Escursione Traversata delle Maddalene - 3/5 Luglio 2026

Dati

Data: 3/5 Luglio 2026
Regione e provincia: Trentino Alto Adige
Località di partenza: Passo Palade
Località di arrivo: San Bernardo di Rabbi
Tempo di percorrenza: circa 17 ore effettive
Chilometri: 46
Grado di difficoltà: E/EE
Descrizione delle difficoltà: Alcuni passaggi stretti e/o esposti
Periodo consigliato: da primavera ad autunno
Segnaletica: Più che buona
Dislivello in salita: 2440
Dislivello in discesa: 2860
Quota massima: 2414
Accesso stradale: logistica descritta nel report
Traccia GPS: https://mapy.com/s/dugusakupa


Descrizione
Ho percorso il sentiero 133 - A. Bonacossa nella sua interezza (con un paio di piccole varianti).
Esperienza impegnativa ma estremamente appagante.
Posti molto belli, panorami mozzafiato, ambiente, natura, animali, percorso poco affollato.
Sentieri ben tenuti, con l'eccezione di qualche tratto nei prati con i segnavia sbiaditi sulle rocce, ma si ritrova la traccia abbastanza agevolmente.
La presenza di Malghe, Rifugi e bivacchi liberi ben distribuiti lungo il percorso garantisce una sicurezza in più, così come la possibilità di tornare a valle in diversi punti del percorso.
Non è un anello, quindi va studiata in anticipo la logistica per ottimizzare i tempi, utilizzando 2 macchine (se si è in gruppo) oppure i mezzi pubblici.
Sebbene sia dichiarato di difficoltà E ci sono alcuni passaggi che potrebbero creare difficoltà a chi non ha passo sicuro o soffre di vertigini.

Segue un breve resoconto della mia esperienza.

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Attendiamo resoconto, sperando che il "breve resoconto della mia esperienza" non sia costituito solo da quella foto :biggrin:
 
La mia Traversata delle Maddalene

Ferie arretrate da smaltire, aspetto una finestra di tempo stabile in montagna, e finalmente si presenta l'occasione.
Avrei voluto partire il giovedì, ma il meteo prevede vento forte in quota, e all'ultimo momento decido di rimandare di un giorno.
Quindi partenza venerdì.

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Giorno 1 - Venerdì 3 Luglio

Sveglia alle 04:30, partenza alle 05:00 da Mantova, in 2 ore arrivo a Malè.
La logistica adottata è più o meno la stessa che ha indicato il buon @Gpaolo in un post di qualche anno fa.
Lascio la macchina al parcheggio della stazione, prendo un caffè e un bombolone al bar della stazione, e alle 07:24 prendo il treno che mi porta a Cles alle 07:49.
Da Cles alle 08:00 parte l'autobus B632 di Trentino Trasporti con cui arrivo fino a Fondo (stazione autobus).
Queste 2 prime tratte si percorrono con un unico biglietto di tipo "Extra Urbano entro 40km" (prezzo: 3,15 euro).

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A Fondo devo aspettare le 09:36 per prendere l'autobus 246 di SuedTirolMobil che mi porta a Passo Palade (prezzo 4,00 euro).
Mentre aspetto seconda colazione con fetta di crostata e succo di frutta al bar del distributore lì vicino.
Alle 10:01 sono al Passo con le calorie pronte.

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Parto di buona lena ma ci metto un po' a ingranare.
Dopotutto, anche se non ho fatto granchè, sono già passate 5 ore e mezza dalla sveglia, ed è ben diverso dal partire freschi freschi.
Imbocco il 133 e via all'impresa.

Mentre rimugino tra me e me se è meglio seguire la forestale o il sentiero che taglia per il bosco, mi perdo il segnavia e seguo un po' troppo la forestale allontanandomi dalla traccia "ufficiale".
Cominciamo bene. Quando me ne accorgo sono al segnavia del sentiero 10 che sale a Malga Luco, prendo la rampa nel bosco e arrivo alla malga alle 11:00.

