Ventenne aggredita e uccisa da un branco di cani, Catanzaro

Ma mi pare assai improbabile risalire ad un proprietario se non hanno segni di riconoscimento tipo collari chip tatuaggi o altro. In un caso ipotetico simile il pastore può sempre dire ,magari a ragione, che quei cani non facevano parte dei suoi ma si sono mescolati. Il punto secondo me è che una volta segnalate bande o alcuni esemplari randagi vanno tolti di mezzo al più presto.
 
Ma mi pare assai improbabile risalire ad un proprietario se non hanno segni di riconoscimento tipo collari chip tatuaggi o altro. In un caso ipotetico simile il pastore può sempre dire ,magari a ragione, che quei cani non facevano parte dei suoi ma si sono mescolati. Il punto secondo me è che una volta segnalate bande o alcuni esemplari randagi vanno tolti di mezzo al più presto.

Ho letto che hanno fatto dei prelivi organici ai cani catturati da confrontare, tramite il DNA, con quelli ritrovati sulla vittima per risalire al/agli animali colpevoli.
 
Ho letto che hanno fatto dei prelivi organici ai cani catturati da confrontare con quelli ritrovati sulla vittima, per risalire al/agli animali colpevoli tramite il DNA.
E' certo una "buona" notizia, segno che non si sta facendo cadere la cosa. Però se poi non puoi assegnare la proprietà della bestia a qualcuno...
 
tanto per dare un'idea di come, ahimè, si muovono le istituzioni: https://catanzaro.gazzettadelsud.it...involte-d9261673-3d5c-4690-8e8a-7d73ba2434e9/
SE l'articolo dice il vero (ed il SE è d'obbligo), l'unico indagato è il pastore, che risulterebbe essere proprietario di alcuni dei cani - e quindi non tutti - del brano aggressore.
Però, in assenza di altro, è partita la caccia al colpevole, perchè più ce ne sono meglio è: un modo di ragionare un po' assurdo francamente.
Quindi ora indagano su
- 1: "chiarire ruolo di chi ha concesso le autorizzazioni che avevano portato alla presenza del gregge sul territorio": dico io, questa non è certamente una colpa. Uno con il gregge può andare su qualsiasi terreno, d'accordo con il proprietario ed eventuali autorizzazioni non costituiscono problema di pubblica sicurezza. Se il gregge entra in proprietà privata senza consenso del proprietario ci sarà, al limite, una questione civile/risarcitoria per danni, ma non si crea certamente una questione di problemi di pubblica sicurezza! Piuttosto, il guaio è stato dipeso dal mancato controllo sui cani e questo è un problema che potrebbe verificarsi ovunque, anche in zone di pascolo remote.
- 2: "Chi sa parli. Il tentativo è di comprendere se vi siano state delle segnalazioni precedenti all’aggressione subìta dalla giovane Simona Cavallaro. C’è l’idea di possibili omissioni nei controlli, che si cercano ora di provare". Giusto verificare che non ci siano state segnalazioni precedenti, MA quelle rilevanti ai fini dell'indagine devono risultare per iscritto, dagli atti ufficiali presenti in comune e/o polizia locale e/o ulss, quindi è inutile e sbagliato chiedere alla gente "chi sa parli", perchè se "chi sapeva" non ha poi fatto denuncie/segnalazioni ma si è limitato a parlarne al bar o fra pochi (e al sud sappiamo bene che tutti sanno e praticamente nessuno parla quando è ora, ma solo a posteriori), poi all'autorità è mancato il potere di intervenire, soprattutto se si tratta di cani non randagi.
Inoltre è veramente spaventosa la frase che ho evidenziato in neretto, perchè spia di un atteggiamento mentale che - se fosse veramente usato nelle indagini - porta ad una pericolosa distorsione della realtà e della giustizia! Infatti, quella della possibile omissione di controlli è una mera ipotesi, sulla quale vanno raccolte informazioni che andranno valutate.
Invece, la frase scritta come è riportata nell'articolo, signfica l'intenzione, la volontà deliberata degli inquirenti di dimostrare che l'ipotesi è vera, cioè un rovesciamento della logica: non verificare se un fatto (cioè gli ipotizzati omessi controlli) è accaduto o meno, ma dare per certo un fatto meramente ipotetico e poi fare di tutto per dimostrare che è accaduto.
Purtroppo, che l'articolo dica il vero è un sospetto molto fondato: l'appello delle autorità a "chi sa parli", pare confermare la critica che ho fatto al punto 2! L'eventuale responsabilità di omessi controlli deve essere considerata solo ed esclusivamente in caso di presenza agli atti di segnalazioni protocollate o denunce. Qui invece si vuole deliberatamente dimostrare in tutti i modi che qualcuno, che sapeva, non ha fatto controlli.
 
