Informazione Traversata Alpi Apuane

Parchi della Toscana
  1. Parco Alpi Apuane
Ciao a tutti!
Come da titolo vorrei fare la Traversata delle Apuane nella prima settimana di Agosto. L'idea sarebbe quella di affrontarla in tenda e in autonomia, appoggiandomi ai rifugi solo per rifornimenti o emergenze. Non avendo mai frequentato le Apuane ho bisogno del vostro aiuto! Ho già fatto molte escursioni in autonomia, in questo caso però mi preoccupa il peso dello zaino proporzionato al dislivello, il caldo e la reperibilità dell'acqua (prima settimana di Agosto), terreni impervi e maltempo.
Ho un libro di Andrea Jacomelli e Marco Marando che descrive questa traversata, sto iniziando a leggerlo ora. Avete tracce Gps o altri itinerari da consigliarmi? Sempre considerando che sarò in tenda. E' umanamente fattibile?
Fatemi sapere!!!
 
Ciao, la traversata è fattibile e molto suggestiva, ma sappi che vai incontro ad un terreno con caratteristiche uniche, che ti renderà la traversata forse diversa da altre che puoi aver già fatto in ambienti appenninici o alpini.
Intanto, quale direzione avevi in mente? La classica nord-ovest sud-est o viceversa?
Quanti giorni hai a disposizione?

Io l'ho fatta due volte, la prima appoggiandomi solo ai rifugi e la seconda in tenda, dacci qualche info in più e ti posso dare qualche dritta basata sulla mia esperienza.
 
Ultima modifica:
Pensavo alla nord-ovest sud-est in 6 giorni. L'idea era quella di non uccidersi e prenderla con calma!
Lo zaino su quanti kg conviene tenerlo?
 
Un po’ le conosco le Apuane, Agosto=tanto caldo, perciò leggero, agile e tanta acqua compatibilmente con con le tue abitudini e con lo stretto necessario per questa stupenda è fattibile traversata, che non ho mai fatto ma è nel cassetto, ma le ho girate tanto, da 1 a 3 gg, tranne d’inverno e oltre perché permane il ghiaccio fino a primavera inoltrata ed è pericoloso e da metà Luglio e Agosto perché fa un caldo boia.
 
in questo caso però mi preoccupa il peso dello zaino proporzionato al dislivello, il caldo e la reperibilità dell'acqua (prima settimana di Agosto), terreni impervi e maltempo.

DISLIVELLO
La traversata delle Apuane si sviluppa su terreni e pendenze diverse di giorno in giorno. Enormi dislivelli giornalieri grossomodo non ne hai, tranne un punto critico, una specie di strozzatura, dove per progredire sei "costretto" a scendere molto di quota e risalire in quanto non c'è possibilità di fare quel tratto in quota.
Parlo del tratto tra il passo Tambura e il passo Sella, nel mezzo hai appunto il monte Sella la cui traversata è alpinistica, sei quindi costretto a scendere quasi fino ad Arnetola (lato Garfagnana) e risalire su lunga carrareccia fino al Passo Sella, per poi proseguire. A mio avviso questo è il punto più faticoso della traversata proprio per il dislivello complessivo, anche psicologicamente scendere così tanto per poi risalire subito ti mette un po' alla prova.
Volendo si può evitrare questo passaggio passando dal lato massese ma forse a livello di fatica è ancora peggio e si passerebbe in punti discretamente esposti ed isolati, te lo sconsiglio specie se è la prima volta che vieni in Apuane.

PESO ZAINO
Visto che dormi in rifugio e non hai da portarti dietro tenda, sacco ecc, probloemi di peso zaino non ne dovresti avere. Lungo il percorso hai alcuni punti un po' esposti con ausilio di catena, quindi lo zaino più leggero è meglio è.

ACQUA
I punti acqua sono disposti in modo irregolare, ma anche qui grossi problemi non ci sono, anche perchè la distanza tra rifugio e rifugio non è mai enorme. Sulle Apuane, specie in quelle settentrionali, non ci sono tante fonti, però considera che per via delle cave nei giorni lavorativi non sei mai veramente isolato, ci sono sempre cavatori, operai e camionisti al lavoro nelle tante cave che incontrerai.