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Tiro dritto e procedo sui prati che si aprono sopra la malga fino a riagganciare il 133 dove inizia il tratto roccioso che porta al Lago Luco.

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Supero un breve tratto che possiamo chiamare "attrezzato" e un paio di passaggi laboriosi, e poi ci siamo.

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L'ho allungata un bel po', ma arrivo comunque al Lago alle 11:50.
Posto spettacolare, varrebbe la pena piantare la tenda e fermarsi per la notte. E' un po' prestino però.

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Da qui il percorso avanza sulla dorsale sud del Monte Luco, un primo tratto praticamente pianeggiante mi vede attraversare un gregge di capre.

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Poi il sentiero svolta a destra, scende un attimo di quota e poi risale piano in costa e porta fino al Bait del Batista. Ci arrivo alle 12:45.
Faccio la prima breve sosta, tolgo scarpe e calzini e li metto ad asciugare.
C'è una bella arietta fresca ma fa caldo e i piedi sudano parecchio, forse era meglio portarsi le trail in mesh, invece delle scarpe con il gore-tex.

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Un'occhiata al baito, comunicazioni di rito con la famiglia, una barretta energetica, e dopo 10 minuti si riparte.
Il sentiero procede in leggera salita, prima costeggiando e poi scollinando su un crinale roccioso tempestato di mughi, e poi scende ripido verso Malga Castrin.

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Discesa inopportuna, che rompe il ritmo preso e la scioltezza ormai acquisita, e impone una sosta un po' più lunga alla malga.
Sono le 13:50, e mi faccio portare un panino con salame e formaggio e una acqua frizzante con sambuco.

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Me ne portano due "perché erano piccoli" … alla faccia … Ne mangio uno e a piedi nudi sulla veranda mi godo il panorama.
L'altro me lo faccio impacchettare e me lo porto via, lo mangerò più tardi.

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Ho percorso 11 Km in 3 ore e 50 minuti. Meno di 3 km/h. D'altronde questo è il passo che ho oggi, e me lo faccio andare bene.
Se riesco a farla in 2 giorni, tanto meglio, altrimenti ho sempre la domenica per finirla con calma.
Spero solo di arrivare almeno ai Laghetti di Lavazzè, dove mi piacerebbe piantare la tenda per la notte.

Intorno alle 14:00 mi rimetto in moto e riprendo a salire verso il Malghetto di Cloz (abbandonato), per poi proseguire in costa verso la Malga Kessel.
Ci arrivo alle 15:30, e purtroppo non ho con me nemmeno una monetina, e non posso approfittare delle bibite lasciate in fresca nell'abbeveratoio dal malgaro.
Ma una piccola sosta di asciugatura calzini ci sta, e mi stendo 5 minuti sulla sdraio.

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Il 133 continua su uno stretto camminamento in costa, che alla fine si apre sui prati dove è posizionata la Stazione Meteo.

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Guardando a sinistra si vede la Val di Non fino alla Diga di Santa Giustina. Il panorama è veramente bellissimo.

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Arrivo alla stazione meteo alle 17:15.

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Beh, a questo punto - penso - è fatta. Il prossimo punto di riferimento sono i Laghetti di Lavazzè. Comodo comodo.
E invece succede il fattaccio.
Mi avvio sul percorso che sale i prati e quando arrivo all'incrocio con il sentiero 11 che sale alla Vedetta Alta il mio occhio coglie un movimento in lontananza verso monte.
Mi giro e vedo una marmotta che corre verso l'alto, evidentemente allarmata dalla mia comparsa.
E' molto lontana, ma mi sembra esageratamente grossa per essere una marmotta, poi ne vedo un'altra.
Corrono verso l'alto e si fermano sulle 4 zampe voltandosi verso di me a guardarmi.
Ma aspetta un attimo … cazz...!!! … Quelle non sono marmotte! Sembrano due cuccioli d'orso!!!
E se sono cuccioli lì vicino ci deve essere per forza una madre incazzosa.
Via via via via!
Allungo il passo e mi inerpico sul costone che porta ai Laghetti, ma a questo punto l'entusiasmo per il bivacco imminente è svanito.