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La notizia è terribile.

Fortunatamente non è vero che queste sono notizie frequenti. Nel mio territorio - montagne lucchesi, Apuane - ci sono tanti pastori maremmani e anche lupi, ma non ho mai sentito parlare di sbranamenti.

In merito alle responsabilità, se i cani sono di proprietà, il proprietario è penalmente e civilmente responsabile; per gli aspetti penali non c'è copertura assicurativa e l'unico sicuro responsabile è giustamente il proprietario.

Se i cani non fossero di proprietà potrebbero esserci responsabilità dei soggetti che gestiscono quel territorio.
 
tanto per dare un'idea di come, ahimè, si muovono le istituzioni: https://catanzaro.gazzettadelsud.it...involte-d9261673-3d5c-4690-8e8a-7d73ba2434e9/
SE l'articolo dice il vero (ed il SE è d'obbligo), l'unico indagato è il pastore, che risulterebbe essere proprietario di alcuni dei cani - e quindi non tutti - del brano aggressore.
Però, in assenza di altro, è partita la caccia al colpevole, perchè più ce ne sono meglio è: un modo di ragionare un po' assurdo francamente.
Quindi ora indagano su
- 1: "chiarire ruolo di chi ha concesso le autorizzazioni che avevano portato alla presenza del gregge sul territorio": dico io, questa non è certamente una colpa. Uno con il gregge può andare su qualsiasi terreno, d'accordo con il proprietario ed eventuali autorizzazioni non costituiscono problema di pubblica sicurezza. Se il gregge entra in proprietà privata senza consenso del proprietario ci sarà, al limite, una questione civile/risarcitoria per danni, ma non si crea certamente una questione di problemi di pubblica sicurezza! Piuttosto, il guaio è stato dipeso dal mancato controllo sui cani e questo è un problema che potrebbe verificarsi ovunque, anche in zone di pascolo remote.
- 2: "Chi sa parli. Il tentativo è di comprendere se vi siano state delle segnalazioni precedenti all’aggressione subìta dalla giovane Simona Cavallaro. C’è l’idea di possibili omissioni nei controlli, che si cercano ora di provare". Giusto verificare che non ci siano state segnalazioni precedenti, MA quelle rilevanti ai fini dell'indagine devono risultare per iscritto, dagli atti ufficiali presenti in comune e/o polizia locale e/o ulss, quindi è inutile e sbagliato chiedere alla gente "chi sa parli", perchè se "chi sapeva" non ha poi fatto denuncie/segnalazioni ma si è limitato a parlarne al bar o fra pochi (e al sud sappiamo bene che tutti sanno e praticamente nessuno parla quando è ora, ma solo a posteriori), poi all'autorità è mancato il potere di intervenire, soprattutto se si tratta di cani non randagi.
Inoltre è veramente spaventosa la frase che ho evidenziato in neretto, perchè spia di un atteggiamento mentale che - se fosse veramente usato nelle indagini - porta ad una pericolosa distorsione della realtà e della giustizia! Infatti, quella della possibile omissione di controlli è una mera ipotesi, sulla quale vanno raccolte informazioni che andranno valutate.
Invece, la frase scritta come è riportata nell'articolo, signfica l'intenzione, la volontà deliberata degli inquirenti di dimostrare che l'ipotesi è vera, cioè un rovesciamento della logica: non verificare se un fatto (cioè gli ipotizzati omessi controlli) è accaduto o meno, ma dare per certo un fatto meramente ipotetico e poi fare di tutto per dimostrare che è accaduto.
Purtroppo, che l'articolo dica il vero è un sospetto molto fondato: l'appello delle autorità a "chi sa parli", pare confermare la critica che ho fatto al punto 2! L'eventuale responsabilità di omessi controlli deve essere considerata solo ed esclusivamente in caso di presenza agli atti di segnalazioni protocollate o denunce. Qui invece si vuole deliberatamente dimostrare in tutti i modi che qualcuno, che sapeva, non ha fatto controlli.

