Vivere senza soldi

"Non siamo ricchi in base a ciò che possediamo, ma in base a ciò che possiamo fare senza possedere nulla" (I. Kant) ;
"Un uomo è ricco in proporzione alle cose di cui può fare a meno" (H. D. Thoreau).

Premessa : NON è il trito pippone ( o pippino) pauperistico - francescano.
Anzi, sono riflessioni rispetto al denaro che cercano di indagare qualche lato non dico inedito, ma sicuramente meno trattato. L'autonomia ; l'emancipazione ; una inconscia "onnipotenza".

Avete mai pensato a quanto il denaro frapponga una barriera tra le persone ?
Non intendo tra ricchi e poveri o cose del genere (comunque più che vere), ma anche proprio tra persone in tutto e per tutto "omogenee" tra loro, anche tra familiari, compagni e amici, per capirsi.

Perchè dà un'idea di autonomia personale per la quale ciascuno ragiona in termini di "io" (o al massimo di "noi" se pensa ai figli). Dipendere dagli altri è sempre stata bollata come qualcosa di intrinsecamente negativo, esaltando all'opposto l'emancipazione. Eppure, a rifletterci, l'emancipazione e l'autonomia puramente "materiale" di una persona rispetto all'altra (resa possibile dal denaro) è spesso solo l'anticamera di una molto più ampia : emotiva, affettiva, mentale. Si diventa un po' come gli automobilisti inscatolati nelle loro auto : nessuno vede i volti altrui, ognuno "diventa" ed equivale al proprio involucro. Ciascuno gira autonomamente rispetto agli altri : tutt'al più, si ferma a fare rifornimento (tirando fuori appunto i soldi).
Per tornare a vedere un volto umano, occorre attendere di incappare in un autostoppista. Ecco, in uno che in qualche modo, per questo, "dipende" dagli altri. Lui e il suo destino, perlomeno quello immediato. Non avere denaro lo costringe a questo, a "doversi" relazionare. A "dover" conoscere qualcuno. Ad annodare - per poco ed estemporaneo che sia - il suo destino a quello di qualcun altro.
L'autonomia consente di rinchiudersi in un guscio - fatto di una quotidianità "comprabile" - che porta sostanzialmente a "fregarsene" di ciò che in quegli stessi momenti accade agli altri ; a creare relazioni a intermittenza, come alzare e abbassare la cornetta di un telefono appunto per il tempo di una telefonata.
A pensare (inconsciamente) che potrebbe crollare anche il modo intero intorno a sè, che ci si può salvare "da soli". Anzi, che salvarsi lo si può proprio fare SOLTANTO da soli.

Senza denaro sarebbe radicalmente diverso. I destini individuali di due o più persone si troverebbero infinitamente più intrecciati. Di conseguenza, le relazioni diventerebbero molto più profonde, perchè intaccherebbero aspetti vitali.
Ovviamente questo rappresenta l'estremo, ma secondo me già intraprendere un percorso con cui riuscire a "confinare" in sottofondo il denaro - e tutto ciò che esso consente - anzichè farne il perno della propria quotidianità, farebbe vivere sensazioni rivoluzionarie. Farebbe sentire come non mai gli altri indispensabili, anzichè soprammobili da spolverare o sistemare ogni tanto giusto per dare un tocco di vivacità in più alla propria stanza.
Si chiederebbe tanto, ma ci si sentirebbe anche spronati a dare tanto.

https://reportage.corriere.it/cronache/2014/felici-senza-soldi-storie-di-una-scelta-di-vita/
 
" Il denaro rende bello il brutto, simpatico l' antipatico, intelligente lo stupido"(Antonio Cassano)

Non te la prendere a male per la mia sincerità ma a me sembra il solito pippone buonista/politicamente corretto/radical chic : i soldi rovinano i rapporti fra le persone....... staremmo tutti meglio senza.............A parte che di solito, chi fa questi discorsi di solito di soldi ne ha parecchi,(non mi riferisco a te, parlo in generale) ma poi spaccia il solito "mito" politicamente corretto che il denaro sia la radice di tutti i mali. Il denaro è solo un simbolo, un media che porta alla luce la natura degli uomini cioè L' EGOISMO.
Senza il denaro non saremmo migliori, saremmo TALI E QUALI A COME SIAMO ADESSO
 
" Il denaro rende bello il brutto, simpatico l' antipatico, intelligente lo stupido"(Antonio Cassano)