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Arrivo ai laghetti alle 18:00 in punto.
Il posto è spettacolare, piantare la tenda qui sarebbe meraviglioso … ma con degli orsi a 500 metri in linea d'aria?
Non ci penso neanche.
Che poi manco sono sicuro che fossero orsi ... magari mi sono lasciato suggestionare … forse dopotutto erano solo marmotte … ma così grandi?
Mentre mi vorticano in mente questi pensieri faccio il periplo del laghetto per trovare un eventuale piazzola pianeggiante per la tenda, ma in cuor mio ho già deciso.
Lascio il cuore sulla sponda del laghetto basso, e procedo verso il Rifugio Maddalene.
Mi fermerò lì, se trovo una piazzola, oppure valuterò se procedere fino al Bivacco Forestale.

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Supero un tratto difficile che supera uno spuntone roccioso, e poi scendo i tornantini del sentiero che scende a zig zag verso il rifugio, dove arrivo alle 19:00.

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Fuori c'è il gestore col cane, facciamo due chiacchiere, gli spiego cosa mi è successo, mi offre una stanza (a 59 euro con cena e colazione), gli chiedo la possibilità di piantare la tenda e accetta di buon grado, ovviamente in cambio consumerò la cena in rifugio (mi sembra il minimo).
E' tardi per muovere verso il Bivacco Forestale, il segnavia dice 1:30h, e io sono stanco.
Monto la tenda davanti alla legnaia e vicino alla cucina, dove la moglie sta preparando per una tavolata da 10 persone che saliranno di lì a poco per cenare.

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Mi faccio portare un piatto di spezzatino con canederli che divoro molto volentieri, e poi mi infilo in tenda.
"Se non sei tranquillo, se senti rumori strani, o per qualunque motivo, la porta è aperta, entri e ti metti a dormire in una stanza" mi dicono i gestori.
Cortesi e disponibilissimi, magari fossero tutti così.

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Finisce il primo giorno sulle Maddalene; ho percorso 21,9 Km con 1306 di dislivello positivo e 806 di dislivello negativo (dati Mapy), in 9 ore (pause incluse).
 
Ultima modifica:
Bellissimo e appassionante racconto, però credo che negli ultimi anni il terrorismo mediatico sull'orso abbia finito per togliere a molti il piacere di vivere la montagna con serenità.
Tra l'altro, dubito anche che fossero orsi: quello dove ti trovavi non è proprio l'ambiente tipico in cui è più facile incontrarli, quindi è possibile che la suggestione del momento abbia giocato un ruolo.
Se fossero stati davvero due cuccioli d'orso, io la vedrei quasi come una grande fortuna. Sono incontri rarissimi e rappresentano un privilegio per chi frequenta questi ambienti e che naturalmente vanno affrontati con rispetto e prudenza.

Più informazione e meno allarmismo ci aiuterebbero tutti a vivere la montagna con maggiore serenità, consapevolezza e, quindi, anche con più sicurezza.
 
Bellissimo e appassionante racconto, però credo che negli ultimi anni il terrorismo mediatico sull'orso abbia finito per togliere a molti il piacere di vivere la montagna con serenità.
Tra l'altro, dubito anche che fossero orsi: quello dove ti trovavi non è proprio l'ambiente tipico in cui è più facile incontrarli, quindi è possibile che la suggestione del momento abbia giocato un ruolo.
Se fossero stati davvero due cuccioli d'orso, io la vedrei quasi come una grande fortuna. Sono incontri rarissimi e rappresentano un privilegio per chi frequenta questi ambienti e che naturalmente vanno affrontati con rispetto e prudenza.

