Trekking Traversata di Pian delle Comelle fino al Rifugio Rosetta (Pale di San Martino)

Parchi del Veneto
Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi
Dati

Data: 5 e 6 Ottobre 2019
Regione e provincia: Veneto e Trentino
Località di partenza: Gares
Località di arrivo: Gares
Tempo di percorrenza:9 h circa con soste
Chilometri:
Grado di difficoltà: EEA
Descrizione delle difficoltà: dislivello positivo e negativo di 1200 m ca., luoghi selvaggi e poco frequentati, tratti attrezzati semplici, ma pur sempre da non sottovalutare
Periodo consigliato: estate
Segnaletica: ottima
Dislivello in salita: 1200
Dislivello in discesa: 1200
Quota massima: 2578
Accesso stradale: gares
Traccia GPS: [puoi caricare la tua traccia GPS nella Mappa Escursioni ed inserire il link permanente al posto di questo testo]


Descrizione
Questa relazione la metto nel forum Veneto, anche se sarebbe metà svolta in Veneto e metà in trentino.
Era da tempo che volevo "entrare" nell'altopiano della Pale di San Martino, questo deserto di roccia enorme e difficilmente accessibile (se non fosse per la funivia).
In qualche modo, in un video, ho visto un fotogramma di una specie di letto di un fiume, lungo e stretto, minaccioso, oscuro ed imperioso tra le mura delle pale; non so perchè ma ne sono rimasto stregato, come se suscitasse su di me un fascino magnetico (un po' lo stesso effetto che mi fece vedere le foto del ghiacciao baltoro dal K2 sempre in dei video).
Mi sono messo a cercare che posto potesse essere e dopo poco ecco la risposta, Pian dell Comelle, un canale di scolo di circa 2km, sospeso tra altopiano e valle, inaccessibile se non sfacchinando un pochino.
Ho deciso quindi, di partire da Gares, a sud di Canale d'Agordo per poi risalire prima al Pian delle Comelle e poi all'altopiano delle Pale, sino a raggiungere il Rifugio Rosetta per passarvi la notte e l'indomani tornare a Gares passando per le sponde alte dell'altopiano.
Ero abbastanza in ansia per il meteo, perchè si sa, le Pale sono un mondo a sè, nebbie frequenti che rendono impossibile l'orientamento (data la mancanza di punti di riferimento), tempeste di fulmini furiose e chi ne ha più ne metta; per fortuna le previsioni non erano malevole, alla peggio era previsto nuvoloso, la cosa importante era che quelle nuvole non fossero proprio alle nostre quote, essendo le pale non proprio a basse altitudini :D.
A fare l'escursione eravamo io e mio cognato, io di escursioni EE ne ho fatte abbastanza e quasi sempre da solo, lui viene qualche volta con me come fido scudiero; nessuno dei due ha mai fatto tratti attrezzati (io solo parchi avventura) e sopratutto io ho da sempre timore del vuoto, proprio per questo, anche se per molti non sarebbe necessario e i tratti li farebbero tranquillamente senza, io ho portato set ferrata per tutti e due, giusto perchè al bisogno meglio averlo piuttosto che no.
Parcheggiata la macchina, in breve tempo abbiamo raggiunto la bellissima ed alta cascata delle comelle

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dove salendo in poco tempo, seguendo una cengia si arriva alla sua sommità.
da li inizia il sentiero attrezzato, facile, ma comunque all'inizio esposto e se uno soffre il vuoto come me, penso sia contento di avere il set giusto come assicurazione "psicologica" più che effettiva.

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dopo qualche scala e altri tratti attrezzati, si risale per l'orrido delle comelle, una stretta ed ombrosa gola che da nascita alla cascata

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arrivati alla fine dell'orrido, dopo circa 450 m di dislivello si arriva al mio agognato pian delle comelle

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questo luogo è incredibile, regna il silenzio assoluto, è accerchiato da muri di roccia, un luogo primordiale e selvaggio nel quale svetta cima delle comelle; inoltre il sentiero delle farangole (che prossimamente ho in mente di fare), passa proprio quasi in parallelo al piano, solo che un po' più elevato.
superati i circa 2km del piano, si arriva al lastedel, un salto roccioso da superare con l'ausilio dei cavi d'acciaio, niente di difficile, però ripeto, se si scivola in alcuni punti poi si rischia di essere ripresi non tutti interi quidi preferiamo usare il seti, non per progredire ma in caso di eventuale scivolata / caduta.
da qui la vista sul pian delle comelle è proprio quella che mi aveva rapito, non mi sembra vero di essere nel luogo che da 10 giorni sto pensando quasi morbosamente, quasi fosse una chimera,

