Normativa Vivere in roulotte????

Scusate, ma alla fine di questa discussione, mi rimane una domanda: perché vivere in roulotte su un terreno agricolo dovrebbe essere più economico? In fondo è particolarmente disagevole (problemi con toilette, acqua e servizi, spazi ridotti), non è economico (il riscaldamento a gas dovrebbe essere abbastanza costoso e a basso rendimento, l'impianto elettrico va costruito...) e la roulotte stessa costa parecchio, si degrada molto più rapidamente di una qualsiasi abitazione, è molto più complesso farci della manutenzione (pezzi dedicati, poche possibilità di modifica...). Sembra, da tuti i punti di vista, una soluzione condannata alla provvisorietà.

Io conosco molte persone che abitano in montagna, spesso hanno a disposizione pochi o pochissimi soldi, ma tutti preferiscono una soluzione in muratura o in legno. A conti fatti, credo che sia molto più comodo, economico e facile da gestire. Veramente, basta proprio poco per prendersi un piccolissimo appartamento in certi paesi che ormai sono in abbandono.

Comunque, nei paesi di montagna, ho sempre visto povertà, ma la miseria mai, quella è propria della città. Posso sbagliarmi, ma la soluzione della roulotte mi sembra, concettualmente, figlia di questa seconda paura, che è comprensibilmente tipica dei cittadini. Un montanaro sa vivere in povertà, che è un'arte, un esercizio anche etico e spirituale, che non richiede regolamenti ad hoc e modifiche al piano regolatore.
 
S

Speleoalp

Guest
Semplice... ma si finisce spesso a discutere giudicando e criticando e soprattutto sminuendo idee altrui.

Perché ? semplice... probabilmente una persona si è informata, si basa sui propri gusti e sulle proprie necessità .... quindi secondo me, come quasi in tutto, il perché risiede nei gusti personali e nelle scelte. Come i parametri per giudicare una cosa più conveniente, comoda, vivibile, ecc....

Premetto che non ci vivrei mai in una roulotte, ma sicuramente ci si può vivere bene e autonomamente anche li,...
Ma sicuramente non è obbligatorio per vivere avere la corrente elettrica, soprattutto dalla rete comunale... basta un pannellino per le necessità.
L'acqua può essere o raccolta da qualche fiume, rigagnolo o captata da una "tanica" per la raccolta piovana, ecc...
Per scaldare e cucinare si possono usare le tipiche stufe,...

Ovviamente tutto richiede l'accortezza di predisporre tutto con testa....
 
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Perchè non tutti i posti sono come quelli che conosci tu. Ci sono posti dove non ci sono questi paesini dove affittano a poco, oppure ci sono ma non c'è terreno, oppure il terreno che ha è quello, non può permettersi di acquistarne un altro altrove e quindi dato che lì per qualche motivo non può costruire pensa alla roulotte.

La differenze è che io parto dal presupposto che se uno pensa alla soluzione "roulotte" sia perché le altre non sono percorribili, tu a quanto pare invece pensi che non abbiano pensato abbastanza...
 
La differenze è che io parto dal presupposto che se uno pensa alla soluzione "roulotte" sia perché le altre non sono percorribili, tu a quanto pare invece pensi che non abbiano pensato abbastanza...

No, semplicemente volevo capire perché uno pensa alla soluzione roulotte, che a me non convince per nulla. Nessuno ha ancora parlato della ratio di questo assetto, per cui mi piacerebbe capire di più. Non mi sembra di aver giudicato o sminuito nessuno, semplicemente ho riflettuto su quale potesse essere l'origine di questa idea.
 
Cercherei le risposte dove questa pratica è già è diffusa. Associare la vita in roulotte a condizioni disagiate non è del tutto sbagliato. Negli Stati Uniti D'America ci sono milioni di abitanti che vivono in roulotte; ovviamente si tratta di strutture un po' più confortevoli ma pur sempre di roulotte si parla. Li l'esigenza è legata alla mobilità e molti si spostano da uno stato all'altro in cerca di occupazione. E' da notare che si tratta di strati della società più bassa anche se non del tutto povera. Allo stesso modo si potrebbe avanzare l'esempio di quanti decidono di vivere in barca ma qui spesso parliamo di persone facoltose. Io credo che ci siano delle motivazioni volontarie ed involontarie dietro una scelta di questo tipo: può trattarsi dell'adesione ad una filosofia di vita oppure di una forzatura legata al lavoro come negli USA. Se dovessi sbilanciarmi a dire queli sono le cause che spingono a vivere in roulotte non ho dubbi: nella maggior parte dei casi è una costrizione.
 