Non te la prendere a male per la mia sincerità ma a me sembra il solito pippone buonista/politicamente corretto/radical chic : i soldi rovinano i rapporti fra le persone....... staremmo tutti meglio senza.............A parte che di solito, chi fa questi discorsi di solito di soldi ne ha parecchi,(non mi riferisco a te, parlo in generale) ma poi spaccia il solito "mito" politicamente corretto che il denaro sia la radice di tutti i mali. Il denaro è solo un simbolo, un media che porta alla luce la natura degli uomini cioè L' EGOISMO.
Senza il denaro non saremmo migliori, saremmo TALI E QUALI A COME SIAMO ADESSO

Apprezzo la sincerità, per altro verso spiace constatare che con le tue stesse parole ti sei smentito da solo.

Senza denaro saremmo TALI e QUALI a come siamo con esso ?
E come faremmo ad essere "tali e quali" se proprio il denaro è ciò che "rende bello il brutto, simpatico l'antipatico, intelligente lo stupido" ? (che è poi un altro modo di esprimere un vecchio proverbio di paese che diceva mio padre: "se il culo avesse i soldi, lo chiameremmo signor culo?").
E dunque sovverte tutte le relazioni sociali, da quelle più intime a quelle più complesse, fino a ribaltarle ?
Trasformando quindi le persone in maschere ?

Allora verrebbe da dire che proprio per questo, semmai, il denaro stravolge ciò che siamo. L'esatto contrario del "restare esattamente gli stessi". Ed è proprio in questo il suo essere la radice di tutti i mali : la capacità di modificare il dna dell'anima.
Tutto il resto ne consegue.

Altro che mito.
È mito per chi non vuole sentirsene infastidito come verità scomoda.
[/QUOTE]
 
Ultima modifica:
Non volermene ma per me sono tutte balle.
Sono il primo a dire che siamo schiavi di tutto ciò che abbiamo.... e questo è un conto.... ma se non hai un soldo te ne vai a vivere sotto i ponti, altro che in una roulotte su un bel terreno che poi diventerà ecc ecc.
Vivere con pochi -anche molto pochi- soldi è un paio di maniche.... a mio parere siamo in una società in cui se hai tanto (meglio tantissimo) sei abbastanza libero, se hai nulla sei assolutamente libero.... se sei nella via di mezzo (e nella via di mezzo ci metto chiunque abbia due soldi in banca, magari una casa di proprietà, un auto e uno straccio di lavoro) allora sei fottuto.... perchè per tenerti stretto quel poco che hai sei costretto a sottostare a ogni sorta di legge e di balzello.
Non sto parlando di essere dei reazionari eh.... sto solo parlando di LIBERTA' e di RESPONSABILITA', due parole che oggi ai più sono sconosciute non solo nella loro essenza, ma pure nel loro significato letterale.
Vivere senza denaro in una società in cui circola denaro (e il denaro circola dalla notte dei tempi, anche se non è sempre stato moneta sonante) non è nemmeno pensabile.... basta vedere cosa costa fare un esame del sangue o andare da un dentista.... o aver semplicemente il desiderio di bere una birra fresca in una giornata come quella di oggi.... al netto dello scrocco naturalmente; cerchiamo di essere realisti!
.....e poi.... siamo sicuri che tutti vorrebbero essere così profondamente intrecciati gli uni con gli altri?
Io per esempio assolutamente no.... ma ovviamente sono gusti, mentre le questioni di soldi hanno più a che fare con la matematica....
 
Non volermene ma per me sono tutte balle.
Sono il primo a dire che siamo schiavi di tutto ciò che abbiamo.... e questo è un conto.... ma se non hai un soldo te ne vai a vivere sotto i ponti, altro che in una roulotte su un bel terreno che poi diventerà ecc ecc.
Vivere con pochi -anche molto pochi- soldi è un paio di maniche.... a mio parere siamo in una società in cui se hai tanto (meglio tantissimo) sei abbastanza libero, se hai nulla sei assolutamente libero.... se sei nella via di mezzo (e nella via di mezzo ci metto chiunque abbia due soldi in banca, magari una casa di proprietà, un auto e uno straccio di lavoro) allora sei fottuto.... perchè per tenerti stretto quel poco che hai sei costretto a sottostare a ogni sorta di legge e di balzello.
Non sto parlando di essere dei reazionari eh.... sto solo parlando di LIBERTA' e di RESPONSABILITA', due parole che oggi ai più sono sconosciute non solo nella loro essenza, ma pure nel loro significato letterale.
Vivere senza denaro in una società in cui circola denaro (e il denaro circola dalla notte dei tempi, anche se non è sempre stato moneta sonante) non è nemmeno pensabile.... basta vedere cosa costa fare un esame del sangue o andare da un dentista.... o aver semplicemente il desiderio di bere una birra fresca in una giornata come quella di oggi.... al netto dello scrocco naturalmente; cerchiamo di essere realisti!
.....e poi.... siamo sicuri che tutti vorrebbero essere così profondamente intrecciati gli uni con gli altri?
Io per esempio assolutamente no.... ma ovviamente sono gusti, mentre le questioni di soldi hanno più a che fare con la matematica....

