Turisti o asceti?

trovo la bici elettrica come un barare e una mancanza di rispetto verso l'ambiente montano
E perchè mai? Vedo gente avanti con gli anni ,che è sempre andata con la muscolare, ed ora magari fa più fatica quindi perchè precludergli la possibilità di continuare a fare ciò che gli piace?
Non sono d'accordo che si possa fruire nel modo che si preferisce, ma solo nei modi che non danneggiano l'ecosistema... e l'e-bike non è tra quelli.
Questa proprio non la capisco, magari ho capito male io, in che modo l'e-bike rovinerebbe l'ecosistema più di una MTB?
Chi fa e-bike in montagna mi da l'idea di una persona senza profondità d'animo, consumista e volta ad ottenere risultati senza sforzo... come una specie di rapinatore che non guadagna il suo compenso ma lo ruba.
Una persona secondo me sgradevole
Definire "sgradevole" una persona che fa e-bike mi sembra un affermazione un "tantino" esagerata , chi siamo noi per fare queste affermazioni e dare giudizi così castranti verso chi fa una cosa diversa da noi ?
Premetto, ho 63 anni vado in MTB con la muscolare(quindi no e-bike)mettendomela sulla schiena quando serve , faccio ancora dislivelli di tutto rispetto con difficoltà importanti ma mai mi sognerei di fare certe affermazioni verso chi usa l'e-bike
le montagne poi sono grandi, c'è e ci sarà sempre spazio per i nostalgici e gli alpinisti eroici e per chiunque voglia fruirne nel modo che preferisce, così come ci sarà sempre spazio per chi brontola e si eleva.
Esatto!
Ogni cosa è figlia dei tempi a cui appartiene, tutto cambia e si trasforma, se la cosa non ci piace le alternative per fare altro ci sono e pure tante;)
 
E se smettessimo di chiamarle e-bike e le chiamassimo motorini elettrici?
In ambiente naturale i mezzi a motore dovrebbero essere riservati esclusivamente a funzioni di interesse pubblico (soccorso, cura del territorio, attività lavorative ecc).
:
E' fuori discussione che il continuo passaggio di biciclette rovina le tracce di sentiero nei boschi (e non solo) potete farmi qualsiasi ragionamento per dimostrare il contrario ma so quel che vedo. Il problema delle elettriche non è che sono "elettriche" ma cha ha moltiplicato il numero di turisti in bicicletta nel bosco che poi i nuovi arrivati siano panzoni tarpascioni e quelli che c' erano prima fossero almeno in forma ed allenati è solo un accessorio "estetico", il problema è il numero che ha superato o sta superando il livello di guardia.
 
...

Esatto!
Ogni cosa è figlia dei tempi a cui appartiene, tutto cambia e si trasforma, se la cosa non ci piace le alternative per fare altro ci sono e pure tante;)
Secondo questo punto di vista allora va bene pure il riscaldamento globale... è figlio dei tempi e se non ci piace peggio per noi...
 
Ogni cosa è figlia dei tempi a cui appartiene, tutto cambia e si trasforma, se la cosa non ci piace le alternative per fare altro ci sono e pure tante;)
Questa "perla" (riferita al boom di e-bike) me l' ero persa.

In pratica stai dicendo "se non ti va bene che i sentieri pedonali siano invasi dalle e-bike vattene da un' altra parte".

Non è così che funziona il "patto sociale" che tiene insieme un Paese.

Lo sfruttamento delle risorse naturali è regolato in funzione dell' interesse pubblico, ed è così anche per il passaggio sui sentieri montani, finora regolamentati in funzione di una realtà che è, appunto, cambiata in questi ultimi anni senza che le norme fossero aggiornate.

Ciò che si chiede è l' adeguamento delle norme alla nuova realtà ed è chiaro che ci saranno interessi contrapposti, anche economici, ma tutto non si può ridurre ad un "se non ti sta bene vattene da un' altra parte".
 
