Escursione Traversata del Monte Viglio: da Serra S.Antonio a Pezze della Macchia

Parchi del Lazio
Parco Regionale dei Monti Simbruini
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Dati


Data: 13 Luglio 2013
Regione e provincia: Lazio - Frosinone
Località di partenza: Valico di Serra S. Antonio (1608 m.s.l.m.)
Località di arrivo: Pezze della Macchia (1230 m.s.l.m.)
Tempo di percorrenza: Totale 4.45 ore (2.30 dal valico sino alla vetta del Viglio - 2.15 dalla vetta sino a Pezze della Macchia)
Difficoltà: E
Descrizione delle difficoltà: Non si segnala nessuna difficoltà in particolare in condizioni normali, ma la gran parte del percorso si svolge in cresta con la conseguente esposizione ad eventuali fenomeni metereologici; inoltre la parte finale si svolge in una fittissima faggeta e se non si presta attenzione ai segni in un niente si rischia di perdere l'orientamento
Periodo consigliato: Primavera-Estate-Autunno
Segnaletica: Segni bianco-rossi (696A, 696B)
Quota massima: 2156 m.s.l.m.
Accesso stradale: SP 30 sino al Valico di Serra S.Antonio

Descrizione

Il Monte Viglio per "noi dei Simbruini" è un pò come un Everest in miniatura, è il nostro gigante, la montagna che più di tutte ha l'aspetto della Montagna (con la M maiuscola); la vetta che più di tutte le altre attrae ed affascina, emana letteralmente magnetismo!
Osservarndolo dal fondo valle, ma anche dalle vicine cime, esso si staglia poderoso e fiero più in alto di tutti, su dall'alto delle sue lunge ed affilate creste; elegante e mastodontico allo stesso tempo.

Rocce, crestoni, circhi glaciali, pendii ripidi ed infiniti, panorami immensi...
...vabbè, inutile continuare con parole che si usano ed abusano spesso parlando di montagna in genere, il Viglio è un mix unico di tutto ciò e chi lo conosce e l'ha vissuto in prima persona sa benissimo quali emozioni è in grado di trasmettere!
Per chi invece non ci è ancora stato, beh il consiglio è di salirci quanto prima :lol: !!!

E così venerdì pomeriggio elencando virtualmente nella mia mente le diverse possibilità di escursione per il sabato, non posso che includere tra queste il Viglio.
Dopo una breve valutazione delle alternative giungo alla quasi scontata conclusione: "...Ma si il Viglio!!! Ho proprio voglia di ripercorrere le sue emozionanti creste, magari ancora semi-innevate...Aggiudicato!!!"
Contatto il mio amico Francesco per proporgli l'uscita e lui prontamente accetta senza esitazione.
Il percorso stavolta sarà diverso dalla classica salita e discesa per la cresta dei Cantari, infatti avendo a disposizione due auto decidiamo di fare una traversata "totale" del Viglio, salendo dal valico di Serra S.Antonio e scendendo per il mitico Crestone sino a Pezze della Macchia.

Sabato mattina sveglia alle 5.15, colazione ricca ed abbondante e si parte; alle sei mi incontro con Francesco e partiamo alla volta del "Gigante dei Simbruini"; lasciamo la prima auto poco dopo l'abitato di Filettino dove terminerà la nostra traversata e proseguiamo sulla SP 30, verso gli impianti di Campo Staffi. Alle 6.50 siamo già con gli scarpoini ai piedi al valico di Serra S.Antonio sulla via normale per il Viglio.
Il sole ancora non fa capolino completamente e tutto sembra giacere in un profondo sonno; regna il silenzio tant'è che persino lo svolazzare leggero di qualche passero si può udire in ogni suo singolo battito d'ali.
Dopo 20 minuti sulla mulattiera si arriva a Fonte della Moscosa, da quì si piega a sinistra sul sentiero 696A attraversando una bellissima radura verde, stranamente priva di ogni tipo di fioritura.
Le prime luci dell'alba colpiscono le cime dei faggi più alti, gli altri restano ancora per poco nel sonno.

