Cioé, che cos'è che spinge voi frequentatori di questo esclusivo, elitario (... 'nzomma...

), club di avventurosi, a frequentare la montagna?
...
Turisti (o "merenderos", come li ho sentiti simpaticamente definire)? Questa è la vostra motivazione?
Oppure l'ebrezza dei grandi silenzi, della solitudine, del rumore del vento (asceti), fino allo sfinimento, ricercato proprio per ascendere a più alte vette (anche, di contemplazione... si dice, no?).
E difficile dire cosa mi spinge: spero lo capirai da queste mie considerazioni.
Io, come penso si sia capito odio visceralmente l'affollamento (in montagna, al mare, in città) per cui forse parto prevenuto, ma sono convinto che in tutto ci debba essere una filosofia e la montagna secondo me me ha una e
deve essere rispettata.
La montagna è di per se un capolavoro, un quadro di Raffaello, una scultura di Michelangelo moltiplicata per 1000, e noi troviamo tutti i modi per denigrarla e distruggerla.
Certo, ci sono orrori, come le cave di marmo nel parco naturale delle Apuane e ci sono fastidi, come le e-bike, ma il fatto è che certe cose si integrano con la filosofia della montagna e certe no.
La folla al Lago di Braies e alle Tre cime di Lavaredo, potete dire quello che volete, non si integra con la filosofia della montagna; gli ultimi modelli di auto portati in elicottero sopra a Madonna di Campiglio ed esposte nei rifugi non si integrano con la montagna; i pseudo-mega rifugi da 160€ a notte con lo chef stellato non si integrano; i concerti con centinaia di persone in alta quota non si integrano...
Penso che qui dentro siamo tutti d'accordo su questo, e chi non è d'accordo non ha capito nemmeno cos'è la Montagna con la "m" maiuscola. Di questo ne sono certo.
Nessuno sano di mente andrebbe a modificare con una matita la Gioconda, o a "ritoccare" con uno scalpello il David di Michelangelo, giusto? Li guardiamo solo e li apprezziamo.
Eppure la montagna, che è un capolavoro ancora più grande, la sfruttiamo, la deturpiamo, la trasformiamo in un parco giochi; non la visitiamo a piedi, in silenzio, con il minimo impatto: la invadiamo. Tutto è lecito nel nome del divertimento: biciclette, navette, funivie, mega strutture.
La montagna secondo qualcuno deve essere inclusiva: tutti devono andare dappertutto e poter fare tutto, e se non ti va bene vattene da un'altra parte!
Ma che modo di ragionare è???
E' come se qualcuno spennellasse di vernice la Gioconda e dicesse "se non ti va bene vatti a guardare un altro quadro... Ce ne sono tanti!"
Ma che c@zzo di discorso è???
Certo ho 60 anni e sono nato in un mondo diverso, chiamatelo antico, eroico o come vi pare. Non sono un nostalgico che pensa che il passato sia stata l'età d'oro, c'erano tanti problemi: rapimenti, bombe nei treni, se prendevi il cancro al 99% eri morto, a 60 anni avevi perso l'80% dei denti perché non c'erano le tecnologie di oggi, passavi un anno inutile a fare il militare marciando e gridando come un coglione. Per fare una telefonata di 10 minuti negli USA pagavi l'equivalente di una cena al ristorante stellato. C'erano un sacco di persone storpie in giro perché la generazione prima si era presa la poliomielite (che scommetto metà dei giovani manco sa cos'è).
Pero c'erano anche cose positive (no, non il duce, quello era ancora prima

).
Il rispetto nella frequentazione della montagna era una di quelle. In montagna si andava in silenzio, per ammirare... come se si entrasse in una cattedrale, non per distruggere.
Nei rifugi si arrivava a piedi. Non in bici, non in navetta, in macchina o in aereo. A piedi.
Si apprezzava un piatto di pasta al pomodoro e due fette di arrosto perché difficilmente portavano le cose con l'elicottero e perché te le eri sudate e sembravano più buone di un pranzo gourmet.
Si dormiva nelle camerate perché la gente era lì per partire alle 3 del mattino e fare cose meravigliose, non per lamentarsi se non c'era la camera con doccia. Le latrine erano fuori, e andava bene così...
Dopo cena uscivi a guardare le stelle nel silenzio, o stavi a giocare a carte o a rivedere i particolari dell'escursione o della scalata. Il gestore era uno di noi, che si sedeva al tavolo e ti dava consigli, non un albergatore sgarbato interessato solo a far soldi.
Oggi no. Oggi bisogna andare dappertutto, possibilmente in maniera facile e sicura come il cretino (si, cretino, lo avete pensato tutti... io semplicemente lo dico) dell'altro post che si lamentava perché un pezzo di sentiero era franato e lui, specialista in sicurezza del lavoro, vedeva leso il suo sacrosanto diritto di passare.
La montagna ti ospita. Hai doveri ma non diritti, se non quello di attraversarla nella maniera più delicata possibile.
Potrei scrivere ancora per ore, ma spero di aver chiarito cosa mi spinge a frequentare la montagna...