Vita nei boschi ma nulla di estremo

"Alcune persone (io ne conosco un po') hanno studiato e trovato un buon lavoro, ma adesso vivono in città, lavorano 10 ore al giorno, quando escono da lavoro respirano smog e si trovano imbottigliati nel traffico cittadino, hanno poco tempo libero e lo usano solo per riposarsi perché esausti. Lavorano un sacco e a che pro? Per comprarsi auto sempre più grosse? Telefoni e tablet sempre più costosi? Alcuni sentono che in questo sistema c'è qualcosa che non va, preferirebbero lavorare magari due ore in meno al giorno, guadagnare un po' meno ma avere più tempo libero per dedicarsi alle proprie passioni."

Pura mancanza di alternative, ora come ora, ma anche da tanto tempo.
Lavorare meno? Magari, in Germania ti inquadrano subito, se fai gli orari italiani, le famose 10 ore, qualcuno ti si avvicina e ti invita a bere una birrra e ti spiega che così non si fà.
O ci sono delle grandi urgenze oppure Raus, a casa, al bar, dove vuoi ma non in ufficio.
Ne sa qualche cosa un parente che lavora in Bayer, mandato per un paio di anni in Germania alla casa madre, non avendo nulla da fare ala sera, dato che la famiglia era in Italia passava un paio di ore in più in ufficio, ma poi appunto un collega l'ha costretto a seguirlo al bar etc etc.

Io? Mi chiedono se non riesco a dare un po' più di tempo al progetto secondario che seguo, una sorta di regalino all'azienda, ma così, per buon cuore. (gratis, naturalmente)
 
Come ogni discorso che riguarda idee personali, anch'esso presenta così tante sfaccettature da non poter essere compreso o accettato da tutti, quanto meno si rispetti il principio della libertà di opinione connesso al pensiero che la nostra libertà finisce dove inizia quella altrui.
 
MMHH, la frase era rude, non c'è dubbio, ma oggi come oggi, con il clima generale che c'è, un che ha un posto sicuro di lavoro a tempo indeterminato ed è pronto a mollarlo per cambiare modo di vivere, può suscitare domande brusche.
Ma ci manca il contorno, cioè il cosa ha fatto scattare la molla.

Poi come sempre lo strumento non è esaltante quanto a trasmissione di espressioni. Quello che vedendo l'espressione del volto, il tono della voce etc etc puo non essere così brusco, messo per iscritto e spersonalizzato può cambiare tono.
 
io non capisco dove sia il problema... per uno che non lo vuole e lascia il posto "sicuro" per andarsene a fare dell'altro di suo gusto ci sarà sempre qualcuno che quel posto lo vuole sognandoselo anche la notte e così potrà averlo ed essere felice a sua volta...

Mica si frantuma un'opera d'arte e nessuno potrà più goderne, mica si desertifica una terra o si inquina un lago, non si fa strage di vite ne si fa qualunque cosa che faccia male alla terra o ad altri esseri.

Ma che problema c'è? ma sono io che sono strana e non capisco? o.o
 
Rien, nulla.

Solo che fà parte delle diversità di carattere, formazione o modo di essere il vedere in maniera diversa le cose- il famoso bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto per esempio- io riflettevo su ciò che avevo letto e tentavo di interpretarlo in maniera non totalmente negativa.

Lo valutavo quasi come il richiamo del grillo parlante, ma dato che lo prendono a scarpate, così ci lasciò la pelle, io mi scanso, prima che voli uno scarpone del 46
 
Magari, in Germania ti inquadrano subito, se fai gli orari italiani, le famose 10 ore, qualcuno ti si avvicina e ti invita a bere una birrra e ti spiega che così non si fà.
Caro Olas questo forse varrà per una certa percentuale dei cosiddetti colletti bianchi, ma per il resto non è affatto così ................. in Germania! "Le famose 10 ore" magari fossero 10, il più delle volte sono 11 o 12 o 13 nel mio caso, lasciatevelo dire!
Noi italiani denigriamo sempre la nostra patria, ma provate a fare l'emigrante e si vedrà tutto sotto un altra luce!
Scusate per il piccolo sfogo
Fine O.T.!

Un Saluto.
Dk.
 
S

Speleoalp

Guest
Per quanto mi riguarda vivere nei boschi e nella natura non vuol dire tralasciare la "zappa", "allevamento", ecc.... Anzi possono benissimo andare in simbiosi.
Ma se qualcuno decide di farlo senza questi lussi.... o meglio, riesce ad andare avanti con ciò che la natura gli fornisce naturalmente... non fa nulla di male. Anzi, l'esatto contrario.

Inoltre non c'è niente di male ad essere persone "riservate", "solitarie", ecc per come la vedo io la società và a "balino" proprio per via della moltitudine di persone "pseudo" altruiste e interessate alla società... ma che in realtà lo fanno solo per un torna conto personale. Quelle che criticano giudicandosi più capaci a vivere della terra, ecc ma poi sono attaccati alla società come neonati alla mammella della madre.