E se smettessimo di chiamarle e-bike e le chiamassimo motorini elettrici?
In ambiente naturale i mezzi a motore dovrebbero essere riservati esclusivamente a funzioni di interesse pubblico (soccorso, cura del territorio, attività lavorative ecc).
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E' fuori discussione che il continuo passaggio di biciclette rovina le tracce di sentiero nei boschi (e non solo) potete farmi qualsiasi ragionamento per dimostrare il contrario ma so quel che vedo. Il problema delle elettriche non è che sono "elettriche" ma cha ha moltiplicato il numero di turisti in bicicletta nel bosco che poi i nuovi arrivati siano panzoni tarpascioni e quelli che c' erano prima fossero almeno in forma ed allenati è solo un accessorio "estetico", il problema è il numero che ha superato o sta superando il livello di guardia.
Temo che, come sostiene @LoZarro , sia solo un atteggiamento reazionario.
Il progresso dell'elettronica, in generale, ha favorito la frequentazione di sentieri, boschi, vette da parte sia di chi è avanti con l'età (il ciclista ultrasettantenne che non ha più la gamba) che di chi senza la tecnologia non ci si sarebbe approcciato. Escludo dalla discussione le bici "truccate", ovviamente (seppure, ai tempi, il mio F12 non faceva certo i 45km/h).
Io sono un cavernicolo e non ho elettronica sulla bici né a piedi ad eccezione del Garmin e della fanaleria. Ma se togliamo una tecnologia (motore e batteria) dicendo che è ad uso esclusivo dei soccorsi, come decidiamo quale sia la tecnologia buona e quella cattiva? Tutti i dispositivi a batteria sopracitati? Le bici normali con il cambio elettronico? Il GPS con la rilevazione di caduta? E i power bank allora? L'abbigliamento tecnico ultralight? Le scarpe da trail con l'anima in carbonio? Sto volutamente scrivendo una provocazione, ripeto che io non la uso e spero di non usarla mai l'e-bike, ma non avevo nemmeno un lettore mp3 eppure adopero quotidianamente due smartphone.
 
il continuo passaggio di biciclette rovina le tracce di sentiero nei boschi
Le bici da downhill (muscolari in grande prevalenza - molto meno elettriche - e usate in gran lunga da gente allenata) di sicuro rovinano le tracce-i sentieri nei boschi, perchè li percorrono abitualmente: è considerato uno sport, ma a me escursionista-frequentatore di boschi questi rompono assai di più :-x.
il ciclista della domenica con il panzone e la bici elettrica per me usa perlopiù le strade normali, con asfalto o brecciolino, in salita (si, ci sono anche queste), e mi rompe assai meno perchè non me lo trovo nei boschi quasi mai.
 
Le bici da downhill (muscolari in grande prevalenza - molto meno elettriche - e usate in gran lunga da gente allenata) di sicuro rovinano le tracce-i sentieri nei boschi, perchè li percorrono abitualmente: è considerato uno sport, ma a me escursionista-frequentatore di boschi questi rompono assai di più :-x.
il ciclista della domenica con il panzone e la bici elettrica per me usa perlopiù le strade normali, con asfalto o brecciolino, in salita (si, ci sono anche queste), e mi rompe assai meno perchè non me lo trovo nei boschi quasi mai.
Ecco, questo è un ottimo punto di vista, personale perché magari non tutti hanno la tua esperienza, ma la dice lunga.
Educazione e cultura sono ben distanti da un pirla che scende a freni aperti su un sentiero, a prescindere dalla tecnologia e dal livello di allenamento del suddetto pirla.
 
Questa "perla" (riferita al boom di e-bike) me l' ero persa.