S

Speleoalp

Guest
Da noi nei campeggi và di moda, da sempre, l'angolo delle Roulotte permanenti, praticamente si sono comprati "x" metri quadrati e hanno piazzato la loro struttura, messo un piccolo recinto, fatto l'orto, e tutte le comodità.... solitamente sono Svizzeri Tedeschi milionari e non hanno nessun mancanza.

Son gusti e scelte.... poi sicuramente ci sarà sicuramente gente che per via di eventuali problemi deve, ma non vorrebbe, andare e vivere in una determinata maniera.
 
Comunque, nei paesi di montagna, ho sempre visto povertà, ma la miseria mai, quella è propria della città. Posso sbagliarmi, ma la soluzione della roulotte mi sembra, concettualmente, figlia di questa seconda paura, che è comprensibilmente tipica dei cittadini. Un montanaro sa vivere in povertà, che è un'arte, un esercizio anche etico e spirituale, che non richiede regolamenti ad hoc e modifiche al piano regolatore.

Come non dar ragione ad una montanara :)
 
Comunque, nei paesi di montagna, ho sempre visto povertà, ma la miseria mai, quella è propria della città. Posso sbagliarmi, ma la soluzione della roulotte mi sembra, concettualmente, figlia di questa seconda paura, che è comprensibilmente tipica dei cittadini. Un montanaro sa vivere in povertà, che è un'arte, un esercizio anche etico e spirituale, che non richiede regolamenti ad hoc e modifiche al piano regolatore.

Anche io ho molti amici che vivono in montagna e dipende quali sono le tue condizioni e le tue prospettive.
Gli svantaggi sono molti, se hai figli il futuro per loro è molto incerto, le scuole sono lontane molti km, spesso su strade disagevoli che peggiorano d'inverno tra neve e ghiaccio, se uno ha problemi di salute anche gli ospedali sono lontani, si spende di più di riscaldamento, la roba costa molto di più (dal cibo ai beni di prima necessità), il lavoro scarseggia, il turismo è appannaggio solo di alcune località e per alcuni periodi dell'anno, nella maggior parte delle zone non ci va nessuno o il turista domenicale che si porta il panino nello zaino, anche i lavori legati all'agricoltura e all'allevamento rendono solo se sono in particolari zone rinomate per tali prodotti, dove ci sono turisti ai quali vendere questi prodotti oppure se si ha la possibilità di ricevere contributi pubblici.......non dico che sia impossibile viverci, solo che bisogna fare bene i conti.
 
penso che il motivo sia duplice
da una parte chi vede la roulotte come vita in movimento, un pò zingara per capirsi
dall'altra parte chi ha un terreno e non vuole scontrarsi con la burocrazia italiana e in alcuni casi l'idea dei costi fissi delle bollette, anche qui alla ricerca di una certa indipendenza dalla società e dalle sue regole.
in tutte e due i casi è richiesto un certo spirito di sacrificio...personalmente mi piacerebbe provare...chissà
 
Negli Stati Uniti D'America ci sono milioni di abitanti che vivono in roulotte; ovviamente si tratta di strutture un po' più confortevoli ma pur sempre di roulotte si parla. Li l'esigenza è legata alla mobilità e molti si spostano da uno stato all'altro in cerca di occupazione. E' da notare che si tratta di strati della società più bassa anche se non del tutto povera.

Sì, è vero, però questa tradizione di "vagabondi su gomma" che c'è negli Usa mi pare un po' diversa dalla ricerca di una roulotte stanziale. Tra l'altro credo che in Italia o in Europa non ci sarebbe vita facile neppure in questo caso.
Comunque per quest'uso una roulotte mi sembra molto più giustificata e adatta.

Da noi nei campeggi và di moda, da sempre, l'angolo delle Roulotte permanenti, praticamente si sono comprati "x" metri quadrati e hanno piazzato la loro struttura, messo un piccolo recinto, fatto l'orto, e tutte le comodità.... solitamente sono Svizzeri Tedeschi milionari e non hanno nessun mancanza.

