Turisti o asceti?

Mah "siamo" anche no... Se lui si vede o vede gli altri così è un problema suo... Io uso le gambe e vado anche in posti meno turistici.
Be', il "siamo" credo sia per generalizzare l'atteggiamento più diffuso, non aveva l'intenzione di coinvolgerci tutti.

Su questo passaggio, condivido:
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A modo suo è interessante, anche se a me sembra due cose: un po' superficiale e cerca di mostrare un cambiamento radicale in un epoca che evidentemente ha vissuto lui stesso che scrive.
Mi spiego meglio: penso che sia superficiale perché suona un po' come una chiacchiera da bar. A volte mi ci ritrovo io stesso vedendo gente pedala biciclette che costano dieci volte la mia e sembrano fuori luogo, fuori allenamento o fuori di testa. Ma poi mi ricordo di Paul McCartney e canticchio tra me e me "Live and let die". Cioè non sono nessuno per giudicare né lo stato di forma né la capacità di spesa di chi mi pedala, scia, passeggia o parcheggia di fianco. A me è costato sacrificio allenarmi in bici o imparare i fondamenti dello sci (che non padroneggio come vorrei), ma il mio sforzo deve liberarmi dallo stress, non stressarmi perché vedo qualcuno godersi un passatempo in modo diverso dal mio.
Penso che sia un giudizio troppo soggettivo citando Tomba e Pantani perché sono due esempi vicinissimi nel tempo, quella metà anni Novanta che, evidentemente, il giornalista ha visto, vissuto e toccato con mano. Visto che l'articolo parte dagli sci, e che io sono un appassionato di sport tanto quanto di Fantozzi, dirò solo che il mio ragioniere preferito si vantava di essere stato azzurro di sci sulla scia di successi ben precendenti a Tomba, e nello stesso periodo anche mia madre, classe 1960 e non appartenente a qualsivoglia élite, comprò il primo paio di Rossignol. Torniamo al mio sport, la bici, per fare un altro esempio: Ambrogio Fogar reclamizzò la Bianchi Adventure, una mountain bike leggera adatta ai sentieri e alle commissioni quotidiane (lo so perché amavo quella bici che mi fu rubata nel 2009); quando saldavano quel telaio, Pantani aveva appena cominciato a pedalare e chi ricorda la bolla delle mountain bike a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta sa che anche allora si discuteva delle stesse cose.
Per filosofeggiare un po', io credo che certi atteggiamenti si ripetano ciclicamente nel tempo e che, ora che siamo oltre otto miliardi sulla superficie del nostro pianeta, dovremmo concentrarci su diffondere cultura e buon esempio.
 
Un paio di commenti e mie opinioni:
- non è stato il "fenomeno Tomba" a rendere lo sci di massa: lo era già. L'accesso a questo sport alle masse è iniziato molto prima di Tomba, almeno con l'era Thoeni, Gross e la Valanga Azzurra. Ricordate film come Vacanze di Natale e La settimana bianca? sono rispettivamente del 1983 e del 1980, quindi molti anni prima del "fenomeno Tomba"; e un discorso simile si poterbbe fare anche per la parte che parla di ciclismo;
- gli sci sono stati scaincrati quasi da sempre, non lo erano solo le stange da 2,50 m che si usavano 80-100 anni fa (quando non c'erano neanche le lamine, fondamentali nella presa di spigolo); la facilità di curvare anche a basse velocità non dipende solo dalla sciancratura, ma almeno anche dalla deformabilità (quindi dal materiale), dalla lunghezza dello sci e dalla qualità del manto nevoso (oggi le piste sono battute in una maniera praticamete ottimale e la neve, essendo quasi sempre artificiale, è sempre la stessa);
- di nuovo sulla curva nello sci: una bella curva condotta, andando a sfruttare appieno deformazione e sciancratura dello sci e senza derapata, non è facile, al contrario è un traguardo che occorre fatica e impegno per raggiungere; per chi ama seguire la Coppa del Mondo di sci non può che concordare con me che le curve "tirate col compasso" della Brignone in Gigante sono una meraviglia (quando vedi che si alza poschissima neve)
- non so quando e per chi scalare le montagne era una questione di ricercare l'ascesi, forse per J. Balmat o M.G. Paccard? o per E. Hillary o T. Norgay? o magari per i nostri A. Compagnoni e L. Lacedelli? A che ne so io: non mi risulta;
- per quanto una meta sia turistica e dia la possibilità a chiunque di godere di magnifici paesaggi, basta girare l'angolo ed imboccare un sentiero laterale per riassaporare il silenzio e la solitudine.

