Un trucco al giorno in natura

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Woodvivor

Guest
Il mio principale accorgimento, a livello personale, é quello vivere la natura selvatica con i suoi pregi e i suoi difetti, con le sue comodità e le sue scomodità. Senza cercare di riprodurre la mia vita "moderna" nel contesto naturale e cercando di viverla a più stretto contatto e con meno filtri possibili. Facendo così sono a mio agio completamente e non vedo "problemi" o "difficoltà", ma semplicemente "cose normali da fare" per poterlo fare ;)

Bell'argomento ;)
Sicuramente molto più complesso rispetto all' esporre delle considerazioni in qualche semplice riga e teoricamente ;)


Aggiunta di rettifica dopo il tuo esempio ;)
Ma sempre sulla stessa lunghezza d'onda del mio accorgimento sopra elencato.
Lo ritengo "un" accorgimento (uno solo) in quanto nel mio essere non sono contemplati interessi, conoscenze, ecc prese singolarmente... per vivere la natura (ma in generale in ogni cosa)... ma é un'insieme di competenze, modi di fare, interessi, ecc che creano il tutto. La competenza effettiva. Quindi invece di tenere qualcosa nello zaino, cerco di riempire sempre più la "testa", con piccole informazioni reperite quà e là, soprattutto facendo pratica e via ;) Ovviamente questo modo di vederla é in linea con un determinato approccio e modo di vedere ;)
 
Ultima modifica di un moderatore:
Ad esempio tengo nello zaino un esca sempre pronta fatta da arbusti secchi e legnetti per accendere velocemente il fuoco incaso piova o ci sia umido ;)
 
Woodvivor il tuo modo di ragionare e vivere la natura lo condivido, avrei potuto dire cerca dei pezzi di legno e degli arbusti sotto dei massi.
In effetti é meglio essere indipendente senza zaino e sapersi arrangiare con quello che ci offre la natura ;)
 
Il mio "segreto" è la consapevolezza di essere homo technologicus, che occorre rispettare ed amare la natura così come è, frane, terremoti ed inondazioni compresi, e la consapevolezza che la natura era l'ambiente dei nostri progenitori ma che questi facevano una bella vita di m****, tutto il giorno a spaccarsi la schiena sui campi, a carreggiare acqua dalla sorgente alla casa, a lavare i panni a mani nude con l'acqua gelata anche d'inverno, a correre appresso alle galline per tirargli il collo se volevano farsi un brodo.

Di poter stare nella natura è solo una illusione, anche solo un coltello è un prodotto con acciai industriali inesistenti nel secolo scorso, gli indumenti impermeabilizzati e gli scarponi in gore-tex sono trattati con i Pfas che inquinano le falde nei luoghi di produzione...

...ecco, la mia idea del vivere nella natura è non dimenticare mai chi sono veramente ed accettare il mio destino senza illudermi troppo che la poesia della natura possa uscire dai libri e diventare una realtà vera.
 
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Woodvivor

Guest
Woodvivor il tuo modo di ragionare e vivere la natura lo condivido, avrei potuto dire cerca dei pezzi di legno e degli arbusti sotto dei massi.
In effetti é meglio essere indipendente senza zaino e sapersi arrangiare con quello che ci offre la natura ;)
...no, non é "meglio", "ne peggio", "ne giusto", "ne sbagliato"... semplicemente dipende tutto dalle preferenze personali. Agli interessi, passioni, punti di vista ;)
Gran parte delle persone che conosco, non che ne conosca chissà quante, non ha minimamente interesse verso la natura ;) Ma questo non vuol dire nulla di negativo, ne positivo a livello universale. Sono punti di vista personali e non sicuramente verità assolute.... semplicemente fanno e seguono ciò che a loro interessa. Ed é giusto così, ognuno deve vivere la propria vita in base a se stesso... senza sentirsi obbligato ed assecondare altre ideologie a fare qualcosa perché gli altri la pensano in quella maniera, ecc... L'importante non é giudicare possibile o impossibile qualcosa in base a ciò che sappiamo o non sappiamo fare noi... l'importante é fare quello che desideriamo e riusciamo fare.

Uno scritto, una pubblicità recente recita questo:
"...chì reputa una cosa impossibile, non disturbi chi la stà facendo..." ed é la verità. Ognuno fà quello che vuole fare, che può fare e riesce a fare.... discorso inverso per quello che non vuole, non può o non gli interessa.

In ogni caso con passione, costanza, coerenza ;) Il cosa e il come é indifferente ;)

Sbagliato forse é giudicare in quelle maniere ciò che fanno gli altri, solo perché noi non lo sappiamo o vogliamo fare ;)


Se ti ricordi il mio discorso dell'altra volta... "...a seguire quello che dicono e pensano gli altri, le persone rischiano di perdersi un sacco di cose che desidererebbero fare...", "..."invece di provare e vedere personalmente come ci si trova.... visto che ogni persona é un individuo a sé...".

