi con altri,e fornire informazioni "fresche".
Anzi,se avrò tempo proverò a farlo nelle sedi oppurtune.
E chiederò lumi al CAI locale,
se avranno voglia di parlare.
 
Ultima modifica:
Buon giorno,
ho trovato un'altra discussione ma trattava di tratti esposti attrezzati.
A me capita di trovare tratti esposti,anche di decine o centinaia di metri,
NON atttrezzati e in pessime condizioni,
ossia parzialmente franati,
o con molta terra cedevole sul sentierino,
o con pendenza laterale notevole verso il lato esposto,
senza nemmeno una piccola traccia in piano.

Anche a voler percorrere quei tratti comminando lateralmente rivolti verso la parete,
il pericolo di scivolare o di cedimento della terra resta comunque rilevante,
e non c'è assolutamente nulla a cui assicurarsi,
l'unica tutela è cercare un appiglio per le mani e muovere un piede alla volta,
mantenendo sempre un piede in appoggio stabile finchè non si è sicuri del piede successivo.

Ovviamente una situazione come sopra,è comunque pericolosa,
la caduta possibile arriva rapidamente ai 5-10m ed oltre (ad occhio).
E' vero che sulla parete sussiste vegetazione che può aiutarti,
ma a mio avviso sarebbe da piantare qualche chiodo per stare più sicuri.

Io personalmente ho evitato di continuare perchè c'erano troppi "buchi" di piccole frane
(e dove non era franato era fortemente inclinato verso il lato esposto,
come se in ogni caso fosse stato eroso delle piogge).

Mi sto riferendo a due sentieri in particolare :
il sentiero che porta alla "scala di Ferro" dell'Orrido di Caino o dei Malfattori Crevenna CO
e il sentiero che porta sopra la cascata di Branzi BG

In ambedue io casi da sentiero roccioso passiamo a misto terra franosa,
motivo per cui forse il passato erano percorribili con meno difficoltà,
ma ad ogni temporale cade un pezzo.
Ciao,
Intervengo solo per dire una cosa e poi mi defilo perché non conosco le tue zone

Quei sentieri non sono da fare. Punto!
 
sarò breve.
se ti aspetti di trovare sui sentieri in montagna lo stesso tipo di garanzie date nei casi di lavori in quota - linee vita assicurazioni certificazioni ecc- lascia stare. nessuno mai potrà dare alcuna garanzia in tal senso, nemmeno su sentieri facili.

in quanto al CAI che "se la cava"... il CAI con tutti i suoi limiti e le critiche che gli si possono muovere tiene in piedi la rete sentieristica grazie al lavoro gratuito di una flotta cospicua di volontari (fonte: me stesso, facente parte di quella flotta di volontari). e tra i servizi erogati dal CAI ci sta appunto il segnalare il livello di difficoltà degli itinerari, benché in linea di massima.

infine: se un sentiero è classificato EE significa appunto che è un itinerario per escursionisti esperti. ovvero che non è una passeggiata, che servono conoscenze, esperienza e capacità (no attrezzature, altrimenti sarebbe EEA). e che se non hai codeste abilità molto semplicemente è meglio se non lo fai. per i percorsi sicuri esistono i sentieri T (turistici) su cui si pò andare in ciavatte volendo :)
 
In ogni caso il mio quesito era soprattutto
"Cosa fare a parte il tornare indietro..."
A parte il tornare indietro? Solo imparare a passare. Non c'è la formuletta magica.

C'è l'esperienza, che vuol dire tutto e niente: devi saper valutare la situazione, capire come muoverti, capire se puoi usare mezzi di protezione e di che tipo, saper arrampicare e disarrampicare anche sul marcio o sul paleo e anche slegato, sapere che anche se sei bravo puoi ammazzarti lo stesso e decidere quindi se accettare il rischio, considerare il meteo, se sei solo o con altri, ecc. ecc... Tu sei l'unico giudice delle tue azioni.

Oppure vai con una Guida e ci mette lui l'esperienza e giudica lui per te.

Ah e ricordati: in montagna la 81/2008 non si applica (per fortuna), per cui la sicurezza nel senso in cui la intendi tu, non esiste.
 
Ho capito che scrivere qui è solo tempo perso,
perchè risponde gente che mira solo a fare polemica,
e nemmeno legge quello che ho scritto.

-NO,non mi servono "Guide",
ho descritto una situazione e magari qualcuno capace poteva dire cosa avrebbe fatto lui.