TERRENI IMPERVI
Niente di impossibile ma considera che le Apuane sono infide per natura. Così a freddo un paio di punti più tecnici che mi vengono in mente:
- cresta nord-ovest de Tambura, un pelo esposto ma sempre in sicurezza
- scendendo dalla Pania, ammesso che tu dorma al rif. Rossi, andando verso foce di valli, hai un punto esposto con catena (passo degli uomini della neve).
Questo per quanto riguarda la prima metà, tutta la parte finale, diciamo dalla Pania in poi, è molto più dolce, da li il problema diventa il caldo, ma troverai anche più acqua.
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PESO ZAINO
Visto che dormi in rifugio e non hai da portarti dietro tenda, sacco ecc, probloemi di peso zaino non ne dovresti avere. Lungo il percorso hai alcuni punti un po' esposti con ausilio di catena, quindi lo zaino più leggero è meglio è.

Scusa, distrazionbe mia. Se se in tenda sicuramente hai molta più libertà di gestirti le tappe, in quando dormendo ai rifugi alcune tappe sono davvero troppo corte.

Puoi pianificare un pernotto al suggestivo bivacco Aronte, che è sempre aperto. Da li la mattina presto sali rapidamente alla Forcella di Porta e avrai un'alba indimenticabile.

Molto suggestivo è anche dormire in vetta alla Pania della croce, ma li lo spazio per la tenda è risicato e se è già arrivato qualcuno prima di te (cosa molto probabile in settimana, certa nei weekend) diventa un problema.

Un altra bella "vetta" dove pernottare è il Prana, alla fine della traversata (ultima notte): erbosa, bella pianeggiante e con una vista del gruppo delle Panie davvero spettacolare.

Altra cosa importante: attenzione alle zecche, specie nella parte finale del giro dove le quote si abbassano e l'erba si alza. Ti consiglio pantaloni lunghi e magari ghette estive (quelle da trail running). Io l'ultima volta tornai a casa con svariati compagni di viaggio attaccati alle gambe e una infinità di forasacchi nelle scarpe, una vera tortura.
--- Aggiornamento ---

Altra domanda: posso chiederti come intendi gestire il rientro? Treno? Ti sei organizzato con due macchine o un passaggio?
 
Ultima modifica:
Si, l'idea era quella di scroccare dei passaggi.
Grazie per le dritte, ormai l'unica preoccupazione rimane cibo e acqua da inserire nello zaino. L'idea era quella di contattare i rifugi per prendere i rifornimenti li, ma non so quanto sia fattibile o quanto siano disponibili. A esempio, quando feci la GEA, spedii diverse bustone della spesa direttamente nei punti tappa. Ora qui si tratta solo di sei giorni, e magari certi pasti li posso consumare direttamente nei rifugi, ora vedrò
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Un po’ le conosco le Apuane, Agosto=tanto caldo, perciò leggero, agile e tanta acqua compatibilmente con con le tue abitudini e con lo stretto necessario per questa stupenda è fattibile traversata, che non ho mai fatto ma è nel cassetto, ma le ho girate tanto, da 1 a 3 gg, tranne d’inverno e oltre perché permane il ghiaccio fino a primavera inoltrata ed è pericoloso e da metà Luglio e Agosto perché fa un caldo boia.
Guarda, per "fortuna" mi hanno spostato le ferie a data da destinarsi, io spero nei primi di Settembre
 
Sicuramente in Settembre patirai meno caldo!

Comunque salvo stravolgimenti covid, i rifugi sono aperti, molti anche in settimana, alcuni solo weekend (per questo ti conviene informarti direttamente con loro).

Inoltre nel tratto centrale, arrivato al Passo Sella, con una piccola deviazione puoi passare al paese di Arni, che non ha alcuna attività commerciale ma se sei fortunato trovi il camioncino del fruttivendolo che passa ogni tot. giorni, oltre che fontane e abitazioni a cui eventualmente appoggiarsi per chiedere rifornimenti.

