Scusate, ma alla fine di questa discussione, mi rimane una domanda: perché vivere in roulotte su un terreno agricolo dovrebbe essere più economico? In fondo è particolarmente disagevole (problemi con toilette, acqua e servizi, spazi ridotti), non è economico (il riscaldamento a gas dovrebbe essere abbastanza costoso e a basso rendimento, l'impianto elettrico va costruito...) e la roulotte stessa costa parecchio, si degrada molto più rapidamente di una qualsiasi abitazione, è molto più complesso farci della manutenzione (pezzi dedicati, poche possibilità di modifica...). Sembra, da tuti i punti di vista, una soluzione condannata alla provvisorietà.
Io conosco molte persone che abitano in montagna, spesso hanno a disposizione pochi o pochissimi soldi, ma tutti preferiscono una soluzione in muratura o in legno. A conti fatti, credo che sia molto più comodo, economico e facile da gestire. Veramente, basta proprio poco per prendersi un piccolissimo appartamento in certi paesi che ormai sono in abbandono.
Comunque, nei paesi di montagna, ho sempre visto povertà, ma la miseria mai, quella è propria della città. Posso sbagliarmi, ma la soluzione della roulotte mi sembra, concettualmente, figlia di questa seconda paura, che è comprensibilmente tipica dei cittadini. Un montanaro sa vivere in povertà, che è un'arte, un esercizio anche etico e spirituale, che non richiede regolamenti ad hoc e modifiche al piano regolatore.
Io conosco molte persone che abitano in montagna, spesso hanno a disposizione pochi o pochissimi soldi, ma tutti preferiscono una soluzione in muratura o in legno. A conti fatti, credo che sia molto più comodo, economico e facile da gestire. Veramente, basta proprio poco per prendersi un piccolissimo appartamento in certi paesi che ormai sono in abbandono.
Comunque, nei paesi di montagna, ho sempre visto povertà, ma la miseria mai, quella è propria della città. Posso sbagliarmi, ma la soluzione della roulotte mi sembra, concettualmente, figlia di questa seconda paura, che è comprensibilmente tipica dei cittadini. Un montanaro sa vivere in povertà, che è un'arte, un esercizio anche etico e spirituale, che non richiede regolamenti ad hoc e modifiche al piano regolatore.