Sono d'accordo al 100%.
A mio avviso c'è un assoluto sbilanciamento in ottica repressiva, quando invece sarebbe stato molto più proficuo (potenzialmente evitando la morte di quella povera ragazza) prestare maggiore attenzione agli aspetti preventivi.
Invece di cercare di trovare a tutti i costi un colpevole dopo il fatto, se fossero stati effettuati dei controlli prima, magari ora la ragazza sarebbe ancora viva. Per fare ciò è però indispensabile sensibilizzare i cittadini affinché non tengano atteggiamenti omertosi di fronte a eventuali irregolarità.
Ma purtroppo mi rendo conto che questa è pura utopia...
 
Sono d'accordo al 100%.
A mio avviso c'è un assoluto sbilanciamento in ottica repressiva, quando invece sarebbe stato molto più proficuo (potenzialmente evitando la morte di quella povera ragazza) prestare maggiore attenzione agli aspetti preventivi.
Invece di cercare di trovare a tutti i costi un colpevole dopo il fatto, se fossero stati effettuati dei controlli prima, magari ora la ragazza sarebbe ancora viva. Per fare ciò è però indispensabile sensibilizzare i cittadini affinché non tengano atteggiamenti omertosi di fronte a eventuali irregolarità.
Ma purtroppo mi rendo conto che questa è pura utopia...
Se si riconosce come misura di prevenzione la necessità di un pastore di non lasciare incustoditi i propri cani se pericolosi, la misura repressiva è conseguenza del mancato rispetto di questa misura preventiva. Non so se a qualcuno di voi sia capitato di subire la prepotenza di qualche pastore - è un eufemismo - a dispetto di qualunque norma. Alcuni di questi hanno occupato abusivamente persino dei bivacchi d'emergenza.

Allo stesso tempo bisogna aiutare e sostenere tutti quei pastori che sono risorsa inestimabile nella tutela dell'ambiente e anche della sicurezza delle persone.

Altra misura di prevenzione è il divieto di abbandono dei cani, che ha implicazioni penali e civili.

Ulteriore misura di prevenzione è la cattura dei cani randagi, che non potendo più essere soppressi (salvo casi eccezionali) dovranno essere detenuti nei canili, salvo adozioni.

Far rispettare la legge a volte è la migliore misura di prevenzione.
 
La prevenzione è sempre la cosa migliore, però il problema è che - in casi come questi - non è facile farla e diventa pressochè impossibile in assenza di idonee ed ufficiali segnalazioni.
Infatti si sommano diversi problemi: cani di proprietà dei pastori, cani randagi, controllo, segnalazioni, competenze...
Ricordiamo che il fatto è accaduto non in ambito urbano, ma in zone isolate e agresti/boscose.