-SI,si tratta proprio di un percorso con tratti con obbligo di attrezzature e segnaletica a tema,
a prescindere da quello che trovate su Internet EE,EEA "per bimbi" :
io ci sono stato ieri ed ho trovato una situazione diversa da quanto prospettato
anche da ottimi filmati.
E su questo,ripeto,mi attiverò per segnalare la nuova situazione,
se potrò.
Come è possibile che qualcuno si definisca "Manutentore CAI" e giudichi un percorso sulla base di quello che trova in rete senza nemmeno averlo visto?

-Peccato che,ripeto per l'ennesima volta,il problema si presenta PRIMA DEI tratti attrezzati...
per essere più preciso,esiste una via alternativa detta "della scala di legno"
che parte subito in catena.
Se NON ne ho parlato è proprio perchè il problema è dove la Catena NON c'è.
Il mio problema NON è arrampicarmi dove le misure ci sono,ed io insegno agli altri ad usarle.

-NO,non me ne frega nulla del CAI,che del resto qualche critica la sta ricevendo proprio per il ripetersi di casi simili a queti da me segnalati ed infatti c'è stata una norma (o proposta di norma) per deresponsabilizzare in caso di scarsa manutenzione (che può anche avere dei motivi e lo so benissimo).

-NON vi piace 81/08 e la sicurezza del lavoro?
potete farne a meno per quanto mi riguarda.
Ma magari ANCHE per pronunciarsi su quello bisognerebbe essere esperti
(certificati,in questo caso,ed io lo sono).

E quando cadono gli "esperti" in montagna si può fare a meno di pubblicare articoli lacrimosi.

- "La sicurezza come la intendo io" in montagna esiste eccome :
se nonostante la capacità adeguata permane un rischio non facilmente eliminabile evito.
Piantare chiodi (oltre che vietato) era laborioso ed incerto,
strisciare aggrappandosi contro la parete per centinaia di metri
per arrivare alla catena era stupido oltre che comunque pericoloso per le troppe frane già in corso.
Per quanto fosse bello il panorama sopra l'Orrido non ne valeva la pena.

Per quanto mi riguarda ripeto,questa discussione è diventata solo tempo perso e palesemente inutile,se ci fosse la funzione l'avrei chiusa o eliminata io stesso.
--- ---

sarò breve.
se ti aspetti di trovare sui sentieri in montagna lo stesso tipo di garanzie date nei casi di lavori in quota - linee vita assicurazioni certificazioni ecc- lascia stare. nessuno mai potrà dare alcuna garanzia in tal senso, nemmeno su sentieri facili.

in quanto al CAI che "se la cava"... il CAI con tutti i suoi limiti e le critiche che gli si possono muovere tiene in piedi la rete sentieristica grazie al lavoro gratuito di una flotta cospicua di volontari (fonte: me stesso, facente parte di quella flotta di volontari). e tra i servizi erogati dal CAI ci sta appunto il segnalare il livello di difficoltà degli itinerari, benché in linea di massima.

infine: se un sentiero è classificato EE significa appunto che è un itinerario per escursionisti esperti. ovvero che non è una passeggiata, che servono conoscenze, esperienza e capacità (no attrezzature, altrimenti sarebbe EEA). e che se non hai codeste abilità molto semplicemente è meglio se non lo fai. per i percorsi sicuri esistono i sentieri T (turistici) su cui si pò andare in ciavatte volendo :)

Su un percorso come questo lungo centinaia di metri con buchi franati prima di arrivare alla catena,l'escursionista esperto cosa farebbe?
Tra "tornare indietro" e "Rischiare a caso " ci può stare solo una soluzione che consenta sicurezza.
Se esiste.
Frana.jpg
 
Ultima modifica:
Se il sentiero è franato e c’è pericolo sarebbe opportuno tu segnalassi subito la cosa al cai o al comune di competenza, prima che qualcuno, ignaro, vi si faccia male seriamente.
 
Se il sentiero è franato e c’è pericolo sarebbe opportuno tu segnalassi subito la cosa al cai o al comune di competenza, prima che qualcuno, ignaro, vi si faccia male seriamente.
Ai due ingressi che conducono alla catena ed alla scala di ferro
trovi due cartelli del comune che ti avvisano "per esperti attrezzati"

La mia curiosità è cosa faccia l'esperto attrezzato (che ero anche io)
e dove si attacchi l'imbrago in attesa di arrivare alla catena (vivo).
Mi piacerebbe poterlo fare con un livello decente di sicurezza,
ferma restando l'attrezzatura.