Infine, personalmente, cammino, sci e vado/andavo in bici da corsa e su per colline, ma non mi sono mai considerato un qualcosa d'élite, e non per falsa modesta, ma prorpio perché, obiettivamente, non lo sono; e se qualcuno ricerca in montagna la pratica dell'ascesi, qualcun'altro non la ricerca, come ad esempio il sottoscritto: non tutti facciamo le cose per le medesime motivazioni.
Cordiali saluti
 
Ultima modifica:
Mi sembra il solito articolo sui "bei tempi andati, quando eravamo in pochi a fare queste attività: eravamo una elite di persone per bene e sapevamo bene e solo noi come farlo considerando tutti i rischi connessi".
Classista insomma.
E' vero che ora molte più persone frequentano la montagna: ma io credo che percentualmente gli incidenti sarebbero moltissimi di più se mediamente la gente fosse del tutto ignorante sui rischi connessi.
Le campagne informative di CAI e vari altri enti e le informazioni sugli incidenti che succedono (sempre puntuali sui media) contribuiscono infatti a far percepire bene il rischio.
 
L'articolo mi pare molto centrato sul triste fenomeno di svilimento della frequentazione della montagna, scritto con il dovuto distacco da qualcuno che non pretende di essere un esperto del settore, ma semplicemente qualcuno che cerca di inquadrare questo cambiamento in modo oggettivo.

Non aggiunge nulla di nuovo a quello che già sappiamo, ma centra il problema o almeno alcuni suoi aspetti.
Ci sarebbe anche da chiedersi cosa c'è dietro al cambiamento della percezione dell'essere in montagna... secondo me solo ed esclusivamente interessi economici, che pilotano la spinta mediatica che a sua volta spinge frotte di merenderos e influencers ad invadere questo delicato ecosistema.
Penso che la maggior parte della gente non si sarebbe mai sognata di andare in montagna se non fosse stata spinta a farlo... Ma questa è solo una mia opinione.

Come @andreapaiola non sono d'accordo sull'ultima frase:
"Siamo, ormai, solo turisti che si atteggiano ad asceti."
Non mi sento certo un turista e nemmeno un asceta, semplicemente uno che ama essere in montagna, imprescindibilmente lontano il più possibile dalla folla.
 
O vai in bici o vai in moto: con la bici elettrica, che fai uno sforzo quasi nullo, cosa mi vuoi dimostrare, che sei comunque un ciclista?

Io qualche volta faccio un pezzo della lunga via delle Dolomiti in lieve ma costante salita e frequentatissima da molti con bici elettriche.
Con la mia bici "muscolare" (e non sono un gran ciclista, veramente) vengo regolarmente sorpassato da panzoni in bici elettrica che vanno al doppio-triplo della mia velocità :).
Detta così fa ridere, si.
Però la bici elettrica ha consentito di fare qualche percorso in bicicletta con salite a gente che non l'avrebbe mai fatto. Così anche i panzoni sedentari si muovono un po' (qualcosa devono comunque pedalare) e migliorano la loro salute.
 
Sarò vecchio ma, ad esempio, vedere tutta questa gente sulle strade in salita con le bici elettriche, mi fa ridere...

O vai in bici o vai in moto: con la bici elettrica, che fai uno sforzo quasi nullo, cosa mi vuoi dimostrare, che sei comunque un ciclista?