Più informazione e meno allarmismo ci aiuterebbero tutti a vivere la montagna con maggiore serenità, consapevolezza e, quindi, anche con più sicurezza.
Ma si tanto.
Quindi tu piazzi la tenda a 500 metri da un possibile avvistamento?
 
Bellissimo e appassionante racconto, però credo che negli ultimi anni il terrorismo mediatico sull'orso abbia finito per togliere a molti il piacere di vivere la montagna con serenità.
Tra l'altro, dubito anche che fossero orsi: quello dove ti trovavi non è proprio l'ambiente tipico in cui è più facile incontrarli, quindi è possibile che la suggestione del momento abbia giocato un ruolo.
Se fossero stati davvero due cuccioli d'orso, io la vedrei quasi come una grande fortuna. Sono incontri rarissimi e rappresentano un privilegio per chi frequenta questi ambienti e che naturalmente vanno affrontati con rispetto e prudenza.

Più informazione e meno allarmismo ci aiuterebbero tutti a vivere la montagna con maggiore serenità, consapevolezza e, quindi, anche con più sicurezza.
Può essere benissimo.
Sono il primo ad ammettere di non esserne sicuro, erano troppo lontani per distinguerli.
Subito ho pensato a marmotte, ma erano più scuri e più grandi.
L'altra cosa che mi ha spinto a escludere la marmotta è che correvano verso l'alto ma senza infilarsi in tana, e le movenze pure mi sono sembrate diverse.
Potevano essere qualche altro animale? Non lo so.
Come dici tu giustamente: rispetto e prudenza, nel dubbio ho preferito allontanarmi.

P.s.
Pure il gestore del rifugio mi ha detto che è strano, perché di solito in questa stagione frequentano i boschi più in basso.
 
Uhmm... sì e no :roll:

L'orso è un tipo lunatico, scorbutico ed a volte anche incazzoso.

Pero ora, finchè non è permessa anche qua la bomboletta spray al peperoncino da 750 cc, preferisco vederlo in cartolina ;)
Sarà che io mi fido troppo del buon senso e della paura che hanno gli animali che non sono predatori di essere umani, nel mio immaginario li vedo a distanza e mi emoziono.
Poi magari morirò così, chi lo sa ! :roll:
 
In effetti, vedere degli orsi in natura sarebbe una bella emozione
Ma anche no, grazie ... :lol:

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Giorno 2 - Sabato 4 Luglio

La notte passa tra sonnellini brevi e risvegli continui, ogni tanto il cane abbaia e io ho le antenne alzate. Non dormo serenamente.
La mattina alle 05:30 sono già sveglio, mi alzo, uso il bagno e un po' alla volta smonto e reimpacchetto tutto.
Alle 06:30 sono già tutti operativi e approfitto per fare colazione con caffè americano e pane, burro e marmellata.
Pago, saluto e ringrazio, e alle 07:00 mi avvio sulla salita decisa che porta verso uno dei tanti "promontori" che sporgono verso la Val di Non.

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Poi il sentiero scende ripido in costa nel bosco per poi costeggiare fino al bivacco.
Ci arrivo alle 08:00 in punto. Avrei potuto farcela anche ieri sera. Pazienza.
Anche questo, come il precedente, è completamente attrezzato: tavolone, panche, letti, stufa, e persino pentolame e attrezzi vari.
La prossima volta evito di portarmi la tenda e punto diretto ai bivacchi, almeno dormo tranquillo.

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Dopo una breve sosta riparto in direzione Malga Masa Murada, e percorro l'ennesimo camminamento in costa, esposto sempre a sinistra, stavolta in leggera salita.
Le gambe ancora non si sono sciolte, e faccio fatica, inoltre il sole è già alto e in questo tratto il vento non arriva.
Ci metto un'ora e mezza a salire di quota di 200 metri fino alla Malga, dove arrivo alle 09:20.