Se poi avrai bisogno di qualche passaggio alla fine del giro, chiedi pure, compatibilmente alle mie necessità ti posso dare una mano negli spostamenti per il rientro! ;)
 
Sicuramente in Settembre patirai meno caldo!

Comunque salvo stravolgimenti covid, i rifugi sono aperti, molti anche in settimana, alcuni solo weekend (per questo ti conviene informarti direttamente con loro).

Inoltre nel tratto centrale, arrivato al Passo Sella, con una piccola deviazione puoi passare al paese di Arni, che non ha alcuna attività commerciale ma se sei fortunato trovi il camioncino del fruttivendolo che passa ogni tot. giorni, oltre che fontane e abitazioni a cui eventualmente appoggiarsi per chiedere rifornimenti.

Se poi avrai bisogno di qualche passaggio alla fine del giro, chiedi pure, compatibilmente alle mie necessità ti posso dare una mano negli spostamenti per il rientro! ;)
Grazie mille!
Ti faccio sapere
 
Buongiorno a tutti,
mi accodo alla discussione, essendo anche io interessato ad affrontare la traversata la prima settimana di agosto (sì, come sempre arrivo all'ultimo con l'organizzazione).
Ho scritto a Ghela in privato, ma ho pensato fosse meglio rendere il tutto "pubblico" così che anche il prossimo possa reperire le informazioni sul forum.
Farei la traversata con un amico, solo in due, giovani e con buon passo.
L'idea è quella di fare 4 notti, senza correre, però ho notato che alcune tappe ufficiali sono davvero corte. Stiamo valutando di portarci dietro una tenda, magari per unire due tappe troppo distanti come rifugi, ma troppo corte per essere affrontate singolarmente.
L'intento è quello di partire da nord verso sud.
Chiedevo dunque un aiuto per un possibile itinerario di 5 giorni, che permetta di vedere le cime più belle e i paesaggi più suggestivi.
Grazie in anticipo
 
Ciao a tutti!
Come da titolo vorrei fare la Traversata delle Apuane nella prima settimana di Agosto. L'idea sarebbe quella di affrontarla in tenda e in autonomia, appoggiandomi ai rifugi solo per rifornimenti o emergenze. Non avendo mai frequentato le Apuane ho bisogno del vostro aiuto! Ho già fatto molte escursioni in autonomia, in questo caso però mi preoccupa il peso dello zaino proporzionato al dislivello, il caldo e la reperibilità dell'acqua (prima settimana di Agosto), terreni impervi e maltempo.
Ho un libro di Andrea Jacomelli e Marco Marando che descrive questa traversata, sto iniziando a leggerlo ora. Avete tracce Gps o altri itinerari da consigliarmi? Sempre considerando che sarò in tenda. E' umanamente fattibile?
Fatemi sapere!!!

La traversata delle Apuane è molto bella; sono una delle catene montuose più affascinanti che conosca.

Come ti hanno detto l'importante è essere consapevole delle difficoltà principalmente connesse con la discreta esposizione di tutta la parte settentrionale ed alle difficoltà di approvvigionamento acqua.

In ogni caso sia per l'esposizione che per l'acqua ci sono soluzioni, passando nei percorsi migliori; d'altra parte questa è una traversata, in cui in genere si predilige lo spostamento, senza l'obbligo di salire su tante vette.

In calce ti riporto un possibile itinerario, costruito e percorso diversi anni fa', corretto in relazione all'aumentata conoscenza del contesto, visto che frequento molto le Apuane.

Pensavo alla nord-ovest sud-est in 6 giorni. L'idea era quella di non uccidersi e prenderla con calma!
Lo zaino su quanti kg conviene tenerlo?

La leggerezza è importante in Apuane e la puoi ottenere anche riducendo facilmente il numero di giorni di impegno.

Guarda, per "fortuna" mi hanno spostato le ferie a data da destinarsi, io spero nei primi di Settembre

Molto meglio, le Apuane a settembre sono perfette.