Quindi puoi anche portarti la casa durante una gita poco fuori casa.... che non c'é nulla di male. L'importante é che tu sia a tuo agio e che tu sappia cosa stai facendo ;)
 
...no, non é "meglio", "ne peggio", "ne giusto", "ne sbagliato"... semplicemente dipende tutto dalle preferenze personali. Agli interessi, passioni, punti di vista ;)
Gran parte delle persone che conosco, non che ne conosca chissà quante, non ha minimamente interesse verso la natura ;) Ma questo non vuol dire nulla di negativo, ne positivo a livello universale. Sono punti di vista personali e non sicuramente verità assolute.... semplicemente fanno e seguono ciò che a loro interessa. Ed é giusto così, ognuno deve vivere la propria vita in base a se stesso... senza sentirsi obbligato ed assecondare altre ideologie a fare qualcosa perché gli altri la pensano in quella maniera, ecc... L'importante non é giudicare possibile o impossibile qualcosa in base a ciò che sappiamo o non sappiamo fare noi... l'importante é fare quello che desideriamo e riusciamo fare.

Uno scritto, una pubblicità recente recita questo:
"...chì reputa una cosa impossibile, non disturbi chi la stà facendo..." ed é la verità. Ognuno fà quello che vuole fare, che può fare e riesce a fare.... discorso inverso per quello che non vuole, non può o non gli interessa.

In ogni caso con passione, costanza, coerenza ;) Il cosa e il come é indifferente ;)

Sbagliato forse é giudicare in quelle maniere ciò che fanno gli altri, solo perché noi non lo sappiamo o vogliamo fare ;)


Se ti ricordi il mio discorso dell'altra volta... "...a seguire quello che dicono e pensano gli altri, le persone rischiano di perdersi un sacco di cose che desidererebbero fare...", "..."invece di provare e vedere personalmente come ci si trova.... visto che ogni persona é un individuo a sé...".

Quindi puoi anche portarti la casa durante una gita poco fuori casa.... che non c'é nulla di male. L'importante é che tu sia a tuo agio e che tu sappia cosa stai facendo ;)
Ok ognuno ha il proprio stile ed equipaggiamento nelle uscite, fatto sta che molte volte esco con poco materiale e imparare qualche accorgimento per stare piu al caldo mi farebbe comodo :)
Poi da qui a fare le uscite nel tuo modo ce ne vuole di tempo, ci vuole pratica e costanza nell' esercitarsi altrimenti poi ci si trova in situazioni che non sono pericolse inassoluto ma si torna indietro :(
 
Il mio "segreto" è la consapevolezza di essere homo technologicus, che occorre rispettare ed amare la natura così come è, frane, terremoti ed inondazioni compresi, e la consapevolezza che la natura era l'ambiente dei nostri progenitori ma che questi facevano una bella vita di m****, tutto il giorno a spaccarsi la schiena sui campi, a carreggiare acqua dalla sorgente alla casa, a lavare i panni a mani nude con l'acqua gelata anche d'inverno, a correre appresso alle galline per tirargli il collo se volevano farsi un brodo.

Di poter stare nella natura è solo una illusione, anche solo un coltello è un prodotto con acciai industriali inesistenti nel secolo scorso, gli indumenti impermeabilizzati e gli scarponi in gore-tex sono trattati con i Pfas che inquinano le falde nei luoghi di produzione...

...ecco, la mia idea del vivere nella natura è non dimenticare mai chi sono veramente ed accettare il mio destino senza illudermi troppo che la poesia della natura possa uscire dai libri e diventare una realtà vera.
Ma infatti,già come vivevano i contadini o i braccianti dell'ottocento sarebbe per noi da pesante survival. Così anche i vari dual survival o nudi e crudi, a parte il fatto che possano essere piacevoli da vedere (e io non me ne perdo uno), sono irreali. Avete visto anche la serie di quelli che vivono in Alaska,hanno si condizioni dure,ma supportate da importanti e costosi mezzi tecnologici, sopratutto poi con la consapevolezza che in qualunque momento possano andare via,non certo come gli antichi lapponi...ma dai!
 