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Qui pausa con asciugatura calzini e scorta d'acqua nel vicino torrente.
Dalla malga il sentiero si inerpica per i prati soprastanti, poi svolta a sinistra e costeggia in leggera salita lungo un camminamento stretto e un po' esposto, per poi puntare a destra arrampicandosi con stretti tornanti rocciosi verso il Passo Binasia.

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Lungo il tragitto incontro 4 ragazzi che arrivano dal passo che sembrano volare, mentre io sembro un paralitico e sto sudando l'anima per salire. Mannaggia la vecchiaia.
Arrivo al passo alle 10:30, guadagnando altri 250 metri di quota in un'ora.

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Al passo tira un bella aria fresca, e mi riprendo un attimino.
Adesso mi aspetta il piatto forte di giornata: il lungo traverso che porta da Passo Binasia a Malga Brodolona Alta, 8 km e mezzo di camminamento, che fa sali-scendi tra costoni rocciosi, tratti di bosco, tratti pietrosi con radici, e attraversamenti di pietraie e di alcuni canaloni con altrettanti ruscelli.

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Qui è importante avere il passo fermo e rimanere concentrati.
Decido di spezzarlo in due fermandomi a metà strada in un tratto tranquillo per la pausa pranzo.
Mi mangio il panino avanzato ieri a Malga Castrin, e ovviamente faccio asciugare scarpe e calzini.
Il sentiero sembra non finire mai, e ogni volta che ti illudi di aver superato l'ultimo canalone, ecco che se ne profila un altro più in là.
In fondo, nel punto più alto della vallata, si vede la malga. Sembra lì, raggiungibile, ma non si arriva mai!
Alla fine, svoltato un costone roccioso, il panorama si apre, e offre il sollievo del vedere che si è quasi alla fine.

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Prima di arrivare alla malga mi fermo al torrente a fare rifornimento d'acqua. In teoria dovrebbe esserci anche alla malga, ma non si sa mai.
Arrivo a Malga Brodolona Alta alle 14:30.

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Sono stanco. Morto.
La combinazione di cattivo riposo, caldo e mettiamoci pure pessima forma fisica, si fa sentire.
E' relativamente presto e in teoria potrei farcela a salire a Passo Palù e poi scendere a San Bernardo di Rabbi.
Da lì avrei l'ultimo autobus alle 19:04 per tornare alla macchina a Malè.
Sono circa 4 ore di tempo. Il segnavia dice che ce ne vogliono 3 e mezza.

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Se avessi ancora le gambe, potrei farcela in 3 ore, ma in questo momento non le ho.
Chi me lo fa fare? Sono qui anche per godermela e rilassarmi.
Quindi decido di rimandare a domani. Mi fermo alla malga e mi riposo.

La malga è chiusa.
Ci sono mucche e cavalli al pascolo, l'abbeveratoio è asciutto e non esce acqua dal rubinetto.
Bene ho fatto a fare scorta prima.
Sulla porta un cartello dice di rivolgersi alla malga bassa per informazioni o aiuto, oppure chiamare il numero di telefono riportato sotto.
Escludo categoricamente di scendere 200 metri di quota per andare alla Malga Bassa, e mando un WhatsApp al numero indicato chiedendo il permesso di bivaccare nel recinto della malga alta.
Anche qui mi rispondono positivamente senza fare storie.
Lascio passare 3 ore cazzeggiando ed esplorando i dintorni, scambio due parole con alcune persone che scendono verso la malga dopo le escursioni giornaliere, poi verso sera monto la X-Mid e mi preparo la cenetta: pasta alla bolognese disidratata.

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C'è una bella aria fresca, al sole fa ancora caldo, ma all'ombra serve il fleece.
Alle 19:00 mi infilo nella tenda.

Finisce il secondo giorno sulle Maddalene; ho percorso 16,1 Km con 810 di dislivello positivo e 645 di dislivello negativo (dati Mapy), in 7 ore e mezza (pause incluse).
 
Potevi fotografarlo lo stesso :-x
E hai ragione.

