Woodcraft: tecniche, utensili, risultati.

Essendo novello del forum ed ancora in esplorazione non conoscevo ancora questa discussione! Complimenti ai bravissimi i tagliatori modalità invidia/ON!!
Quest’estate dopo aver recuperato un pezzo di ramo di Pino mi sono cimentato/avventurato in un piccolo test a voi le foto! Lo so ci sono molti errori! Ma volevo vedere cosa avrei potuto fare con i miei potentissimi ( hi hi hi) a disposizione! Vediamo di recuperare qualche legnetto qua e là così nelle sere d’inverno ni eserciterò!
 

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Essendo novello del forum ed ancora in esplorazione non conoscevo ancora questa discussione! Complimenti ai bravissimi i tagliatori modalità invidia/ON!!
Quest’estate dopo aver recuperato un pezzo di ramo di Pino mi sono cimentato/avventurato in un piccolo test a voi le foto! Lo so ci sono molti errori! Ma volevo vedere cosa avrei potuto fare con i miei potentissimi ( hi hi hi) a disposizione! Vediamo di recuperare qualche legnetto qua e là così nelle sere d’inverno ni eserciterò!
Il gusto c'è è si vede:) complimenti.
P.s. i tuoi ferri sono migliori dei miei, vai tranquillo
 
L'olio di lino cotto è 'chimico' come qualsiasi altro olio naturale.(nel senso che è composto di elementi chimici, come qualsiasi altra cosa).
L'unica differenza rispetto a quello crudo, sta nella presenza di ioni metallici aggiunti per velocizzarne l'asciugatura (polimerizzazione).
Non è indicato per trattare oggetti che vanno a contatto col cibo, anche per l'odore di pesce che emana(contiene molti omega3); per il resto è un olio vegetale come un altro.
 
Ripeto:
l'olio di lino cotto contiene quel che dici solo se non te lo fai tu con l'olio di lino che si trova normalmente per uso commestibile umano.
 
Io ho solo dei miei vecchi appunti, molto vecchi, che avevo scritto anni fa dopo ricerche fatte per sistemare delle vecchie porte di legno di casa... per cui posso solo copiarteli, spero ti accontenti.

Vengono usati entrambi per proteggere e rendere impermeabile il legno al posto di vernici varie. L'olio di lino polimerizza sotto la superficie del legno, quello cotto ha già una parziale prepolimerizzazione dovuta all'azione del calore di cottura.

Quello crudo si può usare su legno nuovo, che non ha subito altri trattamenti e penetra molto in profondità, la prima mano si miscela 1:1 con essenza di trementina, dopo 24h dai la seconda mano con olio crudo ma ben tirato e dopo un'ora circa asporti l'eccesso con un panno, strofini bene e lucidi. Tieni conto però che alcuni legni possono avere bisogno di una terza mano...

Quello cotto si usa su legno vecchio che può avere anche piccole crepe o muffe, in tal caso carteggiata, stuccatura se serve e poi usa l'olio cotto stando attenta perché tende a fare la patina esterna perché fa più fatica a penetrare il legno. la patina lo rende ugualmente impermeabile ma si spacca più facilmente. Una volta era usato al posto della vernice anche per i serramenti esterni oltre che per i mobili ordinari in legno dolce, funziona anche come mano di fondo per poi mettere gommalacca o cera perché fornisce un bel colore caldo al legno.
 
L'olio di lino viene sottoposto a riscaldamento in presenza di metalli (zinco, cobalto, piombo in primis) per accelerare il rilascio da parte dei suddetti metalli, di ioni in grado di fungere da catalizzatori, rendendo più rapido il processo di polimerizzazione (o irrancidimento) che porta gli olii ad asciugare(in realtà induriscono, ed espellono molecole d'acqua).
Questo rende l'olio di lino cotto inadatto al trattamento di stoviglie.
Il semplice riscaldamento, da solo, non sarebbe di grande utilità.
L'olio di lino cotto tende per sua natura ad essere anche più viscoso di quello crudo; per questo lo si può diluire con essenza di trementina fino a circa 1/3 senza alterarne significativamente le proprietà siccative.
Occhio a stracci sporchi e trucioli, perché se imbibiti, rischiano di innescare autocombustioni.
 
va beh.. tu resta della tua io resto della mia ok?

Se ti dico che i vecchi falegnami cuocevano l'olio di lino senza altre aggiunte lo facevano, che oggi facciano oli di lino cotti con schifezze varie dentro perché magari funzionano meglio non lo nego.
Ciò non toglie che nessuno ti vieta di farti l'olio di lino cotto secondo i vecchi metodi che trovi spiegati in internet senza aggiungerci nulla e di usarlo esattamente così come te lo fai e come facevano i nostri vecchi.
 
va beh.. tu resta della tua io resto della mia ok?

Se ti dico che i vecchi falegnami cuocevano l'olio di lino senza altre aggiunte lo facevano, che oggi facciano oli di lino cotti con schifezze varie dentro perché magari funzionano meglio non lo nego.
Ciò non toglie che nessuno ti vieta di farti l'olio di lino cotto secondo i vecchi metodi che trovi spiegati in internet senza aggiungerci nulla e di usarlo esattamente così come te lo fai e come facevano i nostri vecchi.
l' usanza di sottoporre l'olio a riscaldamento, in presenza di ioni metallici, è documentabile già dal IV a.C., da rilievi effettuati su reperti, nonché dagli scritti di Plinio il vecchio, e via seguendo tutti gli altri trattatisti di tecniche artistiche della storia.
Sottoporre l'olio a riscaldamento, ha senso in presenza di un contenitore in metallo(ad es. In rame o in ferro); cosa che molto probabilmente gli artigiani di cui parli facevano senza saperlo.
Scaldarlo in un tegame ad es.in inox o pyrex, non sortisce alcun effetto chimicamente riscontrabile
 
Si, se si frigge nella padella in ferro, ma per friggere deve arrivare molto alto di T, molto più in alto di quanto è necessario per il processo che interessa a noi; prossima al punto di fumo. Spesso questo comporta modifiche a livello molecolare, per cui oltre all'olio si formerà anche acroleina.
Senza tenere conto del fatto che il riscaldamento per cuocere l'olio dev'essere decisamente più prolungato.
Ma se ti fai delle prove in casa, magari con delle ciotole d'ottone, che essendo una lega rilascia il rame più velocemente, ti rendi conto da solo delle varie differenze.
 

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