In pratica stai dicendo "se non ti va bene che i sentieri pedonali siano invasi dalle e-bike vattene da un' altra parte".
Questa "perla" l'hai letta ma non l'hai capita..................
Visto che ho scritto "ogni cosa" ovviamente mi riferisco a tutte le discipline, non solo la MTB e/o e-Bike e comunque era una risposta ad un altro intervento, ma anche questo te lo sei perso.....
Se non ti piace vedere gente in e-bike o fare altre discipline che non rispecchiano il tuo modo di andare in montagna andrai ben da altre parti dove c'è la montagna che piace a te giusto?
Io faccio così, e di montagne , ti sembrerà strano, ce ne sono davvero tante dove andare e magari non devi spostarti neanche di molto;)
Non è così che funziona il "patto sociale" che tiene insieme un Paese.
Ma dai............. cosa c'entra!
ma tutto non si può ridurre ad un "se non ti sta bene vattene da un' altra parte".
Leggi sopra
E se smettessimo di chiamarle e-bike e le chiamassimo motorini elettrici?
Ti piace di più chiamarle bici a pedalata assistita?
Ma a cosa ti stai attaccando?
Difficilmente troverai e-bike, mtb, bici a pedalata assistita , chiamale come ti pare, su sentieri impervi e difficili ma più facilmente saranno su sentieri belli larghi, single trak ,poderali, sterrate ecc , magari ripidi ma niente di più, in caso contrario si chiamerebbe cicloalpinismo, eh sì esiste anche quello!
Quello che cerco di farti capire è che tutto cambia e comunque la possibilità di scelta l'abbiamo, anche a me non piace l'e-bike (l'ho scritto ma credo che te lo sei perso.....)ma non punto il dito e la demonizzo, semplicemente faccio altro.
Le bici da downhill (muscolari in grande prevalenza - molto meno elettriche - e usate in gran lunga da gente allenata) di sicuro rovinano le tracce-i sentieri nei boschi, perchè li percorrono abitualmente
In realtà i percorsi di downhill sono dedicati solo a quella disciplina, mi vengono in mente Pila e Cervinia, anche perchè solitamente la bici viene portata su con gli impianti (sulle seggiovie in estate mettono gli appositi ganci.
Su sentiero non ho mai visto nessuno fare downhill, anche perchè sarebbe molto pericoloso essendoci escursionisti.
 
Su sentiero non ho mai visto nessuno fare downhill, anche perchè sarebbe molto pericoloso essendoci escursionisti.
A Bardonecchia Melezet ci sono brevissimi tratti condivisi ( e banalmente il resto del sentiero è diviso in due col nastro per far passare le bici ) molto segnalati, perchè evidentemente pericoloso.
A Cervinia, beh sopra Cervinia Cime Bianche, sono passato a piedi su "sentieri" da downhill mica tanto segnalati. Risulta evidente che sono da downhill perchè "scavati"... ma diciamo che bisogna saperlo.
Anche perchè l'area è grossa per mettere cartelli ovunque ce ne va...
 
In realtà i percorsi di downhill sono dedicati solo a quella disciplina, mi vengono in mente Pila e Cervinia, anche perchè solitamente la bici viene portata su con gli impianti (sulle seggiovie in estate mettono gli appositi ganci.
Su sentiero non ho mai visto nessuno fare downhill, anche perchè sarebbe molto pericoloso essendoci escursionisti.
A Bardonecchia Melezet ci sono brevissimi tratti condivisi ( e banalmente il resto del sentiero è diviso in due col nastro per far passare le bici ) molto segnalati, perchè evidentemente pericoloso.
A Cervinia, beh sopra Cervinia Cime Bianche, sono passato a piedi su "sentieri" da downhill mica tanto segnalati. Risulta evidente che sono da downhill perchè "scavati"... ma diciamo che bisogna saperlo.
Anche perchè l'area è grossa per mettere cartelli ovunque ce ne va...
Immagino che @andreal intendesse quei sentieri senza tante limitazioni in cui capita di incrociare dei biker che fanno i discesisti, magari non proprio con la bici da downhill in senso stretto ma con la mountain bike da enduro (o e-enduro, esiste anche quella) e senza tanta creanza si appropriano della precedenza. Capita sui Colli Euganei, ho sentito dire che è capitato in diverse zone del bellunese e immagino che capiti pure fuori dal Veneto. Di gente che non legge i cartelli quando ci sono o che non rispetta l' "utente più debole" ce n'è tanta, pure a pedali.
 