A parte che in molti passaggi hai solo confermato il concetto...
"Vivere senza soldi" era solo il titolo di quel link e io sono stato il primo a definirla un'estremizzazione chiarendo che sarebbe già tanto prendere consapevolezza e iniziare un percorso con cui si cerca di spostare il denaro almeno sullo sfondo anziché farlo troneggiare al centro come perno di tutto.

Il punto su cui invece mi soffermavo io non era certo "come far a meno del denaro" (per gli stessi motivi che hai esemplificato tu), bensì come eliminare i condizionamenti del denaro dalle relazioni umane.
E sotto questo profilo proprio quello che dici alla fine è lampante. "Siamo sicuri che tutti vorrebbero essere intrecciati gli uni con gli altri ? Io per esempio assolutamente no".

Ecco il punto : il denaro inculca nella mente un'idea di autonomia (giusta e legittima) che però deborda e degenera fino a diventare vera e propria separazione. Si vive come molecole separate, che giusto ogni tanto si sfiorano.
E così sparisce ogni traccia di relazione solidale, empatica, profonda, paziente, gratuita, limpida.
Quasi che inconsciamente si valutasse anch'essa proprio col metro del denaro stesso : perché dovrei "investirci" ? cosa me ne viene ?
Quindi in sostanza il denaro non si limita alla sua utilità intrinseca, ma finisce per modificare il dna del pensiero, le priorità della vita e, nell'ambito di queste, i rapporti con gli altri.

Però poi, tanto per dirne una, non rirmpiamoci la bocca della parola "condivisione". Condivisione de che ?
Virtuale ? Di clic? Mai termine fu più usurpato.
 
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Apprezzo la sincerità, per altro verso spiace constatare che con le tue stesse parole ti sei smentito da solo.

Senza denaro saremmo TALI e QUALI a come siamo con esso ?
E come faremmo ad essere "tali e quali" se proprio il denaro è ciò che "rende bello il brutto, simpatico l'antipatico, intelligente lo stupido" ? (che è poi un altro modo di esprimere un vecchio proverbio di paese che diceva mio padre: "se il culo avesse i soldi, lo chiameremmo signor culo?").
E dunque sovverte tutte le relazioni sociali, da quelle più intime a quelle più complesse, fino a ribaltarle ?
Trasformando quindi le persone in maschere ?

Allora verrebbe da dire che proprio per questo, semmai, il denaro stravolge ciò che siamo. L'esatto contrario del "restare esattamente gli stessi". Ed è proprio in questo il suo essere la radice di tutti i mali : la capacità di modificare il dna dell'anima.
Tutto il resto ne consegue.

Altro che mito.
È mito per chi non vuole sentirsene infastidito come verità scomoda.
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Non mi sembra di essermi contraddetto da solo : tu proponi il solito mito buonista/radical chic che le persone sono buone e che sono corrotte dal denaro, che i nostri rapporti sarebbero migliori se non ci fossero i soldi.Io lo contesto perchè per me il denaro è solo qualcosa che porta alla luce cio che le persone sono.Non crea maschere ma le toglie.Le maschere le crea paradossalmente chi fa tutti questi discorsi sul creare relazioni piu elevate.
L'ipocrisia che genera è solo una delle facce del nostro essere reale
Non potremmo essere migliori senza il denaro perchè semplicemente non lo siamo. L' uomo non puo elevarsi perchè non è reso peggiore dal denaro ma di natura è cattivo, il denaro lo porta solo alla luce, se non ci fosse il denaro ci sarebbe qualcosaltro.
 