Questo per dire che nessuno ha il diritto di giudicare il giusto o sbagliato, bello o brutto, vero o falso,... il comportamento di altre persone e soprattutto i modi di fare.
Finche non si ruba e non si fa del male a qualcuno... restano puramente scelte personali.
Persone che criticato concretamente in maniera "fissata" le scelte, diverse, altrui... secondo me sono quelle che seguono i governi, convenzioni, ecc come pecore, senza valutare la propria vita, la propria testa. Quindi tanto vale ritenersi migliori degli altri.

Lascio il lavoro perché per un motivo o per l'altro mi sono creato una situazione in cui posso farlo e senza chiedere nulla a nessuno ? Lo faccio e non faccio torti a nessuno.

Vado a vivere nel bosco e decido pure di non zappare (nonostante ne sono capace), non faccio nulla a nessuno e riesco ad andare avanti, fatti miei.

Qualcuno vuole fare l'esatto contrario? Buon per lui....

A me sembra che troppe volte e di abitudine le persone hanno il vizio di criticare e fare battutine/frecciatine sulle scelte degli altri... invece di esporre semplicemente le proprie idee e i propri modi di fare.
 
@Danko, così me l'ha raccontata, così ve l'ho passata. Relata refero dicevano in latino Ti racconto cose raccontate. Ma era in effetti più riferito a chi come me e tanti altri in ufficio deve starci un sacco, anche oltre, ben oltre le otto ore da contratto a bruciarsi occhi e neuroni.

@piervi "io e lei" è una leonessa :rofl: non fare confusione prima di prendere la vacca per le balle:rofl:
 
Reputo ironico il licenziarsi da un lavoro sicuro per cercare qualcosa che non si sa nemmeno cosa sia.
Beh sai, dopo anni di lavoro e frustrazioni varie ora personalmente sto decisamente meglio, ho meno ma sono felice, e credo non sia cosa da poco, oltretutto non penso di aver fatto chissà cosa, mi sono solo trasferito in montagna con l'idea di essere quanto più autosufficiente possibile e francamente non capisco dove stia l'ironia in tutto ciò. Amo l'imprevisto perché non mi rassegno a ciò che ho davanti, poi magari me ne pentirò, o forse no, chissà...il futuro non si può conoscere, ma il mio presente è decisamente meglio di buona parte del mio passato quindi...per ora il gioco vale la candela. Io vengo da una famiglia ai limiti della povertà, ma ciò non mi ha impedito di scegliere ciò che volevo in luogo di ciò che secondo la vulgata "dovevo". Ciò non fa di me nulla di più di quel che sono, solo ho fatto scelte che magari non rientrano nel tuo ordine di idee, come non rientra più nel mio quello di dover sottostare ad orari di lavoro, capi e simili, e in ciò non vedo dove sia il problema...
 
@piervi "io e lei" è una leonessa non fare confusione prima di prendere la vacca per le balle
Chi ha pensato questa storiella senz'altro non si riferiva al leone maschio e alla gazzella femmina ma bensi' ad uno stile di vita che non puo' essere maschio o femmina .....
:p :p :cool:
(perdonami la sgridatina)
 
Io guardo la foto e vedo una leonessa :lol:, deformazione professionale, a meno che qualcuno non mi dimostri che è un leone calvo, esistono, ma visto il peso lassù non dovrebbe arrivarci e men che meno a starci a dormire.

Dovevi cercare la foto di un capellone felino :rofl:

STOP AGLI O.T. vista la poderosa discussione di Luglio. HA.
 
@Maduva: trovo interessante la tua evoluzione in senso naturalistico, ma mi domando: quando avrai un'età che non ti consentirà più di lavorare, come farai se non avrai potuto organizzarti un piano di pensionamento? O riesci fartelo con i lavoretti saltuari?
(Domanda che non vuole innescare alcuna polemica, ma avendo lavorato 4 anni da dipendente e 33 da libero professionista e avendo 63 anni, in attesa che la pensioni arrivi (ho 63 anni e da un anno vivo con i proventi dell'affitto del mio studio oltre che consumando pian piano i risparmi di una vita...e mi ritengo già molto fortunato)
 
piccola meditazione OT:

lavoro da 34 anni, quando ho iniziato a lavorare pensavo di potere andare in pensione a 35 (ossia fra uno) ma poi mi hanno detto che non bastavano più e che dovevo arrivare a 40 di contributi, ossia fra 6 anni ma pare che non potrò farlo nemmeno allora visto che non arriverò ai maledetti 62 anni anagrafici.

Sono qui che mi sto chiedendo se la vedrò mai la pensione che mi sono pagata o se mi sposteranno ancora il termine o se magari schiatterò prima.

Sinceramente l'altra domanda che mi sto facendo è: ne è valsa la pena di non fare il lavoro che avrei voluto e desiderato fare quando ero ragazza per farne uno "sicuro e con la pensione assicurata"? (per carità, non che mi dispiacesse il lavoro che faccio, anzi mi piaceva anche, ma non era l'azienda agricola che desideravo aprire :p)
 
piccola meditazione OT:

lavoro da 34 anni, quando ho iniziato a lavorare pensavo di potere andare in pensione a 35 (ossia fra uno) ma poi mi hanno detto che non bastavano più e che dovevo arrivare a 40 di contributi, ossia fra 6 anni ma pare che non potrò farlo nemmeno allora visto che non arriverò ai maledetti 62 anni anagrafici.