Solitamente tocca alle ASL il controllo e la cattura degli animali randagi, mentre tocca al Comune la custodia degli stessi in canili.
Però un conto è il randagismo in città, un altro conto è quello in aperta campagna o boschi.
I cani randagi in un contesto urbano vengono notati e quasi sempre segnalati, talvolta non immediatamente però; inoltre, è più facile che la polizia municipale si accorga autonomamente della loro presenza. Se però i cani randagi si trovano fuori dai centri abitati, in zone boscose ed appartate, è difficile che le autorità, in assenza di segnalazioni, sappiano della loro presenza e, anche che lo sappiano, devono poi riuscire a trovarli materialmente.
Secondo la Cassazione (Cass. 11591/2018 e Cass. ordinanza del 26 giugno 2020) , infatti, dei danni provocati da cani randagi risponde la ASL se e solo se si dimostra che la cattura dello specifico animale randagio che ha provocato il danno era nel caso di specie possibile ed esigibile, non potendosi pretendere un controllo del territorio così penetrante e diffuso ed uno svolgimento dell’attività di cattura così puntuale e tempestiva da impedire del tutto che possano comunque trovarsi sul territorio, in un determinato momento, degli animali randagi.
Quindi bisogna dimostrare che: la ASL aveva ricevuto segnalazioni; la ASL avrebbe potuto intervenire per tempo; la ASL avrebbe potuto intervenire con successo.
Bisogna poi considerare che il proprietario di un cane risponde sempre - civilmente e penalmente - dei danni che questo provoca. I cani pastore è normale che siano liberi di muoversi e che possano trovarsi anche distanti dal pastore, ma l'importante è che da questo possano essere richiamati e che egli sia in grado di controllarli.

Ora, nel caso in questione è ben possibile che non ci siano segnalazioni di cani randagi e/o di aggressioni, perchè altrimenti le autorità non avrebbero bisogno di rivolgere ai cittadini l'appello "chi sa parli". Pertanto, possiamo escludere sicuramente le aggressioni. Inoltre, se nella zona c'erano cani pastore, può anche essere che la gente considerasse ogni cane, anche eventualmente randagio, come pastore e quindi non segnalasse nemmeno randagi.
 
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Cos'è il T5?

In che senso?!? o_O

Per me è questo...

Lionsteel T5
t5_black_micarta_satin-finished_blade.jpg
 
domande: in caso di attacchi di due o più cani, cosa bisognerebbe fare? scappare? restare immobili e difendersi? se ne colpisci uno con una mazza o coltello non c'è il rischio che si incazzi ancora di più?
 
Vi volevo far vedere queste foto che sono andato a fare espressamente oggi. I cartelli stanno su un cavalcavia della Salaria a circa quattro km dal centro di Roma poco prima dell ' Aeroporto dell Urbe direzione Roma. Lo sterrato che si vede è l'argine sinistro orografico del Tervere. Sull argine destro è stata costruita la ciclabile di Castel Giubileo. Ai lati di quest ultima circa all'altezza di un campo pratica di golf, ci sono ampi prati con pecore al pascolo, col cui padrone, un signore sardo, ci si saluta da ormai molti anni e non ci sono mai stati problemi e necessità di minacce riguardo ai cani. Tornando al lato sinistro questo era percorso spesso da bici tuttoterreno fino quasi alla confluenza con l' Aniene. Ora non mi risulta che i cartelli indichino una proprietà privata o una qualche interdizione statale o comunale. ?. Da notare che prima era stato messo un cartello artigianale, ora con cartello ben stampato, e meglio scritto. da laboratorio grafico, si specifica ancora cani eroci. .Ricordo che il cartello artigianale l'avevo già messo nella sezione " Cartelli curiosi e divertenti" solo che adesso non è proprio il caso. E' regolare il tutto ? Il divieto di accesso è regolare? Il cartello originario parlava di avvertimento, tipo "se vuoi passare passa,ma considera che potresti essere sbranato".
 

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Il cartello è quasi sicuramente illegittimo.
Infatti, se la strada è pubblica o privata aperta al pubblico, solo la PA può mettere validamente un divieto di accesso/transito che, evidentemente, non può avere a che fare con un'attività economica di un singolo privato.
Se la strada è privata, allora il proprietario può avvisare che la stessa non può essere usata da nessuno; del resto, potrebbe recintare la sua proprietà o mettere un cancello.
In ogni caso, però, sia che la strada sia privata, sia che la strada sia pubblica, nessuno può creare situazioni di pericolo non vigilate che possano nuocere all'intera collettività.
 
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