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Woodvivor

Guest
Ma infatti,già come vivevano i contadini o i braccianti dell'ottocento sarebbe per noi da pesante survival. Così anche i vari dual survival o nudi e crudi, a parte il fatto che possano essere piacevoli da vedere (e io non me ne perdo uno), sono irreali. Avete visto anche la serie di quelli che vivono in Alaska,hanno si condizioni dure,ma supportate da importanti e costosi mezzi tecnologici, sopratutto poi con la consapevolezza che in qualunque momento possano andare via,non certo come gli antichi lapponi...ma dai!
Condivido... anche io di tanto in tanto mi guardo quei programmi, mi irrito spesso sui bla-bla (la morosa lo sà bene, ahah) in quanto si nota benissimo che alla fin dei conti é semplicemente un metodo alternativo di vivere, ma sempre legatissimi...non solo legati, alla società moderna. Non gli manca nulla.... anzi, spesso hanno più di molte persone che "diciamo così", vivono normalmente in città. In alcuni casi si nota che possiedono più mezzi a benzina, elettronici, meccanici, attrezzi, oggetti, vestiario, ecc... che in certi paesi dalle mie parti, ahah In altre situazioni si nota che nonostante le grandi teorie d'esperienza, capacità, esperti e vissuti... non hanno mai provato concretamente e seriamente a vivere determinate situazioni e contesti. Cioé... quelle che poi dovrebbero essere le loro apparenti passioni. Insomma... per quanto ogni tanto possano essere interessanti e carini, si capisce chiaramente che é semplicemente un buon sistema per creare bei programmi televisivi, show ;) Impostati a tale scopo e per raggiungere un determinato pubblico. Che vive e vede le cose in una maniera e quindi questi gli sembrano "WOW"...."STRANI"...


Premetto però che parto da dei ragionamenti differenti, non sballati ma per cognizione di causa.... non sono uno convinto che al giorno d'oggi non si possano conoscere in prima persona e a fondo determinati stili di vita.
In questo forum e in questi contesti mi riferisco all'economia di sussistenza.... ma semplicemente che certe conoscenze possano tranquillamente essere apprese, vissute... chiaramente più o meno facilmente e direttamente in base alla propria infanzia, famiglia, passioni, interessi o altri motivi.
L'unica cosa che non si può riprodurre... é la questione che una volta era un obbligo per la maggior parte vivere in quelle maniere e pochi diversamente, adesso é il contrario. Non per tutti in quanto certi...seppur pochi, anche dalle nostre parti, crescono in maniere molto simili a quelle dei nonni e bisnonni. Inoltre é comunque questione di scelte, passioni e interessi... non é che siano stili e metodi di vita impossibili, ecc... La cosa che al giorno d'oggi limita maggiormente e quindi rende problematico vivere in certe maniere sono le leggi, regole, controlli, i costi da sostenere... che per quanto mi riguarda dalle nostre parti già ai tempi di mio zio, nonno erano molto differenti e meno invadenti. Ma tutto il resto.... sono poi degli anni '80 non del 1800... e per esperienze dirette, personali, posso garantire che certi modi di vivere ci possono essere e possono essere vissuti. Molto lontani dall'essere "tecnologicamente dipendenti" Il problema é poi un'altro... a cosa é diventata dipendente una persona e da quello derivano fatiche, problematiche a farne a meno ;)


Insomma non é che le esperienze, capacità, interessi di uno... fanno quelle dell'altro.
Non ci sono teorie universali e assolute da applicare a tutti, agli altri... solo per come siamo noi stessi. Nonostante utilizziamo un PC, per esempio... non significa che ne siamo dipendenti e che ci serve per forza.... e nemmeno che non conosciamo "stili" molto più antiquati in maniera molto più approfondita e concreta di quanto conosciamo il PC stesso... sono questioni personali.

Mettimi in mezzo ad un bosco, senza nulla, alle mie latitudini e mi trovo meglio che dove sono ora. Più a mio agio e con meno difficoltà a trovarmi le risorse necessarie alla vita. leggi permettendo. Ne conosco altri così. Consapevoli delle aspettative che possiamo avere...

Come la morosa stà a suo agio in un ufficio, di fronte al PC, in mezzo alla gente a lavorare per lo stipendio... da bruciare per pagare la fatture.


Ma queste differente di competenze e capacità concrete non si annullano a vicenda... nonostante siamo nel 2018. Se decido di essere dipendente da qualcosa di moderno é perché chiaramente adesso abbiamo quella scelta... ma non é un obbligo, una cosa innata.

È come dire che io non capisco una mazza di "Iguane", non mi interessano e vivo con altre specie... allora tutti devono avere le stesse difficoltà con le Iguane, significa che per tutti é una cosa non fattibile... NO.. chiaramente ;)
 
Ultima modifica di un moderatore:
Mio nonno aveva sempre in tasca spago, fiammiferi, coltellino e fazzoletto, con queste quattro semplici oggetti ha vissuto ai primi del 900 in campagna, poi la seconda guerra mondiale, prima in, Albania, poi in Grecia, successivamente in montagna con la brigata Garibaldi, è tornato poi a fare la vita semplice ma dura del contadino per tutta la vita.

Il nonno forte della sua esperienza mi ha sempre detto di portare in tasca questi quattro oggetti, perché a suo dire indispensabili.
 
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