Vengo a darti un possibile itinerario da Nord a Sud-Ovest, costruito anni fa' con alcune migliorie fatte al volo:

Itinerario sulle Alpi Apuane

I sentieri sono segnati da diverse sezioni del CAI e correttamente indicati in ottime carte: suggerisco la 4Land e trovi anche buone carte gps.

Parti di Venerdì o di Sabato per passare il più possibile dalle zone più invase dalle cave con l'attività di estrazione ferma.

Il percorso nel suo complesso è molto bello ed assolutamente "particolare", ma non voglio togliere tutta la sorpresa, per cui la mia descrizione è prettamente tecnica. E' assolutamente opportuno studiarsi un pochino della storia degli ambienti descritti.

Con un equipaggiamento leggero e con discreto allenamento l'itinerario si può percorrere in tre o quattro giorni, nulla vieta comunque di diluirlo, come di percorrerlo molto più velocemente in stile skyrunning (l'hanno attraversate su un percorso simile anche in un giorno).

PRIMO GIORNO

Breve percorso (un'oretta circa) di avvicinamento alle Apuane provenendo dalla stazione ferroviaria di Pieve San Lorenzo o da Equi Terme (in provincia di Massa Carrara): si percorre su sentiero verso Ugliancaldo (paesino caratteristico della Lunigiana e primo di osservazione delle Apuane). A Ugliancaldo c'era, non so se c'è ancora, un posto tappa dell'Apuana Trekking, ma è sicuramente meglio proseguire.

Prima di partire fare la scorta di acqua perché, se ti fermi dove suggeisco per la tenda, non la ritroverai fino al mattino del giorno dopo.

Da Ugliancaldo (quota 700 m) proseguire sul sentiero 181 verso le pareti verticali del Pizzo d'Uccello. Superata la cresta di Capradosso si raggiunge la stretta Foce Siggioli e da questa tramite un sentiero molto esposto si aggira a sinistra (Est) il Pizzo d'Uccello fino al Giovetto (quota 1500 m).

Se vuoi, lasciando lo zaino al Giovetto, che altrimenti sarebbe d'impaccio in un paio di canaletti, su un sentiero facile benché a tratti un po' esposto, puoi raggiungere la cima del Pizzo d'Uccello; per poi tornare al Giovetto.

Quindi recuperato lo zaino prosegui fino alla Foce di Giovo (quota 1500 m).

Ci vorrà mezza giornata per fare il percorso, più un'oretta e mezzo per la variante Pizzo, ma non ti conviene andare oltre perché per ritrovare un posto per piantare la tenda bisogna arrivare quasi a Foce di Cardeto, salvo che tu non intenda appoggiarti a un rifugio.

Se invece vai a rifugio prosegui ancora per un'oretta sul sentiero 179 fino al rifugio Orto di donna (chiama prima nel caso la gestrice), questo è anche il primo punto di rifornimento acqua,

SECONDO GIORNO

Sia che parti da Foce di Giovo che dal rifugio ti aspetta un percorso lunghetto (comunque fattibile in una giornata) anche se con dislivelli minori rispetto al giorno prima: seguire il sentiero 179 fino alla Foce di Cardeto.

Al rifugio Orto di Donna fai rifornimento d'acqua, prima di partire/proseguire.

Raggiunta la bella Foce di Cardeto (q.1720 m ca), prosegui, costeggiando in quota le gobbe del Monte Cavallo fino al Passo della Focolaccia (q.1640 m). Da qui aggirando la devastante cava sul passo, sali tramite il sentiero di cresta 148 fino alla vetta del Monte Tambura (q.1895 m) e riscendi fino al Passo Tambura, dove pochi metri più in basso sul sentiero ad Est trovi una sorgente, un po' nascosta da delle erbacce; anche questo è un punto in cui si può piantare la tenda, ma in questo percorso è a metà tappa.

Note: il passo è attraversato dalla famosa Via Vandelli, antica mulattiera che collegava l'Emilia al mare; inoltre dal passo in direzione Ovest si possono notare numerose lizze, da cui venivano calati i blocchi di marmo con grandi sacrifici umani.