Uhm. Proviamo a riportare un po' in carreggiata la discussione... dato che sono l'OP (Object Proposer, insomma colui che ha iniziato l'argomento).

Perché vi ho postato il link? La risposta è insita nel titolo che ho voluto dare all'argomento. Che qui ripeto, per maggior chiarezza. "Turisti o asceti?".

Con il punto interrogativo.

Cioé, che cos'è che spinge voi frequentatori di questo esclusivo, elitario (... 'nzomma...:)), club di avventurosi, a frequentare la montagna?

Perché, sì, molto di ciò che avete notato è vero. Il tizio si è perso la valanga azzurra (secondo me, per ragioni puramente anagrafiche, io ho scoperto di essere coetaneo della mamma di uno di voi! "cari figlioli"...:rofl:), quindi so di che cosa si parla. Ad esempio, della settimana bianca organizzata dalle scuole di pianura, con i professori di ginnastica trasmutati magicamente in maestri di sci...:roll: con risultati tragicomici degni del miglior Fantozzi.

O, certo: l'eterna lotta fra chi si guadagna le vette a forza di sudore e chi invece predilige l'aiutino della tecnologia. Nulla di nuovo, sin dai tempi dell'invenzione dei primi impianti a risalita, mi raccontavano i vecchi quando ero un ragazzo io. Aiutino che oggi è un "aiutone" e che crea un certo sovraffollamento.

E qui torniamo al dilemma che ho proposto.

Turisti (o "merenderos", come li ho sentiti simpaticamente definire)? Questa è la vostra motivazione?

Oppure l'ebrezza dei grandi silenzi, della solitudine, del rumore del vento (asceti), fino allo sfinimento, ricercato proprio per ascendere a più alte vette (anche, di contemplazione... si dice, no?).

Io, lo confesso, sono ambivalente. Si, sono un pochino turista. Ho usato rifugi o bivacchi come alberghi, anche quando le strutture erano decisamente poco alberghiere.

In altri casi, ho preferito l'ascesi. Il PNFC di fine ottobre o novembre, in bici, di giorno feriale: una meraviglia che mi porterò dentro per il resto dei miei giorni!:sleep:

Non mi pongo limiti. Le gambe mi portano sempre peggio (è da fine marzo che sono sostanzialmente fermo per un noioso problema ad un ginocchio, grunf!), quindi se l'unico modo per fare ciò che voglio fare sarà usare una e-bike, nel massimo rispetto del mondo e delle persone circostanti, e-bike sarà, perché no? Finora non si è resa necessaria, ma... sono coetaneo della mamma di uno di voi: a Milano mi direbbero "dura minga!".;)

E voi? Mezzo e mezzo come me, oppure comodamente turisti od intransigentemente asceti?

Ed ancora, ai turisti: vi rendete conto di ciò che vi perdete, a non essere asceti? Rileggete il link del mio primo messaggio e poi ne riparliamo.
 
E voi? Mezzo e mezzo come me, oppure comodamente turisti od intransigentemente asceti?

Direi "mezzo e mezzo".
A volte turista (quando non ho voglia-tempo di faticare e voglio solo rilassarmi in buona compagnia e in tranquillità), a volte asceta (quando mi va di faticare e vedere poca gente in giro).
 
ma difatti......

ho fatto alpinismo, adesso faccio escursioni e non mi lego più, o quasi mai.......
mai voluto fare l'asceta, ho bivaccato, anche in tenda o all'addiaccio quando non c'eran altre possibilità per salire quella vetta
altrimenti sempre utilizzato i rifugi, anche se magari per arrivare ad alcuni era già una tirata non indifferente (gonella o tanti in svizzera)

ognuno è giusto che viva la montagna come meglio crede, non mi piacciono le imposizioni e quindi non voglio applicarle ad altri
basta ricordare che la propria libertà termina quando va ad inficiare quella degli altri, è la base dell'educazione, mi pare
ma questo vale in città, sul lavoro.... in montagna
 
Cioé, che cos'è che spinge voi frequentatori di questo esclusivo, elitario (... 'nzomma...:)), club di avventurosi, a frequentare la montagna?
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Turisti (o "merenderos", come li ho sentiti simpaticamente definire)? Questa è la vostra motivazione?

