Vivere il più libero possibile.....

Ciao a tutti! sono anni che giro boschi ed ecovillaggi cercando di capire come si può realmente vivere con poco ma senza soldi o cmq con pochissimi soldi. Secondo voi quali possono essere le soluzioni piu attendibili per vivere davvero con pochissimo. La mia ideale finale consiste nel prendere un pezzo di terra e costruirci una casettina piccola di legno. SO benissimo però che un minimo di soldi purtroppo servono per cui voi cosa fareste?? che animali prendereste per campare? Ovviamnet eil mio scopo è uscire dal sistema il più possibile e vivere con poco..
 
Una volta ho letto uno studio il quale diceva che con un ettaro, ben gestito, si può far vivere una famiglia senza ricorrere ad "aiuti" esterni (relativamente parlando).
Ovviamente c'è un investimento da considerare che non riguarda solo il terreno e la casa ma anche strutture funzionali come quelle per il pozzo, l'energia elettrica e le infrastrutture produttive, come le macchine per lavorare i prodotti ottenuti con l'agricoltura: spremitrici per l'olio, macine per i cereali ed altri, nonché le serre che sono necessarie, un luogo per le semine al chiuso, u luogo per lo stoccaggio e maturazione dei prodotti (granaio, cantina per i formaggi e l'olio...)
Ma c'è sempre da considerare che si tratta di un'attività soggetta ai cicli della natura, quindi bisogna avere capacità e anche un pizzico di fortuna.
Mi pare che destinasse almeno un terzo del terreno a coltivazioni di foraggio per gli animali (mucche, capre, galline), un altro terzo a grano (fondamentale) e la parte rimanente, oltre che per le strutture abitative e produttive, per le coltivazioni.
Poi bisogna considerare che una persona non può gestire un ettaro (anche se può sembrare poco) senza macchine agricole, quindi bisogna prevedere dei soldi per l'acquisto almeno di un trattore (e quindi tasse varie e carburante).

Secondo me, pur essendo lo studio realistico non tiene conto di parametri di sicurezza.
Io la vedrei così:

prenderei non meno di 5 ettari (considera la percentuale di edificabilità dei terreni agricoli);
prenderei una casa prefabbricata in legno (possibilmente tronchi interi) che offrono un ottima gestione del calore;
sceglierei delle coltivazioni il più diversificate possibile, specie per quanto riguarda i cereali per l'alimentazione umana (no solo grano quindi);
destinerei una parte consistente (diciamo almeno due ettari) a produzioni da vendere per finanziare le spese necessarie (carburante, tasse, beni e servizi necessari tra i quali agronomo, se non lo sei tu, e veterinario);
dedicherei un buono spazio alle serre perché ti permettono di avere coltivazioni precoci e ti proteggono da aventi meteorologici avversi (dipende anche da dove sei);
prenderei almeno due mucche e un toro (latte, formaggi e carne), una coppia di maiali (carne), delle capre (latte, formaggi e carne), delle galline e dei conigli... ovviamente devi essere in grado di ucciderli all'occorrenza (cosa per niente scontata o banale, io non sarei in grado). Nel caso volessi vivere da vegetariano (scelta validissima secondo me), il numero di animali non cambia tanto, magari puoi lasciar perdere i conigli, i maiali e il toro (facendo coprire le vacche quando serve).

Non sono un agronomo, quindi prendi i miei ragionamenti con le molle. Però posso dirti che se fossi più giovane e senza famiglia ci penserei seriamente anche io.
Dal tuo nome mi pare di capire che sei di Roma: ci sono posti dove puoi trovare ottimi prezzi per delle terre agricole, per esempio la bassa sabina (al confine tra le provincie di Roma e Rieti. Si tratta di buone zone, belle dal punto di vista naturalistico e anche produttive. L'olivo cresce bene (e produce un ottimo olio) come anche la maggior parte delle coltivazioni (non il riso, per esempio).

Spero di averti dato qualche spunto per ragionare.
Ultima cosa: non è una vita facile, specie se sei solo, e sarà impossibile essere del tutto indipendente. Ma, in compenso, puoi andarci molto vicino ;)
 
Le terre che costano di meno sono quelle che rendono meno, quindi occhio a non trovarti della terra che non te ne fai nulla.
Poi sei sicuro che ti piaccia coltivare? Non è una vita per molti dover badare ai campi e alle bestie tutti i giorni... anche se lo sai fare... E non è affatto detto che uno lo sappia fare.
 