A parte che in molti passaggi hai solo confermato il concetto...
"Vivere senza soldi" era solo il titolo di quel link e io sono stato il primo a definirla un'estremizzazione chiarendo che sarebbe già tanto prendere consapevolezza e iniziare un percorso con cui si cerca di spostare il denaro almeno sullo sfondo anziché farlo troneggiare al centro come perno di tutto.

Il punto su cui invece mi soffermavo io non era certo "come far a meno del denaro" (per gli stessi motivi che hai esemplificato tu), bensì come eliminare i condizionamenti del denaro dalle relazioni umane.
E sotto questo profilo proprio quello che dici alla fine è lampante. "Siamo sicuri che tutti vorrebbero essere intrecciati gli uni con gli altri ? Io per esempio assolutamente no".

Ecco il punto : il denaro inculca nella mente un'idea di autonomia (giusta e legittima) che però deborda e degenera fino a diventare vera e propria separazione. Si vive come molecole separate, che giusto ogni tanto si sfiorano.
E così sparisce ogni traccia di relazione solidale, empatica, profonda, paziente, gratuita, limpida.
Quasi che inconsciamente si valutasse anch'essa proprio col metro del denaro stesso : perché dovrei "investirci" ? cosa me ne viene ?
Quindi in sostanza il denaro non si limita alla sua utilità intrinseca, ma finisce per modificare il dna del pensiero, le priorità della vita e, nell'ambito di queste, i rapporti con gli altri.

Però poi, tanto per dirne una, non rirmpiamoci la bocca della parola "condivisione". Condivisione de che ?
Virtuale ? Di clic? Mai termine fu più usurpato.

Ma guarda che -parlo a titolo personale, ma non credo di essere l'unico- il fatto di essere per così dire allergico alle persone non è una questione di denaro, è una questione di non volerci proprio avere a che fare.
E non è che sono ricco.... tutt'altro..... è solo che provo empatia per pochissime persone e -guardacaso- sono delle persone a cui potrei dare in mano il portafoglio senza nemmeno sapere quanti soldi ci sono dentro, certo che nemmeno loro lo saprebbero mai..... perchè non lo aprirebbero.
Io non credo che le vite delle persone e i rapporti tra le persone siano condizionate dal denaro in quanto tale.... credo che siano condizionati semmai dal fatto che ognuno di noi possiede "cose" e non se ne vuole separare.
Tutto ciò che abbiamo non ci rende liberi, ma ci rende schiavi..... e i soldi sono proprio l'ultimo problema se pensi che esiste la carta di credito, o il classico materasso per i nostalgici.
Ma gli uomini non vogliono la libertà.... perchè la libertà fa troppa paura.
Non è facile decidere di essere liberi.
 
--- ---

Ma guarda che -parlo a titolo personale, ma non credo di essere l'unico- il fatto di essere per così dire allergico alle persone non è una questione di denaro, è una questione di non volerci proprio avere a che fare.
E non è che sono ricco.... tutt'altro..... è solo che provo empatia per pochissime persone e -guardacaso- sono delle persone a cui potrei dare in mano il portafoglio senza nemmeno sapere quanti soldi ci sono dentro, certo che nemmeno loro lo saprebbero mai..... perchè non lo aprirebbero.
Io non credo che le vite delle persone e i rapporti tra le persone siano condizionate dal denaro in quanto tale.... credo che siano condizionati semmai dal fatto che ognuno di noi possiede "cose" e non se ne vuole separare.
Tutto ciò che abbiamo non ci rende liberi, ma ci rende schiavi..... e i soldi sono proprio l'ultimo problema se pensi che esiste la carta di credito, o il classico materasso per i nostalgici.
Ma gli uomini non vogliono la libertà.... perchè la libertà fa troppa paura.
Non è facile decidere di essere liberi.

Anch'io esattamente come te, anch'io ho empatia verso pochissime persone, anch'io potrei dar loro il portafoglio senza neppure contare i soldi e così via.
Ma questo proprio perché evidentemente il denaro non si è mai insinuato in quei rapporti, fin dal primo momento.
Ed è questa la controprova che invece nella grande maggioranza dei casi il denaro li rovina prim'ancora che nascano, suscitando l'istinto di "non voler avere a che fare" con le persone appena le si "annusa".
Il denaro rende regola quello che dovrebbe essere l'eccezione (e viceversa).
La distinzione tra denaro e "cose" non ha ragion d'essere, sono solo forme diverse della stessa sostanza (il denaro consiste semplicemente in "cose" in stand by, in attesa di essere comprate).
Perché le relazioni interpersonali sono inversamente correlate al denaro (o alle cose) ? Ossia sono tanto più numerose quanto più sono filtrate da questo ?
Numerose ma epidermiche, intercambiabili, spesso puramente utilitaristiche. Amici di tanti, amici di nessuno.
Proprio sulla base di quanto hai detto mi verrebbe voglia di domandarti : hai mai riflettuto perché ti riscontri "allergico alle persone" ? Forse perché sei un misantropo ? O un asociale ? Non credo. Prova a darti una risposta.
 
