Tutorial sulla manicatura di una lama

In riferimento al topic http://www.avventurosamente.it/vb/121-utensili-da-taglio/28103-mora-dodo.html dove avevo mostrato un mio lavoro di manicatura di una lama stile nordico, mi pare più appropriato, e prego i moderatori di correggere se ho sbagliato, aprire un argomento dedicato solo alla procedura completa.
Quindi riporterei i primi passaggi qui....

Allora, tanto per cominciare, se vi interessa una (personalissima) guida su come manicare una lama, il primo step è quello ovviamente di scegliere ed acquistare una lama che, nel caso del Mora di questo post sarà come quella della foto.
In rete o presso i negozi specializzati ce ne sono un'infinità, per tutti i gusti e per tutte le tasche: inox, al carbonio, lucide o cosiddette "brut de forge". L'importante, se non volete fare un coltello per il solo gusto di costruirlo ma sapete che lo utilizzerete davvero, è stabilirne la destinazione d'uso.
Ovviamente, per chi non vuole dedicare troppo tempo alla cura del compagno d'avventura, consiglio un acciaio inox altrimenti va benissimo anche un carbonioso che, con gli accorgimenti giusti, potrà essere uno strumento eccezionale ad un costo davvero contenuto.
Ad ogni modo gia con cifre prossime ai 10 euro si può acquistare una lama soddisfacente.
Partiamo comunque dal presupposto di voler utilizzare realmente il coltello che vorrete costruirvi da soli (e sai che soddisfazione?!), per cui il secondo quesito da affrontare sarà la lunghezza della lama. Al di là del gusto personale, posso tranquillamente affermare che, se non si va per foreste tropicali o se non si prevede di dover costruire rifugi, una decina di centimetri sono un buon compromesso tra praticità di trasporto e versatilità d'uso. Ad ogni modo "de gustibus......
Che faccio, continuo?
Allegati