Il discorso non è semplice e soprattutto all'apparenza improponibile. Secondo me bisogna guardare indietro e vedere cosa ci dice la storia. Durante il Medioevo l'eremitaggio era molto diffuso. Non dobbiamo pensare a questo periodo storico come un'entità priva di "confort" o in base a dei luoghi comuni, peraltro sfatati da anni, considerarlo un periodo buio e negativo. Dalle mie parti, sulla Maiella, ci sono posti straordinari dove piccole comunità vivevano stabilmente. Gli eremi celestiniani rappresentano un esempio straordinario di rifiuto del mondo. Non è azzardato parlare neanche di rifiuto della modernità se per modernità intendiamo la strada più semplice per procurasi gli strumenti per sopravvivere. A San Giovanni All'Orfento, in una grotta scavata letteralmente dentro le viscere della montagna a 1400 metri e dentro un vallone accessibile solo con pericolosi sentieri Celestino e pochi altri monaci hanno vissuto continuativamente per quasi 10 anni. Quando ci vado mi chiedo come hanno fatto? Però da qui mi rendo conto che non è impossibile se altri in un periodo meno tecnologico del nostro ci sono riusciti. La seconda considerazione riguarda invece la comunità; vivere in contesto solidale aiuta e il rispetto dei compiti assegnati ad ognuno è fondamentale. Traslando ad oggi l'esperienza degli eremiti della Maiella l'unica incognita è rappresentata da noi stessi e qui la vedo dura perchè la nostra vita è circondata da del superfluo che non credo potremmo lasciare tanto facilmente. Basta non avere campo o non avere il wifi che ci sentiamo persi. Se può interessare consiglio la lettura dei libri o anche degli articoli (si trovano in rete anche tradotti in italiano) di John Zerzan professore e filosofo americano teorizzatore del primitivismo inteso come ritorno ad una vita che rifiuta la tecnologia.
 
Ultima modifica:
per le tasse che abbiamo e le normative da seguire la vedo dura, io son un agricoltore e abbiamo un azienda agricola di 13000 metri quadri di cui quasi 10.000 con serre per coltivazione intensiva di pomodoro datterino principalmente... fino a 20anni fa si facevan gran soldi, ma mo si sopravvive a stento e ogni anno son centinaia le piccole aziende che falliscono e chiudono i battenti nella speranza di andare a fare gli operai in altre aziende.

la sola plastica di copertura delle serre (che è poi non è l'elemento piu costoso) costa un botto e va cambiata ogni 1-3 anni a secondo del film plastico per cui si opta e svariate variabili.

un tempo non tanto lontano qui da me, mettevi una sedia con una cassetta dei tuoi prodotti nel marciapiede e ti bussavan alla porta per comprare quei prodotti, mo invece ci si schifa a veder una roba del genere e al max ti bussa un controllo delle FFOO..
trent'anni fa molti vecchietti arrotondavano cosi, alcuni ci campavan le famiglie con parecchia umilta (scordarsi una spesa come internet o il telefono tanto per dirne una, o tv e telefono visto i tempi)), difatti chi lavorava 10 ore al giorno "facendosi il mazzo" in una azienda di mezzo ettaro riusciva nell'arco di 3-5 anni a comprarsi o farsi casa nuova, pur spendendo per migliorare l'azienda.

forse in alcune comunità piccole o certi paeselli la cosa è ancora fattibile, ma se lo verresti a chiedere in provincia di ragusa (nelle aree agricole) alla meglio strappi un sorriso, ma potresti beccarti lo scherno di chi dopo decenni di lavoro (esperienza, capitali e tanto sudore) non è piu riuscito a star al passo con i tempi ed è stato fagocitato dalla "grande distribuzione"



oppure si può provare a fare come su "fuori dal mondo" su dmax dove la coppia di si spara 3 giorni di viaggio con un pickup per fare 2,5kg di sale bollendo l'acqua di mare.


con mio padre abbiamo galline, colombe,quaglie,conigli, anatre e di tanto in tanto altro, non compriamo uova da anni e capita di regalarne parecchie, ma il costo di produzione supera abbondantemente il costo di comuni uova comprate al supermercato da aziendee che ne producono a milioni.

ci sarebbero i mercatini solidali etc, ma imho posson andare bene per il pensionato che vuole arrotondare, si passa il tempo e si tiene in movimento.


non ho esperienze con animali piu grandi e me ne starei alla larga dal prendere una mucca per fare il formaggio per la mia famiglia, costa meno comprare il latte dai pastori o dai piccoli allevamenti che mantenere un solo animale.

ok il piacere di mangiare quanto prodotto con le proprie mani, ma economicamente non conviene granchè.

