Escursione Valico Chiesola, rifugio Forestale, rifugio Sebastiani e rifugio del lupo

Gruppo Sirente e sottogruppo monti della Duchessa.


Dati

Data: 21 ottobre 2018
Regione e provincia: Abruzzo, AQ
Località di partenza: valico della chiesola
Località di arrivo: rifugio del Lupo
Tempo di percorrenza: poco più di 6 ore
Chilometri: un po' più di 21
Grado di difficoltà: EE
Descrizione delle difficoltà:
- Cresta del Costone con ripidita' importanti da entrambe i lati.
- Scarsamente segnato, necessarie buone doti di orienteering.
- Ghiaia scivolosa su sentiero, specie prima e dopo rifugio Sebastiani.
- una sola possibilità di rifornimento acqua e per giunta ad inizio percorso.
- pochi punti con copertura gsm.

Periodo consigliato: da tarda primavera a primo autunno. Da Valico della Chiesola e per i Piani di Pezza, anche con ciaspole o sci di fondo in inverno.
Segnaletica: scarsa
Dislivello in salita: 893
Dislivello in discesa: 984
Quota massima: 2196
Accesso stradale: si, da entrambe i lati
Traccia GPS: da caricare, appena capisco come, mandatemi un MP per avere il gpx
Attrezzatura consigliata: scarponi trekking alti, bastoncini trekking, guscio esterno e pile medio, 2 litri acqua alneno, cappello.


Descrizione

Prevista neve pioggia e rapido peggioramento a partire dalle 16:00 decidiamo quindi di partire molto presto e alle 8:00 eravamo già sul sentiero.
Il cielo blu del mattino sembrava voler suggerire di non dar retta alle previsioni
Il sereno notturno aveva però portato una ampia gelata.

1616m, il prato di Agapito.
Decidiamo di tagliare fuori traccia verso il sentiero 1 (di bussola quindi fino all'intercetto); seguirlo per poi prendere il sentiero 1F lungo la valle del Quartarone fino al rifugio della forestale.
L'aria gelida mentre si procede sotto la faggeta ci costringe a guanti e pile fino all'1F, poi complice la salita e un ora in più di orologio proseguiamo in underlayer.
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Colori intensi dei faggi autunnali, radure verdi di pascolo e cielo blu, i colori principali di questa prima fase.
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Prati di Agapito, bestiame al pascolo, e poi breve sosta di ricompattamento del gruppo presso il rifugio forestale (vedi sopra, non praticabile) dove è anche l'unica fonte del percorso
Un ultimo sguardo alla valle del Quartarone già velata.
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e poi inizia la salita fino alla selletta della Solagne da dove è visibile il lago della Duchessa, il velino ed il Crestone.
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Qui il grigio del calcare inizia a farla da padrone.
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Il timore di trovare il peggioramento proprio mentre attraversiamo il crestone ci ha fatto correre. Il tempo ancora buono invece ci permette di tirare il fiato e goderci il Velino da una insolita angolatura, la fauna locale (una Aquila indugia in tre giri poco sopra di noi e grifoni in lontananza). 20181021_134657.jpg
Il vento inizia a rinforzare e farsi più freddo quando siamo in cima al Costone (2271m)
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Prima, un pennarello su calcare ci ricorda che siamo alla cimetta. L'aria non è gia' più limpida e i panorami ne risentono.
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Nella foto successiva si vedono i piani di Pezza e gli ultimi 5km di sentiero pianificato di carrareccia scoperto dopo la faggeta (bisogna allargare un po' la foto)
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Ma è presto, ci aspetta il rifugio Sebastiani (Ci avevano promesso di aspettarci per pranzo). Rifugio stra-pieno.
Finito il pranzo passiamo sul retro e prendiamo una bustina di rifiuti a testa per ricambiare della cortese ospitalità. Non fanno tanti complimenti :roll: .
Le nubi si addensano intorno alle cime l'aria si carica di umidità e la temperatura sale (un po' troppo) man mano che scendiamo. Tutto si prepara al peggioramento previsto.
Una occhiata all'indietro...
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Le prime gocce ci suggeriscono di muoverci più in fretta verso i piani di Pezza dove cani pastore radunano il bestiame brado...anche loro si preparano al peggioramento.

Mi piace pensare che il maltempo sia stato così cortese da aspettare i 21km percorsi, che arrivassimo al rifugio del lupo (birrona weiss) e al parcheggio prima di buttar giù di tutto.
La tirata iniziale ci ha permesso, in realtà, di non trovarci sul Costone col maltempo in foto. La accelerazione dopo il Sebastiani ci ha fatto guadagnare altro tempo prezioso.

Acqua fino a Roma, semi-paralizzata da un nubifragio. Spettacolare la tempesta di fulmini orizzontali tra nubi.
 

Ultima modifica:
Non c'è gioia più grande che una polenta calda dopo tanta salita fatta al trotto poi. Cielo fantastico quel 21 prima del temporale, ricordo bene. Complimenti e grazie della condivisione
 
Non c'è gioia più grande che una polenta calda dopo tanta salita fatta al trotto poi. Cielo fantastico quel 21 prima del temporale, ricordo bene. Complimenti e grazie della condivisione
Buonissima la polenta, meglio il sugo di carne :si:.

Eri anche tu la?

Il cielo da azzurro intenso del primo mattino è diventato velato e poi nero cupo. Eravamo equipaggiati per la pioggia ma ci ha fatto piacere lasciare l'equipaggiamento nello zaino:pio::azz:, qualche goccia durante l'ultimo km su Piani Pezza, niente di che.
 
Buonissima la polenta, meglio il sugo di carne :si:.

Eri anche tu la?

Il cielo da azzurro intenso del primo mattino è diventato velato e poi nero cupo. Eravamo equipaggiati per la pioggia ma ci ha fatto piacere lasciare l'equipaggiamento nello zaino:pio::azz:, qualche goccia durante l'ultimo km su Piani Pezza, niente di che.
Non ero lì ma Cmq in giro per il versante nord del Gran Sasso. Le previsioni so o andate come dicevano e dalle 16 è piovuto tutta l'acqua mancata in estate sembrava. Davvero un terribile temporale, ma le luci prima erano speciali
 

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