VETRINA: Postate qui le vostre lame

sicuramente, finito sto bordello, andró a fare un giretto in moto nel mugello (sono toscano)..... automaticamente mi fermeró all autodromo qualche ora e poi dritto a scarperia a comprarmi un regionale.... :wub:
...hai solo l'imbarazzo della scelta:

Conaz/Consigli (che da qualche tempo si è consociato a Berti): a mio avviso le loro "zuave" sono lo stato dell'arte e, nonostante la molla semplice, non ti si chiudono sulle dita, perchè le molle sono molto robuste ed adatte ad utilizzo sul campo. Le finiture sono ottime e precise (NESSUN gioco tra lama e manico nelle mie "zuave").

Saladini: i loro modelli tradizionali e non (hanno messo a catalogo un paio di lama fissa, di cui un modello "bushcraft")hanno un tocco d'innovazione nel "pivot" lama manico che non è a perno ribadito, ma è una vite con una boccola nella lama (se ben mi ricordo) e quindi si può registrare il gioco lama/manico ( ho un loro splendido "Maremmano" in corno di bufalo nero)

L'Artigiano di Scarperia: artigiano che, dopo aver lavorato per Conaz, si è messo in proprio (e, se non vado errato, lavora con lui anche un "decano" scarperiese ovvero Piero Bartolini)

Fontani: sono due ragazzi giovani, focalizzati perlopiù sulla produzione di rasoi a mano libera. I lro coltelli sembrano ben rifiniti (dalle foto) e hanno prezzi in linea. Interessante è il loro modello "Africa" che dovrebbe essere una riproduzione di un coltello in dotazione alla truppe coloniali italiane, se non erro.


Poi, per quanto mi riguarda, sono sempre impegnato a trovare qualche coltello scarperiese "vintage" di marche cessate, lavoro difficile ma stimolante, che mi ha fatto capire quanta passione avesse il compianto Luciano Salvatici.
 
...hai solo l'imbarazzo della scelta:

Conaz/Consigli (che da qualche tempo si è consociato a Berti): a mio avviso le loro "zuave" sono lo stato dell'arte e, nonostante la molla semplice, non ti si chiudono sulle dita, perchè le molle sono molto robuste ed adatte ad utilizzo sul campo. Le finiture sono ottime e precise (NESSUN gioco tra lama e manico nelle mie "zuave").

Saladini: i loro modelli tradizionali e non (hanno messo a catalogo un paio di lama fissa, di cui un modello "bushcraft")hanno un tocco d'innovazione nel "pivot" lama manico che non è a perno ribadito, ma è una vite con una boccola nella lama (se ben mi ricordo) e quindi si può registrare il gioco lama/manico ( ho un loro splendido "Maremmano" in corno di bufalo nero)

L'Artigiano di Scarperia: artigiano che, dopo aver lavorato per Conaz, si è messo in proprio (e, se non vado errato, lavora con lui anche un "decano" scarperiese ovvero Piero Bartolini)

Fontani: sono due ragazzi giovani, focalizzati perlopiù sulla produzione di rasoi a mano libera. I lro coltelli sembrano ben rifiniti (dalle foto) e hanno prezzi in linea. Interessante è il loro modello "Africa" che dovrebbe essere una riproduzione di un coltello in dotazione alla truppe coloniali italiane, se non erro.


Poi, per quanto mi riguarda, sono sempre impegnato a trovare qualche coltello scarperiese "vintage" di marche cessate, lavoro difficile ma stimolante, che mi ha fatto capire quanta passione avesse il compianto Luciano Salvatici.
Grande Giadamo, in bocca al lupo per la tua missione. Alla ricerca del sacro Graal. Come, sempre in Toscana ma nel Grossetano, trovare un coltello di Dante Milani.
I nostri regionali sono un patrimonio inestimabile, ma non dappertutto questo patrimonio si conserva. Scarperia ancora tiene alta la tradizione, come Maniago, Pattada e Frosolone. In Alto Adige dove vivo io trovare i coltelli pieghevoli tradizionali, i Drudenmesser, è quasi impossibile, e quelli in esposizione nelle coltellerie non sono mai in vendita. Una volta non c'era un contadino che non ne avesse uno nella tasca del grembiule. Sopravvivono artigiani che si contano sulle dita di una mano, a quanto pare uno solo abbastanza giovane, ed i prezzi sono esorbitanti (sia per la complessità delle decorazioni tipiche del manico sia per via della produzione limitatissima). Un gran peccato. Comunque anche io mi prendo l'impegno a portarmene a casa uno, prima o poi.
 
