La mia Traversata delle Maddalene
Ferie arretrate da smaltire, aspetto una finestra di tempo stabile in montagna, e finalmente si presenta l'occasione.
Avrei voluto partire il giovedì, ma il meteo prevede vento forte in quota, e all'ultimo momento decido di rimandare di un giorno.
Quindi partenza venerdì.
Giorno 1 - Venerdì 3 Luglio
Sveglia alle 04:30, partenza alle 05:00 da Mantova, in 2 ore arrivo a Malè.
La logistica adottata è più o meno la stessa che ha indicato il buon
@Gpaolo in un post di qualche anno fa.
Lascio la macchina al parcheggio della stazione, prendo un caffè e un bombolone al bar della stazione, e alle 07:24 prendo il treno che mi porta a Cles alle 07:49.
Da Cles alle 08:00 parte l'autobus B632 di Trentino Trasporti con cui arrivo fino a Fondo (stazione autobus).
Queste 2 prime tratte si percorrono con un unico biglietto di tipo "Extra Urbano entro 40km" (prezzo: 3,15 euro).
A Fondo devo aspettare le 09:36 per prendere l'autobus 246 di SuedTirolMobil che mi porta a Passo Palade (prezzo 4,00 euro).
Mentre aspetto seconda colazione con fetta di crostata e succo di frutta al bar del distributore lì vicino.
Alle 10:01 sono al Passo con le calorie pronte.
Parto di buona lena ma ci metto un po' a ingranare.
Dopotutto, anche se non ho fatto granchè, sono già passate 5 ore e mezza dalla sveglia, ed è ben diverso dal partire freschi freschi.
Imbocco il 133 e via all'impresa.
Mentre rimugino tra me e me se è meglio seguire la forestale o il sentiero che taglia per il bosco, mi perdo il segnavia e seguo un po' troppo la forestale allontanandomi dalla traccia "ufficiale".
Cominciamo bene. Quando me ne accorgo sono al segnavia del sentiero 10 che sale a Malga Luco, prendo la rampa nel bosco e arrivo alla malga alle 11:00.
Tiro dritto e procedo sui prati che si aprono sopra la malga fino a riagganciare il 133 dove inizia il tratto roccioso che porta al Lago Luco.
Supero un breve tratto che possiamo chiamare "attrezzato" e un paio di passaggi laboriosi, e poi ci siamo.
L'ho allungata un bel po', ma arrivo comunque al Lago alle 11:50.
Posto spettacolare, varrebbe la pena piantare la tenda e fermarsi per la notte. E' un po' prestino però.
Da qui il percorso avanza sulla dorsale sud del Monte Luco, un primo tratto praticamente pianeggiante mi vede attraversare un gregge di capre.
Poi il sentiero svolta a destra, scende un attimo di quota e poi risale piano in costa e porta fino al Bait del Batista. Ci arrivo alle 12:45.
Faccio la prima breve sosta, tolgo scarpe e calzini e li metto ad asciugare.
C'è una bella arietta fresca ma fa caldo e i piedi sudano parecchio, forse era meglio portarsi le trail in mesh, invece delle scarpe con il gore-tex.
Un'occhiata al baito, comunicazioni di rito con la famiglia, una barretta energetica, e dopo 10 minuti si riparte.
Il sentiero procede in leggera salita, prima costeggiando e poi scollinando su un crinale roccioso tempestato di mughi, e poi scende ripido verso Malga Castrin.
Discesa inopportuna, che rompe il ritmo preso e la scioltezza ormai acquisita, e impone una sosta un po' più lunga alla malga.
Sono le 13:50, e mi faccio portare un panino con salame e formaggio e una acqua frizzante con sambuco.
Me ne portano due "perché erano piccoli" … alla faccia … Ne mangio uno e a piedi nudi sulla veranda mi godo il panorama.
L'altro me lo faccio impacchettare e me lo porto via, lo mangerò più tardi.
Ho percorso 11 Km in 3 ore e 50 minuti. Meno di 3 km/h. D'altronde questo è il passo che ho oggi, e me lo faccio andare bene.