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Anche gli esseri più piccoli tornano a vivere con il nuovo giorno; come questo ragno che inizia a passeggiare sulla sua ragnatela alla volta dei malcapitati insetti rimsti intrappolati.

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In breve si arriva al panoramico balcone de "Le Vedute", dove una croce ed una Madonnina si affacciano sul versante abruzzese della montagna. Da quì appaiono nitidi il Velino ed i monti del PNALM; più vicino a Nord-Ovest si staglia il conico Monte Cotento (2015 metri), preceduto dalla sua antecima, note appunto come Anticotento.

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Bellissimo lo stacco di verde tra il nuovo ed il vecchio degli aghi delle conifere che popolano la zona.

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Si prosegue verso Ovest risalendo la ripida facciata del Monte Piano (che piano non è assolutamente...:oops:); da quì si hanno i primi bellissimi scorci sulle pareti rocciose del versante abruzzese del Viglio!

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Giunti in cresta al M. Piano si apre alla vista un panorama bellissimo sulla sottostante Valle Granara, sul Monte Cotento e sulla successiva cresta rocciosa dei Cantari. Il sentiero per il Viglio, battutissimo, non può essere confuso nemmeno da chi vi sale la prima volta...

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Raggiunta la parte iniziale della lunga e rocciosa cresta dei Cantari ci affaccia su dei bellissimi e strapiombanti circhi glaciali, sul fondo dei quali resistono le ultime chiazze di neve.
A dire il vero mi aspettavo un maggior innevamento residuo su questo versante, ma le piogge continue degli ultimi giorni devono aver accelerato di molto lo scoglimento.

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Gli anfiteatri di rocce sono altissimi da questo lato; fanno letteralmente impressione!

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Dense nebbie iniziano a risalire il versante Sud-Est della montagna creando pittoreschi giochi di luce e celando completamente il panorama al di là delle alte pareti.

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Si continua a salire e si superano i 2000 metri di quota giungendo sull'ennesima cresta culminante nella prma delle tre cime senza nome conosciute semplicemente come "I Cantari".

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Dopo aver raggiunto la più alta delle tre cime de I Cantari, segnlata da un omino di pietre, si apre finalmente il panorama sull'elegante cima del Viglio. Maestoso!

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Si prosegue scendendo su un tratto di roccette dove è necessario l'aiuto delle mani. La cima appare sempre più vicina!

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Inizia a delinearsi sempre di più la sagoma del Gendarme, il famosissimo sperone roccioso che sorveglia la via di salita. Per giungere in vetta si deve infatti scalare il suo stretto canalino roccioso, che a dire il vero in condizioni normali non presenta particolari difficoltà e risulta anzi divertente. In inverno bisogna invece stare ben attenti al ghiaccio che lo rende infimo, o ben più prudentemente si può aggirarlo percorrendo il sentiero che passa alla sua base.

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Sempre belli i giochi di nebbie che dal basso risalgono fin sulla cima.

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Da quì gli scivoli che scendono fino alla profonda e lontana Val Roveto appaiono infiniti; immagino che in inverno non debba essere piacevole trovarsi a camminare sul filo ghiacciato di questi!!!

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Dopo due ore di cammino la vetta sembra ormai a portata di mano, manca poco...anche se è incredibile come ogni volta in montagna la percezione delle distanze sia diverse da tutto il resto. La vetta infatti appare lì, a due passi, da almeno mezz'ora eppure ci vorrà altrettanto tempo per raggiungerla!

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Molto bella luce che in quest'ora del giorno (con il sole ancora relativamente basso) colpisce ed illumina i pendii...

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A destra si può osservare il lunghissimo crestone Ovest del Viglio; lo percorreremo al ritorno.

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Ancora un piccolo sforzo ed eccoci in cima, a quota 2156 m.s.l.m., sul tetto dei Simbruini (o meglio dei Monti Cantari, breve sottocatena che divide proprio i Simbruini dai Monti Ernici).
La croce di vetta azzurra è inconfondibile :lol: !