Ultima modifica:
Io non sono d'accordo con le argomentazioni, ma credo che sotto sotto qualcosa di vero ci sia.

Cosa inseguiamo, cosa inseguono tutti di preciso cercando di guadagnare il più possibile quando in realtà l'80% del tempo a disposizione è occupato di solito da lavoro o altre contingenze senza tempo per coltivare le proprie passioni, cercando di risparmiare il più possibile per assicurarci una pensione che ci consentirà solo di prolungare l'agonia di una fase della vita in cui probabilmente non potremo fare più nulla di utile e/o gratificante, comprando le peggiori stronzate alla ricerca di una gratificazione spesso molto superficiale (penso a chi spende vagonate di soldi in vestiti ad esempio... Ma anche in telefoni comprandone in gran numero e impiegando grandi cifre)? O ancora, facendo il mutuo appena si trova un lavoro relativamente sicuro (se si trova) , con l'unica preoccupazione di mettere su famiglia perché la società spinge verso questo tipo di obiettivi, per poi nemmeno poter passare troppo tempo con i figli dati gli impegni di ognuno?

Beh, mi dispiace ma non condivido i valori tipici di una vita comune, non credo che sia una bella vita, forse nemmeno vale la pena di essere vissuta.

Questo per dire che riterrei più utile e gratificante condurre una vita essenziale, con pochi soldi, ma cercando di massimizzare la gratificazione personale nel modo che si ritiene più funzionale, piuttosto che fare la corsa al super guadagno che poi magari si butterà in cose materiali che danno una gratificazione spesso risibile. Però è anche vero che quest'approccio richiede pochi soldi ma quei soldi appunto li richiede, quindi non è del tutto coerente con la "filosofia " del "no money".
 
Non mi sembra di essermi contraddetto da solo : tu proponi il solito mito buonista/radical chic che le persone sono buone e che sono corrotte dal denaro, che i nostri rapporti sarebbero migliori se non ci fossero i soldi.Io lo contesto perchè per me il denaro è solo qualcosa che porta alla luce cio che le persone sono.Non crea maschere ma le toglie.Le maschere le crea paradossalmente chi fa tutti questi discorsi sul creare relazioni piu elevate.
L'ipocrisia che genera è solo una delle facce del nostro essere reale
Non potremmo essere migliori senza il denaro perchè semplicemente non lo siamo. L' uomo non puo elevarsi perchè non è reso peggiore dal denaro ma di natura è cattivo, il denaro lo porta solo alla luce, se non ci fosse il denaro ci sarebbe qualcosaltro.
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E allora cosa significherebbe la frase di Cassano che hai riportato, per giunta, proprio all'inizio ?

L'uomo è di natura cattivo ?
Mah, non mi pare proprio che tutti gli uomini possano essere messi sullo stesso piano ( per giunta su quello dei peggiori)... proprio per niente.

Ribadisco per precisare che il titolo "vivere senza soldi" è quello del link, ma la mia riflessione era un po' diversa : "vivere senza pensare ai soldi".
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Io non sono d'accordo con le argomentazioni, ma credo che sotto sotto qualcosa di vero ci sia.

Cosa inseguiamo, cosa inseguono tutti di preciso cercando di guadagnare il più possibile quando in realtà l'80% del tempo a disposizione è occupato di solito da lavoro o altre contingenze senza tempo per coltivare le proprie passioni, cercando di risparmiare il più possibile per assicurarci una pensione che ci consentirà solo di prolungare l'agonia di una fase della vita in cui probabilmente non potremo fare più nulla di utile e/o gratificante, comprando le peggiori stronzate alla ricerca di una gratificazione spesso molto superficiale (penso a chi spende vagonate di soldi in vestiti ad esempio... Ma anche in telefoni comprandone in gran numero e impiegando grandi cifre)? O ancora, facendo il mutuo appena si trova un lavoro relativamente sicuro (se si trova) , con l'unica preoccupazione di mettere su famiglia perché la società spinge verso questo tipo di obiettivi, per poi nemmeno poter passare troppo tempo con i figli dati gli impegni di ognuno?