Scusate se procedo a rate ma il tempo è quello che è. Ripeto ancora: il procedimento è quello che uso io e probabilmente ve ne sono di migliori.
Dunque, scelta la lama dovremo decidere quale materiale vogliamo avere per il manico. Esiste un vero e proprio universo di materiali utilizzabili per un manico e ogni giorno qualcuno ne sperimenta, con successo, di nuovi. In linea di massima prediligo materiali naturali ma devo ammettere che oggi ci sono delle resine sintetiche veramente molto belle e funzionali.
Comunque il legno è probabilmente il più pratico da reperire e da lavorare e ce n'è una scelta praticamente infinita, per tutti i gusti, e anche le tasche. L'unica raccomandazione è quella di non utilizzare legni resinosi (abete, pino, larice ecc.) proprio perchè potrebbero gemere resina anche da stagionati.
Ovviamente il materiale del manico influisce un po' sulla forma generale e viceversa. Nel senso che, ad esempio, su un tattico ci starebbe meglio un materiale sintetico. Quindi per la scelta dovrete avere più o meno l'idea del lavoro che farete.
Riguardo al fodero, poi, avete tutto il tempo che vorrete. E' l'abito che cuciremo addosso alla nostra creazione quindi lo lasciamo per ultimo.
Veniamo al sodo.
Una volta venuti in possesso della nostra lama, è bene creare un progetto, una sorta di disegno utile a visualizzare prima quello che sarà il risultato, ad avere una guida da seguire nel procedere e, perchè no, ad adeguare le dimensioni del coltello alla propria mano.
Prendiamo un bel cartoncino da disegno e, poggiando la lama sul foglio ne riportiamo i contorni a penna. Riportiamo più volte la sagoma tanto da poterci sbizzarrire a provare più forme di manico fino a trovare quella che più ci piace in scala 1/1. Pensiamo all'eventuale guardia e/o fondello ma, se l'essenza scelta sarà abbastanza dura si potrà anche evitare questa ulteriore complicazione. Io consiglierei, tuttavia, di metterla in conto.
Per la forma ci si può ispirare a quelle già esistenti di provata ergonomicità e, comunque, adeguatela (se il coltello è per voi) alla larghezza e presa della vostra mano.
Grosso modo (ma molto grosso modo) come l'immagine che segue. Sono schizzi fatti ora al volo ma dovranno essere fatti con cura, a matita (i soli manici non la lama), così da poter correggere il tiro aggiustando curve e linee.
Icone allegate
Metto anche le due note sui legni:
Riguardo ai siti per l'acquisto di materiali ce ne sono un'infinità. Se devi acquistare anche la lama puoi prendere tutto assieme. Non vorrei fare pubblicità ma se in rete cerchi "legno per impugnature coltelli" o "materiali da coltelleria" o simili, trovi tanti siti che commercalizzano lame, legni, corni e tutto quanto possibile per fare un coltello. Se non trovi fammi sapere.
Io ormai compro un legno giusto quando trovo un essenza particolare, di scorte ne ho.
No so dove abiti però ci si può approviggionare di bei legni spendendo poco o niente. Se sei un utente di questo forum ti capiterà di fare una passeggiata nella natura. Ebbene, fatte salve sempre le regole e divieti per il prelievo in natura, ci sono moltissime essenze che hanno un legno adatto a fare manici di coltelli. Per citarne alcune, escludendo le conifere che non si prestano bene: faggio (soprattutto la radica), non è bello però è ottimo - vedi l'opinel con cosa è fatto!; frassino: idem; rovere: idem; olivo: uno dei must per la coltelleria; noce: molto bello e facile da lavorare; acero: ve ne sono una varietà quasi infinita ed alcuni sono letteralmente stupendi; corniolo: è il legno più duro che si possa trovare da noi, un po' ostico da lavorare, non è particolarmente venato ma una volta finito però assomiglia quasi all'avorio; Io lo uso molto perchè ne trovo facilmente sul Carso; maggiociondolo: la pianta che a primavera fa degli stupendi fiori a grappol gialli, ha un legno dal giallo al bruno molto bello però attenzione: è tossico!; castagno: a volte se ne trovano con venature davvero belle. E poi quelli da frutta quali ciliegio, albicocco, melo ed altri.
E poi tanti altri ma non voglio rompervi più di tanto sennò passo per logorroico :lol:

Ho dimenticato uno dei legni nostrani che è sempre stato usato per fare manici di coltelli: il bosso. Non è diffuso ovunque, comunque è un legno a pasta gialla molto omogeneo e relativamente facile da lavorare, non è particolarmente bello in quanto a venature ma ha una tonalità avorio molto calda.
segnalo ancora: il ginepro che abbonda nei nostri boschi e macchia mediterranea. Legno molto bello, venato e profumato.
Per il seguito un po' di pazienza. Per continuare e dare indicazioni chiare, ho bisogno di fare un abbozzo di manico e fotografarlo però al momento ho il compleanno della piccola da organizzare e non ho molto tempo. Chiedo scusa.

To be continued........
 
Andiamo avanti?
Dunque, come prima volta (per chi non lo ha mai fatto direi di cominciare con un legno non troppo duro. La radica di betulla che ho usato per il Dodo a dispetto della tipologia (in genere le radiche proprio per la posizione che hanno nell'albero, sono tra le parti più dure della pianta) è molto "morbida". In merito se avete già qualche essenza a disposizione si può capire assieme se potrà andar bene.
Dovremo disporre, ovviamente, di un pezzo di dimensioni maggiorate rispetto al disegno che abbiamo abbozzato per lavorare agevolmente. Se non lo è dovremo squadrare il blocco, o il tronchetto, lasciando quindi circa 5/10 millimetri in più su ognuno delle tre dimensioni.
Come? Per i fortunati, con una bella sega a nastro, per gli altri con una qualsiasi sega da legno di dimensioni adeguate, dopo aver stretto il pezzo in una morsa (per precisione ma ancor più per incolumità personale) . Cercheremo di ottenere le facce opposte, almeno quelle più lunghe, longitudinali alla lama, quanto più parallele tra loro così sarà più agevole passare alle fasi successive.
 

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