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Il panorama è bellissimo in ogni direzione, inutile elencare tutte le cime visibili, sarebbe impossibile. Restringendo la lista però solo alle principali da Nord si distingue bene la sagoma del Vettore, poi il Velino, dietro il Corno Grande e le altre cime della catena orientale; più a Sud la Majella ed i monte del PNALM dominati dal Monte Marsicano.
Vicini ad Ovest invece i Monti Ernici.

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Uno sguardo ad Est sulla bellissima cresta dei Cantari appena attraversata.

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Tanto bello, quanto inaspettato, è il placido pianoro erboso che si estende a poche decine di metri dalla vetta del Viglio.
Al centro di tale pianoro si erge ancora un antico cippo di confine tra il Regno delle due Sicilie e lo Stato Pontificio (la zona è comunque piena di tali preziose testimonianze storiche).

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Quì, completamente esposta al sole, resiste un'ultima grossa chiazza di neve, testimonianza del nevosissimo inverno appena trascorso!

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Dopo una breve pausa in vetta, ed il classico spuntino, decidiamo di ripartire per la discesa, che passerà per il lunghissimo crestone Ovest e terminerà dopo un lungo tratto nel bosco alla località Pezze della Macchia,a 4 km dal paese di Filettino. C'è grande curiosità ed entusiasmo da parte mia, dato che questo tratto è del tutto inedito per me, essendo salito e sceso dal Viglio le volte precedenti sempre per il sentiero 696A, la cosidetta via normale.
In pochi passi dalla vetta si scende al centro del bel pianoro e superato questo si inizia la lunga discesa. Il clima è perfetto per godere delle bellezze che questa parte del percorso offre: sole ed un leggero vento rinfrescante!
Voltandomi indietro mi accorgo che in discesa abbiamo perso in pochi minuti moltissima quota; la vetta appare infatti già molto distante.

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Mentre il crestone appare sempre più vicino.

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L'attraversamento del Crestone è un susseguirsi di piaceri: i panorami sulle rocce e sui circhi glaciali del Viglio da quì sono notevoli e completamente nuovi per me, la pendenza inoltre non è eccessiva e si procede in tutta comodità, attravresando immensi tappeti di fiori.

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La conica cima del Monte Cotento, che ci ha accompagnato per tutta la salita, appare ora dinanzi a noi da una prospettiva nuova.

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Uno sguardo al Viglio dal Crestone...

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Dopo circa un'ora in comoda e costante discesa si entra nella faggeta, fittissima ed impenetrabile. Ci mettiamo un pò per capire dove passa il sentiero all'inizio del bosco...si vede che da questo versante sale molta meno gente che dall'altro lato!
Per fortuna che il parco ha di recente segnato tutti i suoi sentieri, compreso questo, e che i segni bianco-rossi sono ben visibili, altrimenti sarebbe veramente difficile trovare l'orientamento in una simile giungla.

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La discesa è ripida e si perde quota in fretta.
Su alcuni faggi si trovano delle vecchie tabelle in metallo che indicano la via da seguire per risalire il Crestone (noi ovviamente lo abbiamo appena percorso al contrario)...Ultime tracce degli albori dell'escursionismo da queste parti, quando ancora non vi era la segnatura dei sentieri da parte del parco!

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Il bosco è relativamente giovane e non spiccano esemplari vetusti di faggio; perciò gli unici punti focali per qualche scatto diventano i giochi di luce sulle foglie!

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Dopo oltre un'ora di fittissimo bosco si esce allo scoperto su dei comodi pratoni erbosi ed in breve si risale sino alla piazzola dove avevamo lasciato la prima delle due auto, in localita Pezze della Macchia a 1230 metri, quasi 1000 metri più in basso della vetta raggiunta.
Quì spicca il segnavia dell'inizio del sentiero 696B.

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Dopo 6 ore (comprensive di soste, soprattutto fotografiche) trascorse in quota, in ambienti unici e maestosi si torna a recuperare l'auto e si riprende la via di casa, non prima di un ultimo sguardo al "nostro gigante".