Scendi lungo il sentiero 35 nella valle di Arnetola (q.1000 m ca), percorri la valle in direzione Sud sul sentiero 31 salendo tramite una mulattiera fino al P.sso Sella (q.1500 m). Anche questo è un possibile punto di pernotto se non hai voglia di proseguire.

Sotto il passo Sella scendendo di poco la marmifera e deviando di poco a dx, c'è una sorgente non facile da trovare, la vedi segnalata su alcune carte.

Se invece opti per la soluzione rifugio o ti fermi sotto al passo Tambura al Nello Conti o scendi quasi ad Arni al rifugio Puliti. Non so se sono aperti.

TERZO GIORNO

Prosegui in direzione Est fino al Passo Fiocca (q.1550 m) sotto la cima del Sumbra (che meriterebbe certamente raggiungere, lungo un sentiero un po' esposto e attrezzato, lasciando gli zaini al passo). Dal Passo Fiocca scendere fino quasi ad Arni (q.916 m) tramite il sentiero che passa dal boschetto del Fatonero.

Percorri la strada asfaltata per breve discesa, in direzione Sud-Ovest, fino all'incrocio in località Tre Fiumi (q.833 m), nei pressi del quale si imbocca il sentiero 128 verso il Rifugio privato La Quiete (q.987 m), nei pressi del quale puoi trovare l'acqua. Devia sul sentiero 11 in direzione Est fino a Col di Favilla, (paesello non raggiunto da carrozzabili, salvo una stradella presumibilmente costruita in tempi recenti, abitato fino a non molti anni fa. Da Col di Favilla prendere il sentiero 9 in salita fino a Foce di Mosceta (q.1150), dove c'è un'altra sorgente, nei pressi del Rifugio CAI Del Freo.

Qui puoi sia pernottare comodamente in tenda che in rifugio.

Il percorso di questo giorno è abbastanza breve ma non conviene proseguire; piuttosto da li si può raggiungere (senza zaino) la Pania della Croce (q.1858 m) del complesso delle Panie, particolarmente interessante, raggiungibile in un paio d'ore su un sentiero in salita ma senza difficoltà, salvo l'ultimo tratto di cresta un pochino esposta ma facile.

QUARTO GIORNO

Prima di partire fai la scorta di acqua perché fino a fine mattinata del giorno dopo non la ritroverete.

Da Foce di Mosceta raggiungi Foce di Valli (q.1266 m) per il sentiero 125.

Attenzione: ci sono un paio di traversi piuttosto esposti da fare con cautela, niente di difficilissimo, comunque classificati EE.

Si prosegue verso Sud, passando per il suggestivo Monte Forato (evitando la bella ferrata, a meno che non siate attrezzati) in parte su cresta ed in parte di costa, fino a Foce di Pietrosciana (q.961 m) e da questa scendendo un po' e poi risalendo a Foce delle Porchette (q.982 m), dove si possono piantare le tende.

Mezz'oretta più in su verso il Monte Croce c'è una sorgente, facendo un piacevole deviazione, magari raggiungendo la facile vetta prativa. L'acqua si può recuperare anche in una deviazione tra le due foci (di Pietrosciana e delle Porchette).

Il percorso di questo giorno non è particolarmente lungo ma un po' impegnativo per cui richiederà buona parte della giornata.

Da Foce delle Porchette salite verso il Monte Nona finché il sentiero si orizzontalizza, tagliando di costa il monte fino a Callare Matanna (q.1139 m). Da qui si sale sul Monte Matanna (q.1317 m) tramite un sentiero non segnato ma facile e si riscende gradualmente per sentieri di cresta e mulattiere (sentiero 105) in zone ampiamente prative, passando da Foce del Termine, fino a Campo all'Orzo (q.900 m ca).

Note: Se la sete vi assale potete rifornirvi al Rifugio Alto Matanna (sotto il Callare): l'acqua è potabilizzata dagli impianti del rifugio; altrimenti potete rifornirvi direttamente a Campo all'Orzo, dove ci sono sorgenti migliori.