Beh, va di moda anche in Italia! Molti campeggi lasciano fare anche i collegamenti fissi, tanto che ho visto delle verande di roulotte munite di comoda lavatrice. Forse l'idea primigena ispiratrice è questa?
 
S

Speleoalp

Guest
A di sicuro quelli che conosco e vedo io non lo fanno con filosofie particolari.... semplicemente per scelte personali. In quanto la vita che hanno svolto è spesso "perfetta per gli standard dettati dalla società". Non si fanno mancare nulla, non si allacciano semplicemente perché si piazzano tutti gli impianti per essere autonomi. Ma hanno tutto,...

Io nelle scelte personali altrui non vado mai ad indagare troppo, non m'interessa... rispetto ogni tipo di scelta e ogni tipo di motivazione.

Chiaramente se dovessi pensare a me, ho il terreno e non posso costruire una struttura normale in quanto tra permessi, sopralluoghi, edificazione mi costerebbe più di quello che ho. Quindi una roulotte sarebbe sicuramente più fattibile.... (come ragionando su un semplice capanno)anche aggiungendo le migliorie, non arriverei mai ai costi di una struttura comune, casa, .... ma avrei praticamente uno stile di vita molto simile, comodo, ecc.... ovviamente calcolando quello che per me è comodo, lussuoso, ecc....

Quelli che hanno soldi, non sò... presumo sia una scelta di gusti... bo...
 
Non mi pare che l'Africa sia conosciuta per la grande civiltà e sicurezza......a meno che per "Africa" non intendi qualche resort di lusso, ma l'Africa è un'altra cosa ;)
Mmm...interessante punto di vista...In effetti di Africa so poco. Conosco un po' meglio solo l'Angola, dove ho lavorato qualche anno, dove ho casa e famiglia...E dove c'è una cultura e gente civili, nonchè una discreta sicurezza...specie se si sta lontani dai luoghi più ricchi... :biggrin:
 
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S

Speleoalp

Guest
Io ho un'ex compagna di scuola i cui genitori facevano i naturalisti o roba ambientale e h girato sempre il mondo, soprattutto l'Africa e abitavano nei luoghi più poveri, in disparte e studiavano le loro culture, ecc... Diversi amici di famiglia vanno spesso in Africa, nei villaggi... e nonostante ci dicono della grande povertà...rapportata al nostro stile di vita. Secondo le loro esperienze, sempre nei posti fuori dalla società... li vedono più sereni e felici di noi. Certo, avere poco aiuta ad accontentarsi e ad apprezzare di più le piccole cose, quelle vitali... quelle che da noi forse ci appaiono inutili o da rovina società... in quanto abbiamo tutto e di più e vogliamo sempre di più. Superfluo, superfluo, .....
Dalla nostra società ci fanno vivere il loro stile di vita come pietoso, orribile... per poter arrivare a plasmare anche le loro terre.
Dalle loro parti, a parte le pubblicità in tv dove fanno vedere solo quello che vogliono, sono felici e contenti di dove stanno e non so poi se si sentirebbero più liberi da noi.
La civiltà del vivere penso sia molto buona... forse più che da noi... I pericoli e i rischi, come se vado a New York, che non ci capisco una mazza.... o in altri luoghi più blasonati, ma che uno sgarro di fa avere quasi sicuramente grossi, grossi problemi.
 
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Chissà perché allora cercano di emigrare qui visto che si sta così bene....comunque sono stato in Etiopia alcuni mesi con un progetto, ho prestato servizio e ho visto le loro condizioni di vita. Il più povero qui in Italia e' di gran lunga messo meglio.
 
S

Speleoalp

Guest
Certo, hai ragione... non tutti stanno uguale e non tutti sono nelle stesse condizioni. Però spesso si fa passare il messaggio Africa - Schifo... ma non è sicuramente così. Poi l'essere umano è uguale ovunque... quindi anche i caratteri, le ambizioni, i modi di ragionare, ecc....
 
Ultima modifica di un moderatore:
@Anfisbena certo. Negli USA hanno una tradizione e degli usi che giustificano questo tipo di vita e concordo che in Europa ed in Italia è più difficile forse anche per un'abitudine ormai consolidata legata alle abitazioni propriamente dette.
 
Per tagliare la testa al toro mi sono informato in rete trovando un articolo molto interessante. Le domande e i dubbi che ci siamo posti su questo argomento sono state rivolte ad un avvocato: Angelo Costa.