Attraversare per tutta la sua lunghezza il monte Viglio, fatto di creste e rocce, è stato un'esperienza nuova e coinvolgente, un modo nuovo di osservare e vivere una montagna già nota, ma mai scontata.
Consiglio a tutti, qualora si disponga di due auto, di fare questo meraviglioso mini-tour di alta quota!

PS: i coori saturi delle foto non sono opera di nessuna post-produzione al compiuter, bensì frutto dell'utilizzo (solo per alcune immagini) del filtro polarizzatore.
A presto...:)
 
Ciao Daniele,

Il Viglio l'ho fatto lo scorso anno ma con la neve e, vedendo le tue belle foto mi sembra un'altra montagna.

Una volta che scali una vetta non puoi mai dire "che ci torno a fare se ci sono già stato ..." perchè ogni volta è un'esperienza diversa.

Complimenti e, saluti,

Marco
 
Grazie Marco...
E' proprio come dici tu; mai niente di scontato, nemmeno su una cima fatta e rifatta!!!
La versione invernale del Viglio invece è proprio quella che mi manca, sinceramente spero il prossimo inverno di porre rimedio!!!
 
Quando andai per la prima volta sul Viglio, a giugno del 2011, ne rimasi talmente incantato che mi fu impossibile nascondere l'entusiasmo di fronte ad alcuni amici di allora che non c'erano mai stati, ripetendo quasi a cadenza giornaliera: "in autunno ci andiamo tutti insieme... chissà che colori quelle faggete!!!" :D:D
Invece poi non si fece più niente...

Consideralo come un messaggio subliminale per il prossimo autunno... :biggrin:

Lo scorso fine settimana poi ho cambiato programma quasi all'ultimo momento. Non sono più partito per il paesello quindi in teoria sarei potuto venire anch'io sul Viglio ma ho improvvisato un programmino soft con la mia famiglia facendo trascorrere anche a loro una giornata in montagna. Nulla di particolare, solo una semplice passeggiata sul Terminillo da Pian de Valli al rifugio La Fossa con pranzetto da Maurizio al Sebastiani. Anche alle "mie donne" piace la montagna e ogni tanto ce le porto :D
 
Ah certo...in autunno ci torniamo, o almeno ci proveremo!!!
Anche se hai da poco prenotato il Cotento, ricordi?!?!? Quindi la precedenza diamola a lui...:lol:
Il Viglio invece vorrei farlo in invernale....

Comunque a sapere Fabrizio che ti eri liberato ti contattavo...davo però per scontato che saresti andato fuori.
Però dai, alla fine credo sia stato comunque bene con la tua famiglia, anzi...
Le occasioni di altre uscite insieme non mancheranno di certo in futuro....

A presto!
 
chi lo conosce e l'ha vissuto in prima persona sa benissimo quali emozioni è in grado di trasmettere!
Per chi invece non ci è ancora stato, beh il consiglio è di salirci quanto prima
Grazie a voi, amici cari, sto salendo tutte le piu' belle cime dei vostri magnifici appennini
Per questo ringrazio te e gli altri!!
 
:) Ciao. Mi fa sempre piacere vedere le foto del Viglio e leggere delle emozioni che questa montagna sa dare in tutte le stagioni.
Il Viglio è una delle montagne dell’Appennino che preferisco e alla quale sono particolarmente affezionato forse perché è stata, purtroppo parecchi anni fa, una delle mie prime salite ad una “montagna vera”, con tanto di brivido per il passaggio del Gendarme. Da allora l’ho salito varie volte, con o senza neve, da più versanti, da solo o in compagnia, ma sempre con tanto interesse.
Una considerazione: allungando po’ il percorso, si può effettuare la gita senza la necessità di disporre di 2 auto. Dalla Fonte della Moscosa c’è un sentiero segnalato che scende per il fosso della Moscosa e la valle Granara e termina alle spalle delle costruzioni della valle Granara in prossimità del km 4 della strada Filettino-Campo Staffi, a pochi metri di distanza dall’inizio del sentiero che sale per il Crestone.
 

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