Recensione Tre tazze di tè

Posto la recensione di questo libro, che anche se non è al 100% "avventuroso" parla della storia di un infermiere-alpinista che tenta di scalare il K2 per onorare la scomparsa della sorella disabile. La dipinge come amante della vita e in suo onore vuole depositare un suo braccialetto proprio là, sulla sommità della famigerata cima.
Il tentativo fallirà nella difficile discesa il protagonista patirà la fame e le intemperie e verrà raccolto da una popolazione locale che lo tratterà con cure e privilegi riservati solo ai grandi capi del villaggio.
Ristabilitosi, il protagonista promette di sdebitarsi e tornato in California vende la casa, vive in auto per risparmiare soldi e fondare una organizzazione umanitaria per costruire scuole ed istruire la popolazione, soprattutto femminile da sempre esclusa, in quelle zone.
Ci riuscirà? Non vi svelo il finale e lo lascio a voi......

Il mio giudizio su questo libro è senza dubbio ottimo, una storia piena di spunti di riflessione, soprattutto per ciò che riguarda la questione di un abitante del mondo occidentale che intraprende una scelta di vita a favore di popoli di paesi poveri, anche scontrandosi con gli integralisti di quei paesi (contrare all'istruzione delle donne) e con le solite lobby statunitensi che lo additano come "istruttore di terroristi".

Il libro è scritto e venduto come una storia vera, anche se recentemente una trasmissione tv americana ha indagato sulla vita dell'autore, Greg Mortenson, e ha costruito una puntata ipotizzando molto romanzata la vicenda. Io l'ho letto pensando alla buona fede della persona, poi lascio ad ognuno le sue considerazioni personale. Di certo la persona esiste, la sua fondazione anche, e ogni anno raccoglie vari milioni di dollari.

Voto 9/10
 
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