Riporto le risposte dell'avvocato.

La legge definisce la RESIDENZA E IL DOMICILIO:
-RESIDENZA: per il CODICE CIVILE è il posto dove un individuo ha la sua dimora ed è regolamentata dal COMUNE dove si vuole risiedere. Concettualmete ci si riferisce ad una normale abitazione.
-RESIDENZA ANAGRAFICA: è un diritto irrinunciabile di ogni cittadino. E' concessa per legge attraverso il COMUNE dove si vuole risiedere: -ci fornisce dei diritti come il diritto di voto, il diritto alla carta di identità; -ci fornisce dei doveri come ad esempio pagare le tasse.
-DOMICILIO si differenzia dalla residenza in quanto il domicilio è il luogo nel quale vengono espletate le attività della persona in relazione alla sua vita sociale. Non deve coincidere necessariamente con la residenza ma DEVE ESSERE NOTA allo Stato e quindi al comune. (Possiamo definirla la SEDE LEGALE di ogni persona).

Fatta chiarezza su questi aspetti normativi ne deriva, secondol'avvocato Costa, che in LINEA TEORICA non è incompatibile per la la legge, l'iscrizione alla RESIDENZA e alla RESIDENZA ANAGRAFICA di un determinato comune indicando come luogo dove risiedere una roulotte. PER ESSERE IN REGOLA, PERO', DEVE TRATTARSI DI UN VEICOLO COLLEGATO AD UN DETERMINATO LUOGO E FORNITO DI SERVIZI CHE PER LEGGE SONO OBBLIGATORI ANCHE PER LE NORMALI ABITAZIONI. (AGGIUNGO ATTESTATO DAL CERTIFICATO DI ABITABILITA' NORMALMENTE RILASCIATO PER LA PRIMA VOLTA DOPO ISPEZIONE DI VIGILI URBANI E TECNICI COMUNALI!!!).

Diverso è il CAMPER, mezzo in grado di MUOVERSI E SPOSTARSI (differenza importante ai fini legali). La NORMATIVA non impediscde di vivere su un mezzo a motore libero di spostarsi definendo le persone che vivono in questo modo "SENZA FISSA DIMORA". In questo caso la RESIDENZA (che è un diritto ma evidentemente anche un obbligo) viene assegnata attraverso una procedura specifica e prevede una CONDIZIONE NECESSARIA: CHI VIVE SENZA FISSA DIMORA DEVE ESSERE REPERIBILE DALLO STATO. ANCHE I "CAMPERISTI", QUINDI, DEVONO INDICARE UN DOMICILIO PRESSO AMICI O PARENTI. QUESTI ULTIMI, A LORO VOLTA, DEVONO PER FORZA AVERE UNA RESIDENZA STABILE E TRADIZIONALE (CASA).

In definitiva allo STATO non interesse il decoro abitativo e la natura dell'alloggio (aggiungo se non diversamente espresso dalla legge come nel caso della città di Ostuni), perchè di fatto non determinanti per quello che veramente è oggetto della legislazione e cioè il riconoscimento della residenza quindi dei diritti/doveri dei cittadini.

In fine parliamo del CAMPEGGIO. Non ci si può vivere stabilmente, sempre secondo la legislazione italiana, perchè si tratta di struttre a vocazione turistica e non residenziale, fuori dai piani urbanistici-residenziali. Quindi è escluso che si possa chiedere RESIDENZA ABITATIVA O DOMICILIO presso un campeggio. Inoltre rendere le strutture di un campeggio simile ad una casa tradizionale è vietato e sanzionato con pene pecuniarie.

Scusate se ho scritto un post interminabile. Spero sia tutto chiaro.
 
infatti ho visto rom che sulla carta di identità indicavano 'senza fissa dimora'
probabilmente per il resto si appoggiano a qualche ente.
 