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subito dopo, prima di avere accesso ad un ghiaione ripido ed instabile, si deve passare un nevaio perenne che in questo caso, come si vede dalla foto, non incuteva molta fiducia nell'attraversarlo in alcuni punti, lo abbiamo quindi aggirato dal basso, per poi affrontare il suddetto ghiaione

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il ghiaione si rivela ostico, anche perchè il dislivello inizia a farsi sentire.
dopo una prima parte di ghiaia a sassolini che sale a zig zag, c'è un infido colatoio di roccette molto insidioso ed instabile che richiede molta attenzione.
dopo qualche altro tratto attrezzato si arriva alla fine di questo tratto e si entra ufficialmente nell'altopiano delle pale.
sembra proprio di essere arrivati sulla luna, la roccia bianca domina il paesaggio, tutto è brullo, sterile, accecante

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si continua a proseguire stanchi ed infreddoliti, perchè il vento sull'altipiano inizia a pungere e le temperature in quei giorni sono più basse del solito, con previsione di andare facilmente sotto zero la notte.
c'è ancora da salire, non molto e non con strappi decisi come nei passaggi precedenti ma tanto da non poter vedere cosa c'è dopo, dov'è il tanto agognato rifugio rosetta? avremmo bisogno di vederlo, anche in lontananza, come conforto, ma nulla.
si passa in luoghi di bellezza indescrivibile, come il pian dei cantoni, e la sensazione di essere in un altro pianeta è sempre più netta e palpabile

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finalmente, dopo altre salite con poca pendenza, brevi ma costanti, ci si manifesta solo all'ultimo momento il rifugio, stanchi ed infreddoliti oltre che provati a causa di alcuni pezzi dei tratti attrezzati, che seppur non difficili, per chi affronta certi scenari in certi luoghi ameni e magari per la prima volta, creano un po' soggezione e pressione, oltre che timore (rimando sempre al timore del vuoto che ovviamente da una percezione molto diversa da chi non soffre di questa cosa)

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sapevo che in questa escursione avrei trovato poca gente (ed infatti non abbiamo trovato nessuno dal pian delle comelle in poi), ma pensavo che al rosetta ci sarebbe stata tanta gente, dopotutto si è sulle pale, un luogo ambito e facilmente raggiungibile da chiunque se si prende la funivia.
invece, incredibilmente, c'eravamo solo io, mio cognato ed una coppia di tedeschi; questa è stata una meravigliosa sorpresa, si respirava proprio l'aria di un rifugio in un posto isolato e potente.
un bombardino, seguito da una birrozza ci ha rimessi al mondo, assieme al calore della stufa ed alla protezione del rifugio, finalmente al sicuro.
proprio queste sono le sensazioni che si cercano durante le difficoltà, molte volte durante l'escursione pensavo e speravo di essere al sicuro del rifugio.
giusto il tempo di riprendere le forze ed uscire per godersi uno spettacolo incredibile, il tramonto autunnale dalle pale, giudicate voi le atmosfere.

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poi al rientro e la cena ci aspetta, un bel minestrone per continuare la cura rinvigorente, annaffiato da birra e grappa, per le nostre membra provate :D

la notte passa bene, 12 gradi in stanza ma le coperte fanno il loro dovere, la mattina mi sveglio presto, desideroso di godermi l'alba, in un gelo perfetto a 2578 metri; mi sembra di essere testimone della creazione del mondo (e da qui si vedono tante delle dolomiti del veneto)

