Trekking Traversata Busalla - Genova Pegli

Dati

Data: 13-14 Aprile 2013
Regione e provincia: Liguria (GE)
Località di partenza: Busalla
Località di arrivo: Genova Pegli
Tempo di percorrenza: 5 ore (tappa 1: Busalla-monte Figne) + 9 ore abbondanti (tappa 2: monte Figne-Pegli), con gli zaini grossi e pause incluse
Grado di difficoltà: T-E-EE a seconda dei tratti (EE dal passo della Bocchetta al Monte figne, ma è abbastanza sovrastimato!)
Descrizione delle difficoltà: Il sentiero da imboccare per Pegli non è segnato. Lo stesso sentiero presenta punti un po' scivolosi in discesa. Le bacchette da trekking mi sono servite. Non sottovalutate le basse altitudini: il tratto di alta via che porta al Figne è spesso soggetto a raffiche di vento. Forse per molti di voi sto dicendo cose ovvie, ma per evitare problemi è sempre meglio avere con sè una buona giacca, ovunque e in qualsiasi stagione !
Periodo consigliato: Primavera o autunno, evitando l'estate
Segnaletica: XX gialle e AV per la prima tappa; AV per la seconda (fino al monte Penello) + E1 per arrivare a Pegli.
Dislivello in salita: 990 m (tappa 1) + 470 m (tappa2)
Dislivello in discesa: 312 m (tappa1) + 1600 m (tappa2)
Quota massima: 1170 mt
Lunghezza: poco meno di 36 km totali (circa 14 per la prima tappa, circa 22 per la seconda)
Accesso stradale: noi abbiamo scelto di arrivare a Busalla in treno. Una volta arrivati si esce dalla stazione e si prende la strada a sinistra. Un po' avanti sulla destra prestare attenzione ai segni sui viottoli. Prendere quello segnato con XX gialle.

Descrizione

Con un ritardo apocalittico inserisco questo bell'itinerario di trekking di due giorni in Liguria !!!
Avevo proprio voglia di condividere con voi questa bella esperienza, ma quello che mi frenava era la sistemazione delle foto !!!!! Sono pigra.

Dopo un po' di settimane di maltempo, le previsioni per il week end erano buone, la voglia di fare un trekking "serio" tanta, e allora di volata con cartine alla mano ho organizzato una piccola traversata da Busalla a Pegli da fare in due giorni, in compagnia del mio ragazzo. Ci piaceva l'idea di arrivare in riva al mare :)
La prima parte del percorso porta al parco delle capanne di Marcarolo, passando dall'alta via dei monti liguri. L'altra metà è praticamente tutta sull'alta via. L'itinerario si è rivelato ottimo per un week end in tenda, dato che c'è anche buona disponibilità di acqua soprattutto nella prima parte (ad aprile, non so più avanti. Zero problemi se si ha appresso qualcosa per purificare l'acqua), e nel parco la legislazione in fatto di bivacco/tenda è molto chiara (= spensieratezza nel caso si incontri la forestale).

Venerdì sera ho preparato meticolosamente i nostri zaini, che pesavano circa 12,5-13 kg ciascuno, tutto compreso (ma imparerò prima o poi ad alleggerirli di più!). Sabato mattina abbiamo preso il treno alle 8,35 da Pavia per Busalla e alle 11 e mezza arriviamo pronti per camminare.

Dopo aver imboccato il sentiero XX gialle, saliamo un po' e ci fermiamo a mangiare i nostri panini con il panorama del lago della Busalletta.

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Un po' ci spiace che nonostante sia primavera inoltrata gli alberi non abbiano ancora le foglioline verdi. Però vediamo in compenso un bel numero di primule (meditando di usarle anche come insalata). Dopo il pranzetto, un po' appesantiti, saliamo ancora un po' e imbocchiamo l'alta via. Troviamo tante ormine di cinghiale, ma nessun quadrupede vero in vista. Notiamo su un ramo uno strano coso, forse è un mixomicete:

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Camminiamo praticamente stando sempre sui 900 metri circa e arriviamo al passo della Bocchetta. Qui incontriamo un po' di escursionisti giornalieri, che si stupiscono dei nostri zaini e ci chiedono se siamo diretti a Ventimiglia.