la cosa peggiore in Italia ( e non solo) non è tanto quanti soldi tocca sborsare per la qualunque, ma tutta la burocrazia che ci sta dietro e che varia continuamente.


costruire una casa in legno oltre il costo della stessa è un po un casino assoggettato anch'essa a burocrazia,tasse e costi annuali.
per ogni cosa devi trovare escamotage come mettere la casa su ruote (con tutti i limiti) e vincolandoti a molte specifiche, per ritrovarti dopo qualche anno con qualcosa di semi-abusivo.

se sei un rom occupi un edificio e fai piu o meno quel che ti pare, ma da persona corretta ti portano per ogni cosa all'esasperazione.



io ho problemi a scuola media con mio figlio a cui richiedono di aver whatzupp ove l'insegnante d'italiano invia foto da poi far stampare perchè alla signora non piace il libro di testo, è solo un esempio del piffero ma staccarsi dalla società ed essere totalmente autosufficienti la vedo dura assai se non utopistico.
 
Beh però qui non si sta parlando di fare business ma di rendersi autonomi il più possibile dalla società come la conosciamo noi... è una cosa diversa perché mentre nel business ciò che conta è il guadagno, in ciò che @salvatore roma si propone il premio è la realizzazione dei suoi obbiettivi e suppomgo che sia be disposto verso la frugalità.
Io abito in provincia di Roma e ho un amico che mantiene tranquillamente la famiglia con 5 ettari: coltiva verdure di stagione e le vende esclusivamente ai ristoranti. E ce la fa; certo lavora moltissimo ma alla famiglia non manca nulla di ciò che è comunemente ritenuto necessario.

Sull'avere un'azienda la vedo come te, è una cosa diversa e fare concorrenza alla grande distribuzione è utopia (qui da me per esempio dopo aver dismesso tutte le coltivazioni di pesche e poi quelle della vite (le vigne stanno lì incolte) nessuno ci pensa nemmeno un secondo a fare business. Ma nell'ottica di Salvatore le cose sono diverse.
Quando parlavo di terreni più economici in Sabina non era per via della qualità della terra ma perché si tratta di zone meno appetibili da un punto di vista sociale, perché la gente ormai vuole vicinanza ai servizi (quindi alla città): io conosco bene un paese, Scandriglia (tra l'altro dentro il parco dei Lucretili) dove ci sono terre con ulivi in vendita perché non c'è più nessuno che voglia coltivarle. Il posto è bellissimo, ma ci vuole un po' per arrivare sulla Salaria perché è decentrato (e per questo, per me, più bello). E' vero, l'olio di qualità ormai non si vende più, ma a Salvatore interessa produrre per sé stesso, non per vendere. Ci cresce qualsiasi cosa con l'unica controindicazione dei cinghiali (ma lì basta recintare bene il tutto) e gli ultimi prezzi che ho visto stanno sui 15000 ad ettaro (con ulivi già piantati).
Secondo me è tutta questione di cosa si è disposti a lasciare indietro per realizzare i propri sogni. Se l'ideale è la libertà (relativa ovviamente) dalla nostra società, ritengo che la cosa si possa fare, a patto di lavorare duro, accettare i rischi e rinunciare, almeno all'inizio, a ciò che non è essenziale.
 
5 ettari e vendere ai ristoranti è un azienda a tutti gli effeti con partita iva e tutto il seguito.

ragà avete idea che significa lavorare 5 ettari anche se non con produzioni intensive?

15.000 euro ettaro (per x ettari... e qui da me con quelle cifre troverei terreni da pascolo inadatti alla qualunque) piu attrezzature, veicoli (per quanto scassato e vecchio un trattore costa comprarlo e ancor piu mantenerlo funzionale) autorizzazioni, tasse etc. etc.
e occorrono anche un tot di competenze.


anche noi facciamo l'olio per la famiglia con le nostre piante o le confetture e tant'altro, ma è un piacere, se consideri le ore di lavoro ed i costi di produzione e trasformazione del prodotto (spesso non fattibile in propio) non conviene farlo ma prenderlo da chi lo fa per lavoro.


5 ettari di terra da coltivare e vendere a filiera corta è un lavoro come un altro e non ti stacca granchè dalla normale società, anzi...
l'agricoltura ed il vivere in generale non è piu quella dei nostri nonni, oramai non basta farsi il culo e spaccarsi la schiena, un agricoltore per quanto in piccolo è in primis un imprenditore.
 
Ultima modifica:

Discussioni simili



Alto Basso