io rivendico il diritto di abitare sul terreno di proprietà, non cementificando per preservarlo per le generazioni future non di aprire una baraccopoli, mettici un metraggio minimo, ma non ha senso altrimenti. Possibile che uno ha un terreno e deve abitare in affitto altrove? A me sembra un controsenso, poi magari sono cretina io
Il legislatore, almeno negli anni passati, ora non ho idea ma è facilmente verificabile attraverso l'ufficio tecnico del comune di dove è il terreno, permetteva di costruire un immobile anche se questo non era edificabile purchè la casa fosse necessaria per la conduzione del terreno. In altre parole io contadino compro un terreno, lo coltivo dopo aver dichiarato, al fisco, questa mia intenzione (con tutti gli annessi e connessi), il comune mi autorizza a costruire anche se il terreno è agricolo. Ovviamente c'è una relazione diretta fra l'area del terreno e la cubatura dell'abitazione che si può costruire per cui non parliamo di un "fazzoletto" ma neanche di centinaia di ettari. Questa cubatura varia molto in funzione della zona e della coltivazione, può variare da una decina di mc/ettaro a 500-600 mc/ettaro.

Altrettanto ovviamente nulla ti vieta, salvo disposizioni particolari che dipendono dal comune piuttosto che dalla provincia, di costruire senza usare il mattone.
Io credo che parte del problema sia anche legato alle infrastrutture necessarie al fine di ritenere un suolo più o meno abitativo. Se io POSSO abitare in un determinato terreno io posso PRETENDERE l'arrivo di determinati servizi su tale terreno come le fogne, la luce elettrica, il gas, l'acqua, il telefono ecc, ecc. Lo stato, al fine di disciplinare tutto questo, dice che in determinate zone non si può costruire in quanto tali servizi non sono previsti. Ed io in questo mi trovo d'accordo; il rischio di veder realizzate migliaia di nuove costruzioni che alla fine inevitabilmente soffocano tutto è troppo alto.
Direi che il tutto dovrebbe essere visto (e oserei dire che è così) al contrario nel senso che se tu VUOI ..... DEVI ..... questo non per altro perchè non tutte le zone sono asservite, o asservibili, dai servizi comunali ma che però sono abitate o abitabili (dove abito io non c'è nè acquedotto nè fognatura nè avrebbe senso averli ..... eppure è una casa in piena regola con tutti i pezzi di carta). In altre parole, salvo obblighi comunali (in particolar modo per le fognature), nulla mi vieterebbe di non allacciarmi alla fognatura comunale, alla linea elettrica o al telefono (fisso) o alla stessa acqua comunale se sono in grado di garantire la presenza di questi servizi (quelli essenziali, il telefono non è essenziale) in modo diverso ed ovviamente in accordo con tutti i vari regolamenti ..... se voglio che sia riconosciuto l'immobile a fini abitativi.
C'è anche il discorso rifiuti, oltre a quello allacciamenti: sversare per terra gli scarti biologici umani senza conferirli correttamente non è legale. Per non parlare di sapone ecc.
Dipende dai casi e dai regolamenti comunali, se non c'è la fognatura si usano le fosse biologiche .... certo non si può sversare i liquami o le acque bianche dove capita e comunque esistono tecnologie di smaltimento anche non fisse .... ma devono esserci non solo sulla carta ;)
Scusate, io vorrei ritornare alla domanda originaria di @salvatore roma. Cioè: è possibile mettere una roulotte su un terreno agricolo?
Per ora la risposta che ho raccolto è: sì, ma devi pagare il bollo, non la devi allacciare stabilmente ai servizi municipali (gas, acqua, luce...) e devi continuare a pagare il bollo. In più non ci puoi stabilire la residenza.
Però io vorrei proporre un po' di alternative ......
La mia sensazione è che la domanda non nasca in virtù della "bellezza di vivere in una roulotte" ma dalla facilità, teorica, nella sua realizzazione e non escluderei i vantaggi fiscali rispetto ad una abitazione.

Ciao :si:, Gianluca

PS.: ..... scusate la lunghezza
 
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Chissà perché allora cercano di emigrare qui visto che si sta così bene....comunque sono stato in Etiopia alcuni mesi con un progetto, ho prestato servizio e ho visto le loro condizioni di vita. Il più povero qui in Italia e' di gran lunga messo meglio.

Ahahah! infatti IO parlo di ciò che conosco, non di ciò che non conosco... Dall'Angola la gente non emigra, se non in pochi casi, e se non i luoghi messi molto meglio dell'Italia...come Svizzera o al limite Germania. Nelle ambasciate d'Angola in giro per il mondo si fa la coda per poter avere un visto di entrata! ;)
http://www.ambasciatangolana.com/leconomia-angolana
 
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