Trovare sempre nuovi stimoli per fare trekking

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Speleoalp

Guest
...ah, ma certo. Il mio problema non riguarda quello, nel senso.... stranamente e potrà sembrare strano da come mi si percepisce via forum... nella vita reale sono sempre apprezzato come persona, carattere, ecc il problema è di "approcci, ritmi, filosofie" con cui si và in montagna, che non coincide mai e quindi dal momento che in montagna ci voglio andare per stare a mio agio, stare bene e gli altri pure... le uscite in comune, sono da dimenticare. Se poi queste differenze si riflettono anche su come la gente vive quotidianamente... ecco che ognuno segue la sua strada. Nonostante non ci siano "problemi di altra natura".

Ad ostinarsi, sarebbe veramente un rischio di perdita di stimoli, ahah Gli stimoli sarebbero altri :biggrin:
 
Tanto ho visto che la selezione si fa da sola... chi esce con me, 99/100 corca che ci riviene...ahahaha :)
Ma chi apprezza, diventa amico per sempre.

Verissimo ! (per fortuna).
E' un filo che o si spezza subito o non lo fa più.
Trovare un filo resistente è raro, e per questo potrebbero volerci anni per creare anche solo una piccola "ragnatela".
Inoltre anche la ragnatela non assicura tanto la "quantità", ma la "qualità" : ossia è normale che le rispettive evoluzioni nelle situazioni di vita - familiari, lavorative, ecc. - possano portare a dei diradamenti.
La qualità di certe relazioni sta però in quelle "affinità elettive" di cui parlava l' amico Giangi4 sopra (in un post che sottoscrivo al 110%), quelle cioè che portano dopo un po' a provare una sorta di reciproca "fame", e a reincontrarsi anche dopo diverso tempo esattamente come se ci si fosse lasciati il giorno prima, mantenendosi sul filo di una sintonia mentale nel frattempo mai venuta meno e neppure appassita.
In altri termini, è come se nell'esperienza in montagna l'"altro" facesse parte della montagna stessa, o meglio fosse parte integrante dell'esperienza. Io ho sempre usato sintetizzare questo concetto dicendo che la montagna ha un'intrinseca componente naturale ma anche una umana, che è del tutto complementare. Ed uno dei momenti in cui a esempio questo si avverte di più è quando si vive la "solitudine condivisa", ossia quei momenti di silenzio nei quali tra due persone non intercorrono parole ma solo il suono dei rispettivi passi che sembra collegarne telepaticamente il pensiero.
L'amico della montagna è una sorta di spacciatore (nel senso buono), che prima o poi torniamo a cercare per ritrovare e mantenere viva una parte di noi stessi.
 
Ultima modifica:
appunto...e l'essere orso girovago sarà pure bello ma spesso si sente bisogno di condividere le emozioni con gli altri

lo ammetto...quando ho girato da solo immaginavo di avere un/a compagno/a al mio fianco cui poter dire: "madò, guarda che spettacolo all'orizzonte!
(Ciao! Bella discussione!) io condivido le emozioni che sa dare il contatto con la montagna con una "Lupa". Poi le foto catturano ,in parte, quel momento che condivido con voi. Qualche volta alle mie scuse per non muovermi di casa non ci crede nemmeno il Cane (Linda ) ,che invece mi incoraggia di continuo con la sua voglia infinita di montagna, dimostrata con pianti e salti di gioia quando vede gli scarponi.....
Se non sono molto motivato(tempo libero parlando) , qualche volta ,prendo gli scarponi e li tengo in mano, Linda salta e corre ......infilo gli scarponi e parto con un bel sorriso in faccia .
 
Per quanto mi riguarda, fortunatamente non ho mai avuto bisogno di stimoli...Anzi a volte è una necessità andare per monti e valli...Io credo che non ci sia bisogno di una cura (passatemi il termine) alla non voglia, magari sono momenti della vita che passano e ritornano, l'importante è non farne una malattia può passare del tempo ma se uno ha la montagna nelle vene prima o poi torna l'impeto di andare.
 
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