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dopo la colazione si riparte, potremmo salire alla cima rosetta, sarebbe una facile "conquista", è cosi' vicina che potremmo raggiungerla allungando la mano, ma non ci interessa, non siamo venuti per conquistare, per avere una cima come trofeo, per vantarci di qualcosa, ci interessa solo poter vivere questo mondo parallelo che è la montagna, che sono sopratutto le pale; mentre fuori, laggiù, il mondo va avanti incurante a ritmi vorticosi, mentre la civiltà continua a scorrere, qui si è in un'altra dimensione, in un altro spazio tempo e non ci interessa cosa è importante nella società ma solo quello che sentiamo noi, l'avventura, l'esplorazione, il percorso e non la destinazione.
al ritorno la faccenda è molto più semplice, sentiero 756 che passa per le sponde alte dell'altipiano, facendoci addentrare ancora di più in questo mare di roccia, quasi tutto in piano per poi alla fine scendere violentemente sino a valle tramite pendii erbosi e poi bosco.
lo spettacolo è impossibile da spiegare a parole, chi frequenta la montagna sa cosa voglio dire e mille foto o video non renderanno mai giustizia a ciò che si prova nell'animo al cospetto di tanta bellezza.
le pale sono maestose, l'altipiano è grandioso e la sua cornice di cime è una cosa incalcolabile.
intanto nel giro di pochi minuti le nuvole stanno inghiottendo il sentiero poco dietro di noi, siamo stati molto fortunati ad averle evitate, anche se poi si fermano li' senza espandersi.

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rimango estasiato di fronte e tanta bellezza, di fronte il passo delle farangole e tutto il suo contorno di cime e torrioni aguzzi, le pale hanno delle linee uniche, da tutte le angolazioni e da qualsiasi versante.
a malincuore, perchè mi piacerebbe non andarmene mai da questi posti, si inizia a perdere quota, a rivedere l'erba e la civiltà.

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scendendo, oltre a passare vicino a delle miniere, si scorgono pietre nere di origine vulcanica e pezzi franati di sentiero, si arriva in questo magnifico belvedere, dove si vede lontana e piccolina la grande cascata di ieri, ma che mi sembra di aver visto giorni fa, tante sono state le emozioni ed i luoghi diversi visti.

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poco dopo si arriva alla fine, non con molto entusiasmo.
è stata un'escursione spettacolare, con cenge, cascata, orrido, canaloni, passaggi attrezzati, bosco, roccia, ghiaioni, altopiano delle pale, alba, tramonto, bosco, tanta roba.
molto vario come paesaggi e come cose da fare, i luoghi sono assolutamente selvaggi e poco frequentati (almeno pian delle comelle), i tratti attrezzati, come già detto, si potrebbero anche fare senza imbrago, però io per il timore del vuoto, non potrei farlo senza, o meglio, lo farei senza problemi perchè non è difficile, ma non vedo perchè rischiare in caso di una scivolata, poi ognuno comunque valuta in base alle proprie esigenze e necessità.
le pale non mi hanno deluso, ero sicuro che non lo avrebbero fatto, si sono mostrate in tutta la loro maestosità per questa escursione meravigliosa.
 

Allegati

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Posto bellissimo, belle foto.
Complimenti per come hai affrontato i passaggi attrezzati, non avendone mai fatto prima (sempre in sicurezza).
Grazie per la condivisione.
 
Conosco bene quel sentiero, 27 anni un carissimi amico veramente esperto di trekking ha salutato la moglie alla base della cascata e le ha detto "salgo e faccio un po di foto, torno per mezzogiorno...." lo hanno trovato 5 giorni dopo.
Il tuo racconto mi ha veramente toccato, grazie e scusate questo OT triste
 
Conosco bene quel sentiero, 27 anni un carissimi amico veramente esperto di trekking ha salutato la moglie alla base della cascata e le ha detto "salgo e faccio un po di foto, torno per mezzogiorno...." lo hanno trovato 5 giorni dopo.
Il tuo racconto mi ha veramente toccato, grazie e scusate questo OT triste
purtroppo la zona delle pale e' piuttosto impervia e 27 anni fa' era meno attrezzata di ora.

In estate l'elisoccorso passa tutti i giorni
 
Conosco bene quel sentiero, 27 anni un carissimi amico veramente esperto di trekking ha salutato la moglie alla base della cascata e le ha detto "salgo e faccio un po di foto, torno per mezzogiorno...." lo hanno trovato 5 giorni dopo.
Il tuo racconto mi ha veramente toccato, grazie e scusate questo OT triste
mamma mia, a pensarci mi vengono i brividi, purtroppo la montagna non perdona, qualsiasi punto può essere fatale, a volte proprio i più semplici perchè ci si fa meno attenzione, le pale poi sono particolarmente impervie
 
purtroppo in effetti vedo che è una zona nella quale sono accaduti diversi incidenti fatali, me ne rendo conto solo adesso
 
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