Se l'aspetto è giudicare, io che ho come comandamento "Esiste una sola bici ed è da corsa" non posso che condividere l'opinione.
Se invece l'aspetto è capire, allora una buona tecnica da usare può essere quella di "mettersi nei loro panni per un tratto di strada". Avendo noleggiato una e-bike posso dire che mi/ci ha permesso di godere del piacere di fare gire su distanze e dislivelli altrimenti impossibili a causa di una forma fisica inadeguata.
Discorso a parte, e delicato, è la questione delle discese: se sono su fondo compatto (e.g. asfalto) non ci sono particolari problemi, su brecciolino le cosa si complicano. Se qualcuno mi cede momentaneamente una mountian bike, sono capace, in piano e su ghiaino, di far derapare il posteriore (non che sia una cosa difficilissima da fare), ma non mi azzarderei mai ad usare tale tecnica per impostare delle curve in discesa su delle carareccie, e d'altra parte la perdita di aderenza sia dell'anteriore che del posteriore, su terreno pendente e sconnesso, è piuttosto facile da avere; quindi per me l'insidia è la discesa.
Cordiali saluti
 
Così anche i panzoni sedentari si muovono un po' (qualcosa devono comunque pedalare) e migliorano la loro salute.
Ho conosciuto uno di questi "panzoni" che mi narrava di imprese in bici che mi lasciavano dubbioso ma io, di primo acchitto, credo sempre a quello che mi dicono (perchè io non ho abitudine a dire balle).
Poi ho capito che aveva una bici elettrica :poke: e allora tutto mi tornava.
 
Però la bici elettrica ha consentito di fare qualche percorso in bicicletta con salite a gente che non l'avrebbe mai fatto. Così anche i panzoni sedentari si muovono un po' (qualcosa devono comunque pedalare) e migliorano la loro salute.
Come ho scritto in altre occasioni nessuno è obbligato a fare tutto o arrivare dappertutto.
Se hai la forma fisica inadeguata non è una giustificazione tecnica o morale per trovare scorciatoie.

Il panzone invece di fare 500m D+ con bici elettrica, si fa i suoi 20km al giorno in pianura con bici normale (odio il nome muscolare, come se fosse una novità!) e se si impegna un giorno arriverà anche a fare i suoi 500m D+

Trovo la bici elettrica come un barare e una mancanza di rispetto verso l'ambiente montano e la filosofia che lo definisce da sempre.
Chi fa e-bike in montagna mi da l'idea di una persona senza profondità d'animo, consumista e volta ad ottenere risultati senza sforzo... come una specie di rapinatore che non guadagna il suo compenso ma lo ruba.
Una persona secondo me sgradevole insomma... ma si sa io sono vecchio e rincoglionito.
 
Come ho scritto in altre occasioni nessuno è obbligato a fare tutto o arrivare dappertutto.
Se hai la forma fisica inadeguata non è una giustificazione tecnica o morale per trovare scorciatoie.

Il panzone invece di fare 500m D+ con bici elettrica, si fa i suoi 20km al giorno in pianura con bici normale (odio il nome muscolare, come se fosse una novità!) e se si impegna un giorno arriverà anche a fare i suoi 500m D+

Trovo la bici elettrica come un barare e una mancanza di rispetto verso l'ambiente montano e la filosofia che lo definisce da sempre.
Chi fa e-bike in montagna mi da l'idea di una persona senza profondità d'animo, consumista e volta ad ottenere risultati senza sforzo... come una specie di rapinatore che non guadagna il suo compenso ma lo ruba.
Una persona secondo me sgradevole insomma... ma si sa io sono vecchio e rincoglionito.
Quoto parola per parola.
Compreso quello che ho grassettato (riferito a me, ovviamente :biggrin:)
 
Come ho scritto in altre occasioni nessuno è obbligato a fare tutto o arrivare dappertutto.
Se hai la forma fisica inadeguata non è una giustificazione tecnica o morale per trovare scorciatoie.