Eventualmente da Foce del Termine si può raggiungere Grotta all'Onda (un paio d'ore abbondanti ad andare e tornare lasciando gli zaini alla foce), località particolarmente suggestiva e di notevole interesse storico, peraltro piena di sorgenti.

Questo percorso è lunghetto ma rilassante per il costesto più verde e per i pochi dislivelli dopo il primo iniziale (escluso la visita di Grotta all'Onda).

Da Campo all'Orzo scendi a Ritrogoli, per il sentiero 102, e proseguite sullo stesso sentiero in direzione Sud-Est passando da Le Campore, località di caratteristiche simili a Campo all'Orzo, fino a raggiungere la strada di fondo valle e da questa raggiungere Trebbio, servito dalle autolinee di Lucca.

Note finali: questo percorso l'ho compiuto in tre giorni e in quattro penso tu lo compia tranquillamente, potendo anche percorrere alcune varianti.

Rileggendo l'itinerario mi vien voglia di riscriverlo in un articoletto nella sezione Luoghi/attività.

Per maggiori informazioni scrivi qui, altrimenti mi trovi su fb/messenger come Corrado Bernardi. Ciao
 
Ultima modifica:
La traversata delle Apuane è molto bella; sono una delle catene montuose più affascinanti che conosca.

Come ti hanno detto l'importante è essere consapevole delle difficoltà principalmente connesse con la discreta esposizione di tutta la parte settentrionale ed alle difficoltà di approvvigionamento acqua.

In ogni caso sia per l'esposizione che per l'acqua ci sono soluzioni, passando nei percorsi migliori; d'altra parte questa è una traversata, in cui in genere si predilige lo spostamento, senza l'obbligo di salire su tante vette.

In calce ti riporto un possibile itinerario, costruito e percorso diversi anni fa', corretto in relazione all'aumentata conoscenza del contesto, visto che frequento molto le Apuane.



La leggerezza è importante in Apuane e la puoi ottenere anche riducendo facilmente il numero di giorni di impegno.



Molto meglio, le Apuane a settembre sono perfette.

Vengo a darti un possibile itinerario da Nord a Sud-Ovest, costruito anni fa' con alcune migliorie fatte al volo:

Itinerario sulle Alpi Apuane

I sentieri sono segnati da diverse sezioni del CAI e correttamente indicati in ottime carte: suggerisco la 4graph e trovi anche buone carte gps.

Parti di Venerdì o di Sabato per passare il più possibile dalle zone più invase dalle cave con l'attività di estrazione ferma.

Il percorso nel suo complesso è molto bello ed assolutamente "particolare", ma non voglio togliere tutta la sorpresa, per cui la mia descrizione è prettamente tecnica. E' assolutamente opportuno studiarsi un pochino della storia degli ambienti descritti.

Con un equipaggiamento leggero e con discreto allenamento l'itinerario si può percorrere in tre o quattro giorni, nulla vieta comunque di diluirlo, come di percorrerlo molto più velocemente in stile skyrunning (l'hanno attraversate su un percorso simile anche in un giorno).

PRIMO GIORNO

Breve percorso (un'oretta circa) di avvicinamento alle Apuane provenendo dalla stazione ferroviaria di Pieve San Lorenzo o da Equi Terme (in provincia di Massa Carrara): si percorre su sentiero verso Ugliancaldo (paesino caratteristico della Lunigiana e primo di osservazione delle Apuane). A Ugliancaldo c'era, non so se c'è ancora, un posto tappa dell'Apuana Trekking, ma è sicuramente meglio proseguire.

Prima di partire fare la scorta di acqua perché, se ti fermi dove suggeisco per la tenda, non la ritroverai fino al mattino del giorno dopo.

Da Ugliancaldo (quota 700 m) proseguire sul sentiero 181 verso le pareti verticali del Pizzo d'Uccello. Superata la cresta di Capradosso si raggiunge la stretta Foce Siggioli e da questa tramite un sentiero molto esposto si aggira a sinistra (Est) il Pizzo d'Uccello fino al Giovetto (quota 1500 m).