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Attraversiamo la strada asfaltata del passo e ci dirigiamo verso il monte Leco, prendendo per il sentiero estremamente addomesticato. Proseguiamo e vediamo il monte. Non ci si può sbagliare, è quello pieno di ripetitori !!!

Qui finalmente prendiamo per un sentiero più a forma di sentiero, guardando il monte si imbocca a sinistra. Appena giriamo il monte sale un ventaccio incredibile. Appena arriviamo su un piccolo passo, le folate di vento praticamente ci portano via le bacchette dalle mani e ci costringono a metterci la giacca addosso.

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Proseguiamo avanti e superiamo un monte, e dopo un po' arriviamo al monte Taccone. Io avevo letto sulla bacheca illustrativa prima del passo della bocchetta che questo doveva essere un tratto EE, e come al solito mi prende un poco d'ansia perchè soffro di vertigini e ho paura di trovarmi a dover superare zone a strapiombo. Appena prima del Taccone, il sentiero si apre con due bivi: quello di sinistra porta ad una fonte. Noi scegliamo di prendere quello di destra, perchè più protetto dal vento. Non abbiamo problemi con l'acqua perchè potevamo filtrarne quanta ne volevamo appena incontravamo un piccolo rio o una pozza.
Con un po' di nervosimo, procedo per il sentiero, preparandomi spiritualmente e cercando di capire se mi troverò inevitabilmente a dover superare punti stretti, scivolosi e a strapiombo. Procedo mio malgrado ma per fortuna il sentiero si rivela ok. Nulla di che! E' solo un EE sovrastimato !!! C'è solo un punto che richiede un passaggio con le mani, è leggerissimamente esposto, ma non è stato un problema per me. Giusto per paragone per chi conosce le zone, avevo fatto un percorso dal monte Penna al passo del bocco, e quando mi son trovata in zona passo della spingarda con pure il temporale che ci inseguiva, è stata molto più dura e non dovevo guardare in basso, ed era segnato sempre come EE. Anche la salita sul penna è un po' vertiginosa ma per fortuna c'è la catena. Quindi se avete già fatto esperienze così questo tratto è enormemente meno impegnativo, pur essendo ugualmente un EE.

Ecco il monte Taccone, appena superato:

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Bella sollevata e gongolante procedo con il mio uomo, sgranocchiando il mio trail mix (ricetta segreta). Giungiamo ad un passo e eccoci arrivati al monte Figne !!! Guardando la cartina vediamo che in alcuni punti del Figne le linee di livello son belle large. Decidiamo di raggiungerle per trovare un posto idoneo ove piantare la tenda. Selezioniamo alcuni "spot" e alla fine ne scegliamo abbastanza in piano. Abbiamo anche un ruscelletto vicino (lavaggio pentola - senza sapone - e filtraggio acqua) e un albero comodo per appendere il cibo (non si sa mai). Godiamo anche della compagnia di due cavalli !


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Alla ricerca del posto:

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La tenda montata:

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Lasciamo la nostra attrezzatura e ci dirigiamo sulla cima del monte salendo ancora un centinaio di metri, belli leggeri, per godere del paesaggio. Si riesce a vedere la pianura e riconosciamo il vicino monte Tobbio e il fiume Gorzente. Un bel paesaggio !!!!

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In lontananza si vedono le montagne (presumibilmente verso l'Antola e il parco dell'Aveto) ancora innevate. Anche lungo il percorso avevamo trovato ancora un pochino di neve, ma solo qualche chiazza qua e là.

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Torniamo all'accampamento e costruiamo un paravento con il poncho (non abbiamo voglia di cucinare in tenda togliendo la casetta interna). Ci copriamo con TUTTO quello che avevamo addosso (calzamaglia-calzoni corti - intimo tecnico - pile - giacca - buff - cappello) e ci accingiamo a preparare la cena usando il fornello ad alcool fatto con le lattine e il nostro nomad stove autocostruito come supporto pentola.