Beh, mi dispiace ma non condivido i valori tipici di una vita comune, non credo che sia una bella vita, forse nemmeno vale la pena di essere vissuta.

Questo per dire che riterrei più utile e gratificante condurre una vita essenziale, con pochi soldi, ma cercando di massimizzare la gratificazione personale nel modo che si ritiene più funzionale, piuttosto che fare la corsa al super guadagno che poi magari si butterà in cose materiali che danno una gratificazione spesso risibile. Però è anche vero che quest'approccio richiede pochi soldi ma quei soldi appunto li richiede, quindi non è del tutto coerente con la "filosofia " del "no money".

Ma infatti il titolo del link era "vivere senza soldi", ed ho sbagliato ad usarlo pari pari per il thread mentre il senso della mia riflessione virava più su un "vivere senza pensare ai soldi" che paradossalmente prescinde dai soldi effettivi che si hanno : si potrebbe averne pochi e pensarci molto, e all'opposto averne anche molti ma pensarci poco, non far nulla per incrementarli e, semmai, pensare a come poterli usare per gli altri.
Di fatto lo spazio che occupano nella vita altro non è che il riflesso di quello che occupano nella mente.
E naturalmente i soldi sono anche da intendere come tutte le "cose potenziali" in cui possono trasformarsi.

L'altro aspetto della riflessione verteva su come pensare ai soldi possa portare - anche inconsciamente, anche senza volerlo - a rimpicciolire l'importanza degli altri nella propria vita, fino a considerarli persino quasi superflui.
Come se il denaro fosse un succedaneo delle persone.
 
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Benvenga qualsiasi ragionamento sulla natura umana e sociale. Personalmente credo che il denaro sia un metodo di affermazione del proprio ego esattamente come una volta lo era il gonfiare il petto o il fracassare il cranio al rivale: ovvero la natura umana è rimasta sempre la stessa anche se sono cambiate le modalità di conquista del branco.
Certamente non viviamo in modalità molto diverse, concettualmente, da quelle di un branco di mammiferi sociali seguendo esattamente le stesse logiche di interazione sociale ed interpersonale. L'inseguimento del successo altro non è che una pulsione ancestrale di dominio sul gruppo, l'esibire i propri guadagni in termini di beni materiali equivale ad ingrandire il proprio volume corporeo per affermarsi sul rivale. In fondo andiamo ancora a caccia, solo con modalità differenti.
Dunque sì, chi riesce ad operare un vero percorso di rinuncia ai beni materiali fa qualcosa di molto complesso in quanto riesce nell'intento di sganciarsi da una logica primordiale che alberga in ogni essere umano.
 
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Anch'io esattamente come te, anch'io ho empatia verso pochissime persone, anch'io potrei dar loro il portafoglio senza neppure contare i soldi e così via.
Ma questo proprio perché evidentemente il denaro non si è mai insinuato in quei rapporti, fin dal primo momento.
Ed è questa la controprova che invece nella grande maggioranza dei casi il denaro li rovina prim'ancora che nascano, suscitando l'istinto di "non voler avere a che fare" con le persone appena le si "annusa".
Il denaro rende regola quello che dovrebbe essere l'eccezione (e viceversa).
La distinzione tra denaro e "cose" non ha ragion d'essere, sono solo forme diverse della stessa sostanza (il denaro consiste semplicemente in "cose" in stand by, in attesa di essere comprate).
Perché le relazioni interpersonali sono inversamente correlate al denaro (o alle cose) ? Ossia sono tanto più numerose quanto più sono filtrate da questo ?
Numerose ma epidermiche, intercambiabili, spesso puramente utilitaristiche. Amici di tanti, amici di nessuno.
Proprio sulla base di quanto hai detto mi verrebbe voglia di domandarti : hai mai riflettuto perché ti riscontri "allergico alle persone" ? Forse perché sei un misantropo ? O un asociale ? Non credo. Prova a darti una risposta.