Se vuoi, lasciando lo zaino al Giovetto, che altrimenti sarebbe d'impaccio in un paio di canaletti, su un sentiero facile benché a tratti un po' esposto, puoi raggiungere la cima del Pizzo d'Uccello; per poi tornare al Giovetto.

Quindi recuperato lo zaino prosegui fino alla Foce di Giovo (quota 1500 m).

Ci vorrà mezza giornata per fare il percorso, più un'oretta e mezzo per la variante Pizzo, ma non ti conviene andare oltre perché per ritrovare un posto per piantare la tenda bisogna arrivare quasi a Foce di Cardeto, salvo che tu non intenda appoggiarti a un rifugio.

Se invece vai a rifugio prosegui ancora per un'oretta sul sentiero 179 fino al rifugio Orto di donna (chiama prima nel caso la gestrice), questo è anche il primo punto di rifornimento acqua,

SECONDO GIORNO

Sia che parti da Foce di Giovo che dal rifugio ti aspetta un percorso lunghetto (comunque fattibile in una giornata) anche se con dislivelli minori rispetto al giorno prima: seguire il sentiero 179 fino alla Foce di Cardeto.

Al rifugio Orto di Donna fai rifornimento d'acqua, prima di partire/proseguire.

Raggiunta la bella Foce di Cardeto (q.1720 m ca), prosegui, costeggiando in quota le gobbe del Monte Cavallo fino al Passo della Focolaccia (q.1640 m). Da qui aggirando la devastante cava sul passo, sali tramite il sentiero di cresta 148 fino alla vetta del Monte Tambura (q.1895 m) e riscendi fino al Passo Tambura, dove pochi metri più in basso sul sentiero ad Est trovi una sorgente, un po' nascosta da delle erbacce; anche questo è un punto in cui si può piantare la tenda, ma in questo percorso è a metà tappa.

Note: il passo è attraversato dalla famosa Via Vandelli, antica mulattiera che collegava l'Emilia al mare; inoltre dal passo in direzione Ovest si possono notare numerose lizze, da cui venivano calati i blocchi di marmo con grandi sacrifici umani.

Scendi lungo il sentiero 35 nella valle di Arnetola (q.1000 m ca), percorri la valle in direzione Sud sul sentiero 31 salendo tramite una mulattiera fino al P.sso Sella (q.1500 m). Anche questo è un possibile punto di pernotto se non hai voglia di proseguire.

Sotto il passo Sella scendendo di poco la marmifera e deviando di poco a dx, c'è una sorgente non facile da trovare, la vedi segnalata su alcune carte.

Se invece opti per la soluzione rifugio o ti fermi sotto al passo Tambura al Nello Conti o scendi quasi ad Arni al rifugio Puliti. Non so se sono aperti.

TERZO GIORNO

Prosegui in direzione Est fino al Passo Fiocca (q.1550 m) sotto la cima del Sumbra (che meriterebbe certamente raggiungere, lungo un sentiero un po' esposto e attrezzato, lasciando gli zaini al passo). Dal Passo Fiocca scendere fino quasi ad Arni (q.916 m) tramite il sentiero che passa dal boschetto del Fatonero.

Percorri la strada asfaltata per breve discesa, in direzione Sud-Ovest, fino all'incrocio in località Tre Fiumi (q.833 m), nei pressi del quale si imbocca il sentiero 128 verso il Rifugio privato La Quiete (q.987 m), nei pressi del quale puoi trovare l'acqua. Devia sul sentiero 11 in direzione Est fino a Col di Favilla, (paesello non raggiunto da carrozzabili, salvo una stradella presumibilmente costruita in tempi recenti, abitato fino a non molti anni fa. Da Col di Favilla prendere il sentiero 9 in salita fino a Foce di Mosceta (q.1150), dove c'è un'altra sorgente, nei pressi del Rifugio CAI Del Freo.

Qui puoi sia pernottare comodamente in tenda che in rifugio.