Sono qui che mi sto chiedendo se la vedrò mai la pensione che mi sono pagata o se mi sposteranno ancora il termine o se magari schiatterò prima.

Sinceramente l'altra domanda che mi sto facendo è: ne è valsa la pena di non fare il lavoro che avrei voluto e desiderato fare quando ero ragazza per farne uno "sicuro e con la pensione assicurata"? (per carità, non che mi dispiacesse il lavoro che faccio, anzi mi piaceva anche, ma non era l'azienda agricola che desideravo aprire :p)
Cosa avresti voluto fare?
 
@Maduva: trovo interessante la tua evoluzione in senso naturalistico, ma mi domando: quando avrai un'età che non ti consentirà più di lavorare, come farai se non avrai potuto organizzarti un piano di pensionamento? O riesci fartelo con i lavoretti saltuari?
(Domanda che non vuole innescare alcuna polemica, ma avendo lavorato 4 anni da dipendente e 33 da libero professionista e avendo 63 anni, in attesa che la pensioni arrivi (ho 63 anni e da un anno vivo con i proventi dell'affitto del mio studio oltre che consumando pian piano i risparmi di una vita...e mi ritengo già molto fortunato)
Vero, il tuo ragionamento è sempre valido allo stato attuale delle cose.
Ma se il mondo dovesse continuare a girare male come è ormai da anni
avviato, le tue certezze potrebbero smontarsi dalla sera alla mattina.
Sfascio dei sistemi pensionistici e fallimenti delle banche, speriamo non accadano mai, ma in tal caso l'unica situazione vivibile per chi non ha più l'eta per lavorare ed essere autosufficiente, sarebbe la famiglia allargata di stampo rurale, quella di una volta che vive di ciò che produce o scambia coi vicini.
Oppure la tribù o comunità che vive nel bosco dove attinge risorse ed ha discendenti giovani e forti che provvedono ai più deboli ed anziani.
Va da se che l'individuo singolo ha ben poche chances di farcela e crolla al
primo inconveniente serio che gli si presenta, foss' anche giovane e forte.
Nessun problema, basta esserne consapevoli e metterlo in conto, fa parte delle scelte che ognuno fa per sè, come l'andare in montagna da soli fosse anche per un solo giorno.

g
 
Ok. Per farmi capire: tu la mattina ti alzi e che fai?
Che faccio, vado nell'orto e faccio quello che c'è da fare, pulisco dalle erbacce (quelle che non mangio), accudisco i pomodori, ecc...susseguentemente decido se e cosa raccogliere e se andare a cercare qualche comporto nel bosco; nel resto della giornata se posso vado a camminare o arrampicare, nel caso qualcuno in paese avesse bisogno do una mano e la sera torno nell'orto a bagnare.

@Maduva: trovo interessante la tua evoluzione in senso naturalistico, ma mi domando: quando avrai un'età che non ti consentirà più di lavorare, come farai se non avrai potuto organizzarti un piano di pensionamento? O riesci fartelo con i lavoretti saltuari? (Domanda che non vuole innescare alcuna polemica, ma avendo lavorato 4 anni da dipendente e 33 da libero professionista e avendo 63 anni, in attesa che la pensioni arrivi (ho 63 anni e da un anno vivo con i proventi dell'affitto del mio studio oltre che consumando pian piano i risparmi di una vita...e mi ritengo già molto fortunato)
Capisco quel che vuoi dire e la risposta è articolata...fondamentalmente non sapendo cosa mi riserverà il futuro ho deciso di non sacrificargli il presente, tanto più che non credo sarei mai arrivato alla pensione, ho 36 anni e le prospettive non mi sembrano rosee oltretutto non credo che questa forma di società possa durare ancora molto e quindi ho deciso di fare qualcosa che risponda di più alle mie aspirazioni. Cosa farò quando non sarò più in grado di lavorare? Chissà...almeno non rimpiangerò le cose che non ho potuto fare. Per il resto credo ti abbia già risposto Giulio F.
Il fatto è che qui stiamo parlando di scelte individuali, che possono essere condivise o meno ma che attengono strettamente alla sfera dell'individualità e delle scelte imprescindibili che ognuno fa. Mio nonno ha lavorato dagli 8 anni fino a che l'amianto e un mesotelioma non se lo sono preso a 63 anni, l'ho sempre sentito parlare dei suoi sogni fin da quando ho memoria e purtroppo sono rimasti tali, Io semplicemente ho deciso di viverli ora, magari in futuro le cose non andranno in maniera tale da farmi pentire del mio passato, magari no, nessuno può essere certo di ciò che l'aspetta, di ciò che vuole però si, e io voglio vivere con meno certezze magari, però in una maniera che mi faccia sentire tutta la pienezza della vita. Poi ognuno ha le sue priorità e sceglie la strada che ritiene più giusta ed adatta per sé, come detto sono scelte puramente individuali dettate da moti profondi dell'anima ai quali un'eccessiva razionalizzazione non farebbe che torto.
 

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