E' un punto di vista, ma io parto da un altro concetto che è quello che poi mi si addice maggiormente.
Ho pochissimi amici (quelli a cui potrei dare in mano il portafoglio) .... ma questi sono stati prima di tutto amici, e lo sono stati sia quando ho avuto soldi da spendere che quando non ne ho avuti.
E' un percorso di ANNI e in alcuni casi DECENNI.
Non c'entrano i soldi... come non c'entrano i soldi se, per il resto della popolazione mondiale, non nutro pressochè nessuna empatia.
Non è che ho paura che mi freghino anzi.... io do sempre la possibilità a una persona di fregarmi, è la prima prova che si deve superare per poter in futuro diventare mio amico.... semplicemente a me l'uomo in quanto tale non m'interessa, m'interessano invece gli animali.
Se fossi ricco, farei qualcosa per gli animali.... non aprirei di certo un ospedale gli umani tanto per fare un esempio.
Sono cattivo? NO.... sono onesto.

La distinzione tra denaro e cose non esiste?
Perdonami.... NIENTE DI PIU' SBAGLIATO.
Quando sono andato a Santiago, ho fatto un mese praticamente fuori dal mondo: non mi sono preoccupato nemmeno si guardare la tele per sapere se -magari- un asteroide stava per colpire la terra e mi sarebbe convenuto camminare più veloce.
Per un mese tutto quello di cui ho dovuto preoccuparmi è stato il mio zaino.... perchè quello era tutto ciò che avevo.
E mi sono sentito libero in quel mese.... Dio solo sa quanto..... con il solo "limite" dello zaino ovviamente, perchè se me l'avessero rubato -per esempio- avrei dovuto ricomprare tutto (e non è un problema se hai soldi, ma non sempre con i soldi trovi tutto quello che ti serve e con i soldi non compri il tempo se non ce l'hai).
Le cose sono quelle che ci tengono prigionieri.... il denaro è quello che ci rende liberi.
Attenzione.... non parlo di ricchezza, sia chiaro.... parlo di quei pochi soldi che, con le dovute (molte) rinunce, permetterebbero a una persona di vivere facendo del suo tempo SOLO ciò che desidera.
 
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faccio un piccolo off topic: nella serie su Emily Dickinson su Apple TV (molto bella) ad un certo punto lei va ad incontrare Henry Thoreau, un pezzo da vedere :rofl:
 
Il denaro è solo un simbolo, un media che porta alla luce la natura degli uomini cioè L' EGOISMO.
L'egoismo è per definizione l'innalzamento dell'io , della persona rispetto agli altri,caratteristica negativa propria dell'essere umano. quello che volevi dire riguardo al denaro o alle cose materiali in genere è forse l'avidità che spesso và a braccetto con la prima e rende l'uomo il peggior abitante della terra...tanto per rimanere nel fiosofico (dio me ne guardi ,sono sempre stato una capra in queste materie)
Apprezzo comunque chi riesce a vivere con poco,sia per scelta che portato dagli eventi.
In entrambi i casi ,le persone tirano fuori il meglio di se per ottimizzare le risorse e legarci agli altri da cui non possiamo alienarci ,ecco perchè le caratteristiche di cui sopra si invertono tirando fuori il meglio di noi.
Ognuno ha dei legami di responsabilità con il mondo ,dati da famiglia /casa/lavoro ,tutti strettamente vincolati ,necessari l'uno per sostenere l'altro.
Ma solo chi è libero da tali responsabilità può scegliere di vivere 'diversamente' senza pesare sulla società ,perchè la differenza è minima,e fare il nomade randagio vivendo di espedienti
Ecco questi mi trovano contrario,chi fà delle scelte di vita deve sapere come cavarsela senza mendicare.
rileggendo i vari post,mi accorgo di quanto siano diverse le visioni della vita di persone che forse vivono vicine o che lavorano insieme.
Penso a quanto stia male una persona a me molto vicina (familiare) che pur non mancando niente ,lavorando come casalinga, soffre di non avere una sua indipendenza economica come molte sue amiche che lavorando dispongono di libertà di 'spesa' e questo in modo tacito logora alcuni rapporti ,non voglio usare la parola amicizia perchè come giustamente è stato trattato indica un rapporto sconosciuto alla maggioranza.
Capisco che questo disagio mentale di non sentirsi apprezzati o considerati in base al tenore di vita che si tiene o ai beni che si hanno, sia un problema di pochi ,ma è una realtà di questa società o di come vorrebbe che fossimo tutti ,un sistema basato sul consumismo.
 
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"Non siamo ricchi in base a ciò che possediamo, ma in base a ciò che possiamo fare senza possedere nulla" (I. Kant) ;
"Un uomo è ricco in proporzione alle cose di cui può fare a meno" (H. D. Thoreau).