Il percorso di questo giorno è abbastanza breve ma non conviene proseguire; piuttosto da li si può raggiungere (senza zaino) la Pania della Croce (q.1858 m) del complesso delle Panie, particolarmente interessante, raggiungibile in un paio d'ore su un sentiero in salita ma senza difficoltà, salvo l'ultimo tratto di cresta un pochino esposta ma facile.

QUARTO GIORNO

Prima di partire fai la scorta di acqua perché fino a fine mattinata del giorno dopo non la ritroverete.

Da Foce di Mosceta raggiungi Foce di Valli (q.1266 m) per il sentiero 125.

Attenzione: ci sono un paio di traversi piuttosto esposti da fare con cautela, niente di difficilissimo, comunque classificati EE.

Si prosegue verso Sud, passando per il suggestivo Monte Forato (evitando la bella ferrata, a meno che non siate attrezzati) in parte su cresta ed in parte di costa, fino a Foce di Pietrosciana (q.961 m) e da questa scendendo un po' e poi risalendo a Foce delle Porchette (q.982 m), dove si possono piantare le tende.

Mezz'oretta più in su verso il Monte Croce c'è una sorgente, facendo un piacevole deviazione, magari raggiungendo la facile vetta prativa. L'acqua si può recuperare anche in una deviazione tra le due foci (di Pietrosciana e delle Porchette).

Il percorso di questo giorno non è particolarmente lungo ma un po' impegnativo per cui richiederà buona parte della giornata.

Da Foce delle Porchette salite verso il Monte Nona finché il sentiero si orizzontalizza, tagliando di costa il monte fino a Callare Matanna (q.1139 m). Da qui si sale sul Monte Matanna (q.1317 m) tramite un sentiero non segnato ma facile e si riscende gradualmente per sentieri di cresta e mulattiere (sentiero 105) in zone ampiamente prative, passando da Foce del Termine, fino a Campo all'Orzo (q.900 m ca).

Note: Se la sete vi assale potete rifornirvi al Rifugio Alto Matanna (sotto il Callare): l'acqua è potabilizzata dagli impianti del rifugio; altrimenti potete rifornirvi direttamente a Campo all'Orzo, dove ci sono sorgenti migliori.

Eventualmente da Foce del Termine si può raggiungere Grotta all'Onda (un paio d'ore abbondanti ad andare e tornare lasciando gli zaini alla foce), località particolarmente suggestiva e di notevole interesse storico, peraltro piena di sorgenti.

Questo percorso è lunghetto ma rilassante per il costesto più verde e per i pochi dislivelli dopo il primo iniziale (escluso la visita di Grotta all'Onda).

Da Campo all'Orzo scendi a Ritrogoli, per il sentiero 102, e proseguite sullo stesso sentiero in direzione Sud-Est passando da Le Campore, località di caratteristiche simili a Campo all'Orzo, fino a raggiungere la strada di fondo valle e da questa raggiungere Trebbio, servito dalle autolinee di Lucca.

Note finali: questo percorso l'ho compiuto in tre giorni e in quattro penso tu lo compia tranquillamente, potendo anche percorrere alcune varianti.

Rileggendo l'itinerario mi vien voglia di riscriverlo in un articoletto nella sezione Luoghi/attività.

Per maggiori informazioni scrivi qui, altrimenti mi trovi su fb/messenger come Corrado Bernardi. Ciao
Tanta roba, grazie!!! :si:
Mi studio tutto e per Settembre spero di poter organizzare l'uscita
 
Stavo cercando una cartina cartacea da acquistare per la traversata.
In negozio mi hanno detto che hanno questa:
https://4land.it/it/shop/edizioni-stampate/alpi-apuane/

Va bene o avete altro da consigliarmi?
E' ottima, la migliore che conosco delle Apuane, mi riferivo a questa carta nella mia risposta sotto, sbagliando nome: non 4graph, bensì 4land; colgo l'occasione per correggermi.

Mi pare sia la almeno la terza edizione aggiornata.
...I sentieri sono segnati da diverse sezioni del CAI e correttamente indicati in ottime carte: suggerisco la 4graph 4land e trovi anche buone carte gps...
 
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