Oppure l'ebrezza dei grandi silenzi, della solitudine, del rumore del vento (asceti), fino allo sfinimento, ricercato proprio per ascendere a più alte vette (anche, di contemplazione... si dice, no?).
E difficile dire cosa mi spinge: spero lo capirai da queste mie considerazioni.

Io, come penso si sia capito odio visceralmente l'affollamento (in montagna, al mare, in città) per cui forse parto prevenuto, ma sono convinto che in tutto ci debba essere una filosofia e la montagna secondo me me ha una e deve essere rispettata.

La montagna è di per se un capolavoro, un quadro di Raffaello, una scultura di Michelangelo moltiplicata per 1000, e noi troviamo tutti i modi per denigrarla e distruggerla.
Certo, ci sono orrori, come le cave di marmo nel parco naturale delle Apuane e ci sono fastidi, come le e-bike, ma il fatto è che certe cose si integrano con la filosofia della montagna e certe no.
La folla al Lago di Braies e alle Tre cime di Lavaredo, potete dire quello che volete, non si integra con la filosofia della montagna; gli ultimi modelli di auto portati in elicottero sopra a Madonna di Campiglio ed esposte nei rifugi non si integrano con la montagna; i pseudo-mega rifugi da 160€ a notte con lo chef stellato non si integrano; i concerti con centinaia di persone in alta quota non si integrano...

Penso che qui dentro siamo tutti d'accordo su questo, e chi non è d'accordo non ha capito nemmeno cos'è la Montagna con la "m" maiuscola. Di questo ne sono certo.

Nessuno sano di mente andrebbe a modificare con una matita la Gioconda, o a "ritoccare" con uno scalpello il David di Michelangelo, giusto? Li guardiamo solo e li apprezziamo.

Eppure la montagna, che è un capolavoro ancora più grande, la sfruttiamo, la deturpiamo, la trasformiamo in un parco giochi; non la visitiamo a piedi, in silenzio, con il minimo impatto: la invadiamo. Tutto è lecito nel nome del divertimento: biciclette, navette, funivie, mega strutture.

La montagna secondo qualcuno deve essere inclusiva: tutti devono andare dappertutto e poter fare tutto, e se non ti va bene vattene da un'altra parte!

Ma che modo di ragionare è???
E' come se qualcuno spennellasse di vernice la Gioconda e dicesse "se non ti va bene vatti a guardare un altro quadro... Ce ne sono tanti!"
Ma che c@zzo di discorso è???

Certo ho 60 anni e sono nato in un mondo diverso, chiamatelo antico, eroico o come vi pare. Non sono un nostalgico che pensa che il passato sia stata l'età d'oro, c'erano tanti problemi: rapimenti, bombe nei treni, se prendevi il cancro al 99% eri morto, a 60 anni avevi perso l'80% dei denti perché non c'erano le tecnologie di oggi, passavi un anno inutile a fare il militare marciando e gridando come un coglione. Per fare una telefonata di 10 minuti negli USA pagavi l'equivalente di una cena al ristorante stellato. C'erano un sacco di persone storpie in giro perché la generazione prima si era presa la poliomielite (che scommetto metà dei giovani manco sa cos'è).