Il panzone invece di fare 500m D+ con bici elettrica, si fa i suoi 20km al giorno in pianura con bici normale (odio il nome muscolare, come se fosse una novità!) e se si impegna un giorno arriverà anche a fare i suoi 500m D+

Trovo la bici elettrica come un barare e una mancanza di rispetto verso l'ambiente montano e la filosofia che lo definisce da sempre.
Chi fa e-bike in montagna mi da l'idea di una persona senza profondità d'animo, consumista e volta ad ottenere risultati senza sforzo... come una specie di rapinatore che non guadagna il suo compenso ma lo ruba.
Una persona secondo me sgradevole insomma... ma si sa io sono vecchio e rincoglionito.
Veramente non sono più giovanissimo e non sempre in "ottima forma" (l'ultima escursione 800 D+, che ho pure pubblicato qui sul sito, ho penato un po' per farla).
Io la vedo più in senso positivo: c'è più gente che si muove e respira aria buona, e la loro salute migliora (quindi meno farmaci/meno ricorsi in ospedale).
 
bah.. si stava meglio quando si stava peggio e nostalgie varie, oltre a un'accozzaglia di cose messe assieme in modo casuale (sicurezza e accessibilità, falesie e palestre artificiali -addirittura a rischio zero!-, commenti a caso sulle schiodature, ecc..)

col progresso tecnologico cambiano le tecniche e si allargano gli orizzonti, e non c'è nulla di negativo in questo.
non cambia la fruizione, semplicemente nascono nuove tipologie di fruizione. liberissimi di andare ad arrampicare con gli scarponi con lamina di metallo, di sciare con pali di legno ai piedi, di pedalare solo con il biciclo, ma la tecnologia evolve e il modo cambia e da sempre le nuove tecnologie rendono le attività meno elitarie.

ma vedendo la storia dell'alpinismo (non conosco quella dello sci nè quella della bicicletta ma sicuramente sono analoghe), al presentarsi di un nuovo progresso tecnologico ci sono sempre stati i detrattori e quelli che parlavano di "barare"!
con l'avvento dei primi ramponi a 12 punte e la nascita della progressione frontale si parlava addirittura di scalata in artificiale (e intanto l'Eiger se l'è conquistato Heckmair con i 12 punte e non Charlet con i 10...), idem quando sono arrivati chiodi a pressione, spit, con il nuovo mattino, ecc...

indubbiamente c'è chi esagera e non dà esempio positivo (vedi le salite in elicottero), ma in generale qualunque progresso è una crescita e una presa di consapevolezza non può che essere positivo. poi da condannare non sono le tecnologie ma l'uso che ne si fa.

le montagne poi sono grandi, c'è e ci sarà sempre spazio per i nostalgici e gli alpinisti eroici e per chiunque voglia fruirne nel modo che preferisce, così come ci sarà sempre spazio per chi brontola e si eleva.
 
le montagne poi sono grandi, c'è e ci sarà sempre spazio per i nostalgici e gli alpinisti eroici e per chiunque voglia fruirne nel modo che preferisce, così come ci sarà sempre spazio per chi brontola e si eleva.
Questo è palesemente non vero: lo "spazio per i nostalgici" come lo chiami tu anche se io lo chiamerei "vera montagna" si riduce inequivocabilmente anno per anno.

Da ragazzo andavo al passo Pordoi e ci trovavo quattro gatti, se poi arrivavo alle Mesules non c'era nessuno.
A 30 anni le vie sulle torri del Sella, in Val di Mello, nel gruppo del Bianco erano praticamente deserte: al massimo trovavi due o tre cordate, di solito nessuna. Adesso devi prendere il biglietto (come ormai succede anche in tutti i parcheggi).
a 40 facevo cascate di ghiaccio e solo a Cogne trovavi un po' di affollamento.

Adesso i posti sopracitati (che non frequento più) sono diventati più affollati di una discoteca alle due di notte, spesso cementificati, disalberati e muniti di rifugi che sembrano hotel 5 stelle.

Per trovare ancora un po' di "vera montagna" devi cercarti qualche valle nascosta e poco conosciuta, con almeno 1500m di dislivello, niente accessi motorizzati, niente funivie, niente rifugi, ecc... E non se ne trovano poi così tante.

