Ciao!
Non sapevo in che sezione inserire, questa è la più ragionevole tra quelle che ho visto.
Visto che ogni tanto si parla di pompe per materassini, scenario in cui la fa da padrone la Flextail Zero v. 2.0 (che io possiedo), mi pare equo fare un confronto con un altro nuovo prodotto sul mercato con un brand che conosciamo in molti: la Nitecore AP01 Ultralight Air Pump.
A dire il vero, è più corretto un paragone con la Flextail Tiny per le dimensioni ma, essendo quest'ultima categorizzata da bici (e dotata inoltre di una luce che la AP01 non ha), la Zero resta il suo naturale termine di confronto.
Flextail Zero: intorno a 28–30 g (Zero) con form factor tipo “keychain”, leggermente più pesante dell’AP01 e leggermente più grande, pur restando ultracompatta. A questo però dobbiamo aggiungere la batteria per farla funzionare (v. capitolo successivo) e dobbiamo aggiungere quindi 18 grammi per la 900 CHT inclusa.
Flextail Zero: hanno batteria interna ricaricabile, in genere ricaricabile via USB‑C. Runtime dichiarato 20-25 minuti usando la batteria di cui è dotata; il limite di uso continuo non viene esplicitamente dichiarato, sostengo 25 cicli continuativi da circa 50 secondi l'uno per un totale di circa 1250 secondi=20.8 minuti.
Flextail Zero: intorno a 2,7 kPa, airflow 180–200 L/min
Flextail Zero: inflazione + deflazione, più modalità blower (per accendere il fuoco, asciugare, ecc.), con un solo tasto e nozzles multiple incluse.
Flextail Zero: case plastico ma non economico (combinazione di alluminio, gomma e plastica); buona robustezza generale ma più parti mobili.
Flextail Zero: beccucci cilindrici di diametri diversi per valvole tipo Therm-a-Rest, Klymit, Nemo, Sea to Summit, Big Agnes, Exped, ecc.
Flextail Zero: in genere paragonabile o leggermente più alta (talvolta intorno ai 35–40 €)
La AP01 è chiaramente pensata per chi ha già una power bank in zaino e la considera non negoziabile. In questo scenario ha molto senso: non ti porti dietro un’altra batteria dedicata solo alla pompa, sfrutti quella che già alimenta telefono, frontale, orologio, ecc., e in cambio hai una pompa da 22 g, grande come un dito, con una portata e una pressione che, sulla carta e nei primi test, sono addirittura leggermente migliori delle micro‑pompe concorrenti. È la classica soluzione “UL pura”: togli ridondanza, centralizzi l’energia, risparmi qualche grammo senza rinunciare alle prestazioni. L’unico “compromesso mentale” è accettare l’idea del vincolo al cavo USB‑C: ogni volta che gonfi devi tirare fuori power bank e cavo, quindi è un sistema “modulare” più che un gadget stand‑alone.
La Flextail Zero gioca invece su un altro tipo di comodità: è autonoma. La prendi, la accendi e basta. Non devi collegare nulla, non devi pensare se la power bank è ancora abbastanza carica per telefono + pompa, non devi gestire cavi. Questo diventa molto interessante se pensi di usarla spesso fuori dal contesto trekking: gonfiabili al mare, materassini per ospiti, uso in famiglia… In questi casi avere un oggetto chiuso, con la sua batteria interna, che puoi passare di mano in mano senza spiegare il “workflow” con power bank e cavi è oggettivamente più pratico. Inoltre sposti il consumo energetico lontano dalla power bank principale, cosa che può essere un vantaggio se, in traversate lunghe, vuoi tenere più margine per i device critici (telefono, GPS, ecc.).
In sostanza: se il focus è trekking ultraleggero in autonomia, con mentalità da “sistema energetico unico”, la AP01 ha più senso, se invece vuoi una pompa che funzioni bene anche come gadget “da tutti i giorni”, pronta all’uso in qualsiasi contesto senza cavi e senza dipendere dal resto dell’elettronica, la Flextail Zero rimane più sensata.
Io avevo preso la Flextail perché, non usando più la sacca-pompa come cuscino, a conti fatti avrei risparmiato pure qualche grammo.
Non esisteva questa Nitecore a quel tempo e, oggi, prenderei quest'ultima calibrando le mie necessità e il mio modo di vedere l'UL (non solo in grammi, specifico), per 3 principali motivi:

Non sapevo in che sezione inserire, questa è la più ragionevole tra quelle che ho visto.
Visto che ogni tanto si parla di pompe per materassini, scenario in cui la fa da padrone la Flextail Zero v. 2.0 (che io possiedo), mi pare equo fare un confronto con un altro nuovo prodotto sul mercato con un brand che conosciamo in molti: la Nitecore AP01 Ultralight Air Pump.
A dire il vero, è più corretto un paragone con la Flextail Tiny per le dimensioni ma, essendo quest'ultima categorizzata da bici (e dotata inoltre di una luce che la AP01 non ha), la Zero resta il suo naturale termine di confronto.