Pero c'erano anche cose positive (no, non il duce, quello era ancora prima :D ).
Il rispetto nella frequentazione della montagna era una di quelle. In montagna si andava in silenzio, per ammirare... come se si entrasse in una cattedrale, non per distruggere.
Nei rifugi si arrivava a piedi. Non in bici, non in navetta, in macchina o in aereo. A piedi.
Si apprezzava un piatto di pasta al pomodoro e due fette di arrosto perché difficilmente portavano le cose con l'elicottero e perché te le eri sudate e sembravano più buone di un pranzo gourmet.
Si dormiva nelle camerate perché la gente era lì per partire alle 3 del mattino e fare cose meravigliose, non per lamentarsi se non c'era la camera con doccia. Le latrine erano fuori, e andava bene così...

Dopo cena uscivi a guardare le stelle nel silenzio, o stavi a giocare a carte o a rivedere i particolari dell'escursione o della scalata. Il gestore era uno di noi, che si sedeva al tavolo e ti dava consigli, non un albergatore sgarbato interessato solo a far soldi.

Oggi no. Oggi bisogna andare dappertutto, possibilmente in maniera facile e sicura come il cretino (si, cretino, lo avete pensato tutti... io semplicemente lo dico) dell'altro post che si lamentava perché un pezzo di sentiero era franato e lui, specialista in sicurezza del lavoro, vedeva leso il suo sacrosanto diritto di passare.

La montagna ti ospita. Hai doveri ma non diritti, se non quello di attraversarla nella maniera più delicata possibile.

Potrei scrivere ancora per ore, ma spero di aver chiarito cosa mi spinge a frequentare la montagna...
 
Vi quoto qui il succo del discorso (preso dall'articolo) che m'interessa commentare (e su cui spero di far ragionare tutti indistintamente, turisti ed asceti):

"Abbiamo barattato l'ascesi con l'accessibilità, convinti che eliminare la fatica, azzerare il rischio e democratizzare l'ascesa fosse una conquista di civiltà. Ma il prezzo di questo scambio si è rivelato altissimo: la perdita della nostra stessa umanità.

Quando tutto diventa a portata di mano, quando il denaro e la tecnologia rimuovono l'ostacolo, rimuovono anche l'occasione per confrontarci con la nostra fragilità, con l'umiltà del fallimento, con il senso del limite."
.

Credo che sia un ragionamento molto importante, degno di considerazione e di qualche pensiero non troppo "automatico", ma ben meditato.
Una delle caratteristiche dei partecipanti di questo forum che ha conquistato la mia adesione è l'accettazione della sconfitta. Le montagne non si salgono "per forza", ma solo quando loro si concedono. Anche se costa più tempo e fatica, per dirla alla Valentino Rossi: "però, senti che gusto che c'é!".

Ed il gusto, in fondo, c'è anche quando non ce la si fa.
 
Temo che, come sostiene @LoZarro , sia solo un atteggiamento reazionario.
Diamine, ma almeno leggi prima di affrettarti a rispondere!

Che c'é di "reazionario" nel segnalare che le biciclette (a motore e non) rovinano i sentieri pedonali con fondo di terra?

Leggendo ti accorgeresti che il problema a mio avviso è il numero dei passaggi aumentato in quanto si è allargata la platea dei ciclisti.

I problemi dell' elettronica sono altri, come quello di una generazione che non riesce a leggere più di 10 parole di fila... ;)
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ognuno è giusto che viva la montagna come meglio crede,
Siamo 60 milioni, se andiamo tutti a fare la cacca in montagna, ad una media di 300 grammi di cacca a persona, sono 18.000 tonnellate di cacca al giorno.
 
Ultima modifica:
I problemi dell' elettronica sono altri, come quello di una generazione che non riesce a leggere più di 10 parole di fila... ;)
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Siamo 60 milioni, se andiamo tutti a fare la cacca in montagna, ad una media di 300 grammi di cacca a persona, sono 18.000 tonnellate di cacca al giorno.
Forse ne soffri anche tu :biggrin:


ognuno è giusto che viva la montagna come meglio crede, non mi piacciono le imposizioni e quindi non voglio applicarle ad altri
basta ricordare che la propria libertà termina quando va ad inficiare quella degli altri, è la base dell'educazione, mi pare

:si:
 
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