Se poi per te "fruire nel modo che si preferisce" significa che va bene anche trasformare la montagna nella succursale di un centro commerciale allora sì, sono un nostalgico brontolone convinto di avere pure ragione!

E non ce l'ho contro l' e-bike in se, ma sul fatto che diventa un ulteriore mezzo per certe persone per venire a snaturare la montagna. Non sono d'accordo che si possa fruire nel modo che si preferisce, ma solo nei modi che non danneggiano l'ecosistema... e l'e-bike non è tra quelli.
I perchè li sai anche tu.
 
Questo è palesemente non vero: lo "spazio per i nostalgici" come lo chiami tu anche se io lo chiamerei "vera montagna" si riduce inequivocabilmente anno per anno.
ma io infatti non ho MAI detto che questo spazio non si riduce, ho detto che questo spazio C'E'. che si riduca e cambi è esattamente quello che ho scritto, ma il tempo passa, il mondo cambia, i posti cambiano e il cambiamento si può subire oppure farne parte: a ognuno la scelta. di certo c'è che non si può fermare (e per come la vedo io, non c'è motivo di subirlo: la vita è una, breve e già abbastanza piena di rotture di maroni!)

se voglio andare a scalare in dolomiti in alcune zone e non fare la fila, mi sveglio presto. una volta potevo svegliarmi più tardi, ora se voglio andare in alcuni posti non me lo posso permettere! altre zone ormai sono da evitare a prescindere dagli orari e lascio che ci vadano gli altri.
poi se ci guardi bene e con onestà i posti con overtourism sono sempre gli stessi, ed è sufficiente evitarli.

e ripeto, l'e-bike non danneggia l'ecosistema, al massimo è chi la usa che lo danneggia.
 
...poi se ci guardi bene e con onestà i posti con overtourism sono sempre gli stessi, ed è sufficiente evitarli...

Chiacchierando con qualcuno che ha responsabilità amministrative in qualche istituzione, è emerso, dal suo punto di vista con un po' di rammarico, che la tendenza del turismo (nell'area montana di competenza, ma credo si possa, almeno un po', generalizzare), adesso come adesso, è quella di polarizzarsi: super affollamento in pochi posti e scarsa frequentazione altrove.
Cordiali saluti
 
sinceramente lo trovo un brutto articolo, pieno di luoghi comuni ma anche di tante inesattezze

il fenomeno sci non nacque con Tomba, ma con la valanga azzurra di Cotelli, ovvero Thoni e poi i vari Gros, De Chiesa, Radici, Stricker & co
che sia stato un po' elitario, per forza
oltre ad attrezzatura anche gli skipass hanno un costo elevato, negli ultimi anno ancor di più e difatti si assiste ad una lieve flessione

il carving sì ha reso tecnicamente più facile il gesto tecnico, ma la grossa rivoluzione passò per le tavole, volenti o nolenti

per l'alpinismo....
verissimo che si è avvicinata tantissima gente con scarsa esperienza, si è avvicinata anche tanta gente tecnicamente forte (da allenamenti in falesia), ma totalmente priva di esperienza in ambiente
i rifugi raggiungibili con la strada o con breve escursione c'erano già, sono aumentati perchè c'è la richiesta (e la possibilità di guadagno) ma da qui a dire che la fatica non c'è... ce ne passa
anzi, io son convinto che, rispetto agli anni in cui mi legavo e ho salito tante vette, se ritornassi su una gita dove ti spari un bel 1400mD+ per arrivare al rifugio, ed altrettanti per fare la vetta il giorno dopo, ci sia molta meno frequentazione di una volta

aumentata la strafottenza e maleducazione, l'incapacità di relazionarsi col mondo alpino, quello sicuramente sì, basta vedere l'episodio accaduto pochi giorni fa nel bellunese, dove l'elicottero del Soccorso alpino, per un recupero, ha dovuto atterrare fuori piazzola perchè occupata da merenderos che prendevano il sole e pur vedendo l'elicottero non si son spostati
 
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