Se riesco a farla in 2 giorni, tanto meglio, altrimenti ho sempre la domenica per finirla con calma.
Spero solo di arrivare almeno ai Laghetti di Lavazzè, dove mi piacerebbe piantare la tenda per la notte.
Intorno alle 14:00 mi rimetto in moto e riprendo a salire verso il Malghetto di Cloz (abbandonato), per poi proseguire in costa verso la Malga Kessel.
Ci arrivo alle 15:30, e purtroppo non ho con me nemmeno una monetina, e non posso approfittare delle bibite lasciate in fresca nell'abbeveratoio dal malgaro.
Ma una piccola sosta di asciugatura calzini ci sta, e mi stendo 5 minuti sulla sdraio.
Il 133 continua su uno stretto camminamento in costa, che alla fine si apre sui prati dove è posizionata la Stazione Meteo.
Guardando a sinistra si vede la Val di Non fino alla Diga di Santa Giustina. Il panorama è veramente bellissimo.
Arrivo alla stazione meteo alle 17:15.
Beh, a questo punto - penso - è fatta. Il prossimo punto di riferimento sono i Laghetti di Lavazzè. Comodo comodo.
E invece succede il fattaccio.
Mi avvio sul percorso che sale i prati e quando arrivo all'incrocio con il sentiero 11 che sale alla Vedetta Alta il mio occhio coglie un movimento in lontananza verso monte.
Mi giro e vedo una marmotta che corre verso l'alto, evidentemente allarmata dalla mia comparsa.
E' molto lontana, ma mi sembra esageratamente grossa per essere una marmotta, poi ne vedo un'altra.
Corrono verso l'alto e si fermano sulle 4 zampe voltandosi verso di me a guardarmi.
Ma aspetta un attimo … cazz...!!! … Quelle non sono marmotte! Sembrano due cuccioli d'orso!!!
E se sono cuccioli lì vicino ci deve essere per forza una madre incazzosa.
Via via via via!
Allungo il passo e mi inerpico sul costone che porta ai Laghetti, ma a questo punto l'entusiasmo per il bivacco imminente è svanito.
Arrivo ai laghetti alle 18:00 in punto.
Il posto è spettacolare, piantare la tenda qui sarebbe meraviglioso … ma con degli orsi a 500 metri in linea d'aria?
Non ci penso neanche.
Che poi manco sono sicuro che fossero orsi ... magari mi sono lasciato suggestionare … forse dopotutto erano solo marmotte … ma così grandi?
Mentre mi vorticano in mente questi pensieri faccio il periplo del laghetto per trovare un eventuale piazzola pianeggiante per la tenda, ma in cuor mio ho già deciso.
Lascio il cuore sulla sponda del laghetto basso, e procedo verso il Rifugio Maddalene.
Mi fermerò lì, se trovo una piazzola, oppure valuterò se procedere fino al Bivacco Forestale.
Supero un tratto difficile che supera uno spuntone roccioso, e poi scendo i tornantini del sentiero che scende a zig zag verso il rifugio, dove arrivo alle 19:00.
Fuori c'è il gestore col cane, facciamo due chiacchiere, gli spiego cosa mi è successo, mi offre una stanza (a 59 euro con cena e colazione), gli chiedo la possibilità di piantare la tenda e accetta di buon grado, ovviamente in cambio consumerò la cena in rifugio (mi sembra il minimo).
E' tardi per muovere verso il Bivacco Forestale, il segnavia dice 1:30h, e io sono stanco.
Monto la tenda davanti alla legnaia e vicino alla cucina, dove la moglie sta preparando per una tavolata da 10 persone che saliranno di lì a poco per cenare.
Mi faccio portare un piatto di spezzatino con canederli che divoro molto volentieri, e poi mi infilo in tenda.
"Se non sei tranquillo, se senti rumori strani, o per qualunque motivo, la porta è aperta, entri e ti metti a dormire in una stanza" mi dicono i gestori.
Cortesi e disponibilissimi, magari fossero tutti così.
Finisce il primo giorno sulle Maddalene; ho percorso 21,9 Km con 1306 di dislivello positivo e 806 di dislivello negativo (dati Mapy), in 9 ore (pause incluse).