- Peso e ingombro
Flextail Zero: intorno a 28–30 g (Zero) con form factor tipo “keychain”, leggermente più pesante dell’AP01 e leggermente più grande, pur restando ultracompatta. A questo però dobbiamo aggiungere la batteria per farla funzionare (v. capitolo successivo) e dobbiamo aggiungere quindi 18 grammi per la 900 CHT inclusa.
- Alimentazione e autonomia
Flextail Zero: hanno batteria interna ricaricabile, in genere ricaricabile via USB‑C. Runtime dichiarato 20-25 minuti usando la batteria di cui è dotata; il limite di uso continuo non viene esplicitamente dichiarato, sostengo 25 cicli continuativi da circa 50 secondi l'uno per un totale di circa 1250 secondi=20.8 minuti.
- Portata e pressione
Flextail Zero: intorno a 2,7 kPa, airflow 180–200 L/min
- Funzioni
Flextail Zero: inflazione + deflazione, più modalità blower (per accendere il fuoco, asciugare, ecc.), con un solo tasto e nozzles multiple incluse.
- Robustezza e materiali
Flextail Zero: case plastico ma non economico (combinazione di alluminio, gomma e plastica); buona robustezza generale ma più parti mobili.
- Accessori
Flextail Zero: beccucci cilindrici di diametri diversi per valvole tipo Therm-a-Rest, Klymit, Nemo, Sea to Summit, Big Agnes, Exped, ecc.
- Prezzo e disponibilità
Flextail Zero: in genere paragonabile o leggermente più alta (talvolta intorno ai 35–40 €)
La AP01 è chiaramente pensata per chi ha già una power bank in zaino e la considera non negoziabile. In questo scenario ha molto senso: non ti porti dietro un’altra batteria dedicata solo alla pompa, sfrutti quella che già alimenta telefono, frontale, orologio, ecc., e in cambio hai una pompa da 22 g, grande come un dito, con una portata e una pressione che, sulla carta e nei primi test, sono addirittura leggermente migliori delle micro‑pompe concorrenti. È la classica soluzione “UL pura”: togli ridondanza, centralizzi l’energia, risparmi qualche grammo senza rinunciare alle prestazioni. L’unico “compromesso mentale” è accettare l’idea del vincolo al cavo USB‑C: ogni volta che gonfi devi tirare fuori power bank e cavo, quindi è un sistema “modulare” più che un gadget stand‑alone.
La Flextail Zero gioca invece su un altro tipo di comodità: è autonoma. La prendi, la accendi e basta. Non devi collegare nulla, non devi pensare se la power bank è ancora abbastanza carica per telefono + pompa, non devi gestire cavi. Questo diventa molto interessante se pensi di usarla spesso fuori dal contesto trekking: gonfiabili al mare, materassini per ospiti, uso in famiglia… In questi casi avere un oggetto chiuso, con la sua batteria interna, che puoi passare di mano in mano senza spiegare il “workflow” con power bank e cavi è oggettivamente più pratico. Inoltre sposti il consumo energetico lontano dalla power bank principale, cosa che può essere un vantaggio se, in traversate lunghe, vuoi tenere più margine per i device critici (telefono, GPS, ecc.).
In sostanza: se il focus è trekking ultraleggero in autonomia, con mentalità da “sistema energetico unico”, la AP01 ha più senso, se invece vuoi una pompa che funzioni bene anche come gadget “da tutti i giorni”, pronta all’uso in qualsiasi contesto senza cavi e senza dipendere dal resto dell’elettronica, la Flextail Zero rimane più sensata.
Io avevo preso la Flextail perché, non usando più la sacca-pompa come cuscino, a conti fatti avrei risparmiato pure qualche grammo.
Non esisteva questa Nitecore a quel tempo e, oggi, prenderei quest'ultima calibrando le mie necessità e il mio modo di vedere l'UL (non solo in grammi, specifico), per 3 principali motivi:
- pesa 22 g, con dimensioni 41 x 31 mm, quindi è praticamente un “tappo di bottiglia” con una potenza reale da pompa elettrica, non un giocattolo. Hai comunque 2,8 kPa di pressione e 220 L/min di portata, cioè abbastanza per gonfiare un materassino in poco più di un minuto e un cuscino (che non uso) in una manciata di secondi, restando comunque davanti, o pienamente allineato, rispetto alle micro‑pompe concorrenti ma con meno peso.
- è USB‑C powered, senza batteria interna. Vivendo già in un ecosistema power‑bank‑centrico (telefono, orologio, frontale ricaricabile) questo è un plus, non un minus: toglierei ridondanza, centralizzerei l’energia su un’unica batteria (NB10000 nel mio caso) e ridurrei il numero di oggetti “da ricaricare” singolarmente. In pratica sposterei il concetto di autonomia dalla singola pompa al sistema energetico complessivo, che è esattamente il modo in cui già ragiono quando ottimizzo kit e pesi.
- il rapporto prestazioni / peso / robustezza è molto favorevole. La AP01 è un pezzo di hardware semplice, con pochi punti deboli, facilmente integrabile in un kit UL dove voglio cheo gni oggetto faccia una cosa (o più), la faccia bene, e non mi obblighi a ricordarmi cicli di ricarica dedicati. Con una NB10000 avrei circa 3 ore di runtime totale solo per la pompa, enormemente oltre quello che userai in un trekking di più giorni.