Però quando sono in giro mi piace godermi le cose che vedo senza sentire l'obbligo di fare un milione di foto.
E un'altra cosa che ho imparato a conoscere di me: sono attratto più dai paesaggi, che dalle persone o dagli animali, e quindi tendo a non fotografare questi ultimi.
 
usi anche qualcosa per potabilizzarla?
Un filtro meccanico: il Katadyn BeFree
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Giorno 3 - Domenica 5 Luglio

Dormo di filato dalle otto fino alle cinque di mattina (9 ore!!!).
Erano mesi che non dormivo così.
Apro la tenda e mi godo l'alba.

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Smonto e reimpacchetto mentre mi preparo un tè e del muesli disidratato per colazione.
Trovo un ruscelletto e filtro un litro d'acqua, e sono pronto a partire.
Alle 07:00 inizio la salita per i prati sopra la malga, che porta a Passo Palù.

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Il segnavia dice 1h per coprire i 320 metri di dislivello a salire.
Ci metto 55 minuti, nonostante la solita reticenza delle mie gambe a mettersi in moto la mattina presto.
Al passo c'è un vento che taglia in due, ma la vista è mozzafiato: da un lato la Valle di Bresimo, dall'altro la Val di Rabbi.

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Da qui in poi è tutta discesa, 7 km e mezzo per circa 1300 metri di dislivello.
Le ginocchia al solo pensiero si gonfiano. Ma ho tutto il tempo, e la prendo con calma.

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Il sentiero scende per prati, prima dolcemente e poi più ripido fino alla Malga Palù (non gestita).
Faccio una piccola sosta e riprendo scendendo un paio di tornanti della strada forestale.
Poi il 133 gira a sinistra, entra nel bosco, e scende deciso.

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Mentre scendo cercando di ammortizzare il più possibile gli impatti, canticchio, parlo da solo e picchietto con i bastoncini per farmi sentire: questa è zona di orsi, e non vorrei avere il piacere di incontrarne.

A un certo punto il sentiero incrocia la strada forestale "dell'acqua benedetta", decido di seguire quella invece di continuare nel bosco, un po' per stare più tranquillo e un po' per risparmiare le ginocchia.
Il risultato è che la allungo di un paio di km, ma riesco a camminare con meno fatica.
Alla fine della forestale imbocco la strada asfaltata che scende a Penasa e da lì prosegue fino a San Bernardo.

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Alle 10:20 sono a San Bernardo, vedo che l'ufficio turistico è aperto e chiedo dove e quando posso prendere il primo autobus per Malè.
Fortuna vuole che alle 10:55 ne passi giusto uno.
Faccio in tempo a fare una pausa ristoratrice al bar del paese, e poi mi dirigo alla fermata che è lì vicino.

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E così finisce pure il terzo giorno; ho percorso 8,2 Km, con 316 di dislivello positivo e 1300 di dislivello negativo (dati Mapy), in 3 ore e 20 (incluse pause).

Alle 11:15 sono alla macchina.
Il tempo di cambiarsi la maglietta e via verso la canicola mantovana.
La traversata è finita.

In tutto ho percorso 46,7 Km, con 2440 di dislivello positivo e 2860 di dislivello negativo (dati Mapy), in 19 ore e 50 minuti (incluse pause).
Mapy indica 18:34 come tempo di percorrenza, direi che ci siamo.

Bella, faticosa, avventurosa se vogliamo.
La rifarei?
Se me lo avessero chiesto al bar di San Bernardo, quando ero stanco, sporco e sudato, avrei detto di no.
Oggi ripartirei senza pensarci.
 
Ultima modifica:
bello!
non ho mai fatto questo itinerario ma le Maddalene sono una zona che conosco e che frequento. un mio conoscente noneso mi ha detto mille volte che questo sentiero è da fare: mi sa che ha ragione, dovrò metterlo in lista (anche se appunto molti tratti li ho già percorsi, in qualche modo).
 
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