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Prepariamo dei tagliolini all'indonesiana, molto buoni, e la porzione è decente per due persone. Un po' di formaggio e trail mix, e poi riordiniamo il casino. Man mano che arriva il buio, si vedono le luci della pianura:

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Un po' intirizziti ci rintaniamo in tenda. Lì si sta molto meglio, ed essendo piccola l'ambiente si scalda in un attimo. I nostri sacchi a pelo son dei tre stagioni (il mio è un Salpi spiumato vecchio di 18 anni o più a temperatura di comfort ignota ma penso intorno allo zero, quello del mio ragazzo è un vango ultralite 900 in sintetico, con comfort sup. a 0 °C). Il mio uomo dorme bene, io mi sveglio ogni tanto per via del fresco. Secondo me potrebbe essere andato benissimo a 0 o 2 °C, contando che le previsioni meteo a Voltaggio, che è più in basso, davano una minima di 5 °C. La nottata passa comunque tranquilla, e nessun cavallo ci viene a rompere le scatole !

Al mattino vediamo sorgere il sole dietro al monte Leco, con i suoi "magnifici" ripetitori:

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E' troppo bello svegliarsi al mattino nella natura davanti ad un bel panorama, piuttosto che in un campeggio in un quadrato d'erba in affitto ^_^ Queste esperienze insegnano ogni volta a quanto basti veramente poco per essere contenti e viver bene. Io in questi casi mi sento molto viva e appagata !!!!

Noto con piacere che nessun animale ci ha rubato le provviste:

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Riaccendiamo il nostro fido fornello e ci facciamo un tè coi biscotti, ci diamo una sistemata, facciamo scorta di acqua, riimpacchettiamo tutto e ci rimettiamo in cammino.

Il nostro fornello:

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Scendiamo dal Figne e ci dirigiamo in direzione colla di Praglia, sempre seguendo l'alta via. Appena scesi dal monte si possono vedere i laghi del Gorzente, che sono una delle più importanti riserve idriche della città di Genova. Son molto carini, ma spiace un po' pensare che siano artificiali (toglie un po' di poesia). I laghi sono contornati da dei bei boschi dove il CAI ha preparato un "sentiero natura", alla portata di tutti. Sicuramente una meta da tenere in considerazione per il futuro !

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Un simpatico asinello:

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Qui il sentiero è molto largo e semplice. Dopo un po' si può arrivare, facendo una minuscola deviazione, ad un rifugio CAI, dove si può anche rifornirsi d'acqua. Il sentiero si mantiene sempre circa alla stessa altitudine, intorno ai 900 metri.
Una volta arrivati a Colla di Praglia, il sentiero (fino al monte Penello) è praticamente un'autostrada, a tratti un po' noioso, ma comunque bellino.

Prima del monte Penello troviamo un bell'angolo ombreggiato e decidiamo di fermarci a mangiare. Questa volta scelgliamo le penne ai funghi esselunga (buone ma le porzioni sono proprio piccole!).

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Ed eccoci arrivati al monte Penello, l'ultimo monte alto prima di arrivare al mare.
Notate nella foto la data di ristrutturazione del bivacco !!!!!

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Sempre al monte Penello è possibile fare un bel rifornimento con acqua potabile (c'è una fonte proprio all'area picnic, appena prima del sentiero da cui inizia il discesone).

All'area picnic si imbocca il sentiero che porta giù. Attenzione a non prendere quello prima dell'area, che va a destra. Da qui incomincia una bella discesa, accompagnata da qualche tratto a mezzacosta e pochi saliscendi. A tratti il mio povero menisco (rotto) si lamenta, ma per fortuna avevamo le bacchette da trekking, che aiutano molto a scaricare il peso dello zaino. Questo è sicuramente il punto fisicamente più impegnativo di tutto il percorso.


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Il sentiero è pietroso ma divertente. La discesa è un po' interminabile: sembra che manchi l'ultima collina al mare e poi subito se ne ripresenta un'altra !