Vi posto una foto dei miei fissi "piccoli" che sono tutti di acquisizione più o meno recente in quanto, fino a non molto tempo fa, non concepivo dei fissi con lama al di sotto dei 20 cm... :biggrin:





Dall'alto verso il basso:

Mora Light My Fire, lunghezza lama 9,5 cm in acciaio inox Sandvik 12C27 con manicatua in polimero sintetico (contiene un acciarino nel manico, sfilabile)

Mora Classic N.1 "coltello del forum Avventurosamente", lunghezza lama 10,0 cm in acciaio al carbonio e manicatura in legno verniciato rosso

Lionsteel 501 Ul (fuori produzione), lunghezza lama 10,0 cm in acciaio inox 1.4116 e manico in ulivo

Custom di @Sile86, Mazaròl, lunghezza lama 10,5 cm in acciaio "brut de forge" 5160 e manico in olmo campestre

Real Steel Bushcraft II, lunghezza lama 10,5 cm in acciaio D2 e manico in G10

Lionsteel M5 (con fodero non originale, adattato), lunghezza lama 11,5 cm in acciaio Sleipner e manico in legno santo

Custom di WHIDO, Nessmuk, lunghezza lama 13,0 cm in acciaio K720 e manico in cocobolo


A seguire, i fissi "grandi" :biggrin:
 
Ultima modifica:
L'ultima fatica, in acciaio di balestra forgiato, manico in micarta di juta, anch'essa auto costruita, pin in tubo d'ottone 6 mm. i piccoli e 9mm. Il più grande in fondo al manico.
Lama da 8 pollici, per 5 mm. circa di spessore, spaziatori rossi, perché con la juta ci stanno bene.
Contornato da un pò di sistemi per il fuoco ( non so se si nota ma mi piacciono gli imco... Vedi l'allegato 205291
complimenti Henri
L'ultima fatica, in acciaio di balestra forgiato, manico in micarta di juta, anch'essa auto costruita, pin in tubo d'ottone 6 mm. i piccoli e 9mm. Il più grande in fondo al manico.
Lama da 8 pollici, per 5 mm. circa di spessore, spaziatori rossi, perché con la juta ci stanno bene.
Contornato da un pò di sistemi per il fuoco ( non so se si nota ma mi piacciono gli imco... Vedi l'allegato 205291
complimenti Henri davvero bello che acciaio è il k720 ?
 
Arrivo di oggi Lionsteel B35, ci ho lavorato un’oretta in giardino ed è buono come pensavo, per i miei gusti ovviamente che prediligo lame piccole.
32BF7678-63C8-4FA5-8686-E61408D23B27.jpeg

CAF7117F-6368-4963-A3A7-EF295D631928.jpeg

71253D04-C39E-4533-B2C8-ACC60C1B1EAE.jpeg

4CF608B1-76E1-4E28-97BA-6FA8CDDC1AC0.jpeg

--- Aggiornamento ---

Questo invece lo sto provando da 3 mesi, nasce dalla collaborazione tra Simone Tonoli e la Coltelleria Collini, un Ruk (Real Utility Knife) in damasco e tagliente in vg10 .
3BF5A07F-9A03-4788-BEE1-8B997E4E7E36.jpeg

34A87801-69D8-4FFF-B12D-1C510D20A641.jpeg

88D1FA28-4582-4083-ADF5-5AB7A553F0C0.jpeg
 
Arrivo di oggi Lionsteel B35, ci ho lavorato un’oretta in giardino ed è buono come pensavo, per i miei gusti ovviamente che prediligo lame piccole.
Vedi l'allegato 206349
Vedi l'allegato 206350
Vedi l'allegato 206351
Vedi l'allegato 206352
--- Aggiornamento ---

Questo invece lo sto provando da 3 mesi, nasce dalla collaborazione tra Simone Tonoli e la Coltelleria Collini, un Ruk (Real Utility Knife) in damasco e tagliente in vg10 .
Vedi l'allegato 206354
Vedi l'allegato 206355
Vedi l'allegato 206356

Bellino il Lionsteel B35, non lo conoscevo. Però non vedo molta differenza con l'M4 che gli hai messo vicino...
Secondo me è un doppione che, al di là di un motivo collezionistico, un utilizzatore o compra uno o compra l'altro...

Come pure quelli di Simone Tonolli.
--- Aggiornamento ---

salute, ho questo coltello da anni ma non trovo niente in rete al riguardo so solo che è dell'ausonia e sulla lama reca la scritta focus line lo comprai solo perchè sul manico sono presenti le mie iniziali, vi ringrazio in anticipo per qualunque informazione al riguardo
Mai sentito un motivo così per comprare un coltello :rofl:
 
Ultima modifica:

Discussioni simili



Alto Basso