Proverò a chiedere ai locali,se rispondono decentemente.
 
In montagna ci sono migliaia di posti dove puoi ammazzarti.
Il trucco è non andarci se non sei ragionevolmente certo di poterli superare senza difficoltà.

Non è obbligatorio andare dappertutto. Tornare indietro è una scelta molto ragionevole in certi casi.
Concordo,una delle prime regole che mi hanno inculcato da piccolo fino alla nausea ( e li ringrazio) e che nel dubbio si cambia percorso o si torna indietro
 
Ai due ingressi che conducono alla catena ed alla scala di ferro
trovi due cartelli del comune che ti avvisano "per esperti attrezzati"

La mia curiosità è cosa faccia l'esperto attrezzato (che ero anche io)
e dove si attacchi l'imbrago in attesa di arrivare alla catena (vivo).
Mi piacerebbe poterlo fare con un livello decente di sicurezza,
ferma restando l'attrezzatura.

Proverò a chiedere ai locali,se rispondono decentemente.
ma non ho capito, questo tratto è all'interno di una ferrata o sentiero attrezzato?
comunque senza foto o altro, è difficile contestualizzare e si può solo teorizzare
i miei due cent li ho dati
 
...Il mio problema NON è arrampicarmi dove le misure ci sono,ed io insegno agli altri ad usarle...
Bastava questa frase per spiegare tutto: "dove le misure ci sono". In montagna invece è normale trovare situazioni impreviste.
Non sai cosa fare? Torna indietro.
Se avessi saputo cosa fare, non avresti nemmeno postato qui. E insisto, non ti si può fornire una soluzione procedurale sul cosa fare in questi casi perchè la montagna non soggiace ai decreti sulla sicurezza.
Lo stesso se la tua intenzione era solo di segnalare il problema al CAI non avresti postato qui.

Anche per me la discussione è chiusa. Buon divertimento.
 
In ogni caso il mio quesito era soprattutto
"Cosa fare a parte il tornare indietro..."

E' ampiamente soggettivo.
Se pensi di essere preparato a sufficienza, di avere le attrezzature adatte (e bada bene, non sei in un ambiente controllato: sulle montagne gli incidenti possono capitare comunque, anche con le migliori attrezzature possibili per assicurarti e minizzare il rischio), e, come si dice, "hai pelo", ti assumi il rischio affrontando il percorso.
Se il percorso è lungo valuta bene la presenza di possibili vie di fuga sicure.
 
Ho capito che scrivere qui è solo tempo perso,
perchè risponde gente che mira solo a fare polemica,
e nemmeno legge quello che ho scritto.

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Per quanto mi riguarda ripeto,questa discussione è diventata solo tempo perso e palesemente inutile,se ci fosse la funzione l'avrei chiusa o eliminata io stesso.
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ti sei iscritto da ieri e come primo post hai posto questo quesito....

che risposte pretendi da un forum?
sei su un sentiero, che a tuo parere è pericoloso, cosa fai????
o torni indietro, o ti prendi i tuoi rischi proseguendo

puoi segnalare la cosa al comune competente, o alla sezione cai competente

perchè lo segnali su un forum?
che risposte avresti voluto che ti dessimo????

vuoi attrezzarlo tu? con tutte le conseguenze del caso, che conosci benissimo visto il lavoro che dici di fare

avevi bisogno che ti dicessimo che sei figo perchè ti occupi di sicurezza nei lavori in quota?????

visto la tua risposta che ho riportato nella citazione, sicuramente conoscerai benissimo la sicurezza in lavori di disgaggio et similia, ma un ripassino al bon ton e all'educazione sarebbe necessario

buona giornata
 
Ultima modifica:
In montagna le regole di ingaggio le decidi tu, così come tu decidi il livello di rischio che sei disposto ad accettare. se arrivi in una situazione imprevista come quella che descrivi, sta a te decidere se proseguire e fare affidamento alle tue capacità (tecniche e valutative) oppure se rinunciare. D'altra parte io posso anche decidere di andare a fare ferrate slegato, accettandone il rischio, o averne necessità.

un sentiero palesemente danneggiato come ti hanno detto va segnalato, e la relatova valutazione e messa in "sicurezza" (con opportune virgolette) saranno in capo alla sezione CAI di zona o al comune, a seconda del lavoro necessario.

oltretutto non mi è nemmeno chiaro che chiodi penseresti di piantare in una situazione come quella, nella quale mi pare di capire che non ci sia roccia salda..
 
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