Senza denaro sarebbe radicalmente diverso.
Non so se ho ben capito il concetto, anche leggendo gli interventi successivi che pure hanno circostanziato la questione mi restano dei dubbi.

Il denaro è possesso, ma è anche e per molti soprattutto, la misura del proprio lavoro.

Fare a meno del denaro in senso lato potrebbe significare il togliere ogni parametrizzazione
ma credo che creerebbe problemi sociali, se per esempio tu lavori una giornata intera e ottieni in cambio un pasto caldo, mentre io lavoro mezzora e ottengo lo stesso pasto.

Se invece ci si ragiona in senso stretto significherebbe solo cambiare il riferimento, e in tal senso esperimenti mi risulta siano stati fatti... avevo letto ad esempio di un gruppo che remunerava il lavoro riconoscendo un credito di ore che era possibile riscuotere da sempre come forma di lavoro da altri.
Io ad essere sincero in questa forma non vedo sostanziali differenze con il denaro stesso.

Credo però che in un futuro non molto lontano questa riflessione si ripresenterà in forma nuova
ovvero:
stiamo sempre di più sviluppando e utilizzando sistemi di pagamento virtuali,
ad oggi almeno in europa i sistemi sono ancora appoggiati al capitale depositato,
ma la tendenza è spingere ad una facilità di spesa volta ad aumentare il circolante diminuendo i capitali immobilizzati, fino ad arrivare a forme che in parte già funzionano in america ove si spende non il denaro posseduto bensì il credito.

Io credo che questo porterebbe ad un atteggiamento diverso nei confronti del denaro
 
U

Utente 32323

Guest
Secondo più scuole di pensiero del subcontinente indiano, la percezione di separazione - la nascita del senso dell'io - deriverebbe dall'identificarsi della coscienza con un corpo e una mente. Questo accadrebbe per ignoranza, per errore, per gioco o anche solo apparentemente. Diverse le letture possibili ma, in ogni caso, fondamentale rimarrebbe la necessità di un ritorno della coscienza alla propria origine, al proprio stato originario, dato che da tale erronea identificazione discenderebbe ogni sofferenza sperimentata dall'uomo.

In questo quadro generale, ogni atto egoistico sarebbe frutto di tale erronea identificazione (ovvero dell'identificare me stesso con questo corpo e questa mente). Questa la causa; tutto il resto una conseguenza.

Dunque il denaro non sarebbe di per sé causa di alcuna separazione tra gli uomini. L'erroneo uso del denaro (attribuirgli significati che questo non possiede) sarebbe invece una conseguenza di tale senso di separazione. L'eliminazione del denaro (o un suo uso meno preponderante) non rimuoverebbe alcuna causa della sofferenza umana. Infatti, anche in assenza di denaro, altri beni (cibo, vestiario, tempo, affetti, etc.) continuerebbero ad essere mercificati e a causare disparità, gelosia, conflitto. L'atteggiamento dell'uomo, inconsapevole della propria vera natura, non cambierebbe in nulla.

Mi pare che questo non contraddica, anzi semplicemente riformuli, quello che veniva detto all'inizio di questa discussione da @Henry Thoreau : il pericolo di un'attitudine mercificante (metabolizzato e inconsapevole).

Emblematico di questo fenomeno mi pare l'uso stesso della parola "bene". Quando affermo che il vestiario è un bene, il mio primo pensiero non va tanto al senso forte della parola 'bene' (bene=buono, positivo), quanto al significato che tale parola ha assunto in un contesto commerciale (bene=merce, oggetto).

[...e ora non mi resta che scusarmi per lungaggine e astrattezza di questa riflessione]
 
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Secondo più scuole di pensiero del subcontinente indiano, la percezione di separazione - la nascita del senso dell'io - deriverebbe dall'identificarsi della coscienza con un corpo e una mente. Questo accadrebbe per ignoranza, per errore, per gioco o anche solo apparentemente. Diverse le letture possibili ma, in ogni caso, fondamentale rimarrebbe la necessità di un ritorno della coscienza alla propria origine, al proprio stato originario, dato che da tale erronea identificazione discenderebbe ogni sofferenza sperimentata dall'uomo.

In questo quadro generale, ogni atto egoistico sarebbe frutto di tale erronea identificazione (ovvero dell'identificare me stesso con questo corpo e questa mente). Questa la causa; tutto il resto una conseguenza.
Qualcuno che studia la Bhagavad Gita :si:
 
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