Vecchia accetta da scultura torna a nuova vita

@GiulioOuch ottimo lavoro, bellissimo attrezzo che merita di essere restaurato e mantenuto come si deve! Complimenti! :si: Tra l'altro sto manicando anche io un'accetta, niente di eccezionale come testa visto che la uso proprio come scure da guerra, ma mi sorge una curiosità: Qualche manico l'ho fatto, sempre partendo da una porzione di ciocchi grandi cercando la miglior disposizione possibile delle fibre, ma volendo fare un manico piuttosto dritto non si potrebbe partire da un ramo ben stagionato, non crepo, con misure già vicine all'impugnatura finale?

Per la passivazione io utilizzo aceto, a freddo tengo il pezzo da passivare 18-24 ore perché comunque l'aceto alimentare non è aggressivo e una volta che la superficie libera è tutta ben ossidata la reazione in pratica risulta inibita, a caldo un mezzo pomeriggio, la passivazione risulta più veloce ma si ferma anche prima..
 
Tutto si può fare, basta che l'attrezzo lavori;) però se la vediamo in termini di resistenza nel tempo e "sicurezza", un manico buono con le fibre orientante bene è quasi indistruttibile.
Meglio ancora se da legno già ben stagionato, anche se con qualche accorgimento puoi lavorare anche da legno più fresco, aspettando poi il giusto periodo di essiccatura prima di manicare.
 
Quello non è un problema: nella legnaia penso di avere tutte le pezzature possibili delle più comuni essenze prealpine :biggrin: era più che altro una curiosità, nel senso che so che delle fibre perpendicolari all'asse della lama non vanno bene ma mi chiedevo come rispondessero le fibre di una sezione più piccola, che risultano disposte in modo circolare quindi... A livello di durata e resistenza ovviamente..
 
Quale prodotto (ACE, WCnet etc) e cosa contiene basta leggere sulla confezzione. Io per passivazione ho usato un prodotto che contiene l'acido fosforico, non cloridrico, non accetico etc.
 
Quale prodotto (ACE, WCnet etc) e cosa contiene basta leggere sulla confezzione. Io per passivazione ho usato un prodotto che contiene l'acido fosforico, non cloridrico, non accetico etc.
Per il WC net ho guardato una scheda di sicurezza che ho trovato in internet, dove dice "acido cloridrico".

Che io sappia, l'aciso fosforico c'è sicuamente nella Coca Cola, con la quale ci ho passivato il mio Opinel 10 carbon.
 
Per il WC net ho guardato una scheda di sicurezza che ho trovato in internet, dove dice "acido cloridrico".

Che io sappia, l'aciso fosforico c'è sicuamente nella Coca Cola, con la quale ci ho passivato il mio Opinel 10 carbon.
Guarderò meglio, secondo me sono diversi tipi di WCnet poi metterò la foto di quello che ho usato.
 
Guarderò meglio, secondo me sono diversi tipi di WCnet poi metterò la foto di quello che ho usato.
:rofl: :rofl: Hai ragione, di WCnet ce ne saranno un sacco di varietà,

la scheda che ho visto io non era del "rosso" :sorry:
 
Quello non è un problema: nella legnaia penso di avere tutte le pezzature possibili delle più comuni essenze prealpine :biggrin: era più che altro una curiosità, nel senso che so che delle fibre perpendicolari all'asse della lama non vanno bene ma mi chiedevo come rispondessero le fibre di una sezione più piccola, che risultano disposte in modo circolare quindi... A livello di durata e resistenza ovviamente..
Per mia esperienza personale consiglio sempre di rimuovere il cuore, se presente sul pezzo da lavorare.
Questo perchè, essendo costituito dai primi anelli di accrescimento, è meno compatto e regolare e, anche se stagionato, può sempre dare inizio a crepe o torsioni con l'utilizzo.
Tutto qua, almeno per me ;)
Ma a lavorare, lavora ugualmente.
Appena riesco ti faccio una foto ad un'accetta che usa mio padre in campagna...è sempre stata utilizzata per più di 40 anni manicandola con rami diritti, l'ultimo questa estate:)
infilato dall'alto a mo di tomahawk e lavorato con una semplice mozzetta da innesto e un pezzo di vetro per levigare...come si dice "la necessità aguzza l'ingegno" :lol::lol:
 
Per mia esperienza personale consiglio sempre di rimuovere il cuore, se presente sul pezzo da lavorare.
Questo perchè, essendo costituito dai primi anelli di accrescimento, è meno compatto e regolare e, anche se stagionato, può sempre dare inizio a crepe o torsioni con l'utilizzo.
Tutto qua, almeno per me ;)
Sottoscrivo in pieno! Io, quando separo coi cunei i tronchi che poi andrò a lavorare, asporto sempre la parte centrale per evitare che si creino crepe di fessurazione durante la stagionatura...
 
Da noi la Robinia è chiamata in dialetto "marugòun" ed è sempre stata utilizzata per fare manici perchè è un legno dalle ottime qualità.
Da noi i vecchi la chiamano "gaggia" e, come dici tu, ottima e da sempre utilizzata per i manici :si:
Dura ed elastica, ma da lavorare con criterio perche' scheggia che e' una meraviglia.
 

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