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Un po' stanchi e doloranti riusciamo ad arrivare a Genova Pegli, dove è nato De Andrè:


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Ed eccoci in riva al mare !!! Purtoppo non avevamo con noi il costume da bagno e dovevamo anche prendere il treno, altrimenti un bel tuffo ci stava tutto ^_^


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In conclusione, consiglio questo itinerario !!!!
Secondo me è meglio evitare l'estate, per non cuocere eccessivamente sotto il sole, dato che molti tratti sono privi di ombra.
Un altro consiglio (che vale sempre) è di cercare di partire con zaini leggeri ! Se non si vuo dormire in tenda, allungando un po' la prima tappa è possibile sostare al rifugio CAI vicino al sentiero natura del Gorzente (presumo che sia necessaria la prenotazione).


Buon cammino :)
 
Ultima modifica di un moderatore:
E bravi bel giretto,lo volevamo fare questo fine settimana che viene,ma avendo fatto i programmi un mese fa,pensando al caldo,lo abbiamo scartato.
I tagliolini all'indonesiana mi sa che li conosco...Arnaboldi?troppo buoni...solo che a me ci vuole tutta la busta...
 
Bellissimo trekking complimenti :) Posso chiederti una cosa, cosa utilizzavate per purificare l'acqua? Grazie e ancora complimenti :)
 
Grazie a tutti !!!!
La traccia GPS è più o meno la stessa !

Si, i tagliolini sono quelli Arnaboldi. Son buoni !!!!!! Per uno è una porzione bella abbondante !! :D
Per purificare l'acqua adoperiamo un filtro normale (katadyn hiker pro). Non è ultralight ma consente di portare meno acqua in giro. Lo usiamo da più di 3 anni e siamo contenti. Ci toglie la menata di dover per forza essere vincolati ad una fonte!
Quando saremo più ricchi magari ne prenderemo uno più leggero (adocchiavamo l'Aquamira frontier pro).
 
Stavo pensando di farla anch'io uno dei prossimi week end.... secondo voi è già percorribile in questo periodo?
Sono di Cremona e non ho idea della situazione neve, manutenzione dei sentieri et simila... o_O
 
Ciao io l'ho fatta a settembre dell'anno scorso ed era tutta percorribile,per questo punto non credo dovresti avere difficoltà.
Anche per la neve credo che non dovresti avere grossi problemi,al massimo potrebbe esserci in qualche zona,ma limitata visto il caldo che fa qui in questi giorni e che dovrebbe fare nei prossimi.
Comunque questo fine settimana sarò su nella zona dei laghi del Gorzente(che attraverserai) e ti posso dire cosa vedo in giro...
 
Mah stavo pensando di organizzarmi per la settimana prossima.... il tempo pare che regga però la situazione del mio tempo libero è sempre in evoluzione...
 
Ciao Munny mi stavo quasi scordando...dalla zona dei laghi fin dove si arrivava a vedere niente neve se non qualche piccolissima chiazza residua che sparirà al più presto quindi non credo che avrai problemi.
 
Ciao nuvolo! Ti fischiavano le orecchie per caso? :D
Grazie per le info.... spero di poterci andare questo fine settimana, ma adesso pare che il tempo volga al brutto... :-x va beh!..... se non sarà questo week end sarà uno dei prossimi!
A buon rendere!
 
Grazie a questa antica discussione, lo scorso weekend ho fatto la traversata Busalla - Pegli. Direi che non è cambiato molto rispetto alla ottima descrizione iniziale, a parte i bivacchi sul Monte Penello che sono stati, ormai da anni, ristrutturati.
In questo periodo le fonti di acqua (Passo della Bocchetta, poco prima del Prato Perseghin, Fontana del Segaggin e Funtanin poco sotto il Penello) erano tutte in ottima forma.
Abbiamo deciso di mettere le tende sul Prato Perseghin visto che era previsto un calo della brezza durante la notte (e così è stato :p).
Soluzione che potrebbe essere meno percorribile / piacevole quando le mucche inizieranno a pascolare. Il prato era infatti ancora disseminato di "ricordini" della stagione scorsa.
L'unico aspetto negativo è forse stata la temperatura assurda in relazione al periodo che ha reso meno piacevole la salita pomeridiana da Busalla (27 gradi ...) ed il sacco comfort 2 gradi troppo caldo per la notte.
Giro super consigliato!
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